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Guilandina bonduc

Il Bonduc comune o nicker grigio (Guilandina bonduc L.) è una pianta lianosa appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Fabales, Famiglia Fabaceae, Sottofamiglia Caesalpinioideae e quindi al Genere Guilandina ed alla Specie G. bonduc.
Sono sinonimi i termini:
– Caesalpinia bonduc (L.) Roxb.;
– Caesalpinia bonducella (L.) Fleming;
– Caesalpinia crista auct. Amer.;
– Guilandina bonducella L..

Etimologia –
Il termine Guilandina del genere è stato dedicato al medico e botanico tedesco Melchior Wieland (Melchiorre Guilandinus, 1519/20-1589) che studiò a Roma e Padova e durante un viaggio in Medio Oriente per raccogliere piante venne catturato da pirati saraceni. Riscattato dopo anni dall’amico Gabriele Falloppio, diventò prefetto dell’Orto Botanico di Padova e professore di Botanica nella locale Università.
L’epiteto specifico bonduc proviene da bunduq, termine vernacolare arabo per nocciola (ex Merriam-Webster).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Guilandina bonduc è una pianta con distribuzione pantropicale ed originaria delle zone costiere dell’Africa tropicale.

Descrizione –
La Guilandina bonduc è una pianta lianosa con steli lunghi fino a 15 m, di solito muniti di robusti aculei.
Le foglie sono alterne, composte bipennate, con 6-11 coppie di pinne; stipole pennate o 3-5 lobate, lunghe fino a 20 mm; il picciolo e rachide sono lunghi 15–80 cm; foglioline opposte con 6-9 (–12) paia per pinna, oblunghi, 2-4 cm × 1–2 cm, base arrotondata, apice arrotondato ad acuto, poco peloso almeno sulla parte centrale e sui margini. L’infiorescenza è a racemo con asse sopra-ascellare o terminale lungo 30-60 cm, densamente fiorito.
I fiori sono bisessuali o funzionalmente unisessuali, zigomorfi, con sepali liberi, disuguali, di circa 5 mm × 2,5 mm, quello più basso a forma di cappuccio; senza petali, disuguale, di 6-7 mm × 2-3 mm, artigliato, giallo, quello superiore di forma e dimensioni diverse; possiede 10 stami di circa 5 mm di lunghezza, filamenti pelosi verso la base; ovario superiore e stile corto.
Il frutto è un baccello gonfio oblungo 5-8 cm × 3-4,5 cm, deiscente,coperto di spine rigide e lunghe e pelose, contenente 1-2 semi.
I semi sono di forma ovoidale di 1,5–2 cm di diametro, lisci, duri e di colore grigio chiaro.

Coltivazione –
Il Bonduc comune è una pianta che nei suoi luoghi di origine fiorisce e fruttifica tutto l’anno.
I semi di questa pianta galleggiano e mantengono la loro vitalità in acqua per lunghi periodi. Questo spiega la sua presenza nelle aree costiere in tutti i tropici.
La Guilandina bonduc è una pianta che si trova soprattutto nelle aree disturbate. Nell’Africa tropicale si è naturalizzato intorno ai villaggi dell’entroterra probabilmente a causa del trasporto di semi per uso medicinale e per l’uso caratteristico nei popolari giochi da tavolo.
La propagazione di questa pianta avviene comunque solo per seme e nella Guinea Equatoriale viene coltivata per il suo olio di semi.
I baccelli maturi di Guilandina bonduc possono essere raccolti dalla pianta o raccolti dopo che sono caduti. Altre parti di piante vengono raccolte ogni volta che è necessario.
I semi di Guilandina bonduc possono essere semplicemente essiccati e conservati per un uso successivo. Altre parti di piante sono probabilmente usate fresche.

