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Dioscorea alata

L’igname viola o ube (Dioscorea alata L.) è una specie arbustiva rampicante appartenente alla famiglia delle Dioscoreaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Classe Liliopsida,
Ordine Liliales,
Famiglia Dioscoreaceae,
Genere Dioscorea,
Specie D. alata.
Sono sinonimi i termini:
– Dioscorea atropurpurea Roxb.;
– Dioscorea globosa Roxb.;
– Dioscorea javanica Queva.;
– Dioscorea purpurea Roxb.;
– Dioscorea sativa Del.;
– Dioscorea vulgaris Miq..

Etimologia –
Il termine Dioscorea del genere è stato dedicato a Pedanio Dioscoride Anazarbeo (di Anazarbo Asia Minore), medico di cultura greca, botanico e farmacista, vissuto nel I secolo d.C..
L’epiteto specifico alata, significa dotato di ali, da ala ala: per via del suo “gambo alato” (larghe creste presenti lungo il gambo squadrato).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Dioscorea alata è una pianta originaria delle aree tropicali dell’Est dell’Asia e della Malaysia e delle aree circostanti (Taiwan, Isole Ryukyu del Giappone, Assam, zone di pianura del Nepal, Nuova Guinea, Isola di Natale), dove viene coltivata da tempi remoti.
La pianta è ampiamente coltivata nelle zone tropicali per la sua radice commestibile che, nella preistoria, è stata dispersa dall’uomo nell’Oceano Pacifico e nell’Oceano Indiano, ed è ora diffusa in molte regioni del mondo.
Il suo habitat allo stato selvatico non è noto in quanto il centro di origine della pianta è sconosciuto; tuttavia le prove archeologiche suggeriscono che sia stata sfruttata nelle isole del sud-est asiatico e in Nuova Guinea prima dell’espansione austronesiana.

Descrizione –
L’igname viola è una pianta rampicante vigorosa, perenne, che produce steli annuali lunghi fino a 15 metri da una base tuberosa molto grande. Questi steli si arrampicano sul terreno o si attorcigliano nella vegetazione circostante. Lo stelo è quadrangolare ed alato.
Le piante producono tuberi aerei che sono attaccati strettamente agli steli, vicino all’attaccatura delle foglie. Questi tuberi aerei sono di colore bruno-grigiastri e di forma alquanto irregolare con una superficie ruvida.
Le foglie sono lunghe picciolate, opposte (spesso con una sola foglia persistente); lame fino a 20 cm o più di lunghezza, strettamente a forma di cuore, con lobi basali spesso angolari.
È una specie dioica, con piante sia maschili che femminili.
I fiori sono piccoli, occasionali, maschili e femminili derivanti dalle ascelle delle foglie su piante separate; i fiori maschili sono raggruppati in pannocchie lunghe fino a 30 cm; i fiori femminili sono raccolti in spighe più piccole.
Il frutto è una capsula composta da 3 parti.
I semi sono alati.

