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Calamo aromatico

Il calamo aromatico o Canna odorosa o Acoro (Acorus calamus L., 1753) di cui si usano le radici ed i germogli sia in cucina che per altri impieghi.

Origini e Storia –
Il calamo aromatico è una pianta originaria dell’India, ma sin dai tempi antichi è stata trasportata dai commercianti e viaggiatori per tutta l’Asia e l’Europa, e dove ha trovato regioni a clima temperato, che le offrivano l’opportunità di attecchire, ha messo radici, diffondendosi cosi senza particolari difficoltà.
Oggi la si può ritrovare in tutte le regioni climatiche temperate dell’emisfero boreale.
Si hanno notizie del Calamo aromatico sin da Dioscoride, ma come molte proprietà attribuite all’epoca alcune sono mitologiche. Per Dioscoride il Calamo aromatico rappresentava una pianta per il recupero della vista. Questa presunta proprietà era narrata in una favola che raccontava di come una donnola perse la vista lottando contro un basilisco, ma successivamente grazie a questa pianta, la riacquistò nuovamente.
Anche il Durante fu tratto in inganno da questa pianta, che reputava utili nel bloccare lo sciamare delle api via dall’alveare.
Il Calamo rientrò a far parte di una delle più diffuse applicazioni per la prevenzione della peste, in un famoso aceto aromatico chiamato aceto “dei quattro ladri”. Purtroppo non era altro che una macerazione in aceto di diverse piante, quasi tutte con la presunta proprietà di curare dalla peste. Tra gli ingredienti sono menzionati rosmarino, assenzio, salvia, ruta, cannella e garofani.
Nel Medioevo le foglie, che profumano di limone, venivano sparse sui pavimenti per profumare l’ambiente calpestandole.
In tempi più moderni, ma non troppo, in Arabia e in Iran è stato considerato afrodisiaco.
Unico vero filo conduttore dall’antichità a oggi è quello che vede questa pianta utilizzata come spezia al posto della cannella.

Descrizione –
Il Calamo aromatico è una pianta perenne, idrofita radicante, che al massimo può raggiungere il metro di altezza. Presenta foglie radicali inguainate, ensiformi. La nervatura centrale determina una sorta di piegatura longitudinale verso l’interno per tutta la lunghezza della foglia stessa.
Il rizoma è orizzontale e cilindrico, particolarmente nodoso e cosparsi di cicatrici determinate dalla caduta delle foglie e dalle radici preesistenti. Il suo colore è rosso brunastro all’esterno e bianchiccio – rossastro all’interno, con una consistenza spugnosa, odore intenso e sapore amaro.
Lo scapo fiorifero è eretto e triangolare, sormontato da una spata con una infiorescenza a spiga, che in questo caso prende il nome di spadice, la cui colorazione è gialla.
Il frutto che ne deriva è una capsula che contiene due o tre semi di forma ovoidale.
Le radici e le foglie sono eduli.

