Chionanthus virginicus

Chionanthus virginicus

L’ Albero della neve o Chionanto della Virginia (Chionanthus virginicus L.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Oleaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Scrophulariales, Famiglia Oleaceae, Tribù Oleeae e quindi al Genere Chionanthus ed alla Specie. Virginicus.
Sono sinonimi i termini:
– Chionanthus angustifolius Raf.;
– Chionanthus cotinifolius Willd.;
– Chionanthus fragrans Edwards ex Steud.;
– Chionanthus heterophyla Raf.;
– Chionanthus latifolius Aiton ex Steud.;
– Chionanthus luteus Lavallée;
– Chionanthus longifolius Raf.;
– Chionanthus maritimus (Pursh) Dolce;
– Chionanthus montanus (Pursh) Raf.;
– Chionanthus obovatus Raf.;
– Chionanthus roseus Barton;
– Chionanthus trifidus Moench;
– Chionanthus triflorus Stokes;
– Chionanthus vernalis Salisb.;
– Chionanthus vernus Baill.;
– Chionanthus virginica L.;
– Chionanthus zeylanicus Lam.;
– Ligustrum cotinifolium (Willd.) Jacques;
– Linociera cotinifolia (Willd.) Vahl;

Etimologia –
Il termine Chionanthus proviene dal greco χιών chión neve e da ἄνϑοϛánthos fiore: per i fiori candidi come la neve.
L’epiteto specifico virginicus in riferimento alla Virginia, virginiano.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Albero della neve è una pianta originaria delle savane e delle pianure degli Stati Uniti sudorientali, dal New Jersey a sud alla Florida e ad ovest fino all’Oklahoma e al Texas.

Descrizione –
L’ Albero della neve è una pianta in forma di arbusto deciduo o di piccolo albero, provvisto di un robusto e profondo apparato radicale, che cresce fino a 10-11 metri di altezza, sebbene la taglia ordinaria sia minore. Inoltre, questa pianta, di solito è dioica, sebbene le piante spontanee portino fiori di entrambi i sessi.
La chioma larga e tondeggiante è formata da numerosi rami variamente ramificati ricoperti da grandi foglie di colore verde scuro.
La corteccia si presenta squamosa, di colore marrone sfumata di rosso.
I germogli sono di colore verde chiaro, inizialmente lanuginosi, poi diventano marrone chiaro o arancione.
I boccioli sono di colore marrone chiaro, ovali, acuti, lunghi 3 millimetri.
Le foglie sono opposte, semplici, ovate o oblunghe, lunghe da 7,5 a 20 centimetri e larghe da 2,5 a 10 centimetri con un picciolo lungo 2 centimetri; queste sono glabre sopra e finemente lanuginose sotto, particolarmente lungo le venature, e ingialliscono in autunno.
I fiori sono riccamente profumati, con una corolla bianca pura, profondamente quadrilobata, i lobi sono filiformi, lunghi da 1,5 a 2,5 centimetri e larghi 3 millimetri; questi sono portati in pannocchie ascellari, pendenti, lunghe da 10 a 25 centimetri e si sviluppano quando le foglie sono mezzo cresciute, nel periodo di maggio.
Il frutto è una drupa ovoidale di colore variabile dal blu scuro al viola e lunga da 1,5 a 2 centimetri, contenente un singolo seme (raramente due o tre), che matura tra la fine dell’estate e la metà dell’autunno.

Coltivazione –
Il Chionanto della Virginia è un bellissimo albero ornamentale apprezzato per i suoi caratteristici fiori penduli con petali simili a fiocchi di neve.
È una pianta che per dare copiose fioriture predilige i luoghi luminosi e soleggiati per molte ore al giorno. Non teme il freddo ma è suscettibile al gelo.
Inoltre è una pianta che cresce forte e rigogliosa in qualunque tipo di terreno anche se preferisce quelli freschi, umidi, ricchi di sostanza organica, ben drenati e acidi.
Si accontenta delle piogge ma va comunque annaffiato nei periodi di prolungata siccità soprattutto nel periodo della ripresa vegetativa, in estate, soprattutto in coincidenza con la fioritura.
La pianta nei luoghi di origine si riproduce per seme. I semi del Chionanthus sono semi dotati di doppia dormienza e per poter germinare necessitano di due vernalizzazioni (stratificazione al freddo) alternate ad un periodo di caldo. In alternativa a questa tecnica o assieme si posso usare ormoni quali le gibberelline.
Inoltre può essere propagato per via agamica mediante talea o per margotta e, in entrambi i casi, la radicazione richiederà almeno 2 anni.
Un altro metodo di propagazione molto utilizzato dai coltivatori è l’innesto di rami sul Frassino un albero della stessa famiglia molto longevo e resistente ai parassiti, alle malattie fungine, alle intemperie e alle avversità climatiche.
Come pianta ornamentale è resistente all’inquinamento e, per questo motivo, può essere coltivato nei parchi pubblici ed anche lungo le rive dei fiumi e dei laghetti artificiali.

Usi e Tradizioni –
Il nome della specie fu originariamente citata da Linneo come Chionanthus virginica, trattando il genere come femminile; tuttavia, secondo le disposizioni dell’ICBN, il genere è correttamente trattato come maschile, per cui la specie è stata rinominata virginicus.
Al Chionanthus virginicus, fin da tempi remoti, vengono riconosciute benefiche proprietà per la salute e il benessere del nostro organismo. Gli Indiani utilizzavano le parti commestibili (radici) per la preparazione di infusi e tisane decongestionanti del cavo orale, come gengiviti ed afte di varia natura, e anche per la cura di affezioni epatiche e renali.
Le radici essiccate e la corteccia erano usate dai nativi americani per trattare le infiammazioni della pelle. La corteccia frantumata è stata utilizzata nel trattamento di piaghe e ferite.
In generale viene quindi usato come:
– diuretico, vulnerario, stimolante della secrezione biliare, colagogo, febbrifugo, trattamento di ittero, epatomegalia, congestioni della vena porta epatica. Esternamente viene usato per ulcere e ragadi.
Inoltre viene utilizzato come pianta ornamentale e, sebbene sia originaria degli Stati Uniti sudorientali, è resistente al nord ed è ampiamente piantata nei giardini, dove gli esemplari vengono spesso coltivati con più tronchi. Il colore dell’autunno è un bel giallo chiaro, che contrasta in qui luoghi con viburni e piante sempreverdi.

Modalità di Preparazione –
Dell’albero della neve si utilizzano le radici e la corteccia per vari infusi e tisane.
I frutti, invece, possono essere conservati in salamoia come le olive.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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