Coltivazione –
La Dioscorea alata ha un periodo di dormienza di almeno due mesi, cosa che ne facilita il trasporto e probabilmente spiega la sua ampia diffusione.
La pianta cresce meglio nelle zone tropicali di pianura fino ad un’altitudine di 1.000 metri con una temperatura intorno ai 26 – 34 °C, una stagione secca ben definita di 4 – 5 mesi ed una pioggia totale di 1.000 – 1.500 mm distribuita uniformemente durante il resto dell’anno.
La pianta non tollerano il gelo anche se tra le molte cultivar di questa specie, esistono forme che tollerano un’ampia gamma di condizioni ambientali.
Per ottenere buoni raccolti questa specie richiede un substrato sabbioso profondo, ben drenato, che non sia soggetto a carenze idriche. Cresce bene anche in suoli medio-argillosi e le piante rispondono bene all’applicazione di sostanza organica; inoltre preferiscono un pH compreso tra 5,5 e 6,5, tollerando 4,8 – 8,5.
Per quanto riguarda le condizioni di luminosità preferiscono lunghezze del giorno superiori a 12 ore durante la prima stagione di crescita poiché ciò favorisce la crescita vegetativa; lunghezze del giorno inferiori a 12 ore verso la fine della stagione di crescita incoraggeranno la formazione e lo sviluppo dei tuberi.
Ogni pianta produce una media di 3 radici che di solito pesano tra 5 e 10 kg, anche se eccezionalmente possono pesare fino a 60 kg.
Le piante impiegano 7-10 mesi per maturare un raccolto con rese di 20 – 25 tonnellate per ettaro.
La propagazione può avvenire sia per seme che, raramente vengono prodotti in coltivazione, o per talee di tuberi. In questo caso i tuberi piccoli possono essere tagliati in 2 – 4 sezioni, quelli più grandi in 6 – 8 sezioni. Ogni sezione dovrebbe avere 2-3 gemme dormienti. Il tubero tagliato viene spesso lasciato al sole per diverse ore per promuovere la guarigione della ferita e ridurre il rischio di infezione fungina.
Possono essere utilizzati anche tuberi aerei, che di solito producono piante vigorose.

Usi e Tradizioni –
La Dioscorea alata, come detto, è una pianta originaria delle aree tropicali dell’Asia dove costituisce un alimento base sin dall’antichità.
Stando ad antichi resti pervenuteci dalle grotte del Parco nazionale di Niah (Malaysia) antecedenti il 40.000 a.C. e dalla caverna di Ille della Dewil Valley (Filippine), risalenti invece intorno al 11000 a.C., gli esseri umani consumavano la Dioscorea alata e la Dioscorea hispida durante il Tardo Pleistocene nel sud-est asiatico. Trattandosi di un poliploide sterile, la Dioscorea alata non può attraversare corpi idrici. Ciò dimostra che tali piante furono esportate nelle isole dell’Oceano Pacifico e nella Nuova Zelanda solo durante l’espansione austronesiana, avvenuta all’incirca fra il 5000 e il 2500 a.C..
È una delle varie specie di igname che sono state addomesticate e coltivate indipendentemente nelle Isole del sud-est asiatico e in Nuova Guinea per i loro tuberi amidacei, tra cui l’igname rotondo (Dioscorea bulbifera), l’ubi gadong (Dioscorea hispida), l’igname minore (Dioscorea esculenta), Pacifico yam (Dioscorea nummularia), fiveleaf yam (Dioscorea pentaphylla) e pencil yam (Dioscorea transversa). Tra questi la D. alata e la D. esculenta erano gli unici regolarmente coltivati e consumati, mentre il resto era solitamente considerato cibo da carestia a causa dei loro livelli più alti di tossina dioscorina che richiede che vengano preparati correttamente prima del consumo.
In particolare la D. alata è più coltivata della D. esculenta, in gran parte a causa dei suoi tuberi molto più grandi.
La D. alata e la D. esculenta erano le più adatte per lunghi trasporti sule navi austronesiane e furono trasportate attraverso tutta o la maggior parte della zona dell’espansione austronesiana. In particolare la D. alata è stata introdotta nelle isole del Pacifico e in Nuova Zelanda. Queste due specie furono anche trasportate da viaggiatori austronesiani in Madagascar e nelle Comore.
La Dioscorea alata è oggi un raccolto importante nel sud-est asiatico, in particolare nelle Filippine, dove la varietà vividamente viola è ampiamente utilizzata in vari dessert tradizionali e moderni. Rimane importante anche in Melanesia, dove viene coltivata anche per scopi cerimoniali legati alla dimensione dei tuberi al momento del raccolto. La sua importanza nella Polinesia orientale e in Nuova Zelanda, tuttavia, è diminuita dopo l’introduzione di altre colture, in particolare la patata dolce.
I tuberi sono commestibili ed hanno un sapore leggermente dolce, terroso e ricco che ricorda le patate dolci o il taro. Le cultivar violette, in particolare, conferiscono ai piatti un colore un violetto particolarmente vivido a causa dell’elevata quantità di antociani . Sono anche apprezzati per l’amido che può essere ricavato.
Questa pianta è più comunemente associata alla cucina filippina tradizionale e moderna (dove è nota come ube o ubi). È ampiamente utilizzata per una varietà di dessert filippini, nonché come ingrediente – sapore per gelato, latte, panini, ciambelle, crostate, biscotti, torte, marmellate e altri tipi di dolci.
L’igname viola viene comunemente confuso con le varietà viola di patate dolci a causa delle loro somiglianze nel colore, nel gusto e negli usi culinari. Tuttavia, come altri ignami, l’igname viola tende ad avere una consistenza più umida rispetto alle patate dolci. Gli ignami viola hanno anche un contenuto di antociani più elevato rispetto alle patate dolci e possono essere usati in modo intercambiabile nella maggior parte delle ricette.
La Dioscorea alata trova impiego anche come pianta medicinale.
Il tubero viene grattugiato, mescolato con aceto forte marrone, quindi steso su carta e posto sulla parte bassa della schiena di una donna per prevenire un rischio di aborto spontaneo.
Nella medicina popolare è stata usata come un moderato lassativo e vermifugo, e per febbre, gonorrea, lebbra, tumori ed emorroidi infiammate. Questa pianta ha livelli relativamente alti di ossalati (486–781 mg / 100 g di sostanza secca).
Tra gli altri possibili usi si ricorda che il colore delle varietà viola è dovuto a vari pigmenti antociani che sono solubili in acqua e sono stati proposti come possibili coloranti alimentari.
Inoltre la Dioscorea alata è talvolta coltivata nei giardini per il suo valore ornamentale.
Questa pianta fuggita dalla sua area di crescita nativa è entrato in natura in molti altri luoghi, naturalizzandosi in alcune parti della Cina meridionale e centro-orientale, Africa e Madagascar, nell’emisfero occidentale e in varie isole degli oceani Indiano e Pacifico. Persiste allo stato selvatico ad Haiti, così come negli Stati Uniti in particolare in Louisiana, Georgia, Alabama, Porto Rico, Isole Vergini americane e in Florida dove è tecnicamente considerata una specie invasiva.
Il tubero crudo di questa pianta è tossico e si dice che produca narcosi, inoltre la presenza di saponine rende necessaria la cottura per rendere i tuberi sicuri da mangiare.

