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Salvia

La salvia comune o, semplicemente, salvia (Salvia officinalis L., 1753) è una piccola pianta perenne aromatica usata come spezia e pianta aromatica.

Origini e Storia –
La Salvia è un piccolo arbusto sempreverde, il cui nome deriverebbe dal latino “salvus” (sano) per le sue indiscusse virtù terapeutiche. Infatti tra i principali effetti riconosciuti alla pianta quello antisettico, digestivo e calmante. Secondo la tradizione veniva utilizzata in infuso per curare l’eccessiva sudorazione o contro l’esaurimento nervoso, o era strofinata fresca per disinfettare le ferite o per rendere più bianchi i denti.
Questa pianta era già considerata da Greci e Romani l’erba della salute, la salvia doveva essere raccolta con un rituale particolare, senza l’intervento d’oggetti di ferro, indossando una tunica bianca con i piedi scalzi e ben lavati.
Prima e dopo i Romani, dagli antichi Egizi alla farmacopea medioevale, la salvia fu sempre apprezzatissima in erboristeria e non a caso Linneo le attribuì il nome di officinalis.
I cinesi ritenevano che la salvia fosse in grado di “regalare” la longevità: nel XVII secolo, un cesto di foglie di salvia veniva scambiata dai mercanti olandesi con tre cesti di tè.
I Galli, in particolare, ritenevano che la salvia avesse la capacità di guarire tutte le malattie e che agisse efficacemente da “deterrente” contro febbre e tosse. Alcuni addirittura credevano che avesse il potere di resuscitare i morti e per questo veniva anche utilizzata nella preparazione di riti magici.
Nel Medioevo la salvia era ancora considerata una vera panacea, la più efficace di tutte le medicine. Il suo raggio d’azione era vastissimo, e con il verbo “salviare” si intendeva genericamente la sua prescrizione. Nella medicina popolare di questo periodo veniva usata come cicatrizzante sulle ferite e piaghe difficili da rimarginare.
La stessa Scuola Medica Salernitana con lo scritto “perché dovrebbe morire l’uomo nel cui giardino cresce la salvia? ” accreditò l’alto valore attribuito al piccolo arbusto dalla medicina del tempo.
Chiamata anche “erba sacra”, la salvia si riteneva un potente afrodisiaco maschile, in grado inoltre di proteggere le gravidanze ed accrescere la fertilità femminile. La virtù di rinvigorente sessuale trovava nelle foglie cotte nel vino la bevanda d’eccellenza.
In epoca medioevale a questa pianta somministrata con il cibo, come tutte le medicine del tempo, si cominciò a riconoscere anche il ruolo di condimento capace di rendere più “buono” il cibo.
Per la grande preziosità è possibile rintracciare la salvia in molte leggende d’ogni epoca. Una di queste, ambientata nella Francia del ‘600, vede protagonista un balsamico detto “aceto dei quattro ladroni” che si pensava protesse dalla peste alcuni ladroni che avevano razziato le case durante un’epidemia che colpì Tolosa.
Gli ingredienti principali erano: tre parti di foglie di salvia macerata, unite con una parte di rosmarino , una di timo e una di lavanda.
Ancora alla fine del Novecento alla salvia venivano riconosciute virtù afrodisiache, ufficialmente spiegate per la presenza dei fitoestrogeni che aumentano la fertilità.

Descrizione –
La salvia, appartenente alla famiglia delle Labiatae, si presenta come un arbusto sempre verde: ha un fusto eretto, che può raggiungere al massimo 70 cm e le foglie hanno una caratteristica forma (sembrano piccole lance, lunghe e abbastanza affusolate) e si presentano piuttosto spesse e dure.
I fiori sono di un colore che va dal blu al viola, compaiono generalmente in primavera, prediligendo il sole, nonostante sia possibile trovarla anche in climi piuttosto rigidi. Essa si trova generalmente nelle zone mediterranee e negli orti coltivati mentre è molto difficile riconoscerla allo stato selvatico. Il suo “ciclo” dura circa 5 anni, trascorsi i quali va piantata di nuovo.

