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Artemisia umbelliformis

L’Artemisia ombrelliforme, conosciuta anche come Assenzio bianco o Genepì bianco (Artemisia umbelliformis Lam., 1783) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Asterales, Famiglia Asteraceae, Sottofamiglia Asteroideae, Tribù Anthemideae, Sottotribù Artemisiinae e quindi al Genere Artemisia ed alla Specie A. umbelliformis.
Sono sinonimi i termini:
– Artemisia eriantha Ten.;
– Artemisia gabriellae Br.-Bl. (1945);
– Artemisia genipi subsp. eriantha;
– Artemisia laxa Fritsch (1893);
– Artemisia laxiflora St-Lager (1889);
– Artemisia mutellina Vill. (1779);
– Artemisia oligantha Miégeville (1872);
– Artemisia petrosa (Baumg.) Jan.

Etimologia –
Il termine Artemisia proviene da Ἄρτεμις Artemis Artemide, nome greco della dea Diana, genere già citato in Plinio; secondo alcuni autori, Artemisia II di Caria (Αρτεμισία Artemisía ?-350 a.C.), sorella e moglie di Mausolo, avrebbe dato il suo nome a questa pianta.
L’epiteto specifico umbelliformis viene da umbella ombrellino, parasole e da forma aspetto: disposto a ombrella.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’artemisia ombrelliforme è una specie delle montagne dell’Europa meridionale presente, con due sottospecie, lungo tutto l’arco alpino e l’Appennino settentrionale e centrale. La distribuzione regionale è ristretta a una piccola porzione delle Alpi Carniche settentrionali presso il confine con l’Austria.
Il suo habitat è quello delle rupi e pendii ghiaiosi, su substrati silicei, nella fascia alpina, sino a 3135 m.

Descrizione –
L’ Artemisia umbelliformis è una pianta erbacea perenne che può crescere fino a 6 – 12 cm (massimo 20 cm) di altezza.
La forma biologica è camefite fruticose (Ch frut), cioè pianta caratterizzata da una base legnosa, con gemme svernanti, poste ad un’altezza dal suolo tra i 2 ed i 30 cm con un aspetto arbustivo.
Le porzioni erbacee seccano annualmente e rimangono in vita soltanto le parti legnose. È una specie pubescente con peli a “T” ed ha un gradevole odore aromatico. È inoltre priva di lattice (come le altre Asteraceae) ma contiene oli eterei lattoni sesquiterpenici.
Le radici sono secondarie da fittone.
Le foglie, in gran parte basali e con picciolo, sono tomentose. Le foglie inferiori hanno una forma 2 – 3 – pennatosetta; in genere l’asse principale è diviso in 5 parti; quelle superiori sono più semplici e progressivamente ridotte verso l’infiorescenza (le lacinie delle ultime foglie sono dentate). Il picciolo alla base è privo di orecchiette e la dimensione delle lacinie della foglie basali: larghezza 1 mm; lunghezza 6 – 9 mm. la lunghezza del picciolo delle foglie cauline è di 5 – 9 mm.
I fiori sono attinomorfi, tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi) con petali di colore giallo-dorato; i fiori sono riuniti in infiorescenze terminali, composte da piccoli capolini peduncolati (quelli superiori sono sessili) lievemente penduli e distanziati uno dall’altro (infiorescenza lassa a 10 – 15 fiori). I capolini sono inseriti su ogni lato e all’apice dell’infiorescenza sono raccolti in densi glomeruli. Nei capolini il peduncolo sorregge un involucro globoso composto da diverse squame a disposizione embricata che fanno da protezione al ricettacolo lanoso sul quale s’inseriscono due tipi di fiori : i fiori esterni ligulati (assenti in questa specie), e i fiori centrali tubulosi. Le squame sono brevemente pelose con margine bruno (non sono annerite). La dimensione dei capolini è inferiore ai 6 mm. Lunghezza dei peduncoli: 2 – 8 mm.
I frutti sono degli acheni sprovvisti di pappo, con forma compressa ai lati.