Modalità di Preparazione –
L’igname viola è una pianta di cui si consumano i suoi tuberi cotti. Di solito bolliti o cotti al forno e usati come verdura; si raccomanda un’adeguata cottura in quanto, come detto, può essere tossica se consumata cruda.
Li consumo di questa pianta prevalente è quello bollito, cotto al forno o come dolce zuccherato chiamato ube halayá; quest’ultimo è un ingrediente popolare nel dessert ghiacciato chiamato halo-halo. I dessert Purple Yam sono entrati più recentemente negli Stati Uniti attraverso la cucina filippina, con il nome filippino “ube”. È particolarmente apprezzata per il sorprendente colore violaceo che dona ai dessert.
Nel Maharashtra, le “patatine” ricavate da questi tuberi, saltate in padella vengono mangiate durante il digiuno religioso. Questa pianta è un ingrediente essenziale in Undhiyu ed è inoltre un dolce popolare a Jaffna, nello Sri Lanka.
Questa pianta viene utilizzata anche in medicina. In particolare i tuberi vengono grattugiati, mescolati con aceto forte marrone, quindi stesi su carta e posti sulla parte bassa della schiena delle donne per prevenire il rischio di aborto spontaneo.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Dioscorea alata

The Purple yam (Dioscorea alata L.) is a climbing shrub species belonging to the Dioscoreaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view, it belongs to
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Liliopsida class,
Order Liliales,
Dioscoreaceae family,
Genus Dioscorea,
Species D. alata.
The terms are synonymous:
– Dioscorea atropurpurea Roxb .;
– Dioscorea globosa Roxb .;
– Dioscorea javanica Queva .;
– Dioscorea purpurea Roxb .;
– Dioscorea sativa Del .;
– Dioscorea vulgaris Miq ..