Principi attivi –
La salvia contiene olio essenziale, ricco di alfa e beta thujone, alfa e beta pinene, acetato di linalile, cineolo, borneolo, acetato di bornile, canfora, acido ursolico, acido oleanolico, saponosidi, acido fumarico, acido clorogenico, caffeico, rosmarinico, glicerico, salvina, enzimi, perossidasi, ossidoreduttasi, vitamina B1 e C, resine e sostanze estrogene.
Nella pianta sono presenti, altresì, i flavonoidi, così come i glucosidi del luteolo e dell’apigenolo. L’olio essenziale di salvia possiede un’alta percentuale di tujoni e chetoni ad azione neurotossica e va usato per via interna solo su prescrizione del medico.

Proprietà ed Usi –
Tra i principali effetti riconosciuti alla pianta quello antisettico, digestivo e calmante. Secondo la tradizione veniva utilizzata in infuso per curare l’eccessiva sudorazione o contro l’esaurimento nervoso, o era strofinata fresca per disinfettare le ferite o per rendere più bianchi i denti.
Inoltre, in cucina, la Salvia trova impiego fin dai tempi antichi, come pianta aromatica.
In generale, della salvia, sono particolarmente note le sue proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. Essa inoltre è in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa (in particolare quel fastidioso disturbo chiamato “caldane”: per questo viene anche chiamata “estrogeno naturale”). Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed è anche indicata nelle gengiviti e gli ascessi. È un “deterrente” del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita.
La salvia è uno stimolante dell’organismo, è di aiuto durante il ciclo mestruale e combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è molto benefica per il cervello e aiuta la memoria. Alcuni antichi medici cinesi la utilizzavano anche per curare l’insonnia. È anche un gastro protettore poiché ha un’azione antispasmodica ed è utile nel diabete perché riduce la glicemia. Viene riconosciuta alla pianta anche un’azione estrogena che agisce efficacemente come anti–sudore. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, “salva” i cibi dal deperimento.
La salvia trova largo impiego nella cosmesi.
Molti dentifrici sono a base di salvia; in assenza del prodotto preparato si possono semplicemente strofinare i denti con una foglia fresca per ottenere un effetto sbiancante. Un infuso di salvia consente di restituire ai capelli il colore scuro e le lozioni preparate con la salvia detergono la pelle. Per preparare un tonico astringente alla salvia sono necessari 4 cucchiai di salvia essiccata e di alcool etilico, un pizzico di borace, 3 cucchiai di amamelide e 10 gocce di glicerina. Dopo aver fatto macerare la salvia nell’alcool per due settimane, si deve filtrare la sostanza ottenuta, sciogliere il borace nell’amamelide e aggiungervi l’alcool. Dopodiché si unisce la glicerina e si travasa il tutto in una bottiglia con tappo sotto vuoto. Prima di usare il preparato, sarà bene agitare il contenitore.
Inoltre la salvia, come altre specie dello stesso genere, è frequentemente utilizzata in giardinaggio: i suoi fiori e il suo aspetto d’insieme sono gli elementi che più hanno contribuito al suo successo come pianta ornamentale.
È una pianta particolarmente visitata dalle api per il polline ed il nettare. Nella costa dalmata si produce un miele uniflorale.
Come per tutte le piante e gli alimenti bisogna sempre seguire eventuali controindicazioni.
La salvia è controindicata per chi soffre di patologie nervose e va consumata con cautela da parte delle donne nel periodo di allattamento; inoltre occorre fare molta attenzione nel non farla entrare in contatto con recipienti di ferro. Da ricordare anche che l’olio essenziale risulta tossico per il sistema nervoso e può causare crisi epilettiche anche in piccolissime dosi. Come tisana, si può utilizzare solo per brevi periodi.
La salvia contiene un chetone complesso, il tujone, che può risultare tossico ad alte dosi. Ciò ha impatto sia sull’uso culinario che su quello medicinale e spiega perché la salvia è stata usata come aroma ma non, per esempio, come insalata.
La normativa europea ha stabilito un limite massimo al contenuto di tujone nei cibi, che è di 25 mg/kg nel caso di cibi aromatizzati con la salvia. Negli Stati Uniti d’America attualmente la legge fissa un tetto al contenuto di tujone.

