[:it] Canis aureus [:en] Canis aureus [:es] Canis aureus [:]

[:it]

Canis aureus

Lo sciacallo dorato (Canis aureus Linnaeus, 1758) è un mammifero appartenente alla famiglia dei Canidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Phylum Chordata, Classe Mammalia, Ordine Carnivora, Famiglia Canidae, Sottofamiglia Caninae, Sottotribù Canina e quindi al Genere Canis ed alla Specie C. aureus.
All’interno di questa specie, dato il vasto areale di diffusione si riconoscono alcune sottospecie; pur tuttavia questa separazione e collocazione genetica è ancora oggetto di approfondimento e di chiarimento.
Di seguito si elencano, alla luce delle conoscenze odierne, quelle che si ritengono le sottospecie esistenti:
– Canis a. aureus; Sciacallo comune, che è la sottospecie nominale. Di grandi dimensioni, ha un soffice mantello chiaro dai toni prevalentemente color sabbia;
– Canis a. cruesemanni; Sciacallo siamese, che ha dimensioni più piccole di C. a. indicus. Il suo status di sottospecie è stato messo in discussione da vari autori, i quali sostengono che la classificazione di questa razza si basi solamente sull’osservazione di esemplari in cattività;
– Canis a. ecsedensis; Sciacallo della Pannonia;
– Canis a. indicus; Sciacallo indiano, che ha un mantello formato da un misto di peli neri e bianchi, con spalle, orecchie e zampe marroni. Gli esemplari che vivono ad altitudini più elevate tendono ad assumere toni di un marrone più pronunciato. I peli neri predominano al centro del dorso e sulla coda. Il ventre, il mento e i lati delle zampe sono bianco crema mentre la faccia e la parte bassa dei fianchi sono brizzolate di pelo grigio. Gli adulti raggiungono una lunghezza di 100 cm, un’altezza di 35 – 45 cm e un peso di 8 – 11 kg;
– Canis a. moreoticus; Sciacallo europeo, che è una delle sottospecie più grandi; gli esemplari di ambo i sessi misurano 120 – 125 cm di lunghezza e pesano 10 – 14,9 kg.[7][28] Il mantello è grossolano e generalmente di colori brillanti che assumono una tonalità nerastra sul dorso. Le cosce, la parte superiore delle zampe, le orecchie e la fronte sono color marrone rossastro brillante;
– Canis a. naria; Sciacallo dello Sri Lanka, che è lungo 67 – 74 cm e pesa 5 – 8,6 kg. Il mantello invernale è più corto e ruvido e non così ispido come quello di C. a. indicus. Rispetto al manto di quest’ultimo ha inoltre il dorso più scuro, essendo nero e chiazzato di bianco. Le regioni inferiori sono più pigmentate sul mento, sulla parte posteriore della gola, sul petto e sulla parte anteriore del ventre, mentre le zampe sono color ocra, ruggine o marrone rossastro. La muta avviene prima che nel C. a. indicus e generalmente il pelo non schiarisce;
– Canis a. syriacus; Sciacallo della Siria, che pesa 5 – 12 kg ed è lungo 60 – 90 cm.[30] Si caratterizza dalle altre sottospecie per le orecchie marroni. Ogni pelo del dorso consiste di quattro distinti colori: bianco alla radice, quindi nero, rosso volpe e di nuovo nero sulla punta.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Lo sciacallo dorato è un mammifero di medie dimensioni diffuso in Europa sud-orientale e centrale, Africa, Asia Minore, Medio Oriente e Asia sud-orientale.
In particolare, il suo areale si estende dal Senegal sulla costa nord-occidentale dell’Africa al Marocco ed alla regione Mediterranea verso nord, attraverso la regione nord-orientale del Congo e in Kenya. Inoltre, si trova in Asia Minore, in Europa sud-orientale, nella penisola anatolica, nel Caucaso e nell’Asia meridionale fino in Burma e Tailandia.
In Italia è presente in Friuli-Venezia Giulia, nelle province di Udine e Trieste, ed in Veneto, nelle province di Belluno e Treviso.
Il suo habitat preferenziale è soprattutto in aree aperte ma anche in boschi luminosi e presso gli abitati.