Etymology –
The term Dioscorea of ​​the genus was dedicated to Pedanio Dioscorides Anazarbeo (of Anazarbo Asia Minor), doctor of Greek culture, botanist and pharmacist, who lived in the first century AD.
The specific alata epithet means endowed with wings, from wing to wing: due to its “winged stem” (large ridges along the square stem).

Geographic Distribution and Habitat –
Dioscorea alata is a plant native to the tropical areas of East Asia and Malaysia and the surrounding areas (Taiwan, Ryukyu Islands of Japan, Assam, lowland areas of Nepal, New Guinea, Christmas Island), where it is cultivated since ancient times.
The plant is widely cultivated in tropical zones for its edible root which, in prehistoric times, was dispersed by man in the Pacific Ocean and the Indian Ocean, and is now widespread in many regions of the world.
Its habitat in the wild is not known because the plant’s center of origin is unknown; however, archaeological evidence suggests that it has been exploited in Southeast Asian islands and New Guinea prior to the Austronesian expansion.

Description –
Purple yam is a vigorous, perennial climbing plant, producing annual stems up to 15 meters long from a very large tuberous base. These stems climb to the ground or twist into the surrounding vegetation. The stem is quadrangular and winged.
The plants produce air tubers that are tightly attached to the stems, close to the attachment of the leaves. These airplanes are brown-grayish and somewhat irregular in shape with a rough surface.
The leaves are long petalized, opposite (often with a single persistent leaf); blades up to 20 cm or more in length, closely heart-shaped, with often angular basal lobes.
It is a dioecious species, with both male and female plants.
The flowers are small, occasional, male and female from the axils of the leaves on separate plants; the male flowers are grouped in panicles up to 30 cm long; female flowers are collected in smaller spikes.
The fruit is a capsule consisting of 3 parts.
The seeds are winged.

Cultivation –
The Dioscorea alata has a dormancy period of at least two months, which facilitates its transportation and probably explains its wide diffusion.
The plant grows best in the tropical lowland areas up to an altitude of 1,000 meters with a temperature around 26 – 34 ° C, a well-defined dry season of 4 – 5 months and a total rainfall of 1,000 – 1,500 mm evenly distributed during the rest of the year.
The plant does not tolerate frost although among the many cultivars of this species, there are forms that tolerate a wide range of environmental conditions.
To obtain good harvests this species requires a deep, well-drained sandy substratum, which is not subject to water shortages. It also grows well in medium-clay soils, and the plants respond well to the application of organic matter; they also prefer a pH between 5.5 and 6.5, tolerating 4.8 – 8.5.
As for light conditions, they prefer day lengths over 12 hours during the first growing season as this favors vegetative growth; day lengths of less than 12 hours towards the end of the growing season will encourage tuber formation and development.
Each plant produces an average of 3 roots that usually weigh between 5 and 10 kg, although exceptionally they can weigh up to 60 kg.
Plants take 7-10 months to ripen a crop with yields of 20-25 tons per hectare.
Propagation can take place both by seed, which are rarely produced in cultivation, or by cuttings of tubers. In this case, small tubers can be cut into 2 – 4 sections, the larger tubers into 6 – 8 sections. Each section should have 2-3 dormant buds. The cut tuber is often left in the sun for several hours to promote wound healing and reduce the risk of fungal infection.
Aerial tubers can also be used, usually producing vigorous plants.