Usi e Tradizioni –
La Guilandina bonduc viene utilizzata, in tutta l’area di distribuzione, per le sue foglie, la corteccia e le radici per curare la febbre, il mal di testa e il dolore toracico e come antielmintica.
Nell’Africa occidentale è usata come rubefacente e come tonica nel trattamento di ittero, diarrea ed eruzioni cutanee.
Sulla costa del Kenia vengono prelevati semi e usati decotti di foglie e radici per trattare l’asma e le complicazioni durante le mestruazioni, per evitare l’aborto e come colliri per trattare i coaguli di sangue interni negli occhi.
In Tanzania il nocciolo in polvere del seme viene preso con acqua per curare il diabete mellito.
In Somalia l’olio dei semi viene usato per trattare i reumatismi. Un estratto amaro dai semi è noto come “chinino dei poveri” ed è usato contro la malaria, ad esempio in India, ma il suo uso in Africa come cura per la malaria non è stato documentato.
In Asia tropicale e nelle isole dell’Oceano Pacifico la Guilandina bonduc è un’importante pianta medicinale, con usi in gran parte simili come in Africa.
In grandi dosi si ritiene però che sia velenosa.
In Sierra Leone ed Etiopia la Guilandina bonduc è piantata adoperata per la realizzazione di recinzioni vive.
Nella Guinea Equatoriale l’olio dei semi viene utilizzato per cucinare. I semi sono ampiamente usati come perline, come pesi e come contatori nei giochi da tavolo.
Il commercio locale dei semi di Guilandina bonduc, per uso medicinale, è alquanto comune nell’Africa tropicale.
I semi di Guilandina bonduc contengono la bonducellina, isoflavonoide e diversi diterpeni di cassane, tra cui la cesaldekarin A, la cesalpinina B, le bonducellpine A – D, α-, β-, γ- e δ-caesalpine e un bondenolide. Tra i composti isolati dalle radici citiamo: caesaldekarin C e caesalpin F.
Il contenuto fitochimico di altre parti della pianta non è stato ancora documentato.
Molti dei composti presenti nei semi, in particolare bonducellina e β-caesalpin, hanno confermato l’attività antiplasmodiale. I risultati contraddittori dei test sull’attività antiplasmodiale possono essere dovuti a un’identificazione errata dei campioni testati. Bondenolide ed estratti di semi hanno confermato l’attività antifungina e antibatterica. Gli effetti di un estratto di foglie sul metabolismo del calcio e sui recettori colinergici delle preparazioni dello strato muscolare esterno, isolato dell’utero del ratto in gravidanza, erano paragonabili a quelli ottenuti con acetilcolina.
Nei ratti normali, estratti acquosi e etanolici al 50% di Guilandina bonduc dei semi hanno mostrato attività ipoglicemizzante e nei ratti diabetici hanno prodotto un significativo effetto anti-iperglicemico.
L’estratto acquoso mostrava anche effetti anti ipercolesterolemici e anti ipertrigliceridemici nei ratti diabetici con streptozotocina.
È stato scoperto che un estratto acquoso di radici, steli e foglie ha attività antivirale e antitumorale.
I semi contengono, inoltre, circa il 20% di olio che è particolarmente ricco di acido linoleico (68%) e ha proprietà vescicanti.
Dal punto di vista ecologico la Guilandina bonduc è molto diffusa, non in pericolo di estinzione o erosione genetica ed è rara nelle raccolte di germoplasma.

Modalità di Preparazione –
Gli estratti di Caesalpinia bonduc mostrano interessanti effetti farmacologici, ad esempio la modulazione dei recettori colinergici e l’attività anti-iperglicemica, che meritano ulteriori ricerche.
Inoltre il suo olio di semi viene utilizzato sia per cucinare che per scopi farmaceutici.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



[:en]

Guilandina bonduc

The grey nicker, nicker bean or knicker nut (Guilandina bonduc L.) is a lianose plant belonging to the Fabaceae family.

Systematic –
From a systematic point of view, it belongs to the Eukaryota Domain, Plantae Kingdom, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Fabales Order, Fabaceae Family, Subfamily Caesalpinioideae and therefore to the Genus Guilandina and the Species G. bonduc.
The terms are synonymous:
– Caesalpinia bonduc (L.) Roxb .;
– Caesalpinia bonducella (L.) Fleming;
– Caesalpinia crista auct. Amer .;
– Guilandina bonducella L.

Etymology –
The term Guilandina of the genus was dedicated to the German physician and botanist Melchior Wieland (Melchiorre Guilandinus, 1519 / 20-1589) who studied in Rome and Padua and during a trip to the Middle East to collect plants he was captured by Saracen pirates. Redeemed after years by his friend Gabriele Falloppio, he became prefect of the Botanical Garden of Padua and professor of botany at the local university.
The specific epithet bonduc comes from bunduq, an Arabic vernacular term for hazelnut (ex Merriam-Webster).