Descrizione –
Il Canis aureus, anche se simile a un lupo grigio di taglia ridotta, è più snello, con un muso più stretto, una coda più corta e un passo più leggero.
Presenta un certo dimorfismo sessuale, col maschio più grande della femmina, e ha una lunghezza testa-corpo di 65-105 cm, una lunghezza della coda di 18-27 cm, un’altezza al garrese di 40-50 cm per un peso che nei maschi è di 8-14 kg e nelle femmine di 7-12 kg.
Il mantello invernale differisce da quello del lupo per le sue sfumature più fulve-rossicce. Nella parte superiore è di colore grigio-giallastro-nerastro soffuso di fulvo (nei giovani grigio-bruno); inferiormente grigio-biancastro.
Ha muso stretto e appuntito, orecchi grandi e appuntiti, occhi giallo-bruni.
Le zampe sono medio-lunghe e la coda è medio-breve.
I versi sono: ululati, abbai, guaiti, ringhi, mugolii, scagni, ecc..

Biologia –
Il ciclo biologico di questo mammifero, per la sua ampia diffusione è legato alle caratteristiche climatiche dell’areale dove vive. Raggiunge la maturità sessuale nell’anno seguente alla nascita. In Trans Caucasia l’estro comincia agli inizi di febbraio o alla fine di gennaio durante gli inverni più caldi. In Tagikistan e Uzbekistan, la stagione degli amori continua fino ai primi di marzo. Nei maschi la spermatogenesi avviene 10 – 12 giorni prima che le femmine entrino in estro e durante questo periodo i loro testicoli triplicano di peso. L’estro dura 3 – 4 giorni e le femmine che non riescono ad accoppiarsi in questo periodo vanno incontro ad una perdita di recettività che dura 6 – 8 giorni.
Il momento dell’accoppiamento è di giorno; al termine di esso i partner rimangono attaccati per 20 – 45 minuti. Le coppie sono monogame e rimangono unite fino alla morte di uno dei partner. I maschi prendono parte all’allevamento dei piccoli e scavano anche la tana ad essi destinata. Il periodo di gestazione dura 60 – 63 giorni.
Nelle regioni della zona Transcaucasica i piccoli nascono solitamente alla fine di marzo e agli inizi di aprile mentre nell’Italia nord-orientale, molto probabilmente, alla fine di aprile; nel Nepal, invece, possono nascere in ogni periodo dell’anno.
Le cucciolate sono composte da 3 – 8 piccoli che nascono con gli occhi chiusi e con un soffice pelo che varia di colore dal grigio chiaro al marrone scuro. A un mese di età questo pelo cade e viene rimpiazzato da un nuovo mantello rossastro con macchioline nere.
Il periodo di allattamento varia in durata a seconda del luogo: nel Caucaso dura 50 – 70 giorni, mentre in Tagikistan può durare anche 90 giorni.
I piccoli iniziano a mangiare carne all’età di 15 – 20 giorni, sebbene solo raramente vengano nutriti con cibo rigurgitato.
Questi hanno una crescita molto veloce e già a due giorni pesano 201 – 214 g; a un mese 560 – 726 g e a quattro mesi 2700–3250 g.
Quando termina la fase di allattamento vengono allontanati dalla madre. Inoltre i piccoli delle cucciolate precedenti possono rimanere con i genitori per aiutarli ad allevare la cucciolata successiva, sebbene il loro comportamento sessuale sia soppresso.
In alcune aree, come nel Trans Caucaso le femmine partoriscono in tane scavate con l’assistenza dei maschi ma talvolta si impadroniscono delle tane abbandonate da volpi o tassi. La tana si può trovare o in fitti arbusti, sui pendi dei calanchi o su superfici piatte. Lo sciacallo dorato realizza una tana con una struttura semplice con una sola entrata che conduce a una caverna a una profondità di 1-1,4 metri. In Daghestan e Azerbaigian, le cucciolate sono talvolta partorite nelle fessure di alberi morti, fra radici di alberi o sotto le pietre lungo i fiumi. Nell’Asia centrale, lo sciacallo non scava tane ma si rifugia nei cespugli tugai. Gli sciacalli dei tugai del Vahš scavano tane lunghe tre metri sotto le radici degli alberi o dentro a fitti cespugli.