Preparazioni –
La salvia è una pianta aromatica e il suo principio attivo si ricava dalle foglie, le quali vengono raccolte nei mesi primaverili ed estivi, visto che questa pianta predilige i climi caldi, mentre si lascia riposare in inverno. Le infiorescenze vengono messe ad essiccare in luoghi ombrosi e conservate in sacchetti di tela o carta. Per conservare bene le foglie fresche, bisogna invece riporle in piccoli vasi di vetro al riparo della luce.
Le foglie della salvia vengono utilizzate in cucina fresche o essiccate per insaporire i cibi, dai primi piatti ai secondi di carne e pesce e persino nelle torte salate. Si può anche preparare un’ottima bevanda per restituire forza ad una persona convalescente: fare macerare per otto giorni 100gr. di foglie e fiori essiccati in un litro di vino e bere un bicchierino dopo i pasti. Il fumo di salvia elimina odori di cucina e di animali. Per realizzare ottime frittelle alla salvia, preparare una ventina di foglie di salvia grosse, 200gr. di farina, acqua minerale fredda, sale e olio. Mescolare la pastella con la farina, l’acqua e poco sale. Lavare e asciugare delle foglie di salvia e quando l’olio è caldo, intingere le foglie nella pastella e friggerle. Sgocciolarle sulla carta assorbente e spolverare di sale. Servirle calde e fragranti accompagnate da vino bianco secco e fresco.
Nonostante la sua origine mediterranea, la presenza della salvia per aromatizzare carni di vario genere è consolidata da secoli in quasi tutte le tradizioni culinarie d’Europa. Meno comune ma non raro è il suo impiego per cibi di tipo diverso: pasta (notissimi in Italia i tortelloni burro e salvia), formaggi alle erbe, zuppe e le foglie di salvia fritte in pastella. In Medio Oriente la salvia viene usata per aromatizzare l’arrosto di montone.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.





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Sage

The common sage or, simply, sage (Salvia officinalis L., 1753) is a small aromatic perennial plant used as a spice and aromatic plant.

Origins and History –
Sage is a small evergreen shrub, whose name would derive from the Latin “salvus” (healthy) for its undisputed therapeutic virtues. In fact, among the main effects recognized to the plant is the antiseptic, digestive and calming effect. According to tradition it was used as an infusion to treat excessive sweating or against nervous exhaustion, or it was rubbed fresh to disinfect wounds or to make teeth whiter.
This plant was already considered by the Greeks and Romans the herb of health, the sage had to be harvested with a particular ritual, without the intervention of iron objects, wearing a white tunic with bare feet and well washed.
Before and after the Romans, from the ancient Egyptians to the medieval pharmacopoeia, sage was always highly appreciated in herbal medicine and not by chance Linnaeus gave it the name officinalis.
The Chinese believed that sage was able to “give” longevity: in the seventeenth century, a basket of sage leaves was exchanged by Dutch merchants for three baskets of tea.
The Gauls, in particular, believed that sage had the ability to heal all diseases and that it acted effectively as a “deterrent” against fever and cough. Some even believed that it had the power to resurrect the dead and for this it was also used in the preparation of magical rites.
In the Middle Ages, sage was still considered a real panacea, the most effective of all medicines. His range of action was very vast, and the verb “save” meant his prescription generically. In folk medicine of this period it was used as a cicatrizant on wounds and sores difficult to heal.
The same Medical School of Salerno with the writing “why should a man die in whose garden sage grows? “He credited the high value attributed to the small shrub by the medicine of the time.
Also called “sacred herb”, sage was believed to be a powerful male aphrodisiac, also able to protect pregnancies and increase female fertility. The virtue of sexual invigorator found in the leaves cooked in wine the drink of excellence.
In the Middle Ages, this plant, administered with food, like all the medicines of the time, also began to recognize the role of seasoning capable of making food more “good”.
Due to its precious value, it is possible to trace sage in many legends of every age. One of these, set in 17th-century France, features a balsamic vinegar called “vinegar of the four thieves” which was thought to be protected from the plague by some thieves who had raided houses during an epidemic that hit Toulouse.
The main ingredients were: three parts of macerated sage leaves, combined with one part of rosemary, one of thyme and one of lavender.
Still at the end of the twentieth century sage was recognized aphrodisiac virtues, officially explained by the presence of phytoestrogens that increase fertility.

