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Cypripedium pubescens

La Scarpetta di Venere (Cypripedium pubescens Willd.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Orchidaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Liliopsida, Sottoclasse Liliidae, Ordine Orchidales, Famiglia Orchidaceae, Sottofamiglia Cypripedioideae e quindi al Genere Cypripedium ed alla Specie C. pubescens.
Sono sinonimi i termini:
– Cypripedium flavescens DC. 1803;
– Cypripedium luteum var. pubescens (Willd.) Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. angustifolium Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. biflorum Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. concolor Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. glabrum Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. grandiflorum Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. maculatum Raf. 1828;
– Cypripedium furcatum Raf. 1833;
– Cypripedium undatum Raf. 1833;
– Cypripedium assurgens Raf. 1833;
– Cypripedium aureum Raf. 1833;
– Cypripedium calceolus var. pubescens (Willd.) Correll 1938;
– Cypripedium veganum Cockerell & Barker 1900;
– Cypripedium parviflorum var. pubescens (Willd.) O.W.Knight 1906;
– Cypripedium parviflorum var. planipetalum Fernald 1926;
– Cypripedium planipetalum (Fernald) F.J.A.Morris 1929;
– Cypripedium calceolus var. planipetalum (Fernald) Vict. & J.Rousseau.

Etimologia –
Il termine del genere Cypripedium proviene dal greco da Κύπρις Cýpris Ciprea o Ciprigna, uno degli attributi di Artemide (Venere), e da πἑδῑλον pédilon sandali: scarpetta di Venere.
L’epiteto specifico pubescens viene da pubes -is lanugine adolescenziale del mento: coperto di lanugine, peloso, pubescente, lanuginoso.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Cypripedium pubescens è una pianta originaria del nord degli Stati Uniti, con una distribuzione che va dal Nord America, al Asia orientale e al Giappone.
Il suo habitat è quello della foresta mesica di latifoglie e conifere, radure, boschetti, praterie, prati e paludi a quote comprese tra 0 e 2900 metri.

Descrizione –
Il Cypripedium pubescens è una orchidea perenne che cresce fino a 0,6 m per 0,3 m.
La radice presenta un rizoma tipicamente orizzontale, che si espande ampliamente. La pianta è costituita da 3 o 4 foglie oblunghe, di color verde brillante, avvolgenti il caule, dalle quali dipartono 2 fiori grandi e magnifici.
I fiori presentano due sepali color brunastro localizzati alla medesima altezza, i quali scendono su petali color nocciola e terminano con un labello distintivo (da cui prende il nome); si tratta di un petalo particolarissimo – tipico delle orchidee – dalla conformazione a fungo, una sorta di conca che funge da richiamo per gli insetti adibiti all’impollinazione (l’insetto, imprigionato nel labello, raccoglie il polline favorendone la dispersione).
La specie è ermafrodita (ha organi sia maschili che femminili).
Fiorisce da aprile a maggio.

Coltivazione –
La Scarpetta di Venere è una pianta che cresce bene all’ombra o al pieno sole se c’è una umidità adeguata. Predilige giardini boschivi ed esposizioni a nord o nord-ovest per rallentare la crescita iniziale. Richiede un terreno ricco di humus con molta umidità nella stagione di crescita ma riesce anche in terreni calcarei.
La pianta non deve essere piantata troppo in profondità.
È una specie molto ornamentale e longeva una volta stabilita, sebbene sia molto difficile far affrancare la pianta.
I fiori hanno un aroma morbido, simile alla rosa.
Anche se originaria dell’America del nord, il Cypripedium pubescens può crescere potenzialmente in tutte le aree dell’emisfero settentrionale, malgrado la sua coltivazione non sia sempre così semplice. In Italia si può ammirare, in particolare, nell’arco Alpino.
Si tratta di un’orchidea che come le piante della stessa famiglia ha radici con relazione simbiotica con dei funghi che nel terreno consentono loro di ottenere nutrienti sufficienti e di poter competere con successo con altre piante. Sono molto sensibili all’aggiunta di fertilizzanti o fungicidi poiché possono danneggiare il fungo simbiotico e quindi uccidere l’orchidea.
La propagazione di questa orchidea può avvenire per seme, che deve essere seminato in superficie, preferibilmente appena maturo, in serra, senza far asciugare il substrato.
Nella semina si consiglia di usare parte del terreno che cresce intorno a piante consolidate per introdurre il fungo, che ben presto stabilisce la relazione simbiotica, o seminare il seme attorno a una pianta della stessa specie e lasciare che le piantine crescano fino a quando non sono abbastanza grandi da essere trapiantate. In questo caso le piantine vanno divise con attenzione all’inizio della primavera, facendo molta attenzione perché risentono del disturbo. La divisione è meglio eseguirla verso la fine della stagione di crescita, poiché le riserve di cibo sono distribuite in modo abbastanza uniforme attraverso il rizoma.
È, comunque, una pianta rustica che sopporta temperature fino a -30°C.

