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2021: non c’è ecologia senza condivisione

L’inizio di un nuovo anno è sempre motivo di nuove speranze, di sogni rinnovati, di proiezione verso un futuro che vorremmo migliore.
L’inizio del 2021 non è però un inizio come tanti altri anni e per questo non possiamo fermarci solo ad uno scambio di auguri o di rinnovate speranze.
Il 2020 ci lascia una pesante eredità: una pandemia da COVID-19 che è l’effetto e non la causa di tutte le sofferenze che abitano il nostro Pianeta.
Siamo giunti alla soglia di quel gradino della storia dove non possiamo più disconoscere il problema di fondo della umana esistenza.
La verità è che gran parte dell’umanità vive una dimensione molto distante dai veri principi della Vita, calpestando così ogni essere vivente ed ogni sistema che costituisce il nostro mondo.
Tale condizione, senza tanti giri di parole, è figlia di quella cultura illuminista che, basando tutto il suo credo sulla ragione umana, ha finito per chiudere l’umanità stessa all’interno del grande limite della ragione stessa.
Questo pensiero filosofico, che qui non giudico perché la storia è un percorso in divenire, ci ha però condotti dalla ricchezza dell’Infinito alla povertà del finito.
Al di la della posizione di ogni singola persona nei riguardi di una fede o meno abbiamo interrotto, con questo limite, la ricerca di qualcosa che trascenda i nostri confini fisici, temporali, spaziali.
Il solo fatto che l’umanità, con i suoi comportamenti, sta generando una grande sofferenza planetaria è segno che ci siamo tirati fuori o, se preferiamo, siamo entrati in contrasto con i ritmi della Vita.
È come se l’ecosistema sociale, con le regole enunciate negli ultimi tempi, abbia scritto dei codici non sincroni, e quindi in contrasto, con i codici della Vita.
Partendo da questa considerazione va fatta una riflessione su tutte: non possiamo risolvere i problemi del nostro mondo se non orientiamo verso l’alto il nostro sistema di coordinate.
In poche parole, non possiamo sincronizzarci con le regole della natura se non ne comprendiamo l’etica.
Non possiamo così basare la politica solo su un puro fattore economico e di bilanci di Stato se questi vanno in contrasto con l’Etica della vita.
Non possiamo produrre cibo se per farlo siamo costretti ad uccidere insetti, uccelli, mammiferi, ecc..
Non possiamo depredare interi popoli e territori (colonialismo) per soddisfare le nostre esigenze energetiche, alimentari e qualunque altro bisogno umano.

Non possiamo raggiungere il nostro benessere se questo viene fatto a discapito di qualche altro.
Non possiamo, in definitiva, parlare di crescita o sviluppo (termini tanto cari ad un certo linguaggio politico) se tutto ciò avviene a decremento di altri o altro.
Nell’enciclica “Laudato Sì” e con maggiore dettaglio nell’ultima “Fratelli tutti”, Papa Francesco, una delle Persone, al di la della sua religione, più illuminate e lucide di questi tempi, va al cuore della questione: non c’è ecologia senza condivisione!
Non ci può essere alcun impegno, alcuna battaglia, alcuna rivendicazione se non usciamo prima dal limite in cui ci ha rinchiuso la frode di quel pensiero che domina oggi gran parte del nostro mondo.
Il COVID-19 è solo, come detto in altro articolo, una lampadina rossa sul cruscotto dell’astronave Pianeta Terra. È solo l’effetto di una pandemia culturale, e quindi etica e morale, che ha alienato l’umanità dal vero percorso della Vita.
L’umanità, e quindi ogni singolo uomo e donna, può raggiungere uno stato di benessere solo nella condizione della condivisione e non nell’inseguimento di quei falsi profeti e di quegli idoli che chiamiamo: libero mercato, concorrenza, efficienza, sviluppo, ecc..
Condivisione significa poter vivere meglio (e non solo materialmente) se per farlo non:
– demoliamo e devastiamo altre civiltà e territori;
– priviamo dei beni del loro territorio (petrolio, minerali, foreste, ecosistemi, ecc.) intere civiltà e popolazioni;
– produciamo gran parte del cibo utilizzando veleni che uccidono altri esseri viventi, distruggono la fertilità del suolo, inquinano l’aria e ciò di cui ci nutriamo;
– smettiamo di porre popolo contro popolo in nome della concorrenza e del libero mercato;
– ecc.
Ricordiamoci che buona parte del benessere economico dei Paesi più ricchi è sporco di sangue, di privazioni, di grandi massacri e deportazioni che non caratterizzano solo la storia del passato ma quella più recente.
Numeri che a confronto fanno impallidire quelli legati (e sono fin troppi) alla pandemia di questo ultimo coronavirus.
Non si può risolvere la questione ambientale se siamo schierati gli uni contro gli altri; non si esce da questa crisi senza dialogo e, soprattutto, senza ascolto; non si possono fare battaglie ecologiche se dentro di noi, parafrasando il cantautore Franco Battiato, non distruggiamo l’animale che c’è in noi.
Un animale diverso da quelli che abitano il Pianeta Terra, perché loro si muovo lungo l’intera sincronia della Vita; noi vorremo costruire un piccolo universo al di fuori della Infinita Etica Universale.
Non possiamo farci gli auguri per il 2021 se dentro di noi ci portiamo il vecchio che c’è dentro di noi, altrimenti è un augurio vuoto, mirato solo a noi stessi e, pertanto, senza condivisione, un augurio non universale.

