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Charadrius alexandrinus

Il fratino eurasiatico o fratino (Charadrius alexandrinus, Linnaeus 1758) è un uccello appartenente alla famiglia dei Charadriidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Classe Aves, Ordine Charadriiformes, Famiglia Charadriidae e quindi al Genere Charadrius ed alla Specie C. alexandrinus.
Sono sinonimi i termini:
– Charadrius cantianus Latham, 1801;
– Charadrius elegans Reichenow, 1904.
All’interno di questa specie si riconoscono le cinque sottospecie:
– Charadrius alexandrinus alexandrinus Linnaeus, 1758;
– Charadrius alexandrinus dealbatus (Swinhoe, 1870);
– Charadrius alexandrinus nivosus (Cassin, 1858);
– Charadrius alexandrinus occidentalis (Cabanis, 1872);
– Charadrius alexandrinus seebohmi Hartert & Jackson, AC, 1915.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il fratino eurasiatico è un uccello cosmopolita con distribuzione geografica ed habitat molto ampi.
Lo ritroviamo in Europa, Americhe, Asia e Africa. In Europa, le popolazioni si trovano tipicamente nell’ovest; anche se una volta c’era una popolazione riproduttiva in Ungheria.
In Africa, le popolazioni si trovano sulla costa meridionale del Senegal e lungo la costa settentrionale del Mediterraneo e il Mar Rosso. L’area di riproduzione continua lungo la penisola arabica , l’ Arabia Saudita , il Qatar e il Bahrain in Medio Oriente. Piccole popolazioni si possono trovare anche sulle isole, come l’arcipelago di Capo Verde, le Isole Canarie e le Azzorre. È un uccello più raro in Australia. Inoltre alcune popolazioni non migrano, come la popolazione del Capo Verde, tuttavia altre popolazioni possono migrare a distanze ragionevoli; è noto infatti che questi uccelli trascorrono l’inverno in Nord Africa e migrano in Turchia e Grecia in primavera. Alcuni uccelli che si riproducono nell’Europa occidentale non coprono lunghe distanze, e comunque migrano principalmente in Africa occidentale.
In Europa la distribuzione è principalmente costiera ed alcune popolazioni relitte interne si rinvengono in Spagna, Austria ed Ungheria.
In Italia, nonostante il dimezzamento della popolazione negli ultimi decenni, nidifica sulle coste dell’Adriatico e del medio Tirreno.
Di recente, nel giugno del 2020 è stato avvistato nella Sicilia sud-occidentale e con precisione a Capogranitola, nel comune di Campobello di Mazara (TP).
Il suo habitat, come detto, è molto vario: esso va dalle aree desertiche, con temperature del suolo che raggiungono i 50 °C alla tundra ma per lo più lo ritroviamo nelle aree costiere. Questo uccello non necessita di ripari in zone boscose o erbose e riesce a nidificare tra le dune della spiaggia.

Descrizione –
Il Charadrius alexandrinus è un uccello con dimensioni di 16 -18 cm di lunghezza con un’apertura alare che mediamente va da 33 a 40 cm.
Il maschio in abito nuziale ha le parti superiori di colore prevalentemente grigio-brune, mentre sulla nuca il colore tende al rosso fulvo. Dalla fronte alle orecchie si estende un ampio sopracciglio bianco, mentre dalla base del becco parte una stria nera, attraversa l’occhio e si prolunga anch’essa fino alle orecchie.
Le parti inferiori sono di colore bianco e vi è una sottile banda pettorale nerastra interrotta davanti. Le zampe sono grigio-nerastre.
La femmina in abito nuziale somiglia al maschio ma il nero del piumaggio è sostituito da un bruno più o meno scuro, il sopracciglio è meno evidente, soprattutto dietro l’occhio, e il colore delle zampe tende al marrone.
Nella livrea invernale gli adulti assomigliano alle femmine in abito nuziale, anche se i maschi mostrano la nuca rossiccia già in gennaio.
I giovani assomigliano alle femmine, ma presentano tonalità più sfumate. In tutti gli abiti il becco è nero.
Questo uccello ha un richiamo di allarme, che viene spesso ascoltata sia a terra che in aria e può avvenire da sola o in coppia come un too-eet. Il grido di minaccia ha un suono metallico, tipo dwee-dwee”.