Principi attivi –
Dal Calamo è stato estratto per mezzo della distillazione un olio essenziale volatile. La percentuale ottenuta è una delle più variabili, che va dallo 0,2% delle sole foglie al 3,5 % del mix tra foglie e radice.
Quest’olio contiene: asarone, aldeide asarilica (aldeide 2,4,5-trimetossibenzoica), eugenolo, terpeni (probabilmente pinene), calameone o canfora di calamo C15H26O2, acidi palmitico ed eptilico. In olio di droga russa sono stati trovati a-pinene, canfene, canfora, un sesquiterpene biciclico C15H24 (= calamene), un alcool sesquiterpenico calamenolo o calamenenolo C15H24O, cineolo.
Kelkar e Rao in olio di rizomi secchi, originari dell’India (producenti 2,8 % di olio) hanno trovato 82 % di asarone, 5 % di calamenolo, 4 % di calamene, 1 % di calameone, 1 % di metileugenolo, 0,3 % di eugenolo, 0,2 % di a-pinene e di canfene ed inoltre gli acidi palmitico e n-eptilico, asaronaldeide ed estere butirrico (?) (dei quali ultimi non è dato il contenuto percentuale).
Altri autori hanno isolato un composto di formula grezza C12H16O3 che hanno denominato calamolo e che hanno identificato con un alliltrimetossibenzene.
Altri autori ancora, in un’olio di calamo di origine germanica, hanno ottenuto, calamene C15H24, consistente in una miscela del sesquiterpene biciclico a-calamene e del sesquiterpene triciclico b-calamene: inoltre calameone C15H26O2, un chetone “calamene” C15H26O, un composto di formula C15H24O denominato acorossido, due dichetoni sesquiterpenici isomeri acorone e isoacorone C15H24O2. Inoltre terpeni, una aldeide terpenica, alcooli sesquiterpenici non identificati, piccole quantità di d-canfora e b-elemene.
Altri componenti presenti nel rizoma sono: una sostanza amara “acorina” di compozione chimica non definita, colina, metilamina, zucchero, tannino, vitamina B1 533,8 g % nei rizomi secchi, resina e ceneri sino a 6 %.
La struttura di parecchi dei componenti caratteristici dell’olio essenziale del Calamo non è stata sinora definitivamente stabilita. Il calamene C15H24 è stato cosi denominato ed isolato dai rizomi da Semmler e Spornitz. Gli studi di Ruzicka ed altri hanno rilevato che esso è un sesquiterpene biciclico del gruppo del cadinene, contenente due legami etilenici. Neppure le successive ricerche del Bòhme hanno condotto alla piena conoscenza della struttura del calamene.
Gli altri componenti che si ritrovano nel rizoma sono i tannini, che conferiscono la nota amarognola, assieme al glucoside acorina, responsabile dell’aroma simil-cannella. Acido ascorbico, palmitico, vitamina B1 e zuccheri chiudono la composizione delle sostanze presenti con percentuali più elevate.

Proprietà ed Usi –
Il Calamo aromatico, chiamato anche acoro o erba di Venere, di cui si utilizzano si le radici che le foglie.
La radice è un rizoma orizzontale aromatico ramificato, grosso e nodoso, che si raccoglie in primavera o in autunno. Viene poi tagliato, essiccato all’ombra e conservato in sacchetti di tela o carta. La droga che si utilizza proviene proprio dai rizomi essiccati.
Questa pianta ha proprietà terapeutiche antielmintiche, antisettiche, antispasmodiche, aromatiche, carminative, colagoghe, eupeptico-digestive, emmenagoghe, febbrifughe, stomachiche, toniche.
Il Calamo aromatico è indicato come stimolante digestivo, nella dispepsia e nell’inappetenza, nella flautolenza e nell’anoressia; inoltre combatte l’insufficienza e l’intossicazione biliare, la gotta e l’uricemia.
Viene usato per la febbre, la nevralgia, la nevrastenia, l’ipotensione.
Ha proprietà sedative e combatte le manifestazioni di delirio e di epilessia.
La medicina ayurvedica, molto diffusa in India, dove da sempre conoscono e usano il Calamo, lo impiega per il trattamento dell’epilessia e dell’isteria. L’insonnia viene curata dai medici ayurvedici con una miscela di erbe, tra le quali la principale è l’acorio.
Le radici del Calamo aromatico vengono utilizzate per la preparazione di liquori.
L’essenza è usata in profumeria, ma anche per aromatizzare di vermouth alcune bibite come il chinotto.
I germogli si possono usare per dare sapore alle insalate, la radice per i piatti a base di carne.
Tra le controindicazioni si ricorda che è sconsigliato in gravidanza.
Recentemente è stato scoperto che il Calamo aromatico contiene il beta-asarone, una molecola ad attività mutagena-cancerogena. Per cui è da evitare l’utilizzo di estratti e infusi di varietà contenenti questa sostanza e di usare esclusivamente la variante diploide americana, che ne è priva. Le varietà che non devono essere utilizzate sono la tetraploide (indiana o subtropicale), che contiene fino all’80% di beta-asarone, e quella triploide europea, contenente fino al 19% di molecola cancerogena.