Usi e Tradizioni –
La scarpetta di Venere viene chiamata anche pantofola di signora o pianella (o scarpetta) della Madonna.
Questa pianta, a differenza di quanto si possa pensare, non è coltivata solamente per il suo aspetto estetico particolare: trova infatti impiego anche in ambito omeopatico e fitoterapico.
Purtroppo questa pianta sta diventando molto rara in natura a causa della raccolta eccessiva per uso medicinale. Tra l’altro alcuni rapporti che la pianta è coltivata per i suoi usi medicinali sono in gran parte falsi e, a meno che non si possa essere certi che la radice provenga da una fonte coltivata, è preferibile non utilizzare questa pianta in medicina, ma utilizzare sostituti idonei come la Scutellaria laterifolia e la Lavendula angustifolia.
La pianta, comunque, contiene tannini, glucosidi amari, fenantrachinoni non terpenoidi e un olio essenziale (estratto in particolare da radici e rizoma) che conferiscono alla pianta funzioni antispasmodiche, toniche ed eupeptiche, oltre a renderla utile come blando sedativo. Tant’è che l’azione sedativa conferitale sembra essere paragonabile a quella della valeriana: a tal proposito, l’estratto di radice e rizoma della scarpetta di Venere viene consigliato in particolare per il trattamento di alcune forme di isterismo e di ansia negli infanti.
In omeopatia per indurre l’addormentamento.
Sembra, inoltre, che la pianta sia utile per contrastare irritazione gastrica e bruciore di stomaco dovuti all’abuso di sostanze pseudo-irritanti, quali caffè o tè.
Le proprietà di questa pianta sono dovute soprattutto alle radici.
Le radici posseggono un effetto sedativo e rilassante sul sistema nervoso.
La radice è un’erba agrodolce pungente con un odore sgradevole. Era molto usata dagli Indiani del Nord America che la usavano come sedativo e antispasmodico per alleviare i dolori mestruali e del travaglio e per contrastare l’insonnia e la tensione nervosa.
La radice è antispasmodica, diaforetica, ipnotica, nervina, sedativa, tonica e viene assunta internamente nel trattamento di ansia, tensione nervosa, insonnia, depressione e mal di testa da tensione.
I principi attivi non sono solubili in acqua e quindi è meglio assumere la radice sotto forma di tintura.
Per quanto riguarda controindicazioni ed effetti tossici si ricorda che:
– l’estratto ottenuto dalla radice, in dosi eccessive, può indurre allucinazioni ottiche, eccitazione mentale e reazioni psichedeliche; inoltre, i peli ghiandolari del fusto possono creare irritazione a livello cutaneo.
– il contatto con la pianta fresca può causare dermatiti nelle persone sensibili
In generale la Scarpetta di Venere va evitata per chi soffre di allergie e durante la gravidanza.

Modalità di Preparazione –
Per gli impieghi descritti sopra si utilizzano le radici che vengono raccolte in autunno ed essiccate per un uso successivo.
Tuttavia, nell’interesse della conservazione di questa pianta, è meglio non usare questa erba a meno che non si possa essere certi che sia stata ottenuta da una fonte coltivata.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





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Cypripedium pubescens

The Yellow lady’s slipper (Cypripedium pubescens Willd.) Is a herbaceous species belonging to the Orchidaceae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Plantae, Spermatophyta Superdivision, Magnoliophyta Division, Liliopsida Class, Liliidae Subclass, Orchidales Order, Orchidaceae Family, Cypripedioideae Subfamily and therefore to the Cypripedium Genus and to the C. pubescens Species.
The terms are synonymous:
– Cypripedium flavescens DC. 1803;
– Cypripedium luteum var. pubescens (Willd.) Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. angustifolium Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. biflorum Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. concolor Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. glabrum Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. grandiflorum Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. maculatum Raf. 1828;
– Cypripedium furcatum Raf. 1833;
– Cypripedium undatum Raf. 1833;
– Cypripedium assurgens Raf. 1833;
– Cypripedium aureum Raf. 1833;
– Cypripedium calceolus var. pubescens (Willd.) Correll 1938;
– Cypripedium veganum Cockerell & Barker 1900;
– Cypripedium parviflorum var. pubescens (Willd.) O.W.Knight 1906;
– Cypripedium parviflorum var. planipetalum Fernald 1926;
– Cypripedium planipetalum (Fernald) F.J.A. Morris 1929;
– Cypripedium calceolus var. planipetalum (Fernald) Vict. & J. Rousseau.