Customs and Traditions –
Dioscorea alata, as mentioned, is a plant native to the tropical areas of Asia where it has been a staple food since ancient times.
According to ancient remains that have come down to us from the caves of the Niah National Park (Malaysia) prior to 40,000 BC. and from the Ille cave of the Dewil Valley (Philippines), dating back to around 11000 BC, humans consumed Dioscorea alata and Dioscorea hispida during the Late Pleistocene in Southeast Asia. Being a sterile polyploid, the Dioscorea alata cannot cross bodies of water. This shows that these plants were exported to the islands of the Pacific Ocean and New Zealand only during the Austronesian expansion, which occurred approximately between 5000 and 2500 BC.
It is one of various yam species that have been independently domesticated and grown in the Islands of Southeast Asia and New Guinea for their starchy tubers, including round yam (Dioscorea bulbifera), ubi gadong (Dioscorea hispida) , the lesser yam (Dioscorea esculenta), Pacific yam (Dioscorea nummularia), fiveleaf yam (Dioscorea pentaphylla) and pencil yam (Dioscorea transversa). Among these D. alata and D. esculenta were the only ones regularly grown and consumed, while the rest were usually considered famine food because of their higher levels of dioscorin toxin which requires them to be properly prepared before consumption.
In particular, D. alata is more cultivated than D. esculenta, largely because of its much larger tubers.
D. alata and D. esculenta were best suited for long transports on Austronesian ships and were transported through all or most of the Austronesian expansion zone. In particular, D. alata was introduced in the Pacific islands and in New Zealand. These two species were also transported by Austronesian travelers to Madagascar and the Comoros.
Dioscorea alata is a major crop in Southeast Asia today, particularly the Philippines, where the vividly purple variety is widely used in various traditional and modern desserts. It also remains important in Melanesia, where it is also grown for ceremonial purposes related to the size of the tubers at the time of harvest. Its importance in Eastern Polynesia and New Zealand, however, declined after the introduction of other crops, most notably the sweet potato.
The tubers are edible and have a slightly sweet, earthy and rich flavor reminiscent of sweet potatoes or taro. The violet cultivars, in particular, give the dishes a particularly vivid violet color due to the high amount of anthocyanins. They are also valued for the starch that can be made.
This plant is most commonly associated with traditional and modern Filipino cuisine (where it is known as ube or ubi). It is widely used for a variety of Filipino desserts, as well as an ingredient – flavor for ice cream, milk, sandwiches, donuts, pies, cookies, cakes, jams and other types of sweets.
Purple yam is commonly confused with purple varieties of sweet potatoes because of their similarities in color, taste, and culinary uses. However, like other yams, purple yams tend to have a wetter texture than sweet potatoes. Purple yams also have a higher anthocyanin content than sweet potatoes and can be used interchangeably in most recipes.
Dioscorea alata is also used as a medicinal plant.
The tuber is grated, mixed with strong brown vinegar, then spread out on paper and placed on a woman’s lower back to prevent a risk of miscarriage.
In folk medicine it has been used as a moderate laxative and vermifuge, and for fever, gonorrhea, leprosy, tumors and inflamed hemorrhoids. This plant has relatively high levels of oxalates (486–781 mg / 100 g of dry matter).
Among other possible uses it is recalled that the color of the purple varieties is due to various anthocyanin pigments that are soluble in water and have been proposed as possible food colors.
Moreover, Dioscorea alata is sometimes cultivated in gardens for its ornamental value.
This plant escaped its native growth area and entered the wild in many other places, naturalizing in parts of southern and central-eastern China, Africa and Madagascar, the western hemisphere, and various islands of the Indian and Pacific oceans. It persists in the wild in Haiti, as well as in the United States in particular in Louisiana, Georgia, Alabama, Puerto Rico, the US Virgin Islands and Florida where it is technically considered an invasive species.
The raw tuber of this plant is toxic and is said to produce narcosis, and the presence of saponins makes cooking necessary to make the tubers safe to eat.