Guido Bissanti





[:en]

2021: there is no ecology without sharing

The beginning of a new year is always a reason for new hopes, for renewed dreams, for projection towards a future that we would like to be better.
However, the beginning of 2021 is not a beginning like many other years and for this reason we cannot stop only at an exchange of good wishes or renewed hopes.
2020 leaves us a heavy legacy: a COVID-19 pandemic that is the effect and not the cause of all the suffering that inhabit our planet.
We have reached the threshold of that step of history where we can no longer ignore the basic problem of human existence.
The truth is that a large part of humanity lives a dimension very distant from the true principles of Life, thus trampling every living being and every system that makes up our world.
This condition, without mincing words, is the daughter of that Enlightenment culture which, basing all its belief on human reason, ended up closing humanity itself within the great limit of reason itself.
This philosophical thought, which I do not judge here because history is a path in the making, however, has led us from the richness of the Infinite to the poverty of the finite.
Beyond the position of every single person with regard to a faith or not, we have interrupted, with this limit, the search for something that transcends our physical, temporal and spatial boundaries.
The mere fact that humanity, with its behaviors, is generating great planetary suffering is a sign that we have pulled out or, if we prefer, have entered into conflict with the rhythms of life.
It is as if the social ecosystem, with the rules enunciated in recent times, has written codes that are not synchronous, and therefore in contrast with the codes of Life.
Starting from this consideration, a reflection must be made on all of them: we cannot solve the problems of our world if we do not orient our coordinate system upwards.
In short, we cannot synchronize with the rules of nature if we do not understand their ethics.
Thus, we cannot base politics solely on a pure economic factor and state budgets if these are in contrast with the ethics of life.
We cannot produce food if we are forced to kill insects, birds, mammals, etc. to do so.
We cannot plunder entire peoples and territories (colonialism) to meet our energy, food and any other human needs.

We cannot achieve our well-being if this is done at the expense of someone else.
Ultimately, we cannot speak of growth or development (terms so dear to a certain political language) if all this happens to the detriment of others or otherwise.
In the encyclical “Laudato Sì” and in greater detail in the last “Brothers all”, Pope Francis, one of the most enlightened and lucid Persons beyond his religion of these times, goes to the heart of the question: there is no it is ecology without sharing!
There can be no commitment, no battle, no claim if we do not first go out of the limit in which the fraud of that thought that dominates much of our world today has locked us up.
COVID-19 is just, as mentioned in another article, a red light bulb on the dashboard of the spaceship Planet Earth. It is only the effect of a cultural, and therefore ethical and moral, pandemic that has alienated humanity from the true path of Life.
Humanity, and therefore every single man and woman, can reach a state of well-being only in the condition of sharing and not in the pursuit of those false prophets and those idols we call: free market, competition, efficiency, development, etc. .
Sharing means being able to live better (and not only materially) if you do not:
– we demolish and devastate other civilizations and territories;
– we deprive entire civilizations and populations of the assets of their territory (oil, minerals, forests, ecosystems, etc.);
– we produce a large part of our food using poisons that kill other living beings, destroy the fertility of the soil, pollute the air and what we eat;
– let us stop pitting people against people in the name of competition and the free market;
– etc.
Let us remember that a large part of the economic well-being of the richest countries is stained with blood, deprivation, great massacres and deportations that characterize not only the history of the past but the more recent one.
Numbers that in comparison make those linked (and there are too many) to the pandemic of this latest coronavirus pale.
The environmental issue cannot be resolved if we are aligned against each other; we cannot get out of this crisis without dialogue and, above all, without listening; ecological battles cannot be fought if within us, to paraphrase the singer-songwriter Franco Battiato, we do not destroy the animal in us.
An animal different from those that inhabit Planet Earth, because they move along the entire synchrony of Life; we would like to build a small universe outside the Infinite Universal Ethics.
We cannot wish each other good wishes for 2021 if we carry within us the old that is within us, otherwise it is an empty wish, aimed only at ourselves and, therefore, without sharing, a non-universal wish.