Etymology –
The term of the genus Cypripedium comes from the Greek from Κύπρις Cýpris Ciprea or Ciprigna, one of the attributes of Artemis (Venus), and from πἑδῑλον pédilon sandali: slipper of Venus.
The specific epithet pubescens comes from pubes -is adolescent chin fluff: covered with fluff, hairy, pubescent, downy.

Geographic Distribution and Habitat –
Cypripedium pubescens is a plant native to the north of the United States, with a distribution that goes from North America, East Asia and Japan.
Its habitat is that of the mesic deciduous and coniferous forest, clearings, groves, prairies, meadows and swamps at altitudes between 0 and 2900 meters.

Description –
Cypripedium pubescens is a perennial orchid that grows up to 0.6m by 0.3m.
The root has a typically horizontal rhizome, which expands widely. The plant consists of 3 or 4 oblong leaves, bright green, enveloping the caule, from which 2 large and magnificent flowers branch off.
The flowers have two brownish sepals located at the same height, which descend on hazel-colored petals and end with a distinctive labellum (from which it takes its name); it is a very particular petal – typical of orchids – with a mushroom conformation, a sort of basin that acts as an attraction for the insects used for pollination (the insect, imprisoned in the labellum, collects the pollen favoring its dispersion).
The species is hermaphrodite (it has both male and female organs).
It blooms from April to May.

Cultivation –
The Yellow lady’s slipper is a plant that grows well in the shade or in full sun if there is adequate humidity. It prefers woodland gardens and north or northwest exposures to slow down initial growth. It requires humus-rich soil with a lot of moisture in the growing season but also succeeds in calcareous soils.
The plant should not be planted too deep.
It is a very ornamental and long-lived species once established, although it is very difficult to get the plant free.
The flowers have a soft, rose-like aroma.
Although native to North America, Cypripedium pubescens can potentially grow in all areas of the Northern Hemisphere, although its cultivation is not always so simple. In Italy it can be admired, in particular, in the Alps.
It is an orchid which, like the plants of the same family, has roots with a symbiotic relationship with fungi that allow them to obtain sufficient nutrients in the soil and to be able to compete successfully with other plants. They are very sensitive to adding fertilizers or fungicides as they can damage the symbiotic fungus and thus kill the orchid.
The propagation of this orchid can take place by seed, which must be sown on the surface, preferably as soon as it is ripe, in a greenhouse, without allowing the substrate to dry out.
In sowing it is recommended to use part of the soil that grows around established plants to introduce the fungus, which soon establishes the symbiotic relationship, or to sow the seed around a plant of the same species and let the seedlings grow until large enough to be transplanted. In this case, the seedlings must be carefully divided in early spring, being very careful because they are affected by the disturbance. Division is best done towards the end of the growing season, as the food reserves are distributed fairly evenly across the rhizome.
However, it is a hardy plant that tolerates temperatures as low as -30 ° C.

Customs and Traditions –
The Yellow lady’s slipper is also called moccasin flower.
This plant, unlike what one might think, is not cultivated only for its particular aesthetic aspect: it is also used in the homeopathic and phytotherapeutic field.
Unfortunately, this plant is becoming very rare in nature due to over-harvesting for medicinal use. Among other things, some reports that the plant is grown for its medicinal uses are largely false and, unless you can be sure that the root comes from a cultivated source, it is preferable not to use this plant medicinally, but use suitable substitutes such as Scutellaria laterifolia and Lavendula angustifolia.
The plant, however, contains tannins, bitter glycosides, non-terpenoid phenanthraquinones and an essential oil (extracted in particular from roots and rhizome) which give the plant antispasmodic, tonic and eupeptic functions, as well as making it useful as a mild sedative. So much so that the sedative action given it seems to be comparable to that of valerian: in this regard, the root and rhizome extract of the Venus slipper is recommended in particular for the treatment of some forms of hysteria and anxiety in infants.
In homeopathy to induce falling asleep.
It also seems that the plant is useful for counteracting gastric irritation and heartburn due to the abuse of pseudo-irritants, such as coffee or tea.
The properties of this plant are mainly due to the roots.
The roots have a sedative and relaxing effect on the nervous system.
The root is a pungent bittersweet herb with an unpleasant odor. It was widely used by North American Indians who used it as a sedative and antispasmodic to relieve menstrual and labor pains and to counteract insomnia and nervous tension.
The root is antispasmodic, diaphoretic, hypnotic, nervine, sedative, tonic and is taken internally in the treatment of anxiety, nervous tension, insomnia, depression and tension headaches.
The active ingredients are not soluble in water and therefore it is best to take the root in the form of a tincture.
Regarding contraindications and toxic effects, please note that:
– the extract obtained from the root, in excessive doses, can induce optical hallucinations, mental excitement and psychedelic reactions; moreover, the glandular hairs of the shaft can create irritation on the skin.
– contact with the fresh plant can cause dermatitis in sensitive people
In general, the Venus Slipper should be avoided for those suffering from allergies and during pregnancy.