Preparazioni –
Il rizoma del calamo aromatico può essere trovato in commercio anche sotto forma di pezzi essiccati, come la liquirizia. Si presentano tortuosi, cilindrici, di colore bruno giallastro con delle macchie nerastre. Sulla superficie sono presenti larghe e scure cicatrici a forma di V.
Questi pezzi di rizoma essiccati possono essere masticati direttamente, evitando di deglutire il rimasuglio fibroso, oppure usati per la preparazione di decotti o infusi, a seconda della convenienza e dalla propria preferenza.
Altre forme reperibili sono quelle dell’estratto fluido e di quella delle capsule contenenti la polvere.
La droga utilizzata è il rizoma. Questo viene raccolto poco prima della comparsa delle nuove foglie, quando la concentrazione dei principi attivi in esso è massima.
A volte, per avere un ricavo massimo di olio essenziale, vengono utilizzate anche le foglie, anche se il loro apporto è trascurabile rispetto a quello del solo rizoma.
Dovendo utilizzare il rizoma, che deve avere almeno due anni, meglio tre, la pianta dovrà essere sacrificata ed estirpata. Per questa operazione, che può essere eseguita facilmente anche a mano, data la superficialità del rizoma, si possono impiegare anche mezzi meccanici opportuni.
Una volta sradicato dovrà essere ripulito dalla terra e dalle radichette ad esso attaccate, nonché dal fusto della pianta stessa. Questa operazione però va fatta poco prima della lavorazione del rizoma stesso, o dai tagli creati andrà persa una buona quantità dell’olio essenziale raccolto nelle cellule.
Le radici, come detto, sono usate in erboristeria per preparare liquori, e sono apprezzate le sue proprietà eupeptiche-digestive.
In ambito industriale ne è usata l’essenza sia in profumeria che per dare un aroma di vermouth a bibite come il chinotto.
Da un punto di vista gastronomico, i germogli possono essere usati per insaporire le insalate, mentre la radice aromatizza i piatti di carne.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.





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Sweet flag

The Sweet flag (Acorus calamus L., 1753) whose roots and shoots are used both in cooking and for other uses.

Origins and History –
The Sweet flag is a plant native to India, but since ancient times it has been transported by traders and travelers throughout Asia and Europe, and where it has found temperate climate regions, which offered it the opportunity to take root , has taken root, thus spreading without particular difficulties.
Today it can be found in all the temperate climatic regions of the Northern Hemisphere.
We have news of the aromatic Calamus since Dioscorides, but like many properties attributed at the time, some are mythological. For Dioscorides the aromatic Calamus was a plant for the recovery of sight. This alleged property was narrated in a fairy tale that told of how a weasel lost his sight fighting against a basilisk, but later thanks to this plant, he bought it again.
The Durante was also deceived by this plant, which he considered useful in blocking the swarming of bees away from the hive.
Calamo became part of one of the most widespread applications for the prevention of the plague, in a famous aromatic vinegar called “the four thieves” vinegar. Unfortunately it was nothing more than a maceration in vinegar of several plants, almost all with the alleged property of curing from the plague. Among the ingredients are mentioned rosemary, absinthe, sage, rue, cinnamon and carnations.
In the Middle Ages the leaves, which smell of lemon, were scattered on the floors to perfume the environment by stepping on them.
In more modern times, but not too much, in Arabia and Iran it has been considered an aphrodisiac.
The only real common thread from ancient times to today is what sees this plant used as a spice instead of cinnamon.

Description –
The Sweet flag is a perennial, rooting hydrophyte plant, which can reach a maximum of one meter in height. It has sheathed, ensiform root leaves. The central rib determines a sort of longitudinal fold inwards along the entire length of the leaf itself.
The rhizome is horizontal and cylindrical, particularly gnarled and sprinkled with scars caused by the fall of the leaves and the pre-existing roots. Its color is brownish red on the outside and whitish – reddish on the inside, with a spongy texture, intense smell and bitter taste.
The floriferous scape is erect and triangular, surmounted by a spathe with a spike inflorescence, which in this case takes the name of spadix, whose color is yellow.
The resulting fruit is a capsule that contains two or three ovoid shaped seeds.
The roots and leaves are edible.