Ruolo Ecologico –
Il Canis aureus viene considerato progenitore di alcune razze canine; inoltre, malgrado il suo nome informale, non è strettamente imparentato con lo sciacallo dalla gualdrappa e con lo sciacallo striato, essendo invece più imparentato con il lupo grigio, il coyote e il caberù. Questo mammifero può produrre ibridi fertili sia con i lupi grigi che con quelli africani.
Lo sciacallo ricopre un ruolo importante nel folclore e nella letteratura mediorientale e asiatica, dove viene spesso raffigurato come un ingannatore, analogo della volpe e del coyote nelle fiabe europee e nordamericane.
Ha abitudini prevalentemente crepuscolari-notturne.; specie perlopiù solitaria o in coppia. Inoltre quando va a caccia, solo raramente costituisce piccoli gruppi, sebbene d’estate, in Transcaucasia, siano stati osservati branchi multifamiliari di 8 – 12 esemplari.
Quando caccia da solo pattuglia una determinata area fermandosi ogni tanto per annusare e ascoltare e, una volta individuata la preda, si nasconde, si avvicina pian piano e poi sferra l’attacco. Quando caccia in coppia o in branco, i vari esemplari corrono parallelamente e colpiscono la preda all’unisono. Quando cacciano roditori o uccelli acquatici, corrono su entrambe le sponde di uno stretto fiumiciattolo o torrente, indirizzando la preda da un esemplare all’altro.
Dal punto di vista alimentare ha abitudini alimentari opportunistiche: è sia predatore che spazzino e durante certe stagioni mangia tranquillamente rifiuti e vegetali. Nell’ex Unione Sovietica gli sciacalli cacciano soprattutto lepri, piccoli roditori, fagiani, pernici, anatre, folaghe, gallinelle d’acqua e passeracei. Mangiano anche lucertole, serpenti, rane, insetti, pesci e molluschi. Nei periodi invernali catturano molte nutrie ed anseriformi. Durante questi periodi gli sciacalli uccidono molti più animali di quelli che possono mangiare. Mangiano anche vari frutti, come pere, biancospini, cornioli e i frutti del nespolo comune. In primavera scavano alla ricerca di bulbi e di radici di canna da zucchero selvatica. In estate gli sciacalli bevono regolarmente e sostano spesso in vicinanza di fonti d’acqua. Nei periodi di siccità scavano buche nei canali in secca, bevendo l’acqua raccolta nel terreno, e mangiano pesci morti e uccelli scesi a terra per bere. Nelle vicinanze degli insediamenti umani gli sciacalli si aggirano in cerca di cibo presso i macelli, le discariche e i luoghi dove vengono sotterrati i capi di bestiame morti. In Daghestan, negli anni venti, gli sciacalli erano soliti andare a mangiare lungo le linee ferroviarie, nutrendosi dei resti di cibo gettati fuori dal treno dai passeggeri. Nelle zone dell’Ungheria le prede più frequenti sono l’arvicola campestre e l’arvicola rossastra.
In Italia nord-orientale, anche se le informazioni sono frammentarie, la dieta degli sciacalli è a base di piccoli caprioli e di lepri. In Turchia mangiano le uova della rarissima tartaruga verde. Nel Bangladesh nord-occidentale sono state viste coppie di sciacalli catturare presbiti dal ciuffo.
In generale, comunque l’alimentazione del Canis aureus si basa su piccoli mammiferi, uccelli terricoli e loro uova, insetti e altri invertebrati; carogne e resti abbandonati da altri animali, frutti e altre parti di vegetali.
Secondo la IUCN il Canis aureus tra le specie a rischio minimo, dato che ha un vastissimo areale dove trova cibo e ripari in abbondanza. Si tratta, infatti, di un animale molto adattabile, capace di sfruttare numerose fonti di cibo, dai frutti e gli insetti fino ai piccoli ungulati.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guida dei mammiferi d’Europa. Franco Muzzio Editore.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. La grande enciclopedia degli animali. Gribaudo Editore.