Preparation Method –
For the uses described above, the roots are used, which are harvested in autumn and dried for later use.
However, in the interest of conserving this plant, it is best not to use this herb unless you can be sure it was obtained from a cultivated source.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





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Cypripedium pubescens

La Gran zapatilla de dama amarilla (Cypripedium pubescens Willd.) Es una especie herbácea perteneciente a la familia Orchidaceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, Kingdom Plantae, Spermatophyta Superdivision, Magnoliophyta Division, Liliopsida Class, Liliidae Subclass, Orchidales Order, Orchidaceae Family, Cypripedioideae Subfamily y por lo tanto al Cypripedium Genus y a la C. pubescens Species.
Los términos son sinónimos:
– Cypripedium flavescens DC. 1803;
– Cypripedium luteum var. pubescens (Willd.) Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. angustifolium Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. biflorum Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. concolor Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. glabrum Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. grandiflorum Raf. 1828;
– Cypripedium luteum var. maculatum Raf. 1828;
– Cypripedium furcatum Raf. 1833;
– Cypripedium undatum Raf. 1833;
– Cypripedium assurgens Raf. 1833;
– Cypripedium aureum Raf. 1833;
– Cypripedium calceolus var. pubescens (Willd.) Correll 1938;
– Cypripedium veganum Cockerell & Barker 1900;
– Cypripedium parviflorum var. pubescens (Willd.) O.W. Knight 1906;
– Cypripedium parviflorum var. planipetalum Fernald 1926;
– Cypripedium planipetalum (Fernald) F.J.A. Morris 1929;
– Cypripedium calceolus var. planipetalum (Fernald) Vict. Y J. Rousseau.

Etimología –
El término del género Cypripedium proviene del griego de Κύπρις Cýpris Ciprea o Ciprigna, uno de los atributos de Artemis (Venus), y de πἑδῑλον pédilon sandali: zapatilla de Venus.
El epíteto pubescente específico proviene de pubes -es pelusa adolescente del mentón: cubierta de pelusa, peluda, pubescente, vellosa.

Distribución geográfica y hábitat –
Cypripedium pubescens es una planta originaria del norte de Estados Unidos, con una distribución que va desde Norteamérica, Este de Asia y Japón.
Su hábitat es el bosque mésico caducifolio y de coníferas, claros, arboledas, praderas, prados y pantanos en altitudes entre 0 y 2900 metros.

Descripción –
Cypripedium pubescens es una orquídea perenne que crece hasta 0,6 m por 0,3 m.
La raíz tiene un rizoma típicamente horizontal, que se expande ampliamente. La planta consta de 3 o 4 hojas alargadas, de color verde vivo, que envuelven el caule, de las que se ramifican 2 grandes y magníficas flores.
Las flores tienen dos sépalos parduscos situados a la misma altura, que descienden sobre pétalos color avellana y terminan en un labelo distintivo (del que toma su nombre); se trata de un pétalo muy particular, típico de las orquídeas, con conformación de hongo, una especie de cuenca que actúa como atracción para los insectos que polinizan (el insecto, aprisionado en el labelo, recoge el polen favoreciendo su dispersión).
La especie es hermafrodita (tiene órganos masculinos y femeninos).
Florece de abril a mayo.