Active principles –
A volatile essential oil was extracted from the Calamo by distillation. The percentage obtained is one of the most variable, ranging from 0.2% of the leaves to 3.5% of the mix between leaves and root.
This oil contains: asarone, asaryl aldehyde (2,4,5-trimethoxybenzoic aldehyde), eugenol, terpenes (probably pinene), calamone or calamus camphor C15H26O2, palmitic and heptilic acids. In Russian drug oil a-pinene, camphene, camphor, a bicyclic sesquiterpene C15H24 (= calamene), a sesquiterpene alcohol calamenol or calamenol C15H24O, cineole have been found.
Kelkar and Rao in dry rhizome oil, originating in India (producing 2.8% of oil) found 82% of asarone, 5% of calamenol, 4% of calamene, 1% of calameone, 1% of methylugenol, 0 , 3% of eugenol, 0.2% of a-pinene and camphene and furthermore the palmitic and n-heptilic acids, asaronaldehyde and butyric ester (?) (The latter of which the percentage content is not given).
Other authors have isolated a compound of crude formula C12H16O3 which they called calamol and which they identified with an allyltrimethoxybenzene.
Still other authors, in a calamus oil of Germanic origin, obtained, calamene C15H24, consisting of a mixture of the bicyclic sesquiterpene a-calamene and the tricyclic sesquiterpene b-calamene: in addition calameone C15H26O2, a “calamene” ketone C15H26O, a compound of formula C15H24O called acoroxide, two sesquiterpene diketones isomers acorone and isoacorone C15H24O2. Furthermore terpenes, a terpene aldehyde, unidentified sesquiterpene alcohols, small quantities of d-camphor and b-elemene.
Other components present in the rhizome are: a bitter “acorin” substance of undefined chemical composition, choline, methylamine, sugar, tannin, vitamin B1 533.8 g% in dry rhizomes, resin and ash up to 6%.
The structure of several of the characteristic components of Calamo essential oil has so far not been definitively established. The C15H24 calamene was thus named and isolated from the rhizomes from Semmler and Spornitz. Studies by Ruzicka et al. Have found that it is a bicyclic sesquiterpene of the cadinene group, containing two ethylenic bonds. Not even Bòhme’s subsequent research has led to full knowledge of the structure of the calamene.
The other components found in the rhizome are tannins, which give the bitter note, together with the acorin glucoside, responsible for the cinnamon-like aroma. Ascorbic acid, palmitic acid, vitamin B1 and sugars close the composition of the substances present with higher percentages.

Properties and Uses –
The Sweet flag, also called acoro or Venus herb, whose roots and leaves are used.
The root is a large, gnarled branched aromatic horizontal rhizome, which is harvested in spring or autumn. It is then cut, dried in the shade and stored in canvas or paper bags. The drug you use comes from dried rhizomes.
This plant has anthelmintic, antiseptic, antispasmodic, aromatic, carminative, cholagogic, eupeptic-digestive, emmenagogic, febrifugal, stomachic and tonic properties.
The aromatic Calamus is indicated as a digestive stimulant, in dyspepsia and inappetence, in flautolence and in anorexia; it also combats biliary insufficiency and intoxication, gout and uricemia.
It is used for fever, neuralgia, neurasthenia, hypotension.
It has sedative properties and fights the manifestations of delirium and epilepsy.
Ayurvedic medicine, very widespread in India, where they have always known and used Calamus, uses it for the treatment of epilepsy and hysteria. Insomnia is treated by Ayurvedic doctors with a mixture of herbs, among which the main one is acory.
The roots of the aromatic Calamus are used for the preparation of liqueurs.
The essence is used in perfumery, but also for flavoring some drinks such as chinotto with vermouth.
Sprouts can be used to flavor salads, the root for meat dishes.
Among the contraindications it is recalled that it is not recommended in pregnancy.
Aromatic calamus has recently been discovered to contain beta-asarone, a molecule with mutagenic-carcinogenic activity. Therefore, the use of extracts and infusions of varieties containing this substance should be avoided and the American diploid variant must only be used, which does not have it. The varieties that should not be used are the tetraploid (Indian or subtropical), which contains up to 80% of beta-asarone, and the European triploid, containing up to 19% of the carcinogenic molecule.