[:en]

Canis aureus

The golden jackal (Canis aureus Linnaeus, 1758) is a mammal belonging to the Canidae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Animalia Kingdom, Phylum Chordata, Mammalia Class, Carnivora Order, Canidae Family, Caninae Subfamily, Canine Sub-tribe and therefore to the Canis Genus and to the C. aureus Species.
Within this species, given the vast distribution range, some subspecies are recognized; nevertheless this genetic separation and collocation is still the object of deepening and clarification.
Below are listed, in the light of today’s knowledge, what are considered the existing subspecies:
– Canis a. aureus; Common jackal, which is the nominal subspecies. Of large size, it has a soft light coat with predominantly sandy tones;
– Canis a. cruesemanni; Siamese jackal, which is smaller in size than C. a. indicus. Its status as a subspecies has been questioned by various authors, who maintain that the classification of this breed is based solely on the observation of specimens in captivity;
– Canis a. ecsedensis; Pannonian jackal;
– Canis a. indicus; Indian jackal, which has a coat made of a mixture of black and white hair, with brown shoulders, ears and legs. Specimens living at higher altitudes tend to take on more pronounced brown tones. Black hair predominates in the center of the back and on the tail. The belly, chin and sides of the legs are creamy white while the face and the lower part of the hips are grizzled with gray fur. Adults reach a length of 100 cm, a height of 35 – 45 cm and a weight of 8 – 11 kg;
– Canis a. moreoticus; European jackal, which is one of the largest subspecies; the specimens of both sexes measure 120 – 125 cm in length and weigh 10 – 14.9 kg. [7] [28] The coat is coarse and generally of bright colors that take on a blackish hue on the back. The thighs, the upper part of the legs, the ears and the forehead are bright reddish brown;
– Canis a. naria; Sri Lankan jackal, which is 67 – 74 cm long and weighs 5 – 8.6 kg. The winter coat is shorter and rougher and not as shaggy as that of C. a. indicus. Compared to the coat of the latter, it also has a darker back, being black and flecked with white. The lower regions are more pigmented on the chin, back of the throat, chest and front of the belly, while the legs are ocher, rust or reddish brown. The moult occurs earlier than in C. a. indicus and generally the hair does not lighten;
– Canis a. syriacus; Syrian jackal, which weighs 5 – 12 kg and is 60 – 90 cm long. [30] It is characterized by the other subspecies for its brown ears. Each hair on the back consists of four distinct colors: white at the root, then black, fox red and again black at the tip.

Geographic Distribution and Habitat –
The golden jackal is a medium-sized mammal found in southeastern and central Europe, Africa, Asia Minor, the Middle East and Southeast Asia.
In particular, its range extends from Senegal on the north-western coast of Africa to Morocco and the Mediterranean region to the north, through the north-eastern region of Congo and Kenya. In addition, it is found in Asia Minor, in south-eastern Europe, in the Anatolian peninsula, in the Caucasus and in southern Asia up to Burma and Thailand.
In Italy it is present in Friuli-Venezia Giulia, in the provinces of Udine and Trieste, and in Veneto, in the provinces of Belluno and Treviso.
Its preferential habitat is above all in open areas but also in bright woods and near inhabited areas.

Description –
The Canis aureus, although similar to a small-sized gray wolf, is leaner, with a narrower muzzle, shorter tail, and lighter stride.
It has a certain sexual dimorphism, with the male larger than the female, and has a head-body length of 65-105 cm, a tail length of 18-27 cm, a height at the withers of 40-50 cm for a weight that in males it is 8-14 kg and in females 7-12 kg.
The winter coat differs from that of the wolf in its more tawny-reddish shades. In the upper part it is gray-yellowish-black in color suffused with fawn (gray-brown in young people); below gray-whitish.
It has a narrow and pointed muzzle, large pointed ears, yellow-brown eyes.
The legs are medium-long and the tail is medium-short.
The verses are: howls, barks, yelps, growls, moans, scagni, etc ..