Preparation Method –
Purple yam is a plant that is consumed by its cooked tubers. Usually boiled or baked and used as a vegetable; Proper cooking is recommended because, as said, it can be toxic if consumed raw.
The consumption of this prevalent plant is boiled, baked, or as a sweet sweet called ube halayá; the latter is a popular ingredient in the icy dessert called halo-halo. Purple Yam desserts have more recently entered the United States through Filipino cuisine, under the Filipino name “ube.” It is particularly appreciated for the striking purple color it gives to desserts.
In Maharashtra, “chips” made from these tubers, stir-fried are eaten during religious fasting. This plant is an essential ingredient in Undhiyu and is also a popular dessert in Jaffna, Sri Lanka.
This plant is also used in medicine. In particular, the tubers are grated, mixed with strong brown vinegar, then spread out on paper and placed on the lower back of women to prevent the risk of miscarriage.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute from Pharmacy of the Lord, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Caution: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Dioscorea alata

El ñame de agua o ube (Dioscorea alata L.) es una especie de arbusto trepador perteneciente a la familia Dioscoreaceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático pertenece a
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
Clase de liliopsida,
Orden Liliales,
Familia Dioscoreaceae,
Género Dioscorea,
Especie D. alata.
Los términos son sinónimos:
– Dioscorea atropurpurea Roxb.;
– Dioscorea globosa Roxb.;
– Dioscorea javanica Queva.;
– Dioscorea purpurea Roxb.;
– Dioscorea sativa Del.;
– Dioscorea vulgaris Miq ..

Etimología –
El término Dioscorea del género se dedicó a Pedanio Dioscorides Anazarbeo (de Anazarbo Asia Menor), médico de la cultura griega, botánico y farmacéutico, que vivió en el siglo I d.C.
El epíteto específico alata significa dotado de alas, de ala a ala: debido a su “tallo alado” (grandes crestas a lo largo del tallo cuadrado).

Distribución geográfica y hábitat –
Dioscorea alata es una planta originaria de las zonas tropicales del este de Asia y Malasia y sus alrededores (Taiwán, islas Ryukyu de Japón, Assam, zonas de tierras bajas de Nepal, Nueva Guinea, isla de Navidad), donde se cultiva desde la antigüedad.
La planta se cultiva ampliamente en áreas tropicales por su raíz comestible que, en tiempos prehistóricos, fue dispersada por el hombre en el Océano Pacífico y el Océano Índico, y ahora está muy extendida en muchas regiones del mundo.
Su hábitat en la naturaleza no se conoce ya que se desconoce el centro de origen de la planta; sin embargo, la evidencia arqueológica sugiere que fue explotado en las islas del sudeste asiático y Nueva Guinea antes de la expansión austronesia.

Descripción –
El ñame de agua es una planta trepadora vigorosa y perenne, que produce tallos anuales de hasta 15 metros de largo a partir de una base tuberosa muy grande. Estos tallos suben al suelo o se retuercen entre la vegetación circundante. El tallo es cuadrangular y alado.
Las plantas producen tubérculos aéreos que están estrechamente adheridos a los tallos, cerca de la unión de las hojas. Estos tubérculos aéreos son de color marrón grisáceo y de forma algo irregular con una superficie rugosa.
Las hojas son largas y pecioladas, opuestas (a menudo con una sola hoja persistente); láminas de hasta 20 cm o más de longitud, casi en forma de corazón, con lóbulos basales a menudo angulares.
Es una especie dioica, con plantas tanto masculinas como femeninas.
Las flores son pequeñas, ocasionales, masculinas y femeninas que se derivan de las axilas de las hojas en plantas separadas; las flores masculinas se agrupan en panículas de hasta 30 cm de largo; las flores femeninas se recogen en espigas más pequeñas.
La fruta es una cápsula que consta de 3 partes.
Las semillas tienen alas.