Biologia –
Il fratino eurasiatico ha un sistema di riproduzione particolarmente flessibile che, all’interno delle popolazioni, include comportamenti sia monogami che poligami.
È noto che le coppie riproduttive tornano ad accoppiarsi l’una con l’altra l’anno successivo, tuttavia sono stati osservati anche cambiamenti di accoppiamento anche durante la stagione riproduttiva.
Il modello di riproduzione è comunque anche più complesso con variazioni che probabilmente si giustificano con la necessità della specie di evitare la consanguineità o per migliorare il patrimonio genetico dei discendenti.
Inoltre le coppie riproduttive possono accoppiarsi di novo nel caso di fallimento delle precedenti, con lo stesso o un compagno diverso, e sia i maschi che le femmine possono generare più di una covata.
Anche il corteggiamento è piuttosto vario; in particolare tra le popolazioni socialmente monogame e poligame; per esempio, nelle popolazioni poligame, il tempo trascorso a corteggiare è significativamente più alto sia per i maschi che per le femmine rispetto alle popolazioni monogame. Le manifestazioni di corteggiamento includono gesti attivi come la corsa in piano, la realizzazione di piccole cavità poco profonde nel terreno che vengono successivamente utilizzate per costruite i nidi e la lotte o corse per difendere un territorio di riproduzione (principalmente da maschi).
Il luogo di nidificazione è in prossimità di acque su terreno fangoso asciutto o sabbioso e con scarsa copertura vegetale, dove il maschio scava diverse buche; la femmina ne sceglie una, che viene poi rivestita con piccoli ciottoli e frammenti di conchiglie. La specie nidifica in aprile-maggio, a seconda delle latitudini, creando delle piccole depressioni sulla sabbia dove depone da 1 a 4 uova e può, in caso di insuccesso, tentare una seconda nidificazione tra maggio e luglio.
Già dopo 4-12 ore i piccoli seguono la coppia alla ricerca di cibo.
Entrambi i genitori incubano le uova, tuttavia non sono entrambi ad accudire i piccoli una volta che le uova si sono schiuse. L’abbandono della nidiata è la cessazione delle cure, da parte di uno o di entrambi i genitori, prima che la prole sia in grado di sopravvivere in modo indipendente di solito si verifica dopo una settimana in cui la covata è seguita da entrambi i genitori.
L’abbandono della nidiata è stata osservata sia nei maschi che nelle femmine, tuttavia le femmine abbandonano la covata in modo significativamente più frequente rispetto ai maschi.
Molto probabilmente questo è legato alla possibilità di accoppiarsi nuovamente e di riprodursi.
Il genitore che non abbandona può continuare a covare i propri pulcini fino all’80% delle volte per oltre 20 giorni dopo la schiusa, poiché i giovani precoci sono vulnerabili ed esposti alle temperature esterne.

Ruolo Ecologico –
Il fratino eurasiatico è una specie che (al di fuori della stagione riproduttiva) può vivere solitaria o in stormi sciolti di 20-30 individui e occasionalmente possono incorporarsi in stormi più grandi fino a 260 individui di più specie.
La loro principale fonte di cibo è costituita da piccoli invertebrati acquatici e terrestri, come insetti e le loro larve (ad esempio coleotteri, cavallette o mosche), molluschi, crostacei, ragni e vermi marini. Spesso si nutrono sulla riva di laghi, lagune o stagni in aree di suolo umido ricche di invertebrati. Si nutrono guardando, fermandosi o correndo e poi beccando per catturare la preda, ma sondano anche la sabbia per cercare la preda, o catturano le mosche tenendo la bocca aperta. La capacità di questo uccello di identificare la preda è influenzata dalla luce, dal vento e dalla pioggia. Di notte, la loro capacità di cacciare potrebbe essere limitata, ma è stato dimostrato che hanno una buona visione notturna grazie ai loro grandi occhi e alla maggiore sensibilità visiva della retina.
Il Charadrius alexandrinus, pur se in diminuzione, non è ancora segnalato dalla IUCN come specie in pericolo.
Tuttavia essendo una specie legata esclusivamente a siti costieri, risente di ogni forma di degrado ambientale, quali urbanizzazione delle coste, l’erosione dei litorali sabbiosi ed il disturbo arrecato da attività turistiche e ricreative.
Infatti la dimensione della popolazione globale è in continuo calo, sebbene per alcune popolazioni le tendenze siano sconosciute. Si stima che la popolazione europea stimata in 21.500-34.800 coppie, che costituiscono circa il 15% della gamma globale, diminuirà di meno del 25% in 15 anni / tre generazioni.
Per quanto riguarda le misure di conservazione questa specie è elencata in Allegato I della Direttiva Uccelli (79/409/CEE).