Geographical Distribution and Habitat –
Guilandina bonduc is a plant with pantropical distribution and native to the coastal areas of tropical Africa.

Description –
Guilandina bonduc is a lianose plant with stems up to 15 m long, usually equipped with robust spines.
The leaves are alternate, bipinnate, with 6-11 pairs of fins; pinnate or 3-5 lobed stipules, up to 20 mm long; the petiole and rachis are 15–80 cm long; opposite leaflets with 6-9 (–12) pairs per fin, oblong, 2-4 cm × 1–2 cm, rounded base, apex rounded to acute, slightly hairy at least on the central part and on the margins. The inflorescence is racemic with a supra-axillary or terminal axis 30-60 cm long, densely flowered.
The flowers are bisexual or functionally unisexual, zygomorphic, with free, unequal sepals, of about 5 mm × 2.5 mm, the lower one shaped like a cap; without petals, unequal, 6-7 mm × 2-3 mm, clawed, yellow, the upper one of different shape and size; it has 10 stamens about 5 mm long, hairy filaments towards the base; upper ovary and short style.
The fruit is a 5-8 cm × 3-4.5 cm oblong swollen pod, dehiscent, covered with rigid and long, hairy spines, containing 1-2 seeds.
The seeds are ovoid in shape, 1.5–2 cm in diameter, smooth, hard and light gray in color.

Cultivation –
The common Bonduc is a plant that in its places of origin blooms and bears fruit all year round.
The seeds of this plant float and maintain their vitality in water for long periods. This explains its presence in coastal areas in all tropics.
Guilandina bonduc is a plant found mainly in disturbed areas. In tropical Africa, it naturalized around inland villages probably due to the transport of seeds for medicinal use and for the characteristic use in popular board games.
However, the propagation of this plant occurs only by seed and in Equatorial Guinea it is cultivated for its seed oil.
Ripe Guilandina bonduc pods can be harvested from the plant or harvested after they have fallen. Other parts of plants are collected whenever necessary.
Guilandina bonduc seeds can be simply dried and stored for later use. Other parts of plants are probably used fresh.

Uses and Traditions –
Guilandina bonduc is used throughout the distribution area for its leaves, bark and roots to treat fever, headache and chest pain and as an anthelmintic.
In West Africa it is used as a rubefacient and as a tonic in the treatment of jaundice, diarrhea and rashes.
On the coast of Kenya seeds are taken and decoctions of leaves and roots are used to treat asthma and complications during menstruation, to avoid abortion and as eye drops to treat internal blood clots in the eyes.
In Tanzania the powdered seed kernel is taken with water to treat diabetes mellitus.
In Somalia, seed oil is used to treat rheumatism. A bitter extract from the seeds is known as “quinine of the poor” and is used against malaria, for example in India, but its use in Africa as a cure for malaria has not been documented.
In tropical Asia and the islands of the Pacific Ocean, Guilandina bonduc is an important medicinal plant, with largely similar uses as in Africa.
In large doses, however, it is believed to be poisonous.
In Sierra Leone and Ethiopia Guilandina bonduc is planted used for the construction of live fences.
In Equatorial Guinea, seed oil is used for cooking. The seeds are widely used as beads, as weights and as counters in board games.
The local trade of Guilandina bonduc seeds, for medicinal use, is quite common in tropical Africa.
Guilandina bonduc seeds contain bonducellin, isoflavonoid and various cassane diterpenes, including cesaldekarin A, cesalpinine B, bonducellpine A – D, α-, β-, γ- and δ-caesalpine and a bondenolide. Among the compounds isolated from the roots we mention: caesaldekarin C and caesalpin F.
The phytochemical content of other parts of the plant has not yet been documented.
Many of the compounds present in the seeds, in particular bonducellin and β-caesalpin, confirmed the antiplasmodial activity. The contradictory results of the tests on antiplasmodial activity may be due to an incorrect identification of the tested samples. Bondenolide and seed extracts have confirmed antifungal and antibacterial activity. The effects of a leaf extract on calcium metabolism and on the cholinergic receptors of the preparations of the outer muscle layer, isolated from the rat uterus in pregnancy, were comparable to those obtained with acetylcholine.
In normal rats, aqueous and ethanol extracts of 50% Guilandina bonduc of the seeds showed hypoglycaemic activity and in diabetic rats they produced a significant anti-hyperglycemic effect.
The aqueous extract also showed anti hypercholesterolemic and anti hypertriglyceridemic effects in diabetic rats with streptozotocin.
An aqueous extract of roots, stems and leaves has been found to have antiviral and anticancer activity.
The seeds also contain about 20% of oil which is particularly rich in linoleic acid (68%) and has blistering properties.
From an ecological point of view, Guilandina bonduc is widespread, not in danger of extinction or genetic erosion and is rare in germplasm collections.