Cultivo –
La Dioscorea alata tiene un período de latencia de al menos dos meses, lo que facilita su transporte y probablemente explica su amplia difusión.
La planta crece mejor en las zonas tropicales bajas hasta una altitud de 1000 metros con una temperatura de entre 26 y 34 ° C, una estación seca bien definida de 4 a 5 meses y una precipitación total de 1000 a 1500 mm distribuida uniformemente durante el resto del año.
La planta no tolera las heladas, aunque entre los muchos cultivares de esta especie, hay formas que toleran una amplia gama de condiciones ambientales.
Para obtener buenas cosechas, esta especie requiere un sustrato arenoso profundo, bien drenado, que no esté sujeto a escasez de agua. También crece bien en suelos medio arcillosos y las plantas responden bien a la aplicación de materia orgánica; también prefieren un pH entre 5.5 y 6.5, tolerando 4.8 – 8.5.
En cuanto a las condiciones de luz, prefieren días de más de 12 horas durante la primera temporada de crecimiento, ya que esto favorece el crecimiento vegetativo; Los días de menos de 12 horas hacia el final de la temporada de crecimiento fomentarán la formación y el desarrollo de los tubérculos.
Cada planta produce una media de 3 raíces que suelen pesar entre 5 y 10 kg, aunque excepcionalmente pueden llegar a pesar hasta 60 kg.
Las plantas tardan entre 7 y 10 meses en madurar un cultivo con rendimientos de 20 a 25 toneladas por hectárea.
La propagación puede tener lugar tanto por semilla, que rara vez se produce en cultivo, como por esquejes de tubérculos. En este caso, los tubérculos pequeños se pueden cortar en 2 a 4 secciones, los más grandes en 6 a 8 secciones. Cada sección debe tener 2-3 brotes inactivos. El tubérculo cortado a menudo se deja al sol durante varias horas para promover la cicatrización de heridas y reducir el riesgo de infección por hongos.
También se pueden utilizar tubérculos aéreos, que suelen producir plantas vigorosas.