Biology –
The biological cycle of this mammal, due to its widespread diffusion, is linked to the climatic characteristics of the area where it lives. It reaches sexual maturity in the year following birth. In Trans Caucasia, estrus begins in early February or late January during the hottest winters. In Tajikistan and Uzbekistan, the mating season continues until early March. In males, spermatogenesis occurs 10 – 12 days before females enter estrus and during this time their testes triple in weight. The estrus lasts 3 – 4 days and the females who fail to mate in this period undergo a loss of receptivity which lasts 6 – 8 days.
The moment of mating is during the day; at the end of it the partners remain attached for 20 – 45 minutes. The couples are monogamous and remain together until the death of one of the partners. The males take part in the breeding of the young and also dig the den destined for them. The gestation period lasts 60 – 63 days.
In the regions of the Transcaucasian area, the young are usually born in late March and early April while in north-eastern Italy, most likely, at the end of April; in Nepal, however, they can be born at any time of the year.
The litters are made up of 3 – 8 pups that are born with their eyes closed and with a soft fur that varies in color from light gray to dark brown. At one month of age, this hair falls out and is replaced by a new reddish coat with black speckles.
The breastfeeding period varies in duration depending on the location: in the Caucasus it lasts 50 – 70 days, while in Tajikistan it can last up to 90 days.
The young begin to eat meat at the age of 15 – 20 days, although they are rarely fed regurgitated food.
These have a very fast growth and already at two days weigh 201 – 214 g; at one month 560 – 726 g and at four months 2700–3250 g.
When the breastfeeding phase ends, they are removed from the mother. Additionally, pups from previous litters can stay with their parents to help them raise the next litter, although their sexual behavior is suppressed.
In some areas, such as in the Trans Caucasus, females give birth in burrows dug with the assistance of the males but sometimes they take over the dens abandoned by foxes or badgers. The den can be found either in dense shrubs, on the slopes of gullies or on flat surfaces. The golden jackal makes a lair with a simple structure with a single entrance that leads to a cave at a depth of 1-1.4 meters. In Dagestan and Azerbaijan, litters are sometimes given birth in the crevices of dead trees, among tree roots or under stones along rivers. In Central Asia, the jackal does not dig burrows but takes refuge in tugai bushes. The jackals of the Vahš tugai dig three-meter-long burrows under the roots of trees or in thick bushes.

Ecological Role –
Canis aureus is considered the progenitor of some dog breeds; moreover, despite its informal name, it is not closely related to the black-backed jackal and the striped jackal, being instead more related to the gray wolf, the coyote and the caberù. This mammal can produce fertile hybrids with both gray and African wolves.
The jackal plays an important role in Middle Eastern and Asian folklore and literature, where he is often depicted as a deceiver, analogous to the fox and the coyote in European and North American fairy tales.
It has mainly crepuscular-nocturnal habits .; mostly solitary species or in pairs. Furthermore, when it hunts, it only rarely forms small groups, although in summer, in Transcaucasia, multifamily herds of 8 – 12 specimens have been observed.
When it hunts alone, it patrols a certain area, stopping every so often to smell and listen and, once it has identified the prey, it hides, approaches slowly and then launches the attack. When hunting in pairs or in packs, the various individuals run side by side and strike their prey in unison. When hunting rodents or waterfowl, they run along both sides of a narrow stream or stream, directing their prey from one specimen to another.
From the food point of view it has opportunistic eating habits: it is both a predator and a scavenger and during certain seasons it quietly eats waste and vegetables. In the former Soviet Union, jackals mainly hunt hares, small rodents, pheasants, partridges, ducks, coots, moorhens and passerines. They also eat lizards, snakes, frogs, insects, fish, and shellfish. During the winter they catch many otters and anseriformes. During these times, jackals kill far more animals than they can eat. They also eat various fruits, such as pears, hawthorns, dogwoods, and the fruits of the common medlar. In spring, they dig for bulbs and roots of wild sugar cane. In summer, jackals drink regularly and often stop by water sources. In times of drought, they dig holes in dry canals, drink the water collected in the ground, and eat dead fish and birds that have come ashore to drink. In the vicinity of human settlements, jackals roam in search of food at slaughterhouses, landfills and places where dead cattle are buried. In Dagestan, in the 1920s, jackals used to go to eat along the railway lines, feeding on the remains of food thrown off the train by passengers. In areas of Hungary the most frequent prey are the field vole and the reddish vole.
In north-eastern Italy, even if the information is fragmentary, the diet of jackals is based on small roe deer and hares. In Turkey they eat the eggs of the very rare green turtle. Pairs of jackals have been seen capturing forelegs in northwestern Bangladesh.
In general, however, the diet of Canis aureus is based on small mammals, terrestrial birds and their eggs, insects and other invertebrates; carrion and remains abandoned by other animals, fruits and other parts of plants.
According to the IUCN, Canis aureus is one of the least endangered species, since it has a very vast range where it finds abundant food and shelter. In fact, it is a very adaptable animal, capable of exploiting numerous sources of food, from fruits and insects to small ungulates.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guide to the mammals of Europe. Franco Muzzio Publisher.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. The great encyclopedia of animals. Gribaudo Editore.