Coltivazione –
L’Artemisia ombrelliforme è una pianta spontanea che cresce su rupi e pendii ghiaiosi, su substrati silicei, nella fascia alpina, che si riproduce anche per impollinazione favorita soprattutto dal vento (impollinazione anemofila).
La dispersione dei semi avviene per gravità.

Usi e Tradizioni –
L’Artemisia ombrelliforme, unitamente ad A. genipi, è la specie più ricercata per il profumo e per l’alta concentrazione di principi attivi con proprietà digestive, diuretiche, antisettiche e febbrifughe, oltre che per la preparazione di liquori, ed è quindi spesso oggetto di raccolte indiscriminate che ne giustificano la protezione; come le altre specie congeneri, anche questa contiene però il tossico thujone.
Questa specie in Italia può ibridarsi facilmente con Artemisia genipi Weber, Artemisia glacialis L., Artemisia nitida Bertol. e Artemisia lanata Willd..
Altri ibridi interspecifici sono:
– Artemisia × albertii Petitmengin (1906) – Ibrido con: Artemisia absinthium;
– Artemisia × pampaninii Vaccari (1904) – Ibrido con: Artemisia nana;
– Artemisia × perrieri Petitmengin (1906) – Ibrido con: Artemisia campestris;
– Artemisia × seileri F.O. Wolf (1892) – Ibrido con: Artemisia glacialis;
– Artemisia × sylviana F.O. Wolf (1892) – Ibrido con: Artemisia genipi.
Questa specie è molto simile all’ Artemisia genipi Weber, anche se questa predilige substrati silicei ma facilmente si possono trovare negli stessi habitat della ristretta fascia nivale. L’Artemisia genipi si distingue per le foglie basali il cui asse principale è diviso in 3 parti (e non in 5), mentre i segmenti delle foglie cauline non sono dentati; inoltre le squame dell’involucro sono bordate di nero. Queste due specie sono separate anche da un’antesi posticipata di circa due settimane della Genepì bianca.
Anche la specie Artemisia nitida Bertol. si avvicina abbastanza morfologicamente alla specie di questa voce; si distingue comunque in quanto l’infiorescenza è composta da molti più capolini disposti su diversi racemi laterali.
L’Artemisia ombrelliforme è una pianta balsamica e aromatica, a cui sono attribuite varie proprietà terapeutiche ma, essendo molto rara, si sconsiglia comunque la raccolta delle entità spontanee.

Modalità di Preparazione –
L’Artemisia ombrelliforme è molto ricercata per la produzione del liquore Genepì, inoltre le foglie sono utilizzate nella preparazione di un tè e a volte vengono anche usate come condimento.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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Artemisia umbelliformis

White Genepì (Artemisia umbelliformis Lam., 1783) is a herbaceous species belonging to the Asteraceae family.

Systematic –
From a systematic point of view, it belongs to the Eukaryota Domain, the Plantae Kingdom, the Spermatophyta Superdivision, the Magnoliophyta Division, the Magnoliopsida Class, the Asteridae Subclass, the Asterales Order, the Asteraceae Family, the Asteroideae Subfamily, the Anthemideae Tribe, the Artemisiinae Sub-tribe and therefore the Artemisia genus and the Species A. umbellis. .
The terms are synonymous:
– Artemisia eriantha Ten .;
– Artemisia gabriellae Br.-Bl. (1945);
– Artemisia genipi subsp. eriantha;
– Artemisia laxa Fritsch (1893);
– Artemisia laxiflora St-Lager (1889);
– Artemisia mutellina Vill. (1779);
– Artemisia oligantha Miégeville (1872);
– Artemisia petrosa (Baumg.) Jan.