Costumbres y tradiciones –
La Dioscorea alata, como se mencionó, es una planta originaria de las áreas tropicales de Asia donde ha sido un alimento básico desde la antigüedad.
Según restos antiguos que nos han llegado de las cuevas del Parque Nacional Niah (Malasia) antes del 40.000 a.C. y de la cueva Ille del Valle Dewil (Filipinas), que data de alrededor del 11000 aC, los humanos consumieron Dioscorea alata y Dioscorea hispida durante el Pleistoceno tardío en el sudeste asiático. Al ser un poliploide estéril, la Dioscorea alata no puede atravesar cuerpos de agua. Esto muestra que estas plantas se exportaron a las islas del Océano Pacífico y Nueva Zelanda solo durante la expansión austronesia, que ocurrió aproximadamente entre 5000 y 2500 aC.
Es una de las varias especies de ñame que se han domesticado y cultivado de forma independiente en las islas del sudeste asiático y Nueva Guinea por sus tubérculos almidonados, incluido el ñame redondo (Dioscorea bulbifera), ubi gadong (Dioscorea hispida) , el ñame menor (Dioscorea esculenta), el ñame del Pacífico (Dioscorea nummularia), el ñame de cinco hojas (Dioscorea pentaphylla) y el ñame lápiz (Dioscorea transversa). Entre estos, D. alata y D. esculenta eran los únicos que se cultivaban y consumían con regularidad, mientras que el resto se consideraba habitualmente alimento para la hambruna debido a sus niveles más altos de toxina dioscorina, que requiere que se preparen adecuadamente antes de su consumo.
En particular, D. alata se cultiva más que D. esculenta, en gran parte debido a sus tubérculos mucho más grandes.
D. alata y D. esculenta eran las más adecuadas para transportes largos en barcos austronesios y se transportaban a través de toda o la mayor parte de la zona de expansión austronesia. En particular, D. alata se introdujo en las islas del Pacífico y en Nueva Zelanda. Estas dos especies también fueron transportadas por viajeros austronesios a Madagascar y las Comoras.
Dioscorea alata es un cultivo importante hoy en día en el sudeste asiático, particularmente en Filipinas, donde la variedad de violeta vívida se usa ampliamente en varios postres tradicionales y modernos. También sigue siendo importante en Melanesia, donde también se cultiva con fines ceremoniales relacionados con el tamaño de los tubérculos en el momento de la cosecha. Sin embargo, su importancia en la Polinesia Oriental y Nueva Zelanda disminuyó después de la introducción de otros cultivos, sobre todo la batata.
Los tubérculos son comestibles y tienen un sabor ligeramente dulce, terroso y rico que recuerda a la batata o al taro. Los cultivares violetas, en particular, dan a los platos un color violeta particularmente vivo debido a la gran cantidad de antocianinas. También se valoran por el almidón que se puede obtener.
Esta planta se asocia más comúnmente con la cocina filipina tradicional y moderna (donde se la conoce como ube o ubi). Se usa ampliamente para una variedad de postres filipinos, así como también como ingrediente: sabor para helados, leche, sándwiches, rosquillas, tartas, galletas, pasteles, mermeladas y otros tipos de dulces.
El ñame de agua se confunde comúnmente con las variedades de batata morada debido a sus similitudes en color, sabor y usos culinarios. Sin embargo, como otros ñames, el ñame morado tiende a tener una textura más húmeda que la batata. El ñame morado también tiene un mayor contenido de antocianinas que las batatas y se puede usar indistintamente en la mayoría de las recetas.
Dioscorea alata también se utiliza como planta medicinal.
El tubérculo se ralla, se mezcla con vinagre marrón fuerte, luego se extiende sobre papel y se coloca en la parte inferior de la espalda de la mujer para evitar el riesgo de aborto espontáneo.
En medicina popular se ha utilizado como laxante y vermífugo moderados, y para fiebre, gonorrea, lepra, tumores y hemorroides inflamadas. Esta planta tiene niveles relativamente altos de oxalatos (486–781 mg / 100 g de materia seca).
Entre otros usos posibles, cabe señalar que el color de las variedades violetas se debe a varios pigmentos de antocianina que son solubles en agua y que se han propuesto como posibles colorantes alimentarios.
Además, la Dioscorea alata a veces se cultiva en jardines por su valor ornamental.
Esta planta escapó de su área de crecimiento nativa y entró en la naturaleza en muchos otros lugares, naturalizándose en partes del sur y centro-este de China, África y Madagascar, el hemisferio occidental y varias islas de los océanos Índico y Pacífico. Persiste en la naturaleza en Haití, así como en los Estados Unidos en particular en Louisiana, Georgia, Alabama, Puerto Rico, las Islas Vírgenes de los Estados Unidos y Florida, donde técnicamente se considera una especie invasora.
El tubérculo crudo de esta planta es tóxico y se dice que produce narcosis, y la presencia de saponinas hace que sea necesario cocinarlos para que los tubérculos sean seguros para comer.

Método de preparación –
El ñame de agua es una planta de la que se consumen sus tubérculos cocidos. Por lo general, hervidos o horneados y utilizados como verdura; Se recomienda una cocción adecuada ya que, como se mencionó, puede ser tóxico si se come crudo.
El consumo de esta planta predominante es hervido, horneado o como un dulce dulce llamado ube halayá; este último es un ingrediente popular en el postre helado llamado halo-halo. Los postres Purple Yam han ingresado más recientemente a los Estados Unidos a través de la cocina filipina, bajo el nombre filipino “ube”. Es particularmente popular por el llamativo color púrpura que da a los postres.
En Maharashtra, los “chips” hechos con estos tubérculos, salteados, se comen durante el ayuno religioso. Esta planta es un ingrediente esencial en Undhiyu y también es un postre popular en Jaffna, Sri Lanka.
Esta planta también se usa en medicina. En particular, los tubérculos se rallan, se mezclan con vinagre marrón fuerte, luego se extienden sobre papel y se colocan en la parte inferior de la espalda de la mujer para evitar el riesgo de aborto espontáneo.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos quirúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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