Description –
Sage, belonging to the Labiatae family, looks like an evergreen shrub: it has an erect stem, which can reach a maximum of 70 cm and the leaves have a characteristic shape (they look like small spears, long and fairly tapered) and they appear rather thick and hard.
The flowers are of a color ranging from blue to purple, generally appear in spring, preferring the sun, although it can also be found in rather harsh climates. It is generally found in Mediterranean areas and in cultivated vegetable gardens while it is very difficult to recognize it in the wild. Its “cycle” lasts about 5 years, after which it must be planted again.

Active principles –
Sage contains essential oil, rich in alpha and beta thujone, alpha and beta pinene, linalyl acetate, cineol, borneol, bornyl acetate, camphor, ursolic acid, oleanolic acid, saponosides, fumaric acid, chlorogenic acid, caffeic, rosemary, glycerin, salvine, enzymes, peroxidase, oxidoreductase, vitamins B1 and C, resins and estrogens.
The plant also contains flavonoids, as well as the glucosides of luteol and apigenol. Sage essential oil has a high percentage of thujones and ketones with neurotoxic action and must be used internally only on doctor’s prescription.

Properties and Uses –
Among the main effects recognized to the plant is the antiseptic, digestive and calming effect. According to tradition it was used as an infusion to treat excessive sweating or against nervous exhaustion, or it was rubbed fresh to disinfect wounds or to make teeth whiter.
Furthermore, in the kitchen, Salvia has been used since ancient times, as an aromatic plant.
In general, its anti-inflammatory, balsamic, digestive and expectorant properties are particularly well known for sage. It is also able to treat painful menstrual syndromes and menopause disorders (in particular that annoying disorder called “caldane”: for this reason it is also called “natural estrogen”). It offers a good response against water retention, edemas, rheumatism and migraines and is also indicated in gingivitis and abscesses. It is a “deterrent” to diabetes and accelerates the healing process after an injury.
Sage is a stimulant of the body, it helps during the menstrual cycle and fights the states of asthenia and depression. It is particularly indicated in case of physical or intellectual exhaustion, but not only: it is very beneficial for the brain and helps memory. Some ancient Chinese doctors also used it to treat insomnia. It is also a gastro protector because it has an antispasmodic action and is useful in diabetes because it reduces blood sugar. An estrogenic action is also recognized to the plant which acts effectively as anti-sweat. Often it is also used as a remedy to digest and, if properly stored, it “saves” food from decay.
Sage is widely used in cosmetics.
Many toothpastes are based on sage; in the absence of the prepared product, you can simply rub the teeth with a fresh leaf to obtain a whitening effect. A sage infusion allows the dark color to be restored to the hair and the lotions prepared with sage cleanse the skin. To prepare an astringent sage tonic you need 4 tablespoons of dried sage and ethyl alcohol, a pinch of borax, 3 tablespoons of witch hazel and 10 drops of glycerin. After macerating the sage in alcohol for two weeks, the obtained substance must be filtered, the borax dissolved in the witch hazel and the alcohol added. Then the glycerin is added and everything is transferred into a bottle with a vacuum stopper. Before using the preparation, it will be good to shake the container.
Furthermore, sage, like other species of the same genus, is frequently used in gardening: its flowers and its overall appearance are the elements that have contributed most to its success as an ornamental plant.
It is a plant particularly visited by bees for pollen and nectar. On the Dalmatian coast, a single-flower honey is produced.
As with all plants and food, any contraindications should always be followed.
Sage is contraindicated for those suffering from nervous diseases and should be consumed with caution by women during the lactation period; moreover, you must be very careful not to let it come into contact with iron containers. It should also be remembered that essential oil is toxic to the nervous system and can cause epileptic seizures even in very small doses. As a herbal tea, it can only be used for short periods.
Sage contains a complex ketone, thujone, which can be toxic in high doses. This has an impact on both culinary and medicinal use and explains why sage was used as an aroma but not, for example, as a salad.
European legislation has established a maximum limit on the content of thujone in food, which is 25 mg / kg in the case of foods flavored with sage. In the United States of America, the law currently sets a cap on thujone content.