Etymology –
The term Artemisia comes from Ἄρτεμις Artemis Artemide, Greek name of the goddess Diana, a genus already mentioned in Pliny; according to some authors, Artemisia II of Caria (Αρτεμισία Artemisía? -350 BC), sister and wife of Mausolus, would have given this plant its name.
The specific epithet umbelliformis comes from umbella umbrella, parasol and shape appearance: arranged as an umbrella.

Geographical Distribution and Habitat –
White genepì is a species of the mountains of southern Europe present, with two subspecies, along the entire Alpine arc and the northern and central Apennines. The regional distribution is restricted to a small portion of the northern Carnic Alps near the border with Austria.
Its habitat is that of cliffs and gravelly slopes, on siliceous substrates, in the Alpine belt, up to 3135 m.

Description –
Artemisia umbelliformis is a perennial herbaceous plant that can grow up to 6 – 12 cm (maximum 20 cm) in height.
The biological form is fruticose camefite (Ch frut), that is, plant characterized by a woody base, with wintering buds, placed at a height from the ground between 2 and 30 cm with a shrubby appearance.
The herbaceous portions dry out annually and only the woody parts remain alive. It is a pubescent species with “T” hair and has a pleasant aromatic odor. It is also latex-free (like the other Asteraceae) but contains sesquiterpene lactone ethereal oils.
The roots are secondary from taproot.
The leaves, mostly basal and with a petiole, are tomentose. The lower leaves have a 2 – 3 – pinnate shape; in general the main axis is divided into 5 parts; the upper ones are simpler and progressively reduced towards the inflorescence (the lacinias of the last leaves are toothed). The petiole at the base is devoid of orecchiette and the size of the lacinias of the basal leaves: width 1 mm; length 6 – 9 mm. the stalk length of the Cauline leaves is 5 – 9 mm.
The flowers are actinomorphic, tetra-cyclic (i.e. formed by 4 verticils: calyx – corolla – androceo – gynaeceum) and pentamers (calyx and corolla formed by 5 elements) with golden-yellow petals; the flowers are gathered in terminal inflorescences, composed of small pedunculated flower heads (the upper ones are sessile) slightly pendulous and spaced from each other (loose inflorescence at 10 – 15 flowers). The flower heads are inserted on each side and at the apex of the inflorescence are collected in dense glomeruli. In the flower heads the peduncle holds a globular envelope made up of several scales arranged in an imbricated manner that protect the woolly receptacle on which two types of flowers are inserted: the external ligulate flowers (absent in this species), and the central tubular flowers. The scales are briefly hairy with brown margin (they are not blackened). The size of the flower heads is less than 6 mm. Pedicle length: 2 – 8 mm.
The fruits are achenes without pappus, with a compressed shape on the sides.

Cultivation –
The White genepì is a spontaneous plant that grows on cliffs and gravelly slopes, on siliceous substrates, in the Alpine belt, which also reproduces by pollination favored above all by the wind (anemophilic pollination).
Seeds are dispersed by gravity.

Uses and Traditions –
White genepì, together with A. genipi, is the most sought after species for its perfume and for the high concentration of active ingredients with digestive, diuretic, antiseptic and febrifugal properties, as well as for the preparation of liqueurs, and is therefore often subject to indiscriminate collections that justify its protection; like the other congeners, this one also contains the toxic thujone.
This species in Italy can easily hybridize with Artemisia genipi Weber, Artemisia glacialis L., Artemisia nitida Bertol. and Artemisia lanata Willd ..
Other interspecific hybrids are:
– Artemisia × albertii Petitmengin (1906) – Hybrid with: Artemisia absinthium;
– Artemisia × pampaninii Vaccari (1904) – Hybrid with: Artemisia nana;
– Artemisia × perrieri Petitmengin (1906) – Hybrid with: Artemisia campestris;
– Artemisia × seileri F.O. Wolf (1892) – Hybrid with: Artemisia glacialis;
– Artemisia × sylviana F.O. Wolf (1892) – Hybrid with: Artemisia genipi.
This species is very similar to Artemisia genipi Weber, although this prefers siliceous substrates but they can easily be found in the same habitats as the narrow snow belt. Artemisia genipi is distinguished by basal leaves whose main axis is divided into 3 parts (and not 5), while the segments of the cauline leaves are not toothed; in addition, the scales of the envelope are bordered in black. These two species are also separated by a two-week delayed antesis of the white Genepì.
Also the species Artemisia nitida Bertol. morphologically it approaches the species of this voice; however, it stands out in that the inflorescence is composed of many more flower heads arranged on different lateral racemes.
White genepì is a balsamic and aromatic plant, to which various therapeutic properties are attributed but, being very rare, however, the collection of spontaneous entities is not recommended.