Preparations –
The rhizome of the Sweet flag can also be found on the market in the form of dried pieces, such as licorice. They are tortuous, cylindrical, yellowish brown in color with blackish spots. On the surface there are large and dark V-shaped scars.
These dried rhizome pieces can be chewed directly, avoiding to swallow the fibrous remnant, or used for the preparation of decoctions or infusions, depending on the convenience and your preference.
Other forms available are those of the fluid extract and that of the capsules containing the powder.
The drug used is the rhizome. This is collected just before the appearance of the new leaves, when the concentration of the active ingredients in it is maximum.
Sometimes, to obtain a maximum return of essential oil, the leaves are also used, even if their contribution is negligible compared to that of the rhizome alone.
Having to use the rhizome, which must be at least two years old, better three, the plant will have to be sacrificed and uprooted. For this operation, which can also be easily performed by hand, given the superficiality of the rhizome, suitable mechanical means can also be used.
Once uprooted it must be cleared of the earth and the rootlets attached to it, as well as the stem of the plant itself. However, this operation must be done just before the rhizome is processed, or a good quantity of the essential oil collected in the cells will be lost from the cuts created.
The roots, as mentioned, are used in herbal medicine to prepare liqueurs, and its eupeptic-digestive properties are appreciated.
In the industrial sector, the essence is used both in perfumery and to give a vermouth aroma to drinks such as chinotto.
From a gastronomic point of view, sprouts can be used to flavor salads, while the root aromatizes meat dishes.

Guido Bissanti

Warning: The information shown is not medical advice and may not be accurate. The contents are for illustrative purposes only and do not replace medical advice.





[:es]

Calamo aromático

El Cálamo aromático (Acorus calamus L., 1753) cuyas raíces y brotes se utilizan tanto en la cocina como para otros usos.

Orígenes e historia –
El cálamo aromático es una planta nativa de la India, pero desde la antigüedad ha sido transportada por comerciantes y viajeros por toda Asia y Europa, y donde ha encontrado regiones de clima templado, lo que le ofreció la oportunidad de echar raíces. , ha echado raíces, extendiéndose así sin dificultades particulares.
Hoy se puede encontrar en todas las regiones climáticas templadas del hemisferio norte.
Tenemos noticias del Cálamo aromático desde Dioscórides, pero como muchas propiedades atribuidas en ese momento, algunas son mitológicas. Para Dioscórides, el aromático Calamus era una planta para la recuperación de la vista. Esta supuesta propiedad fue narrada en un cuento de hadas que contaba cómo una comadreja perdió la vista luchando contra un basilisco, pero más tarde, gracias a esta planta, la compró nuevamente.
El Durante también fue engañado por esta planta, que consideró útil para bloquear el enjambre de abejas lejos de la colmena.
Calamo se convirtió en parte de una de las aplicaciones más extendidas para la prevención de la peste, en un famoso vinagre aromático llamado vinagre “los cuatro ladrones”. Desafortunadamente no fue más que una maceración en vinagre de varias plantas, casi todas con la supuesta propiedad de curar de la peste. Entre los ingredientes se mencionan romero, ajenjo, salvia, rue, canela y claveles.
En la Edad Media, las hojas, que huelen a limón, se dispersaron en los pisos para perfumar el ambiente al pisarlas.
En tiempos más modernos, pero no demasiado, en Arabia e Irán se ha considerado un afrodisíaco.
El único hilo común real desde la antigüedad hasta hoy es lo que ve a esta planta utilizada como una especia en lugar de canela.

