Charadrius alexandrinus

Charadrius alexandrinus

Il fratino eurasiatico o fratino (Charadrius alexandrinus, Linnaeus 1758) è un uccello appartenente alla famiglia dei Charadriidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Classe Aves, Ordine Charadriiformes, Famiglia Charadriidae e quindi al Genere Charadrius ed alla Specie C. alexandrinus.
Sono sinonimi i termini:
– Charadrius cantianus Latham, 1801;
– Charadrius elegans Reichenow, 1904.
All’interno di questa specie si riconoscono le cinque sottospecie:
– Charadrius alexandrinus alexandrinus Linnaeus, 1758;
– Charadrius alexandrinus dealbatus (Swinhoe, 1870);
– Charadrius alexandrinus nivosus (Cassin, 1858);
– Charadrius alexandrinus occidentalis (Cabanis, 1872);
– Charadrius alexandrinus seebohmi Hartert & Jackson, AC, 1915.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il fratino eurasiatico è un uccello cosmopolita con distribuzione geografica ed habitat molto ampi.
Lo ritroviamo in Europa, Americhe, Asia e Africa. In Europa, le popolazioni si trovano tipicamente nell’ovest; anche se una volta c’era una popolazione riproduttiva in Ungheria.
In Africa, le popolazioni si trovano sulla costa meridionale del Senegal e lungo la costa settentrionale del Mediterraneo e il Mar Rosso. L’area di riproduzione continua lungo la penisola arabica , l’ Arabia Saudita , il Qatar e il Bahrain in Medio Oriente. Piccole popolazioni si possono trovare anche sulle isole, come l’arcipelago di Capo Verde, le Isole Canarie e le Azzorre. È un uccello più raro in Australia. Inoltre alcune popolazioni non migrano, come la popolazione del Capo Verde, tuttavia altre popolazioni possono migrare a distanze ragionevoli; è noto infatti che questi uccelli trascorrono l’inverno in Nord Africa e migrano in Turchia e Grecia in primavera. Alcuni uccelli che si riproducono nell’Europa occidentale non coprono lunghe distanze, e comunque migrano principalmente in Africa occidentale.
In Europa la distribuzione è principalmente costiera ed alcune popolazioni relitte interne si rinvengono in Spagna, Austria ed Ungheria.
In Italia, nonostante il dimezzamento della popolazione negli ultimi decenni, nidifica sulle coste dell’Adriatico e del medio Tirreno.
Di recente, nel giugno del 2020 è stato avvistato nella Sicilia sud-occidentale e con precisione a Capogranitola, nel comune di Campobello di Mazara (TP).
Il suo habitat, come detto, è molto vario: esso va dalle aree desertiche, con temperature del suolo che raggiungono i 50 °C alla tundra ma per lo più lo ritroviamo nelle aree costiere. Questo uccello non necessita di ripari in zone boscose o erbose e riesce a nidificare tra le dune della spiaggia.

Descrizione –
Il Charadrius alexandrinus è un uccello con dimensioni di 16 -18 cm di lunghezza con un’apertura alare che mediamente va da 33 a 40 cm.
Il maschio in abito nuziale ha le parti superiori di colore prevalentemente grigio-brune, mentre sulla nuca il colore tende al rosso fulvo. Dalla fronte alle orecchie si estende un ampio sopracciglio bianco, mentre dalla base del becco parte una stria nera, attraversa l’occhio e si prolunga anch’essa fino alle orecchie.
Le parti inferiori sono di colore bianco e vi è una sottile banda pettorale nerastra interrotta davanti. Le zampe sono grigio-nerastre.
La femmina in abito nuziale somiglia al maschio ma il nero del piumaggio è sostituito da un bruno più o meno scuro, il sopracciglio è meno evidente, soprattutto dietro l’occhio, e il colore delle zampe tende al marrone.
Nella livrea invernale gli adulti assomigliano alle femmine in abito nuziale, anche se i maschi mostrano la nuca rossiccia già in gennaio.
I giovani assomigliano alle femmine, ma presentano tonalità più sfumate. In tutti gli abiti il becco è nero.
Questo uccello ha un richiamo di allarme, che viene spesso ascoltata sia a terra che in aria e può avvenire da sola o in coppia come un too-eet. Il grido di minaccia ha un suono metallico, tipo dwee-dwee”.