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.



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Charadrius alexandrinus

The Kentish plover(Charadrius alexandrinus, Linnaeus 1758) is a bird belonging to the family of the Charadriidae.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Animalia Kingdom, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Aves Class, Charadriiformes Order, Charadriiformes, and Charadriidae and therefore to the Genus Charadrius and the Species C. alexandrinus.
The terms are synonymous:
– Charadrius cantianus Latham, 1801;
– Charadrius elegans Reichenow, 1904.
Five subspecies are recognized in this species:
– Charadrius alexandrinus alexandrinus Linnaeus, 1758;
– Charadrius alexandrinus dealbatus (Swinhoe, 1870);
– Charadrius alexandrinus nivosus (Cassin, 1858);
– Charadrius alexandrinus occidentalis (Cabanis, 1872);
– Charadrius alexandrinus seebohmi Hartert & Jackson, AC, 1915.

Geographic Distribution and Habitat –
The Kentish plover is a cosmopolitan bird with very wide geographic distribution and habitat.
We find it in Europe, the Americas, Asia and Africa. In Europe, populations are typically found in the west; although there was once a breeding population in Hungary.
In Africa, the populations are on the southern coast of Senegal and along the northern coast of the Mediterranean and the Red Sea. The breeding area continues along the Arabian Peninsula, Saudi Arabia, Qatar and Bahrain in the Middle East. Small populations can also be found on islands, such as the Cape Verde archipelago, the Canary Islands and the Azores. It is a rarer bird in Australia. Moreover, some populations do not migrate, such as the Cape Verde population, however other populations may migrate at reasonable distances; it is known that these birds spend the winter in North Africa and migrate to Turkey and Greece in the spring. Some birds that breed in Western Europe do not cover long distances, and still migrate mainly to West Africa.
In Europe, the distribution is mainly coastal and some inland relict populations are found in Spain, Austria and Hungary.
In Italy, despite the halving of the population in recent decades, it nests on the coasts of the Adriatic and the middle Tyrrhenian.
Recently, in June 2020 it was spotted in south-western Sicily and precisely in Capogranitola, in the municipality of Campobello di Mazara (TP).
Its habitat, as mentioned, is very varied: it ranges from desert areas, with soil temperatures that reach 50 ° C to the tundra but mostly we find it in the coastal areas. This bird does not need shelter in wooded or grassy areas and is able to nest in the dunes of the beach.

Description –
The Charadrius alexandrinus is a bird with dimensions of 16-18 cm in length with a wingspan that on average ranges from 33 to 40 cm.
The male in bridal dress has predominantly gray-brown color upper parts, while on the nape the color tends to tawny red. A wide white eyebrow extends from the forehead to the ears, while a black streak starts from the base of the beak, crosses the eye and also extends to the ears.
The lower parts are white, and there is a thin blackish pectoral band interrupted in front. The legs are grayish-blackish.
The female in wedding dress resembles the male but the black of the plumage is replaced by a more or less dark brown, the eyebrow is less evident, especially behind the eye, and the color of the legs tends to brown.
In the winter livery, the adults resemble the females in wedding dress, even if the males show the reddish nape as early as January.
Juveniles resemble females, but have more nuanced shades. In all clothes, the beak is black.
This bird has an alarm call, which is often heard both on the ground and in the air and can occur alone or in pairs as a too-eet. The threat cry has a metallic sound, like dwee-dwee. ”