Preparation method –
White genepì is highly sought after for the production of the Genepì liqueur, in addition the leaves are used in the preparation of a tea and are sometimes also used as a condiment.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Tips and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for information purposes only, they do not in any way represent a medical prescription; therefore, no responsibility is accepted for their use for healing, aesthetic or food purposes.



[:es]

Artemisia umbelliformis

Genepi blanco (Artemisia umbelliformis Lam., 1783) es una especie herbácea perteneciente a la familia Asteraceae.

Sistemático –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, el Reino Plantae, la Superdivisión de Spermatophyta, la División Magnoliophyta, la Clase Magnoliopsida, la Subclase Asteridae, la Orden Asterales, la Familia Asteraceae, la Subfamilia Asteroideae, la Tribu Anthemideae, la Artemisiinae umbeis y la especie Submis tria de la especie Artemisa. .
Los términos son sinónimos:
– Artemisia eriantha Ten.
– Artemisia gabriellae Br.-Bl. (1945);
– Artemisia genipi subsp. eriantha;
– Artemisia laxa Fritsch (1893);
– Artemisia laxiflora St-Lager (1889);
– Artemisia mutellina Vill. (1779);
– Artemisia oligantha Miégeville (1872);
– Artemisia petrosa (Baumg.) Ene.

Etimología –
El término Artemisia proviene de Ἄρτεμις Artemis Artemide, nombre griego de la diosa Diana, un género ya mencionado en Plinio; Según algunos autores, Artemisia II de Caria (Αρτεμισία Artemisía? -350 AC), hermana y esposa de Mausolo, le habría dado su nombre a esta planta.
El epíteto específico del umbeliforme proviene de la sombrilla, la sombrilla y el aspecto de la forma: dispuestos como un paraguas.

Distribución geográfica y hábitat –
Genepi blanco es una especie de las montañas del sur de Europa presente, con dos subespecies, a lo largo de todo el arco alpino y los Apeninos del norte y centro. La distribución regional está restringida a una pequeña porción de los Alpes del norte de Carnic, cerca de la frontera con Austria.
Su hábitat es el de acantilados y laderas de grava, sobre sustratos silíceos, en el cinturón alpino, hasta 3135 m.