Descripción –
El Calamo aromático es una planta perenne de enraizamiento hidrofito, que puede alcanzar un máximo de un metro de altura. Tiene hojas de raíz envainadas y ensiformes. La costilla central determina una especie de pliegue longitudinal hacia adentro a lo largo de toda la longitud de la hoja.
El rizoma es horizontal y cilíndrico, particularmente nudoso y salpicado de cicatrices causadas por la caída de las hojas y las raíces preexistentes. Su color es rojo parduzco en el exterior y blanquecino – rojizo en el interior, con una textura esponjosa, olor intenso y sabor amargo.
El paisaje florífero es erecto y triangular, coronado por una espata con una inflorescencia de espiga, que en este caso lleva el nombre de espádice, cuyo color es amarillo.
El fruto resultante es una cápsula que contiene dos o tres semillas con forma ovoide.
Las raíces y las hojas son comestibles.

Principios activos –
Se extrajo un aceite esencial volátil del Calamo por destilación. El porcentaje obtenido es uno de los más variables, desde el 0.2% de las hojas hasta el 3.5% de la mezcla entre las hojas y la raíz.
Este aceite contiene: asarona, asaril aldehído (aldehído 2,4,5-trimetoxibenzoico), eugenol, terpenos (probablemente pineno), calamina o alcanfor de cálamo C15H26O2, ácidos palmítico y heptílico. En el aceite de drogas ruso se han encontrado a-pineno, canfeno, alcanfor, un sesquiterpeno bicíclico C15H24 (= calameno), un alcohol sesquiterpénico calamenol o calamenol C15H24O, cineol.
Kelkar y Rao en aceite de rizoma seco, originario de la India (que produce 2.8% de aceite) encontraron 82% de asarona, 5% de calamenol, 4% de calameno, 1% de calameona, 1% de metillugenol, 0 , 3% de eugenol, 0.2% de a-pineno y canfeno y, además, los ácidos palmítico y n-heptílico, asaronaldehído y éster butírico (?) (Del cual no se da el contenido porcentual).
Otros autores han aislado un compuesto de fórmula cruda C12H16O3 que llamaron calamol y que identificaron con un aliltrimetoxibenceno.
Todavía otros autores, en un aceite de calamo de origen germánico, obtuvieron calameno C15H24, que consiste en una mezcla de sesquiterpeno bicíclico a-calameno y sesquiterpeno b-calameno tricíclico: además calameona C15H26O2, una cetona de “calameno” C15H26O, un compuesto de fórmula C15H24O llamado acróxido, dos sesquiterpenos dicetonas isómeros acorona e isoacorona C15H24O2. Además, terpenos, un aldehído de terpeno, alcoholes sesquiterpénicos no identificados, pequeñas cantidades de d-alcanfor y b-elemeno.
Otros componentes presentes en el rizoma son: una sustancia “acorina” amarga de composición química indefinida, colina, metilamina, azúcar, tanino, vitamina B1 533.8 g% en rizomas secos, resina y cenizas hasta 6%.
Hasta ahora, la estructura de varios de los componentes característicos del aceite esencial de Calamo no se ha establecido definitivamente. El calameno C15H24 fue nombrado y aislado de los rizomas de Semmler y Spornitz. Los estudios de Ruzicka et al., Han encontrado que es un sesquiterpeno bicíclico del grupo cadineno, que contiene dos enlaces etilénicos. Ni siquiera la investigación posterior de Bòhme ha llevado a un conocimiento completo de la estructura del calameno.
Los otros componentes que se encuentran en el rizoma son los taninos, que le dan una nota amarga, junto con el glucósido de bellota, responsable del aroma a canela. El ácido ascórbico, el ácido palmítico, la vitamina B1 y los azúcares cierran la composición de las sustancias presentes con porcentajes más altos.

