Agaricus xanthodermus

Agaricus xanthodermus

L’Agaricus xanthodermus (Agaricus xanthodermus Génev., Bull. (1876) è un prataiolo tossico appartenente alla famiglia delle Agaricaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Agaricomycetes, Ordine Agaricales, Famiglia Agaricaceae e quindi al Genere Agaricus ed alla Specie A. xanthoderma.
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie, forme e varietà:
– Agaricus xanthodermus subsp. ammophilus (Menier) J.M. Losa (1969);
– Agaricus xanthodermus subsp. xanthodermus Genev. (1876);
– Agaricus xanthodermus var. antibioticus Cleland & J.R. Harris (1948);
– Agaricus xanthodermus var. croceus Raithelh. (1974);
– Agaricus xanthodermus var. griseus (A. Pearson) Bon & Cappelli (1983), (= Agaricus xanthodermus);
– Agaricus xanthodermus var. lepiotoides Maire (1911), (= Agaricus xanthodermus);
– Agaricus xanthodermus var. meleagrioides (A. Pearson) Bon & Cappelli (1983);
– Agaricus xanthodermus var. obscuratus Maire (1910), (= Agaricus moelleri);
– Agaricus xanthodermus var. pilatianus Bohus (1971);
– Agaricus xanthodermus var. xanthodermus Genev. (1876), (= Agaricus xanthodermus).

Etimologia –
Il termine Agaricus proviene dal greco αγαρικόν agaricón agarico, (fungo) degli Agari, perché secondo il medico, farmacista e botanico greco Dioscoride proveniva da Agarìa, paese dei Sarmati.
L’epiteto specifico xanthodermus viene dal greco ξανϑóς xanthós giallo e da δέρμα dérma pelle: dalla pelle o cuticola di colore giallo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Questo prataiolo tossico può essere trovato nelle radure erbose dei boschi oppure nei parchi cittadini.
Il suo habitat è quello di un fungo gregario, a volte in file, che cresce nei prati concimati, nei luoghi erbosi e incolti, nei boschi radi (con una certa predilezione per le latifoglie), più frequente in pianura che in montagna.

Riconoscimento –
L’Agaricus xanthodermus si riconosce per avere un cappello di 6-12(14) cm, che negli esemplari giovani assume, spesso una tipica forma trapezoidale o tronco-conica, poi disteso-appianato con lo sviluppo; la cuticola è liscia o leggermente sericea, bianca, virante al giallo acceso allo sfregamento o al tocco.
L’imenoforo si presenta con delle lamelle strette e fitte, inizialmente abbastanza chiare, poi grigio-rosa, infine bruno-nerastre, con il tagliente pallido in quanto sterile; l’estremità rivolta verso il gambo è arrotondata, così da formare una sorta di collarium.
Il gambo misura 6-10(12) × 1-2 cm; è slanciato, spesso flessuoso, cilindrico, con base bulbosa, inizialmente pieno all’interno, poi midolloso, esternamente liscio o sericeo, bianco, si macchia di giallo acceso al tocco, specie nella zona basale. Anello supero, molto ampio e membranoso, doppio per la presenza di una barruletta sulla faccia inferiore che, lacerandosi, conferisce un aspetto tipo “ruota dentata”.
La carne è di colore bianco tranne che sulla superficie esterna e alla base del gambo che, se scalfita o tagliata, subito vira al giallo intenso; inoltra odore di fenolo o inchiostro, con sapore sgradevole. Reazione di Shaeffer negativa.

Coltivazione –
L’Agaricus xanthodermus, essendo un fungo tossico, non viene coltivato.

Usi e Tradizioni –
Questo fungo se ingerito provoca sindrome gastroenterica più o meno accentuata.
Le caratteristiche principali per la sua identificazione sono l’intenso ingiallimento alla base del gambo e il forte odore di fenolo o inchiostro; quando ci si accinge pertanto a raccogliere funghi del genere Agaricus non si deve dimenticare di controllare la presenza di questi due caratteri. Questi due caratteri risultano ancor più amplificati dalla cottura, si consiglia quindi di prestare attenzione anche in questa fase. Inoltre tutti gli Agaricus del gruppo degli Xanthodermatei hanno un tipico profilo del cappello smussato-trapezoidale.
Anche se questo fungo può essere facilmente identificato per via del suo odore sgradevole e perché la carne alla base del gambo è di colore giallo paglierino può essere scambiato, con specie simili. Inoltre di questo Agaricus si conoscono più varietà, differenziate principalmente per il colore e l’aspetto della superficie del cappello. Agaricus xanthodermus Genevier var. griseus (Pearson) Bon et Cappelli avrebbe il cappello grigiastro screpolato, anello fioccoso nella faccia inferiore, crescerebbe prevalentemente in ambiente mediterraneo. Agaricus xanthodermus Genevier var. lepiotoides Maire avrebbe il cappello fessurato in grosse squame che ricordano quello delle Macrolepiota; uno studio del 2005 (Kerrigan, R.W. & al.) condotto tenendo conto anche delle evidenze del DNA ha dimostrato che le suddette varietà non hanno valore tassonomico. Agaricus pilatianus Bohus presenta il cappello fuligginoso e squamuloso, base del gambo non bulbosa, odore e ingiallimento più pronunciati. Agaricus menieri Bon, anch’esso a base non bulbosa, si distingue per l’habitat esclusivo delle dune litorali.
Un altro possibile scambio fatale è, a volte, con specie mortali del genere Amanita.

Modalità di Preparazione –
L’Agaricus xanthodermus è un fungo tossico che, come detto, provoca sindrome gastro-intestinale di lieve entità.
La tossicità di questa specie non è costante, in quanto a volte chi la consuma non accusa problemi gastro-intestinali. In ogni caso, non va mai né raccolto né consumato.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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