Biology –
The Kentish plover has a particularly flexible system of reproduction which, within populations, includes both monogamous and polygamous behaviors.
Breeding pairs are known to mate with each other again the following year, however mating changes have also been observed during the breeding season.
The reproduction model is however even more complex with variations that are probably justified by the need of the species to avoid consanguinity or to improve the genetic heritage of the descendants.
Furthermore, the reproductive couples can mate again in case of failure of the previous ones, with the same or a different mate, and both males and females can generate more than one brood.
Courtship is also quite varied; in particular among the socially monogamous and polygamous populations; for example, in polygamous populations, the time spent courting is significantly higher for both males and females than in monogamous populations. Manifestations of courtship include active gestures such as running on the flat, making small shallow cavities in the ground which are subsequently used to build nests, and struggling or running to defend a breeding territory (mainly by males).
The breeding site is close to waters on dry or sandy muddy ground and with scarce vegetal cover, where the male digs several holes; the female chooses one, which is then covered with small pebbles and shell fragments. The species nests in April-May, depending on the latitudes, creating small depressions on the sand where it lays from 1 to 4 eggs and can, in case of failure, try a second nesting between May and July.
Already after 4-12 hours the young follow the couple in search of food.
Both parents incubate the eggs, however they are not both looking after the young once the eggs have hatched. Brood abandonment is the cessation of care, by one or both parents, before the offspring are able to survive independently usually occurs after a week in which the brood is followed by both parents .
Brood abandonment has been observed in both males and females, however females abandon brood significantly more frequently than males.
Most likely this is related to the ability to mate again and reproduce.
The non-abandoning parent can continue to hatch their chicks up to 80% of the time for more than 20 days after hatching, as precocious young are vulnerable and exposed to outside temperatures.

Ecological Role –
The Kentish plover is a species that (outside the breeding season) can live alone or in loose flocks of 20-30 individuals and occasionally can incorporate into larger flocks of up to 260 individuals of multiple species.
Their main food source is small aquatic and terrestrial invertebrates, such as insects and their larvae (eg beetles, grasshoppers or flies), molluscs, crustaceans, spiders and sea worms. They often feed on the shore of lakes, lagoons or ponds in areas of moist soil rich in invertebrates. They feed by watching, stopping or running and then pecking to catch prey, but they also probe the sand for prey, or catch flies by keeping their mouths open. This bird’s ability to identify prey is affected by light, wind, and rain. At night, their ability to hunt may be limited, but they have been shown to have good night vision due to their large eyes and increased visual sensitivity of the retina.
The Charadrius alexandrinus, though decreasing, is not yet reported by the IUCN as an endangered species.
However, being a species linked exclusively to coastal sites, it is affected by all forms of environmental degradation, such as coastal urbanization, the erosion of sandy coasts and the disturbance caused by tourist and recreational activities.
Indeed, the size of the global population is continuously declining, although for some populations the trends are unknown. It is estimated that the European population estimated at 21,500 to 34,800 pairs, making up about 15% of the global range, will decline by less than 25% in 15 years / three generations.
As far as conservation measures are concerned, this species is listed in Annex I of the Birds Directive (79/409 / EEC).

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– C. Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlas of nesting birds, Gangemi Editore, Rome.
– L. Svensson, K. Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guide to the Birds of Europe, North Africa and the Near East, Harper Collins Publisher, UK.



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Charadrius alexandrinus

El Chorlitejo patinegro (Charadrius alexandrinus, Linnaeus 1758) es un ave perteneciente a la familia de los Charadriidae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Reino Animalia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Clase Aves, Orden Charadriiformes, Familia Charadriidae y por lo tanto al Género Charadrius y a la Especie C. alexandrinus.
Los términos son sinónimos:
– Charadrius cantianus Latham, 1801;
– Charadrius elegans Reichenow, 1904.
Dentro de esta especie, se reconocen las cinco subespecies:
– Charadrius alexandrinus alexandrinus Linnaeus, 1758;
– Charadrius alexandrinus dealbatus (Swinhoe, 1870);
– Charadrius alexandrinus nivosus (Cassin, 1858);
– Charadrius alexandrinus occidentalis (Cabanis, 1872);
– Charadrius alexandrinus seebohmi Hartert y Jackson, AC, 1915.