Guido Bissanti





[:es]

2021: no hay ecología sin compartir

El inicio de un nuevo año es siempre motivo de nuevas esperanzas, de renovados sueños, de proyección hacia un futuro que nos gustaría ser mejor.
Sin embargo, el inicio de 2021 no es un comienzo como muchos otros años y por eso no podemos detenernos solo en un intercambio de buenos deseos o esperanzas renovadas.
2020 nos deja un pesado legado: una pandemia de COVID-19 que es el efecto y no la causa de todo el sufrimiento que habita nuestro planeta.
Hemos llegado al umbral de ese paso de la historia en el que ya no podemos ignorar el problema básico de la existencia humana.
Lo cierto es que gran parte de la humanidad vive una dimensión muy alejada de los verdaderos principios de la Vida, pisoteando así todo ser vivo y todo sistema que conforma nuestro mundo.
Esta condición, sin pelos en la lengua, es hija de esa cultura ilustrada que, basando toda su creencia en la razón humana, terminó encerrando a la humanidad misma dentro del gran límite de la razón misma.
Este pensamiento filosófico, que no juzgo aquí porque la historia es un camino en proceso, sin embargo, nos ha llevado de la riqueza del Infinito a la pobreza de lo finito.
Más allá de la posición de cada individuo con respecto a una fe o no, hemos interrumpido, con este límite, la búsqueda de algo que trasciende nuestras fronteras físicas, temporales, espaciales.
El mero hecho de que la humanidad, con sus comportamientos, esté generando un gran sufrimiento planetario es una señal de que nos hemos retirado o, si lo preferimos, hemos entrado en conflicto con los ritmos de la vida.
Es como si el ecosistema social, con las reglas enunciadas en los últimos tiempos, tuviera códigos escritos que no son sincrónicos y, por tanto, contrastan con los códigos de la Vida.
Partiendo de esta consideración, hay que reflexionar sobre todos ellos: no podemos resolver los problemas de nuestro mundo si no orientamos nuestro sistema de coordenadas hacia arriba.
En resumen, no podemos sincronizarnos con las reglas de la naturaleza si no entendemos su ética.
Por tanto, no podemos basar la política únicamente en un factor económico puro y en los presupuestos estatales si estos contrastan con la ética de la vida.
No podemos producir alimentos si nos vemos obligados a matar insectos, pájaros, mamíferos, etc. para hacerlo.
No podemos saquear pueblos y territorios enteros (colonialismo) para satisfacer nuestra energía, alimentos y cualquier otra necesidad humana.

No podemos lograr nuestro bienestar si esto se hace a expensas de otra persona.
En definitiva, no podemos hablar de crecimiento o desarrollo (términos tan caros para cierto lenguaje político) si todo esto sucede en detrimento de otros o de algo más.
En la encíclica “Laudato Sì” y con mayor detalle en la última “Hermanos todos”, el Papa Francisco, una de las Personas más ilustradas y lúcidas más allá de su religión de estos tiempos, va al meollo de la cuestión: no hay es ecología sin compartir!
No puede haber compromiso, batalla, reclamo si no salimos primero del límite en el que nos ha encerrado el fraude de ese pensamiento que hoy domina gran parte de nuestro mundo.
COVID-19 es solo, como se menciona en otro artículo, una bombilla de luz roja en el tablero de la nave espacial Planeta Tierra. Es sólo el efecto de una pandemia cultural, y por lo tanto ética y moral, lo que ha alejado a la humanidad del verdadero camino de la Vida.
La humanidad, y por tanto cada hombre y mujer, puede alcanzar un estado de bienestar sólo en la condición de compartir y no en la búsqueda de esos falsos profetas y esos ídolos que llamamos: libre mercado, competencia, eficiencia, desarrollo, etc. .
Compartir significa poder vivir mejor (y no solo materialmente) si no:
– demolimos y devastamos otras civilizaciones y territorios;
– privamos a civilizaciones y poblaciones enteras de los bienes de su territorio (petróleo, minerales, bosques, ecosistemas, etc.);
– producimos la mayor parte de nuestros alimentos utilizando venenos que matan a otros seres vivos, destruyen la fertilidad del suelo, contaminan el aire y lo que comemos;
– dejar de enfrentar a personas contra personas en nombre de la competencia y el libre mercado;
– etc.
Recordemos que gran parte del bienestar económico de los países más ricos está manchado de sangre, privaciones, grandes masacres y deportaciones que caracterizan no solo la historia del pasado sino la más reciente.
Cifras que en comparación hacen palidecer a los vinculados (y son demasiados) a la pandemia de este último coronavirus.
La cuestión medioambiental no se puede resolver si estamos alineados entre nosotros; no podemos salir de esta crisis sin diálogo y, sobre todo, sin escuchar; Las batallas ecológicas no se pueden librar si dentro de nosotros, parafraseando al cantautor Franco Battiato, no destruimos al animal que hay en nosotros.
Un animal diferente a los que habitan el Planeta Tierra, porque se mueven a lo largo de toda la sincronía de la Vida; nos gustaría construir un pequeño universo fuera de la Ética Universal Infinita.
No podemos desearnos buenos deseos para el 2021 si llevamos dentro lo viejo que está dentro de nosotros, de lo contrario es un deseo vacío, dirigido solo a nosotros mismos y, por lo tanto, sin compartir, un deseo no universal.

Guido Bissanti





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