Propiedades y Usos –
El Cálamo aromático, también llamado acoro o hierba Venus, cuyas raíces y hojas se utilizan.
La raíz es un rizoma horizontal aromático ramificado, grande y retorcido, que se cosecha en primavera u otoño. Luego se corta, se seca a la sombra y se almacena en lonas o bolsas de papel. La droga que usa proviene de rizomas secos.
Esta planta tiene propiedades antihelmínticas, antisépticas, antiespasmódicas, aromáticas, carminativas, colagógicas, eupépticas-digestivas, emenagógicas, febrífugas, estomacales y tónicas.
El Calamus aromático está indicado como estimulante digestivo, en dispepsia e inapetencia, en flautolencia y en anorexia; También combate la insuficiencia biliar y la intoxicación, la gota y la uricemia.
Se usa para fiebre, neuralgia, neurastenia, hipotensión.
Tiene propiedades sedantes y combate las manifestaciones del delirio y la epilepsia.
La medicina ayurvédica, muy extendida en la India, donde siempre han conocido y usado Calamus, la usa para el tratamiento de la epilepsia y la histeria. Los médicos ayurvédicos tratan el insomnio con una mezcla de hierbas, entre las cuales la principal es la acoria.
Las raíces del Calamus aromático se utilizan para la preparación de licores.
La esencia se usa en perfumería, pero también para aromatizar algunas bebidas como el chinotto con vermut.
Los germinados se pueden usar para dar sabor a las ensaladas, la raíz de los platos de carne.
Entre las contraindicaciones se recuerda que no se recomienda en el embarazo.
Recientemente se ha descubierto que el cálamo aromático contiene beta-asarona, una molécula con actividad mutagénica-cancerígena. Por lo tanto, se debe evitar el uso de extractos e infusiones de variedades que contienen esta sustancia y solo se debe usar la variante diploide americana, que no la tiene. Las variedades que no deben usarse son el tetraploide (indio o subtropical), que contiene hasta el 80% de beta-asarona, y el triploide europeo, que contiene hasta el 19% de la molécula cancerígena.

Preparaciones –
El rizoma del cálamo aromático también se puede encontrar en el mercado en forma de piezas secas, como el regaliz. Son tortuosas, cilíndricas, de color marrón amarillento con manchas negruzcas. En la superficie hay cicatrices grandes y oscuras en forma de V.
Estas piezas de rizoma secas pueden masticarse directamente, evitando tragar el remanente fibroso, o usarse para la preparación de decocciones o infusiones, según la conveniencia y su preferencia.
Otras formas disponibles son las del extracto fluido y la de las cápsulas que contienen el polvo.
La droga utilizada es el rizoma. Esto se recoge justo antes de la aparición de las nuevas hojas, cuando la concentración de los ingredientes activos es máxima.
A veces, para obtener un rendimiento máximo de aceite esencial, las hojas también se usan, incluso si su contribución es insignificante en comparación con la del rizoma solo.
Al tener que usar el rizoma, que debe tener al menos dos años, mejor tres, la planta tendrá que ser sacrificada y desarraigada. Para esta operación, que también se puede realizar fácilmente a mano, dada la superficialidad del rizoma, también se pueden utilizar medios mecánicos adecuados.
Una vez desarraigado, debe limpiarse de la tierra y de las raicillas adheridas, así como del tallo de la planta misma. Sin embargo, esta operación debe realizarse justo antes de que se procese el rizoma, o una buena cantidad del aceite esencial recogido en las células se perderá de los cortes creados.
Las raíces, como se mencionó, se usan en la medicina herbal para preparar licores, y se aprecian sus propiedades digestivas eupépticas.
En el sector industrial, la esencia se usa tanto en perfumería como para dar un aroma de vermut a bebidas como el chinotto.
Desde el punto de vista gastronómico, los brotes se pueden usar para dar sabor a las ensaladas, mientras que la raíz aromatiza los platos de carne.

Guido Bissanti

Advertencia: La información que se muestra no es un consejo médico y puede no ser precisa. El contenido es solo para fines ilustrativos y no reemplaza el consejo médico.





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