Method of Preparation –
The extracts of Caesalpinia bonduc show interesting pharmacological effects, for example the modulation of the cholinergic receptors and the anti-hyperglycemic activity, which deserve further research.
In addition, its seed oil is used for both cooking and pharmaceutical purposes.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Tips and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for information purposes only, they do not in any way represent a medical prescription; therefore, no responsibility is accepted for their use for healing, aesthetic or food purposes.



[:es]

Guilandina bonduc

El Bonduc común o nicker gris (Guilandina bonduc L.) es una planta lianosa perteneciente a la familia Fabaceae.

Sistemático –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Reino Plantae, División Magnoliophyta, Clase Magnoliopsida, Orden Fabales, Familia Fabaceae, Subfamilia Caesalpinioideae y, por lo tanto, al Género Guilandina y la Especie G. bonduc.
Los términos son sinónimos:
– Caesalpinia bonduc (L.) Roxb.
– Caesalpinia bonducella (L.) Fleming;
– Caesalpinia crista auct. Amer .;
– Guilandina bonducella L.

Etimología –
El término Guilandina del género fue dedicado al médico y botánico alemán Melchior Wieland (Melchiorre Guilandinus, 1519 / 20-1589) que estudió en Roma y Padua y durante un viaje al Medio Oriente para recolectar plantas fue capturado por piratas sarracenos. Redimido después de años por su amigo Gabriele Falloppio, se convirtió en prefecto del Jardín Botánico de Padua y profesor de botánica en la universidad local.
El epíteto específico bonduc proviene del bunduq, un término vernáculo árabe para avellana (ex Merriam-Webster).

Distribución geográfica y hábitat –
Guilandina bonduc es una planta con distribución pantropical y nativa de las zonas costeras de África tropical.

Descripción –
Guilandina bonduc es una planta lianosa con tallos de hasta 15 m de largo, generalmente equipada con espinas robustas.
Las hojas son alternas, bipinnadas, con 6-11 pares de aletas; estípulas pinnadas o 3-5 lobuladas, de hasta 20 mm de largo; el pecíolo y el raquis tienen 15–80 cm de largo; folíolos opuestos con 6-9 (–12) pares por aleta, oblongos, 2-4 cm × 1–2 cm, base redondeada, ápice redondeado a agudo, ligeramente velloso al menos en la parte central y en los márgenes. La inflorescencia es racémica con un eje axilar superior o terminal de 30-60 cm de largo, densamente florecida.
Las flores son bisexuales o funcionalmente unisexuales, cigomorfas, con sépalos libres y desiguales, de aproximadamente 5 mm × 2.5 mm, la inferior en forma de gorro; sin pétalos, desiguales, 6-7 mm × 2-3 mm, con garras, amarillas, la superior de diferente forma y tamaño; tiene 10 estambres de aproximadamente 5 mm de largo, filamentos peludos hacia la base; ovario superior y estilo corto.
El fruto es una vaina hinchada oblonga de 5-8 cm × 3-4.5 cm, dehiscente, cubierta de espinas rígidas y largas y peludas, que contiene 1-2 semillas.
Las semillas son de forma ovoide, 1.5–2 cm de diámetro, lisas, duras y de color gris claro.