Distribución geográfica y hábitat –
El Chorlitejo patinegro es un ave cosmopolita con una distribución geográfica y un hábitat muy amplios.
Lo encontramos en Europa, América, Asia y África. En Europa, las poblaciones se encuentran típicamente en el oeste; aunque alguna vez hubo una población reproductora en Hungría.
En África, las poblaciones se encuentran en la costa sur de Senegal y a lo largo de la costa norte del Mediterráneo y el Mar Rojo. El área de reproducción continúa a lo largo de la Península Arábiga, Arabia Saudita, Qatar y Bahrein en el Medio Oriente. También se pueden encontrar pequeñas poblaciones en las islas, como el archipiélago de Cabo Verde, las Islas Canarias y las Azores. Es un ave más rara en Australia. Además, algunas poblaciones no migran, como la población de Cabo Verde, sin embargo, otras poblaciones pueden migrar a distancias razonables; se sabe que estas aves pasan el invierno en el norte de África y migran a Turquía y Grecia en la primavera. Algunas aves que se reproducen en Europa occidental no cubren largas distancias y aún migran principalmente a África occidental.
En Europa la distribución es principalmente costera y algunas poblaciones relictas del interior se encuentran en España, Austria y Hungría.
En Italia, a pesar de la reducción a la mitad de la población en las últimas décadas, anida en las costas del Adriático y el Tirreno medio.
Recientemente, en junio de 2020 fue avistado en el suroeste de Sicilia y precisamente en Capogranitola, en el municipio de Campobello di Mazara (TP).
Su hábitat, como se mencionó, es muy variado: va desde zonas desérticas, con temperaturas del suelo que alcanzan los 50 ° C hasta la tundra pero mayoritariamente lo encontramos en las zonas costeras. Esta ave no necesita refugio en áreas boscosas o con césped y es capaz de anidar en las dunas de la playa.

Descripción –
El Charadrius alexandrinus es un ave con dimensiones de 16-18 cm de longitud con una envergadura que en promedio oscila entre 33 y 40 cm.
El hombre vestido de novia tiene predominantemente partes superiores de color marrón grisáceo, mientras que en la nuca el color tiende a rojizo. Una ceja ancha y blanca se extiende desde la frente hasta las orejas, mientras que una raya negra comienza desde la base del pico, cruza el ojo y también se extiende hasta las orejas.
Las partes inferiores son blancas y hay una fina banda pectoral negruzca interrumpida al frente. Las piernas son de color gris negruzco.
La hembra en traje de novia se parece al macho pero el negro del plumaje se reemplaza por un marrón más o menos oscuro, la ceja es menos evidente, especialmente detrás del ojo, y el color de las piernas tiende a marrón.
En la librea de invierno, los adultos se parecen a las hembras en traje de novia, incluso si los machos muestran la nuca rojiza ya en enero.
Los juveniles se parecen a las hembras, pero tienen matices más matizados. Con toda la ropa, el pico es negro.
Esta ave tiene una llamada de alarma, que a menudo se escucha tanto en el suelo como en el aire y puede ocurrir sola o en parejas como un gato. El grito de amenaza tiene un sonido metálico, como dwee-dwee “.