Biologia –
Il fratino eurasiatico ha un sistema di riproduzione particolarmente flessibile che, all’interno delle popolazioni, include comportamenti sia monogami che poligami.
È noto che le coppie riproduttive tornano ad accoppiarsi l’una con l’altra l’anno successivo, tuttavia sono stati osservati anche cambiamenti di accoppiamento anche durante la stagione riproduttiva.
Il modello di riproduzione è comunque anche più complesso con variazioni che probabilmente si giustificano con la necessità della specie di evitare la consanguineità o per migliorare il patrimonio genetico dei discendenti.
Inoltre le coppie riproduttive possono accoppiarsi di novo nel caso di fallimento delle precedenti, con lo stesso o un compagno diverso, e sia i maschi che le femmine possono generare più di una covata.
Anche il corteggiamento è piuttosto vario; in particolare tra le popolazioni socialmente monogame e poligame; per esempio, nelle popolazioni poligame, il tempo trascorso a corteggiare è significativamente più alto sia per i maschi che per le femmine rispetto alle popolazioni monogame. Le manifestazioni di corteggiamento includono gesti attivi come la corsa in piano, la realizzazione di piccole cavità poco profonde nel terreno che vengono successivamente utilizzate per costruite i nidi e la lotte o corse per difendere un territorio di riproduzione (principalmente da maschi).
Il luogo di nidificazione è in prossimità di acque su terreno fangoso asciutto o sabbioso e con scarsa copertura vegetale, dove il maschio scava diverse buche; la femmina ne sceglie una, che viene poi rivestita con piccoli ciottoli e frammenti di conchiglie. La specie nidifica in aprile-maggio, a seconda delle latitudini, creando delle piccole depressioni sulla sabbia dove depone da 1 a 4 uova e può, in caso di insuccesso, tentare una seconda nidificazione tra maggio e luglio.
Già dopo 4-12 ore i piccoli seguono la coppia alla ricerca di cibo.
Entrambi i genitori incubano le uova, tuttavia non sono entrambi ad accudire i piccoli una volta che le uova si sono schiuse. L’abbandono della nidiata è la cessazione delle cure, da parte di uno o di entrambi i genitori, prima che la prole sia in grado di sopravvivere in modo indipendente di solito si verifica dopo una settimana in cui la covata è seguita da entrambi i genitori.
L’abbandono della nidiata è stata osservata sia nei maschi che nelle femmine, tuttavia le femmine abbandonano la covata in modo significativamente più frequente rispetto ai maschi.
Molto probabilmente questo è legato alla possibilità di accoppiarsi nuovamente e di riprodursi.
Il genitore che non abbandona può continuare a covare i propri pulcini fino all’80% delle volte per oltre 20 giorni dopo la schiusa, poiché i giovani precoci sono vulnerabili ed esposti alle temperature esterne.

Ruolo Ecologico –
Il fratino eurasiatico è una specie che (al di fuori della stagione riproduttiva) può vivere solitaria o in stormi sciolti di 20-30 individui e occasionalmente possono incorporarsi in stormi più grandi fino a 260 individui di più specie.
La loro principale fonte di cibo è costituita da piccoli invertebrati acquatici e terrestri, come insetti e le loro larve (ad esempio coleotteri, cavallette o mosche), molluschi, crostacei, ragni e vermi marini. Spesso si nutrono sulla riva di laghi, lagune o stagni in aree di suolo umido ricche di invertebrati. Si nutrono guardando, fermandosi o correndo e poi beccando per catturare la preda, ma sondano anche la sabbia per cercare la preda, o catturano le mosche tenendo la bocca aperta. La capacità di questo uccello di identificare la preda è influenzata dalla luce, dal vento e dalla pioggia. Di notte, la loro capacità di cacciare potrebbe essere limitata, ma è stato dimostrato che hanno una buona visione notturna grazie ai loro grandi occhi e alla maggiore sensibilità visiva della retina.
Il Charadrius alexandrinus, pur se in diminuzione, non è ancora segnalato dalla IUCN come specie in pericolo.
Tuttavia essendo una specie legata esclusivamente a siti costieri, risente di ogni forma di degrado ambientale, quali urbanizzazione delle coste, l’erosione dei litorali sabbiosi ed il disturbo arrecato da attività turistiche e ricreative.
Infatti la dimensione della popolazione globale è in continuo calo, sebbene per alcune popolazioni le tendenze siano sconosciute. Si stima che la popolazione europea stimata in 21.500-34.800 coppie, che costituiscono circa il 15% della gamma globale, diminuirà di meno del 25% in 15 anni / tre generazioni.
Per quanto riguarda le misure di conservazione questa specie è elencata in Allegato I della Direttiva Uccelli (79/409/CEE).

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.

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