[:es]

Canis aureus

El chacal dorado (Canis aureus Linnaeus, 1758) es un mamífero perteneciente a la familia Canidae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Reino Animalia, Phylum Chordata, Clase Mammalia, Orden Carnivora, Familia Canidae, Subfamilia Caninae, Sub-tribu Canina y por lo tanto al Género Canis y a la Especie C. aureus.
Dentro de esta especie, dada la amplia gama de distribución, se reconocen algunas subespecies; sin embargo, esta separación y colocación genética sigue siendo objeto de profundización y aclaración.
A continuación se enumeran, a la luz de los conocimientos actuales, las que se consideran subespecies existentes:
– Canis a. aureus; Chacal común, que es la subespecie nominal. De gran tamaño, tiene un pelaje suave y ligero con tonos predominantemente arenosos;
– Canis a. cruesemanni; Chacal siamés, que es más pequeño que C. a. indicus. Su condición de subespecie ha sido cuestionada por diversos autores, quienes sostienen que la clasificación de esta raza se basa únicamente en la observación de ejemplares en cautiverio;
– Canis a. ecsedensis; Chacal de Panonia;
– Canis a. indicus; Chacal indio, que tiene un pelaje hecho de una mezcla de pelo blanco y negro, con hombros, orejas y patas marrones. Los especímenes que viven en altitudes más elevadas tienden a adquirir tonos marrones más pronunciados. Predomina el pelo negro en el centro de la espalda y en la cola. El vientre, el mentón y los lados de las piernas son de un color blanco cremoso, mientras que la cara y la parte inferior de las caderas están cubiertas de pelaje gris. Los adultos alcanzan una longitud de 100 cm, una altura de 35 a 45 cm y un peso de 8 a 11 kg;
– Canis a. moreoticus; Chacal europeo, que es una de las subespecies más grandes; los ejemplares de ambos sexos miden entre 120 y 125 cm de longitud y pesan entre 10 y 14,9 kg. [7] [28] El pelaje es tosco y generalmente de colores vivos que adquieren un tono negruzco en la espalda. Los muslos, la parte superior de las piernas, las orejas y la frente son de color marrón rojizo brillante;
– Canis a. naria; Chacal de Sri Lanka, que mide entre 67 y 74 cm de largo y pesa entre 5 y 8,6 kg. El pelaje de invierno es más corto y áspero y no tan peludo como el de C. a. indicus. Comparado con el pelaje de este último, también tiene un dorso más oscuro, siendo negro y moteado de blanco. Las regiones inferiores están más pigmentadas en el mentón, la parte posterior de la garganta, el pecho y la parte delantera del vientre, mientras que las patas son de color ocre, óxido o marrón rojizo. La muda ocurre antes que en C. a. índico y generalmente el cabello no se aclara;
– Canis a. siriaco; Chacal sirio, que pesa entre 5 y 12 kg y mide entre 60 y 90 cm de largo. [30] Se caracteriza por las otras subespecies por sus orejas marrones. Cada cabello de la espalda consta de cuatro colores distintos: blanco en la raíz, luego negro, rojo zorro y nuevamente negro en la punta.

