Agricoltura biodinamica

Agricoltura biodinamica

Con il termine di Agricoltura biodinamica si intende un modello agricolo che si svolge con procedure in sintonia con la natura, con la terra e con gli uomini.
L’agricoltura biodinamica, di cui Rudolf Steiner è iniziatore, considera il terreno, l’uomo, gli animali e le piante come parti integranti del cosmo, sensibili alle sue regole e alle sue influenze.
L’agricoltura biodinamica si propone di produrre alimenti qualitativamente superiori, capaci di nutrire l’uomo nella sua integrità fisica e interiore.
Si tratta di una dottrina teosofica, alla base del movimento internazionale di cui Rudolf Steiner è stato iniziatore con la fondazione, nel 1913, della Società Antroposofica presso il Goetheanum di Dornach (Basilea). Qui è stata proposta una rinnovata concezione dell’uomo in armonia con le forze della terra e del cosmo che ha coinvolto medicina, scienza, arte e pedagogia: l’antroposofia.
Ai concetti chiave dell’antroposofia codificati da Rudolf Steiner si sono collegate, nei decenni, arti performative e scienze applicate.
Lagricoltura biodinamica, codificata a partire da otto lezioni per agricoltori impartite dal pensatore austriaco a Koberwitz, nel 1924, è scaturita da tre esigenze cardinali: mantenere la fertilità della terra, rendere sane le piante in modo che abbiano l’energia per resistere ai parassiti, produrre alimenti di qualità più alta possibile.
Sguendo i pricnicpi dell’agricoltura biodinamica le aziende agricole, che la attuano, si prefiggono l’ideale di divenire un’unità biologica autosufficiente, dove terra, vegetazione, animali e uomini sono in perfetto equilibrio e contribuiscono l’uno al sostentamento dell’altro. Il principio di restituire alla terra quello che si prende non è idea originale della biodinamica ma della chimica.
Il principio fondamentale della biodinamica è quello di attivare la vita nella terra in modo che le sostanze presenti nella terra possono essere liberate e assimilate dalle piante. Al pari dell’azienda biologica, si mantiene in relazione con l’ambiente circostante preservando anche gli spazi abitati dagli animali selvatici, rispettati in quanto predatori dei parassiti.
Alcune pratiche della biodinamica hanno una radice nell’alveo dell’epistemologia scientifica ordinaria e quindi una loro intrinseca utilità riconosciuta anche al di fuori degli adepti, ad esempio il sovescio, cioè l’interramento di particolari piante a scopo fertilizzante, la rotazione delle colture, l’uso del compost.

Quest’ultimo è il fertilizzante più usato in biodinamica. Un cumulo formato con cura, a contatto con la terra, che consiste nella mistura di terra, resti vegetali, scarti alimentari, cenere, acqua, in modo che s’attivino processi vitali capaci addirittura di generare calore, fino a 40°C.
Nella biodinamica, al compost si aggiungono otto preparati biodinamici:
uno a base di concime, uno di polvere di quarzo, gli altri di erbe, ortica, camomilla, achillea, valeriana, corteccia di quercia e dente di leone.
L’obiettivo è quello di regolare e stimolare i processi biologici del cumulo stesso, delle piante coltivate, dei campi. Prima di essere irrorati, i preparati vengono dinamizzati, diluendoli in grandi quantità d’acqua, così come si usa fare per i rimedi omeopatici.
Nella biodinamica si dà particolare importanza alle influenze lunari, che regolano lo sviluppo delle singole parti della pianta anche a seconda del segno zodiacale in cui transita la Luna.
Il calendario delle semine, adottato nella biodnamica, è il risultato di 20 anni di ricerche e di studi sull’influenza lunare in l’agricoltura condotti dalla studiosa tedesca, discepola di Steiner, Maria Thun.
Così come avviene per l’agricoltura biologica anche l’agricoltura biodinamica è sottoposta ad un processo di certificazione.
Il prodotto finale viene così certificato e ripostato in etichetta come proveniente da agricoltura biodinamica ed è reperibile in supermarket, negozi di alimentazione naturale o presso le aziende agricole che applicano il metodo.
Da precisare che tutte le aziende biodinamiche europee sono anche soggette al controllo per la conformità per l’agricoltura biologica, in quanto tutte le aziende sono anche biologiche.
Gli standard a cui sono sottoposte però le aziende, che intendono certificarsi come biodinamiche, sono più restrittivi e specifici rispetto a quelli per il bio; infatti ogni azienda agricola ha un controllo aggiuntivo e una doppia certificazione: quella bio e quella Biodinamica, che in Italia è operata Demeter.
La storia del marchio Demeter risale al 1927, quando alcuni agricoltori che coltivavano la loro terra seguendo i principi della biodinamica decisero di tutelare i loro prodotti e le loro aziende. Fu così che pensarono a Demetra, dea della fertilità e della terra. Prima con il marchio fiore, poi con il marchio parola, Demeter è apparso su tutti i prodotti ottenuti da coltivazioni biodinamiche.
Il marchio è presente in tutti i continenti e controlla e certifica l’intera gamma dei prodotti biodinamici provenienti da tutto il mondo. Le associazioni che sono presenti nelle varie nazioni sono riunite in una Federazione internazionale che coordina i vari disciplinari di coltivazione.

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