Descripción –
Artemisia umbelliformis es una planta herbácea perenne que puede crecer hasta 6-12 cm (máximo 20 cm) de altura.
La forma biológica es la camefita frutica (Ch frut), es decir, planta caracterizada por una base leñosa, con brotes de invernada, colocada a una altura del suelo entre 2 y 30 cm con una apariencia arbustiva.
Las porciones herbáceas se secan anualmente y solo las partes leñosas permanecen vivas. Es una especie pubescente con cabello “T” y tiene un olor aromático agradable. Tampoco contiene látex (como las otras Asteraceae) pero contiene aceites etéreos de sesquiterpeno lactona.
Las raíces son secundarias de la raíz principal.
Las hojas, en su mayoría basales y con pecíolo, son tomentosas. Las hojas inferiores tienen una forma pinnada 2 – 3; en general el eje principal se divide en 5 partes; las superiores son más simples y progresivamente reducidas hacia la inflorescencia (las lacinias de las últimas hojas son dentadas). El pecíolo en la base carece de orecchiette y del tamaño de las lacinias de las hojas basales: ancho 1 mm; longitud 6 – 9 mm. La longitud del pecíolo de las hojas de caulina es de 5 a 9 mm.
Las flores son actinomórficas, tetracíclicas (es decir, formadas por 4 vértices: cáliz – corola – androceo – gineceo) y pentámeros (cáliz y corola formados por 5 elementos) con pétalos de color amarillo dorado; Las flores están reunidas en inflorescencias terminales, compuestas de pequeñas cabezas de flores pedunculadas (las superiores son sésiles) ligeramente pendulares y separadas entre sí (inflorescencia suelta a 10-15 flores). Las cabezas de las flores se insertan en cada lado y en el ápice de la inflorescencia se recogen en glomérulos densos. En las cabezas de las flores, el pedúnculo sostiene una envoltura globular compuesta de varias escamas dispuestas de manera imbricada que protegen el receptáculo lanoso en el que se insertan dos tipos de flores: las flores liguladas externas (ausentes en esta especie) y las flores tubulares centrales. Las escamas son brevemente peludas con margen marrón (no están ennegrecidas). El tamaño de las cabezas de las flores es inferior a 6 mm. Longitud del pedículo: 2 – 8 mm.
Los frutos son aquenios sin pappus, con una forma comprimida a los lados.

Cultivo –
El Genepi blanco es una planta espontánea que crece en acantilados y laderas de grava, en sustratos silíceos, en el cinturón alpino, que también se reproduce por polinización favorecida sobre todo por el viento (polinización anemófila).
Las semillas se dispersan por gravedad.

Usos y Tradiciones –
El Genepi blanco, junto con A. genipi, es la especie más buscada por su perfume y por la alta concentración de ingredientes activos con propiedades digestivas, diuréticas, antisépticas y febrífugas, así como para la preparación de licores y, por lo tanto, a menudo sujeto a colecciones indiscriminadas que justifiquen su protección; Al igual que los otros congéneres, este también contiene la tujona tóxica.
Esta especie en Italia puede hibridarse fácilmente con Artemisia genipi Weber, Artemisia glacialis L., Artemisia nitida Bertol. y Artemisia lanata Willd ..
Otros híbridos interespecíficos son:
– Artemisia × albertii Petitmengin (1906) – Híbrido con: Artemisia absinthium;
– Artemisia × pampaninii Vaccari (1904) – Híbrido con: Artemisia nana;
– Artemisia × perrieri Petitmengin (1906) – Híbrido con: Artemisia campestris;
– Artemisia × seileri F.O. Wolf (1892) – Híbrido con: Artemisia glacialis;
– Artemisia × sylviana F.O. Lobo (1892) – Híbrido con: Artemisia genipi.
Esta especie es muy similar a Artemisia genipi Weber, aunque esto prefiere sustratos silíceos, pero se pueden encontrar fácilmente en los mismos hábitats que el estrecho cinturón de nieve. Artemisia genipi se distingue por hojas basales cuyo eje principal se divide en 3 partes (y no 5), mientras que los segmentos de las hojas de caulina no tienen dientes; Además, las escalas del sobre están bordeadas de negro. Estas dos especies también están separadas por un antesis retrasado de dos semanas del Genepì blanco.
También la especie Artemisia nitida Bertol. morfológicamente se acerca a la especie de esta voz; Sin embargo, se destaca en que la inflorescencia se compone de muchas más cabezas de flores dispuestas en diferentes racimos laterales.
El Genepi blanco es una planta balsámica y aromática, a la que se atribuyen varias propiedades terapéuticas pero, aunque es muy rara, no se recomienda la colección de entidades espontáneas.

Método de preparación –
El Genepi blanco es muy buscada para la producción del licor Genepì, además las hojas se usan en la preparación de un té y, a veces, también se usan como condimento.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se acepta ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.



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