Preparations –
Sage is an aromatic plant and its active ingredient is obtained from the leaves, which are harvested in the spring and summer months, since this plant prefers warm climates, while it is left to rest in winter. The inflorescences are left to dry in shady places and stored in canvas or paper bags. To keep the fresh leaves well, instead, you have to put them in small glass jars away from the light.
Sage leaves are used in cooking fresh or dried to flavor foods, from first courses to second courses of meat and fish and even in savory pies. You can also prepare an excellent drink to restore strength to a convalescent person: macerate for 100 days for eight days. dried leaves and flowers in a liter of wine and drink a small glass after meals. Sage smoke eliminates cooking and animal odors. To make excellent sage pancakes, prepare twenty large sage leaves, 200gr. flour, cold mineral water, salt and oil. Mix the batter with the flour, water and a little salt. Wash and dry some sage leaves and when the oil is hot, dip the leaves in the batter and fry them. Drain them on paper towels and sprinkle with salt. Serve them hot and fragrant accompanied by dry and fresh white wine.
Despite its Mediterranean origin, the presence of sage to flavor meat of various kinds has been consolidated for centuries in almost all the culinary traditions of Europe. Less common but not uncommon is its use for different types of food: pasta (tortelloni with butter and sage very well known in Italy), herb cheeses, soups and sage leaves fried in batter. In the Middle East, sage is used to flavor mutton roast.

Guido Bissanti

Warning: The information shown is not medical advice and may not be accurate. The contents are for illustrative purposes only and do not replace medical advice.





[:es]

Salvia

La salvia (Salvia officinalis L., 1753) es una pequeña planta aromática perenne utilizada como planta de especias y aromáticas.

Orígenes e historia –
La salvia es un pequeño arbusto de hoja perenne, cuyo nombre derivaría del latín “salvus” (saludable) por sus virtudes terapéuticas indiscutibles. De hecho, entre los principales efectos reconocidos para la planta está el efecto antiséptico, digestivo y calmante. Según la tradición, se usaba como una infusión para tratar la sudoración excesiva o contra el agotamiento nervioso, o se frotaba para desinfectar heridas o para hacer que los dientes se pusieran más blancos.
Esta planta ya era considerada por los griegos y los romanos como la hierba de la salud, el sabio tuvo que ser cosechado con un ritual particular, sin la intervención de objetos de hierro, vistiendo una túnica blanca con los pies descalzos y bien lavada.
Antes y después de los romanos, desde los antiguos egipcios hasta la farmacopea medieval, el sabio siempre fue muy apreciado en la medicina herbaria y, por casualidad, Linneo le dio el nombre de officinalis.
Los chinos creían que la salvia podía “dar” longevidad: en el siglo XVII, los comerciantes holandeses cambiaron una canasta de hojas de salvia por tres canastas de té.
Los galos, en particular, creían que la salvia tenía la capacidad de curar todas las enfermedades y que actuaba efectivamente como un “elemento disuasorio” contra la fiebre y la tos. Algunos incluso creían que tenía el poder de resucitar a los muertos y para esto también se usaba en la preparación de ritos mágicos.
En la Edad Media, la salvia todavía se consideraba una panacea real, la más efectiva de todas las medicinas. Su rango de acción era muy vasto, y el verbo “guardar” significaba su receta genéricamente. En la medicina popular de este período se usaba como cicatrizante en heridas y llagas difíciles de curar.
La misma Escuela de Medicina de Salerno con la escritura “¿por qué debería morir un hombre en cuyo jardín crezca la salvia? “Él atribuyó el alto valor atribuido al pequeño arbusto por la medicina de la época.
También llamada “hierba sagrada”, la salvia se consideraba un poderoso afrodisíaco masculino, también capaz de proteger los embarazos y aumentar la fertilidad femenina. La virtud del vigorizador sexual encontró en las hojas cocinadas en vino la bebida de excelencia.
En la Edad Media, esta planta, administrada con alimentos, como todas las medicinas de la época, también comenzó a reconocer el papel del condimento capaz de hacer que los alimentos sean más “buenos”.
Debido a su valioso valor, es posible rastrear la salvia en muchas leyendas de todas las edades. Uno de estos, ambientado en la Francia del siglo XVII, presenta un vinagre balsámico llamado “vinagre de los cuatro ladrones”, que algunos ladrones protegieron de la peste que habían allanado casas durante una epidemia que golpeó a Toulouse.
Los ingredientes principales fueron: tres partes de hojas de salvia maceradas, combinadas con una parte de romero, una de tomillo y otra de lavanda.
Aún a fines del siglo XX, el sabio reconoció las virtudes afrodisíacas, explicadas oficialmente por la presencia de fitoestrógenos que aumentan la fertilidad.

