Palpita unionalis

Palpita unionalis

La Margaronia dell’olivo o tignola verde dell’olivo (Palpita unionalis Hübner 1796) è un lepidottero appartenente alla famiglia dei Crambidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Sottoregno Eumetazoa,
Superphylum Protostomia,
Phylum Arthropoda,
Subphylum Tracheata,
Superclasse Hexapoda,
Classe Insecta,
Sottoclasse Pterygota,
Coorte Endopterygota,
Superordine Oligoneoptera,
Sezione Panorpoidea,
Ordine Lepidoptera,
Sottordine Glossata,
Infraordine Heteroneura,
Divisione Ditrysia,
Superfamiglia Pyraloidea,
Famiglia Crambidae,
Sottofamiglia Pyraustinae,
Tribù Pyraustini,
Genere Palpita,
Specie unionalis.
Sono sinonimi i termini:
– Botys jucundalis Lederer, 1863;
– Botys quinquepunctalis Boisduval, 1833;
– Margarodes septempunctalis Mabille, 1880;
– Margarodes transvisalis Guenée, 1854;
– Margaronia unionalis Hübner, 17961;
– Orphanostigma versicolor Warren, 1896;
– Palpita vitrealis Rossi, 1794;
– Phalaena vitrealis Rossi, 1794;
– Pyralis unionalis Hübner, 1796
– Syngamia latimarginalis Walker, 1859.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Margaronia dell’olivo è una specie originaria del Mediterraneo, dove è largamente distribuita anche nelle regioni tropicali e subtropicali del vecchio mondo, nonché in America e in Australia. Questo lepidottero vive principalmente su piante del genere Olea, Fraxinus, Jasminum, Lygustrum e Arbutus.

Morfologia –
Allo stadio adulto questa piccola farfalla si riconosce per il suo colore bianco madreperlaceo brillante con margine anteriore delle ali di colore nocciola chiaro; ha un’apertura alare di circa 25 – 30 mm; presenta dimorfismo sessuale ed il maschio si differenzia per un ciuffetto di squame allungate nella parte terminale dell’addome.
Larva presenta un corpo di colore giallo chiaro alla schiusura che diventa in seguito verde più pronunciato. Ha 3 paia di piccole setole disposte lateralmente su ogni segmento. Al suo completo sviluppo, il bruco misura da 18 a 20 mm di lunghezza.
La crisalide è di colore scuro, finemente rugosa e misura da 12 a 16 mm di lunghezza, da 3 a 4 mm di larghezza.
L’uovo è di colore variabile dal bianco pallido al giallastro è di forma ellittica, appiattito, e delle dimensioni di 1 x 0,5 mm.
L’attività trofica di questo lepidottero è causata delle larve che causano la distruzione di una parte del fogliame che in caso di forti attacchi può determinare l’arresto dello sviluppo della pianta.
Inoltre il l’entità del danno provocato è strettamente correlato all’età e sviluppo delle piante ed alla forma di allevamento come piante monocauli, vaso cespugliato e cespugli.
Si è visto che nel caso di nuovi impianti monocauli o nella ricostituzione a vaso cespugliato di impianti preesistenti, gli attacchi di Palpita unionalis ostacolano il normale accrescimento dei rametti e dei germogli influendo così sia sullo sviluppo complessivo della pianta che sul raggiungimento e mantenimento della forma di allevamento scelta. Sono particolarmente dannosi gli attacchi tardivi, che si hanno dal 10 – 15 settembre in poi, in quanto si manifestano sugli accrescimenti di fine estate – inizio autunno determinando il ritardo della ripresa vegetativa nella primavera successiva. Inoltre nel caso di infestazioni particolarmente gravi possono essere attaccate anche le drupe delle olive.

Attitudine e Ciclo biologico –
La Margaronia dell’olivo, in alcune condizioni climatiche può compiere 4-5 generazioni all’anno che si accavallano tra loro; sverna in tutti gli stadi giovanili (ad eccezione delle larve di prima età) e come crisalide.
In Italia centrale svolge fino a 5 generazioni per anno con svernamento in vari stadi di sviluppo, soprattutto come larve di seconda e terza età.
I primi adulti fanno la loro apparizione agli inizi della primavera. Sono attivi la notte e si accoppiano dal secondo giorno.
L’accoppiamento ha una durata dalle 4 alle 6 ore e può ripetersi numerosi volte. Il periodo di deposizione dura dagli 11 ai 30 giorni, in funzione dei periodi. La femmina muore molto presto e prima di farlo depone circa 600 uova, di solito isolatamente, sullo strato inferiore o superiore delle foglie; queste si schiudono nel giro di 3 o 20 giorni, a seconda delle temperature; la soglia più bassa è 9°C. Lo sviluppo delle larve dura dai 18 ai 25 giorni e queste si alimentano delle foglie più giovani, situate all’estremità dei rami, raschiando inizialmente una parte e poi tagliando la parte del lembo. Il bruco prima di incrisalidarsi, costruisce un nascondiglio legando tra di loro delle foglie con un filo di seta.

Ruolo Ecologico –
Di norma gli attacchi di Palpita unionalis non giustificano interventi chimici poiché, in oliveti adulti, non causa danni di interesse economico. Inoltre è tenuta a freno dai trattamenti eseguiti contro la mosca delle olive e da alcune cure colturali come la spollonatura; quest’ultima oltre a determinare la carenza di alimento per le giovani larve causa la distruzione delle uova eliminando i focolai di infezione.
Sull’ olivo le larve si nutrono delle foglie, dei germogli e le drupe ma i danni riguardano unicamente piante in vivaio e giovani impianti.
Su olivo è in grado di svolgere due generazioni per anno con svernamento allo stadio di larva.
L’attività larvale è di tipo subcorticale e può avere come effetto il disseccamento di rami, branche e talora interi alberi. Gli attacchi si hanno generalmente alla base del tronco o alla biforcazione di branche e si manifestano con rigonfiamenti e screpolature: bastano 5-6 larve per condurre a morte una giovane pianta.
Il controllo a mezzo di interventi insetticidi è difficile, oltre che sconsigliato, per l’interferenza con il resto dell’entomofauna e delle specie di uccelli e mammiferi, e presuppone in ogni caso l’individuazione delle epoche di ovideposizione.
Tra l’altro questo lepidottero è tenuto a bada da numerosi nemici: tra i parassiti i più attivi vi è l’imenottero braconide, Apanteles xanthostigmus Hal., che è in grado, da solo, di parassitizzare fino al 40 – 50% delle larve ed il dittero tachinide, Nemorilla maculosa Meig.. Questi insetti sono endofagi e si sviluppano a carico delle larve. Tra i predatori oltre a numerose specie di ragni sono risultate attive anche le larve del sirfide Syrphus corollae F. che si nutrono delle forme giovanili.
Nelle tecniche di lotta biologica o integrata buoni risultati si stanno ottenendo in Spagna con il metodo della confusione sessuale, inoltre il Bacillus thuringiensis Berliner è stato utilizzato con efficacia in prove sperimentali trattando alla comparsa dei primi danni in presenza di larve ai primi stadi di sviluppo e ripetendo l’intervento dopo 6 – 8 giorni. Il trattamento eseguito tardivamente non dà risultati soddisfacenti a causa della presenza contemporanea di larve più vulnerabili (I e II stadio) o meno (III e IV stadio).

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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