Biología –
El Chorlitejo patinegro tiene un sistema de reproducción particularmente flexible que, dentro de las poblaciones, incluye comportamientos tanto monógamos como polígamos.
Se sabe que las parejas reproductoras vuelven a aparearse al año siguiente, sin embargo, también se han observado cambios de apareamiento durante la temporada de reproducción.
Sin embargo, el modelo de reproducción es aún más complejo con variaciones que probablemente estén justificadas por la necesidad de la especie de evitar la consanguinidad o mejorar el patrimonio genético de la descendencia.
Además, las parejas reproductoras pueden volver a aparearse en caso de fallo de las anteriores, con la misma o diferente pareja, y tanto machos como hembras pueden generar más de una cría.
El cortejo también es bastante variado; en particular entre las poblaciones socialmente monógamas y polígamas; por ejemplo, en poblaciones polígamas, el tiempo dedicado al cortejo es significativamente mayor tanto para hombres como para mujeres que en poblaciones monógamas. Las manifestaciones de cortejo incluyen gestos activos como correr por el piso, hacer pequeñas cavidades poco profundas en el suelo que luego se utilizan para construir nidos y luchar o correr para defender un territorio de reproducción (principalmente por machos).
El sitio de anidación se encuentra cerca de aguas sobre suelo fangoso seco o arenoso y con escasa cubierta vegetal, donde el macho cava varios hoyos; la hembra elige uno, que luego se cubre con pequeños guijarros y fragmentos de concha. La especie anida en abril-mayo, dependiendo de las latitudes, creando pequeñas depresiones en la arena donde deposita de 1 a 4 huevos y puede, en caso de falla, intentar una segunda anidación entre mayo y julio.
Ya después de 4-12 horas los jóvenes siguen a la pareja en busca de alimento.
Ambos padres incuban los huevos, sin embargo, no cuidan a las crías una vez que los huevos han eclosionado. El abandono de la cría es el cese del cuidado, por parte de uno o ambos padres, antes de que la descendencia pueda sobrevivir de forma independiente, generalmente ocurre después de una semana en la que ambos padres siguen a la cría. .
Se ha observado abandono de la cría tanto en machos como en hembras; sin embargo, las hembras abandonan la cría con mucha más frecuencia que los machos.
Lo más probable es que esto esté relacionado con la capacidad de aparearse nuevamente y reproducirse.
El progenitor que no abandona puede seguir incubando a sus polluelos hasta el 80% del tiempo durante más de 20 días después de la eclosión, ya que las crías precoces son vulnerables y están expuestas a las temperaturas exteriores.

Papel ecológico –
El Chorlitejo patinegro es una especie que (fuera de la temporada de cría) puede vivir solo o en bandadas sueltas de 20-30 individuos y ocasionalmente puede incorporarse a bandadas más grandes de hasta 260 individuos de múltiples especies.
Su principal fuente de alimento son los pequeños invertebrados acuáticos y terrestres, como los insectos y sus larvas (por ejemplo, escarabajos, saltamontes o moscas), moluscos, crustáceos, arañas y gusanos marinos. Suelen alimentarse a orillas de lagos, lagunas o estanques en zonas de suelo húmedo ricas en invertebrados. Se alimentan mirando, deteniéndose o corriendo y luego picoteando para atrapar a sus presas, pero también sondean la arena en busca de presas o atrapan moscas manteniendo la boca abierta. La capacidad de esta ave para identificar presas se ve afectada por la luz, el viento y la lluvia. Por la noche, su capacidad para cazar puede ser limitada, pero se ha demostrado que tienen una buena visión nocturna gracias a sus ojos grandes y una mayor sensibilidad visual de la retina.
El Charadrius alexandrinus, aunque está disminuyendo, todavía no ha sido informado por la UICN como una especie en peligro de extinción.
Sin embargo, al ser una especie ligada exclusivamente a los sitios costeros, se ve afectada por todas las formas de degradación ambiental, como la urbanización costera, la erosión de las costas arenosas y la perturbación provocada por las actividades turísticas y recreativas.
De hecho, el tamaño de la población mundial está disminuyendo continuamente, aunque para algunas poblaciones se desconocen las tendencias. Se estima que la población europea estimada en 21.500 a 34.800 parejas, que representan alrededor del 15% del rango global, disminuirá en menos del 25% en 15 años / tres generaciones.
En lo que respecta a las medidas de conservación, esta especie está incluida en el anexo I de la Directiva de aves (79/409 / CEE).

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– C. Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlas de aves nidificantes, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K. Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guía de las aves de Europa, África del Norte y el Cercano Oriente, Harper Collins Publisher, Reino Unido.



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