Descripción –
La salvia, perteneciente a la familia Labiatae, se parece a un arbusto de hoja perenne: tiene un tallo erecto, que puede alcanzar un máximo de 70 cm y las hojas tienen una forma característica (se ven como pequeñas lanzas, largas y bastante afiladas) y parecen más bien grueso y duro
Las flores son de un color que va del azul al púrpura, generalmente aparecen en primavera, prefiriendo el sol, aunque también se pueden encontrar en climas bastante duros. Generalmente se encuentra en áreas mediterráneas y en huertos cultivados, mientras que es muy difícil reconocerlo en la naturaleza. Su “ciclo” dura aproximadamente 5 años, después de lo cual debe ser plantado nuevamente.

Principios activos –
La salvia contiene aceite esencial, rico en alfa y beta tujona, alfa y beta pineno, acetato de linalilo, cineol, borneol, acetato de borilo, alcanfor, ácido ursólico, ácido oleanólico, saponósidos, ácido fumárico, ácido clorogénico, cafeico, romero, glicerina, salinas, enzimas, peroxidasa, oxidorreductasa, vitaminas B1 y C, resinas y estrógenos.
La planta también contiene flavonoides, así como los glucósidos de luteol y apigenol. El aceite esencial de salvia tiene un alto porcentaje de tujonas y cetonas con acción neurotóxica y debe usarse internamente solo con receta médica.