Cultivo –
La Gran zapatilla de dama amarilla es una planta que crece bien a la sombra o a pleno sol si hay suficiente humedad. Prefiere jardines boscosos y exposiciones al norte o noroeste para ralentizar el crecimiento inicial. Requiere un suelo rico en humus con mucha humedad en la temporada de crecimiento, pero también tiene éxito en suelos calcáreos.
La planta no debe plantarse demasiado profunda.
Es una especie muy ornamental y longeva una vez establecida, aunque es muy difícil conseguir la planta libre.
Las flores tienen un suave aroma a rosa.
Aunque es originario de América del Norte, el Cypripedium pubescens puede crecer potencialmente en todas las áreas del hemisferio norte, aunque su cultivo no siempre es tan simple. En Italia se puede admirar, en particular, en los Alpes.
Es una orquídea que, al igual que las plantas de la misma familia, tiene raíces con una relación simbiótica con los hongos que les permiten obtener suficientes nutrientes en el suelo y poder competir exitosamente con otras plantas. Son muy sensibles a la adición de fertilizantes o fungicidas ya que pueden dañar el hongo simbiótico y así matar a la orquídea.
La propagación de esta orquídea puede realizarse por semilla, la cual debe ser sembrada en superficie, preferiblemente tan pronto como esté madura, en invernadero, sin dejar que el sustrato se seque.
En la siembra se recomienda utilizar parte del suelo que crece alrededor de plantas establecidas para introducir el hongo, que pronto establece la relación simbiótica, o sembrar la semilla alrededor de una planta de la misma especie y dejar que las plántulas crezcan hasta que estén lo suficientemente grande para ser trasplantado. En este caso, las plántulas deben dividirse cuidadosamente a principios de primavera, teniendo mucho cuidado porque se ven afectadas por la perturbación. La división se realiza mejor hacia el final de la temporada de crecimiento, ya que las reservas de alimentos se distribuyen de manera bastante uniforme en todo el rizoma.
Sin embargo, es una planta resistente que tolera temperaturas tan bajas como -30 ° C.

Costumbres y tradiciones –
La Gran zapatilla de dama amarilla est una planta, a diferencia de lo que podría pensarse, no se cultiva solo por su particular aspecto estético: también se utiliza en el campo homeopático y fitoterapéutico.
Desafortunadamente, esta planta se está volviendo muy rara en la naturaleza debido a la recolección excesiva para uso medicinal. Entre otras cosas, algunos informes de que la planta se cultiva para sus usos medicinales son en gran medida falsos y, a menos que pueda estar seguro de que la raíz proviene de una fuente cultivada, es preferible no usar esta planta con fines medicinales, pero utilice sustitutos adecuados como Scutellaria laterifolia y Lavendula angustifolia.
Sin embargo, la planta contiene taninos, glucósidos amargos, fenantraquinonas no terpenoides y un aceite esencial (extraído en particular de raíces y rizomas) que confieren a la planta funciones antiespasmódicas, tónicas y eupépticas, además de hacerla útil como sedante suave. Tanto es así que la acción sedante que le otorga parece equiparable a la de la valeriana: en este sentido, el extracto de raíz y rizoma de la zapatilla de Venus se recomienda en particular para el tratamiento de algunas formas de histeria y ansiedad en los bebés.
En homeopatía para inducir el sueño.
También parece que la planta es útil para contrarrestar la irritación gástrica y el ardor de estómago debido al abuso de pseudoirritantes, como el café o el té.
Las propiedades de esta planta se deben principalmente a las raíces.
Las raíces tienen un efecto sedante y relajante sobre el sistema nervioso.
La raíz es una hierba agridulce picante con un olor desagradable. Fue ampliamente utilizado por los indios norteamericanos que lo utilizaron como sedante y antiespasmódico para aliviar los dolores menstruales y del parto y para contrarrestar el insomnio y la tensión nerviosa.
La raíz es antiespasmódica, diaforética, hipnótica, nervina, sedante, tónica y se toma internamente en el tratamiento de la ansiedad, tensión nerviosa, insomnio, depresión y dolores de cabeza tensionales.
Los principios activos no son solubles en agua y, por tanto, lo mejor es echar la raíz en forma de tintura.
Con respecto a las contraindicaciones y los efectos tóxicos, tenga en cuenta que:
– el extracto obtenido de la raíz, en dosis excesivas, puede inducir alucinaciones ópticas, excitación mental y reacciones psicodélicas; además, los pelos glandulares del tallo pueden crear irritación en la piel.
– el contacto con la planta fresca puede causar dermatitis en personas sensibles
En general, la zapatilla Venus debe evitarse para quienes padecen alergias y durante el embarazo.

Método de preparación –
Para los usos descritos anteriormente, se utilizan las raíces, que se cosechan en otoño y se secan para su posterior uso.
Sin embargo, en aras de la conservación de esta planta, es mejor no utilizar esta hierba a menos que pueda estar seguro de que se obtuvo de una fuente cultivada.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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