Distribución geográfica y hábitat –
El chacal dorado es un mamífero de tamaño mediano que se encuentra en el sureste y centro de Europa, África, Asia Menor, Oriente Medio y el sudeste asiático.
En particular, su área de distribución se extiende desde Senegal en la costa noroeste de África hasta Marruecos y la región mediterránea al norte, pasando por la región noreste del Congo y Kenia. Además, se encuentra en Asia Menor, en el sureste de Europa, en la península de Anatolia, en el Cáucaso y en el sur de Asia hasta Birmania y Tailandia.
En Italia está presente en Friuli-Venezia Giulia, en las provincias de Udine y Trieste, y en Veneto, en las provincias de Belluno y Treviso.
Su hábitat preferencial se encuentra sobre todo en áreas abiertas pero también en bosques luminosos y áreas cercanas habitadas.

Descripción –
El Canis aureus, aunque similar a un pequeño lobo gris, es más delgado, con un hocico más estrecho, cola más corta y zancadas más ligeras.
Tiene un cierto dimorfismo sexual, siendo el macho más grande que la hembra, y tiene una longitud cabeza-cuerpo de 65-105 cm, una longitud de cola de 18-27 cm, una altura a la cruz de 40-50 cm para un peso que en los machos es de 8-14 kg y en las hembras de 7-12 kg.
El pelaje de invierno se diferencia del del lobo en sus tonos más rojizos rojizos. En la parte superior es gris-amarillenta-negruzca teñida de leonado (pardo grisáceo en los jóvenes); debajo gris blanquecino.
Tiene un hocico estrecho y puntiagudo, orejas grandes puntiagudas, ojos de color marrón amarillento.
Las patas son medio-largas y la cola medio-corta.
Los versos son: aullidos, ladridos, aullidos, gruñidos, gemidos, scagni, etc.

Biología –
El ciclo biológico de este mamífero, debido a su amplia difusión, está ligado a las características climáticas de la zona donde vive. Alcanza la madurez sexual en el año siguiente al nacimiento. En Trans Caucasia, el estro comienza a principios de febrero o finales de enero durante los inviernos más calurosos. En Tayikistán y Uzbekistán, la temporada de apareamiento continúa hasta principios de marzo. En los machos, la espermatogénesis ocurre de 10 a 12 días antes de que las hembras entren en estro y durante este tiempo sus testículos triplican su peso. El estro dura de 3 a 4 días y las hembras que no logran aparearse en este período sufren una pérdida de receptividad que dura de 6 a 8 días.
El momento del apareamiento es durante el día; al final de la misma los socios permanecen unidos durante 20 a 45 minutos. Las parejas son monógamas y permanecen unidas hasta la muerte de uno de los socios. Los machos participan en la cría de las crías y también cavan la guarida destinada a ellos. El período de gestación dura de 60 a 63 días.
En las regiones del área de Transcaucasia, las crías suelen nacer a finales de marzo y principios de abril, mientras que en el noreste de Italia, muy probablemente, a finales de abril; en Nepal, sin embargo, pueden nacer en cualquier época del año.
Las camadas están formadas por 3 a 8 cachorros que nacen con los ojos cerrados y un pelaje suave que varía en color desde el gris claro al marrón oscuro. Al mes de edad, este cabello se cae y es reemplazado por un nuevo pelaje rojizo con motas negras.
El período de lactancia varía en duración según la ubicación: en el Cáucaso dura de 50 a 70 días, mientras que en Tayikistán puede durar hasta 90 días.
Los bebés comienzan a comer carne a la edad de 15 a 20 días, aunque rara vez se les alimenta con alimentos regurgitados.
Éstos tienen un crecimiento muy rápido y ya a los dos días pesan 201 – 214 g; al mes 560 – 726 gy a los cuatro meses 2700-3250 g.
Cuando finaliza la fase de lactancia, se retiran de la madre. Además, los cachorros de camadas anteriores pueden quedarse con sus padres para ayudarlos a criar la siguiente camada, aunque se suprime su comportamiento sexual.
En algunas áreas, como en el Trans Cáucaso, las hembras dan a luz en madrigueras excavadas con la ayuda de los machos, pero a veces se apoderan de las guaridas abandonadas por zorros o tejones. La guarida se puede encontrar en arbustos densos, en las laderas de barrancos o en superficies planas. El chacal dorado hace una guarida con una estructura simple con una sola entrada que conduce a una cueva a una profundidad de 1 a 1,4 metros. En Daguestán y Azerbaiyán, las camadas a veces nacen en las grietas de los árboles muertos, entre las raíces de los árboles o debajo de las piedras a lo largo de los ríos. En Asia Central, el chacal no cava madrigueras, sino que se refugia en los arbustos de tugai. Los chacales del Vahš tugai cavan madrigueras de tres metros de largo bajo las raíces de los árboles o en densos arbustos.