Propiedades y Usos –
Entre los principales efectos reconocidos para la planta está el efecto antiséptico, digestivo y calmante. Según la tradición, se usaba como una infusión para tratar la sudoración excesiva o contra el agotamiento nervioso, o se frotaba para desinfectar heridas o para hacer que los dientes se pusieran más blancos.
Además, en la cocina, Salvia se ha utilizado desde la antigüedad como una planta aromática.
En general, sus propiedades antiinflamatorias, balsámicas, digestivas y expectorantes son particularmente conocidas por la salvia. También es capaz de tratar síndromes menstruales dolorosos y trastornos de la menopausia (en particular, ese trastorno molesto llamado “caldano”: por esta razón, también se le llama “estrógeno natural”). Ofrece una buena respuesta contra la retención de agua, edemas, reumatismo y migrañas y también está indicado en gingivitis y abscesos. Es un “elemento disuasorio” para la diabetes y acelera el proceso de curación después de una lesión.
La salvia es un estimulante del cuerpo, ayuda durante el ciclo menstrual y combate los estados de astenia y depresión. Está especialmente indicado en caso de agotamiento físico o intelectual, pero no solo: es muy beneficioso para el cerebro y ayuda a la memoria. Algunos médicos chinos antiguos también lo usaban para tratar el insomnio. También es un protector gastrointestinal porque tiene una acción antiespasmódica y es útil en la diabetes porque reduce el azúcar en la sangre. También se reconoce una acción estrogénica en la planta que actúa eficazmente como anti-sudor. A menudo también se usa como un remedio para digerir y, si se almacena adecuadamente, “salva” los alimentos de la descomposición.
La salvia es ampliamente utilizada en cosméticos.
Muchas pastas dentales están basadas en salvia; en ausencia del producto preparado, simplemente puede frotar los dientes con una hoja fresca para obtener un efecto blanqueador. Una infusión de salvia permite restaurar el color oscuro del cabello y las lociones preparadas con salvia limpian la piel. Para preparar un tónico de salvia astringente, necesita 4 cucharadas de salvia seca y alcohol etílico, una pizca de bórax, 3 cucharadas de hamamelis y 10 gotas de glicerina. Después de macerar la salvia en alcohol durante dos semanas, la sustancia obtenida se debe filtrar, el bórax se disuelve en el hamamelis y se agrega el alcohol. Luego se agrega la glicerina y todo se transfiere a una botella con un tapón de vacío. Antes de usar la preparación, será bueno agitar el recipiente.
Además, la salvia, como otras especies del mismo género, se usa con frecuencia en la jardinería: sus flores y su apariencia general son los elementos que más han contribuido a su éxito como planta ornamental.
Es una planta particularmente visitada por las abejas para el polen y el néctar. En la costa dálmata, se produce una miel de una sola flor.
Como con todas las plantas y alimentos, siempre se deben seguir las contraindicaciones.
La salvia está contraindicada para quienes padecen enfermedades nerviosas y las mujeres deben consumirla con precaución durante el período de lactancia; Además, debe tener mucho cuidado de no dejar que entre en contacto con recipientes de hierro. También debe recordarse que el aceite esencial es tóxico para el sistema nervioso y puede causar ataques epilépticos incluso en dosis muy pequeñas. Como té de hierbas, solo se puede usar por períodos cortos.
Sage contiene una cetona compleja, tuyona, que puede ser tóxica en altas dosis. Esto tiene un impacto en el uso culinario y medicinal y explica por qué la salvia se usó como aroma, pero no, por ejemplo, como ensalada.
La legislación europea ha establecido un límite máximo en el contenido de tuyona en los alimentos, que es de 25 mg / kg en el caso de los alimentos aromatizados con salvia. En los Estados Unidos de América, la ley actualmente establece un límite en el contenido de thujone.

Preparaciones –
La salvia es una planta aromática y su ingrediente activo se obtiene de las hojas, que se cosechan en los meses de primavera y verano, ya que esta planta prefiere climas cálidos, mientras que se deja descansar en invierno. Las inflorescencias se dejan secar en lugares sombreados y se almacenan en lonas o bolsas de papel. Para mantener bien las hojas frescas, debes colocarlas en pequeños frascos de vidrio lejos de la luz.
Las hojas de salvia se usan para cocinar alimentos frescos o secos para dar sabor, desde los primeros platos hasta los segundos platos de carne y pescado e incluso en pasteles salados. También puede preparar una bebida excelente para restaurar la fuerza de una persona convaleciente: macerar durante 100 días durante ocho días. hojas y flores secas en un litro de vino y beba un vaso pequeño después de las comidas. El humo de salvia elimina los olores de cocción y de animales. Para hacer excelentes panqueques de salvia, prepare veinte hojas grandes de salvia, 200gr. harina, agua mineral fría, sal y aceite. Mezcle la masa con la harina, el agua y un poco de sal. Lave y seque algunas hojas de salvia y cuando el aceite esté caliente, sumerja las hojas en la masa y fríalas. Escurrirlos en toallas de papel y espolvorear con sal. Servirlos calientes y fragantes acompañados de vino blanco seco y fresco.
A pesar de su origen mediterráneo, la presencia de salvia para dar sabor a la carne de diversos tipos se ha consolidado durante siglos en casi todas las tradiciones culinarias de Europa. Menos común pero no infrecuente es su uso para diferentes tipos de alimentos: pasta (tortelloni con mantequilla y salvia muy conocida en Italia), quesos de hierbas, sopas y hojas de salvia fritas en masa. En Oriente Medio, la salvia se usa para dar sabor al asado de cordero.

Guido Bissanti

Advertencia: La información que se muestra no es un consejo médico y puede no ser precisa. El contenido es solo para fines ilustrativos y no reemplaza el consejo médico.





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