Cultivo –
El Bonduc común es una planta que en sus lugares de origen florece y da frutos durante todo el año.
Las semillas de esta planta flotan y mantienen su vitalidad en el agua durante largos períodos. Esto explica su presencia en las zonas costeras de todos los trópicos.
Guilandina bonduc es una planta que se encuentra principalmente en áreas perturbadas. En África tropical, se naturalizó alrededor de las aldeas del interior, probablemente debido al transporte de semillas para uso medicinal y para el uso característico en juegos de mesa populares.
Sin embargo, la propagación de esta planta ocurre solo por semilla y en Guinea Ecuatorial se cultiva por su aceite de semilla.
Las vainas maduras de bonduc de Guilandina se pueden cosechar de la planta o cosechar después de que hayan caído. Otras partes de las plantas se recolectan cuando es necesario.
Las semillas de Guilandina bonduc pueden simplemente secarse y almacenarse para su uso posterior. Otras partes de las plantas probablemente se usan frescas.

Usos y Tradiciones –
Guilandina bonduc se utiliza en toda el área de distribución de sus hojas, corteza y raíces para tratar la fiebre, dolor de cabeza y dolor en el pecho y como antihelmíntico.
En África occidental se usa como un rubefaciente y como un tónico en el tratamiento de ictericia, diarrea y erupciones cutáneas.
En la costa de Kenia se toman semillas y se usan decocciones de hojas y raíces para tratar el asma y las complicaciones durante la menstruación, para evitar el aborto y como gotas para los ojos para tratar los coágulos sanguíneos internos en los ojos.
En Tanzania, el grano de semilla en polvo se toma con agua para tratar la diabetes mellitus.
En Somalia, el aceite de semilla se usa para tratar el reumatismo. Un extracto amargo de las semillas se conoce como “quinina de los pobres” y se usa contra la malaria, por ejemplo en India, pero su uso en África como cura para la malaria no ha sido documentado.
En Asia tropical y las islas del Océano Pacífico, Guilandina bonduc es una importante planta medicinal, con usos muy similares a los de África.
En grandes dosis, sin embargo, se cree que es venenoso.
En Sierra Leona y Etiopía, Guilandina bonduc se planta para la construcción de cercas vivas.
En Guinea Ecuatorial, el aceite de semilla se usa para cocinar. Las semillas son ampliamente utilizadas como cuentas, como pesos y como contadores en juegos de mesa.
El comercio local de semillas de Guilandina bonduc, para uso medicinal, es bastante común en África tropical.
Las semillas de Guilandina bonduc contienen bonducelina, isoflavonoides y varios diterpenos de cassane, que incluyen cesaldekarina A, cesalpinina B, bonducellpine A – D, α-, β-, γ- y δ-caesalpine y un bondenólido. Entre los compuestos aislados de las raíces mencionamos: caesaldekarin C y caesalpin F.
El contenido fitoquímico de otras partes de la planta aún no se ha documentado.
Muchos de los compuestos presentes en las semillas, en particular bonducellin y β-caesalpin, tienen actividad antiplasmodial confirmada. Los resultados contradictorios de las pruebas de actividad antiplasmodial pueden deberse a una identificación incorrecta de las muestras analizadas. La bondenolida y los extractos de semillas tienen actividad antifúngica y antibacteriana confirmada. Los efectos de un extracto de hoja en el metabolismo del calcio y en los receptores colinérgicos de las preparaciones de la capa muscular externa, aislada del útero de la rata durante el embarazo, fueron comparables a los obtenidos con acetilcolina.
En ratas normales, los extractos acuosos y de etanol del 50% de Guilandina bonduc de las semillas mostraron actividad hipoglucémica y en ratas diabéticas produjeron un efecto anti-hiperglucémico significativo.
El extracto acuoso también mostró efectos anti hipercolesterolémicos y anti hipertrigliceridémicos en ratas diabéticas con estreptozotocina.
Se ha encontrado que un extracto acuoso de raíces, tallos y hojas tiene actividad antiviral y anticancerígena.
Las semillas también contienen alrededor del 20% de aceite que es particularmente rico en ácido linoleico (68%) y tiene propiedades ampollas.
Desde un punto de vista ecológico, Guilandina bonduc está muy extendido, no está en peligro de extinción o erosión genética y es raro en las colecciones de germoplasma.

Método de preparación –
Los extractos de Caesalpinia bonduc muestran interesantes efectos farmacológicos, por ejemplo, la modulación de los receptores colinérgicos y la actividad anti-hiperglucémica, que merecen más investigación.
Además, su aceite de semilla se utiliza tanto para cocinar como para fines farmacéuticos.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se acepta responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.



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