Papel ecológico –
Canis aureus se considera el progenitor de algunas razas de perros; además, a pesar de su nombre informal, no está estrechamente relacionado con el chacal lomo negro y el chacal rayado, sino que está más relacionado con el lobo gris, el coyote y el caberù. Este mamífero puede producir híbridos fértiles con lobos grises y africanos.
El chacal juega un papel importante en el folclore y la literatura de Oriente Medio y Asia, donde a menudo se lo representa como un engañador, análogo al zorro y el coyote en los cuentos de hadas europeos y norteamericanos.
Tiene hábitos principalmente crepusculares-nocturnos. en su mayoría especies solitarias o en parejas. Además, cuando sale a cazar, rara vez forma pequeños grupos, aunque en verano, en Transcaucasia, se han observado rebaños multifamiliares de 8 a 12 ejemplares.
Cuando caza solo, patrulla una determinada zona, deteniéndose de vez en cuando para oler y escuchar y, una vez que ha identificado la presa, se esconde, se acerca lentamente y luego lanza el ataque. Al cazar en parejas o en manadas, los distintos individuos corren uno al lado del otro y golpean a sus presas al unísono. Cuando cazan roedores o aves acuáticas, corren a ambos lados de un riachuelo o riachuelo estrecho, dirigiendo a sus presas de un espécimen a otro.
Desde el punto de vista alimentario, tiene hábitos alimentarios oportunistas: es a la vez depredador y carroñero y durante ciertas temporadas come fácilmente desechos y verduras. En la ex Unión Soviética, los chacales cazan principalmente liebres, pequeños roedores, faisanes, perdices, patos, fochas, pollas de agua y paseriformes. También comen lagartos, serpientes, ranas, insectos, peces y mariscos. En el invierno capturan muchas nutrias y anseriformes. Durante estos tiempos, los chacales matan a muchos más animales de los que pueden comer. También comen diversas frutas, como peras, espinos, cornejos y los frutos del níspero común. En primavera cavan en busca de bulbos y raíces de caña de azúcar silvestre. En verano, los chacales beben con regularidad y, a menudo, pasan por fuentes de agua. En épocas de sequía, cavan hoyos en canales secos, beben el agua recogida en el suelo y comen peces y pájaros muertos que aterrizan para beber. En las inmediaciones de los asentamientos humanos, los chacales merodean en busca de alimento en los mataderos, vertederos y lugares donde se entierra el ganado muerto. En Daguestán, en la década de 1920, los chacales solían ir a comer a lo largo de las vías del tren, alimentándose de los restos de comida arrojados por los pasajeros del tren. En zonas de Hungría las presas más frecuentes son el campañol de campo y el campañol rojizo.
En el noreste de Italia, aunque la información sea fragmentaria, la dieta de los chacales se basa en pequeños corzos y liebres. En Turquía se comen los huevos de la muy rara tortuga verde. Se han visto parejas de chacales capturando colmillos de copete en el noroeste de Bangladesh.
En general, sin embargo, la dieta de Canis aureus se basa en pequeños mamíferos, aves terrestres y sus huevos, insectos y otros invertebrados; carroña y restos abandonados por otros animales, frutos y otras partes de plantas.
Según la UICN, Canis aureus es una de las especies menos amenazadas, ya que tiene una distribución muy amplia donde encuentra abundante alimento y refugio. Es, de hecho, un animal muy adaptable, capaz de explotar numerosas fuentes de alimento, desde frutas e insectos hasta pequeños ungulados.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guía de los mamíferos de Europa. Editorial Franco Muzzio.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. La gran enciclopedia de los animales. Gribaudo Editore.





[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *