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Zenzero

Lo zenzero è una spezia ricavata dal rizoma dell’omonima pianta (Zingiber officinale Roscoe, 1807) che è una specie erbacea originaria dell’Asia Tropiacale.

Origini e Storia –
Lo zenzero è pianta erbacea perenne, dal cui rizoma si ricava una spezia fortemente aromatica e piccante, che si racconta fosse molto cara a Confucio (V sec. a.C.) perché schiariva la mente ed eliminava le impurità.
Il nome Zingiber deriva dall’indiano Zingibil, ma la pianta ha tantissimi nomi volgari a seconda del paese ove viene coltivata; secondo alcuni etimologisti l’origine del nome Zingiber deriverebbe dall’Arabo Zind-schabil, che significa radice.
Anticamente era oggetto di numerosi commerci e lo si poteva trovare solo essiccato, ma oggi la sua coltivazione si è diffusa in molti paesi caldi come Brasile, Messico, Africa, Indonesia, Perù, Tailandia e dovunque vi siano le condizioni adatte, cioè un clima caldo tropicale; il maggior produttore comunque è l’India, che da sola fornisce più del 35% della produzione mondiale e la velocità dei trasporti odierna fa sì che esso si possa trovare fresco anche nei nostri mercati, dove si può reperire al naturale, con la sua cuticola esterna, e allora viene chiamato Zenzero grigio, oppure il rizoma viene decorticato e commercializzato come Zenzero bianco.
Si ritiene che le proprietà medicinali dello Zenzero fossero già note alle antiche culture orientali, dove la droga veniva usata da sola o come componente di rimedi erboristici; inoltre è utilizzata da millenni in India e in Cina anche come spezia alimentare, soprattutto in piatti a base di carne, come condimento o in salse, per la birra e altre bevande fermentate, o per sciroppi e biscotti, e per preparare un Curry particolarmente apprezzato in India. In effetti, lo Zenzero possiede una forte attività antiossidante sui grassi e altri cibi, facilitandone così la conservazione.
Questa pianta era già considerata una leccornia dai greci e dai romani che per consumarla dovevano pagare forti tasse.
Durante il Medioevo, in Europa era una delle spezie più utilizzate in cucina e conosciuta con il nome di “gengevo”.
I medici dell’antichità attribuivano molto valore allo zenzero: Dioscoride lo riteneva capace di scaldare e calmare lo stomaco; Pitagora lo considerava un antidoto al morso dei serpenti.
Galeno, per il suo sapore piccante lo classificava “caldo”, come tutte le sostanze afrodisiache.
Proprio l’aspetto corroborante era centrale nei popoli arabi che assumevano zenzero pestato con miele per rinvigorire le prestazioni sessuali.
Secondo la Scuola Salernitana il rizoma spingeva, anzi costringeva, i giovani ad amare, e questa fama contribuì alla nascita di una pozione composta di cannella, zenzero, chiodi di garofano, pangrattato e acqua di rose.
Il poeta maledetto Francois Villon (XV sec.) fra le righe del suo “Testamento” elencò anche cento radici di zenzero che secondo lui aveva “la proprietà di fare congiungere gli organi genitali dei due sessi”.
Nel ‘500, le qualità afrodisiache della pianta furono descritte dal Pisanelli come eccellenti “per accrescere il coito: è così anco per dare forza ad uno stomaco debole”.
Nelle dottrine mediche tradizionali asiatiche lo zenzero veniva e viene considerato elemento “rovente”. Secondo i cinesi combatte i disturbi provocati dal freddo e i problemi digestivi, mentre per gli indiani è stimolante ed antidolorifico.
Similmente, la fitoterapia europea contemporanea attribuisce allo zenzero la proprietà di combattere nausea, vomito e impotenza.
Anche se negli ultimi secoli questa spezia ha perso la sua centralità nella nostra cucina, in quella orientale è rimasta molto importante per aromatizzare piatti dolci o salati, salse, chutney indiani, miscele di spezie e bevande.

Descrizione –
Lo Zenzero è una pianta erbacea perenne appartenente della famiglia delle Zinziberacee che ha l’aspetto di una canna con grossi rizomi orizzontali tuberosi, molto aromatici e dal profumo canforato, con sentore di Limone e di Citronella. La droga è rappresentata proprio dal rizoma.
Questo si può reperire al naturale, con la cuticola esterna, e viene chiamato Zenzero grigio, oppure il rizoma viene decorticato e commercializzato come Zenzero bianco.
Lo zenzero per il suo profumo pungente e il gradevole sapore leggermente piccante viene usato in cucina come aromatizzante e stimolante della digestione, ma anche in liquoreria come correttivo e per bibite dissetanti, e nella produzione della frutta candita e di confetture e anche nell’industria della birra, specie nei paesi anglosassoni.

Principi attivi –
Il rizoma dello zenzero è assai ricco di amidi (circa 60%) e contiene una discreta quantità di olio essenziale, compresa tra lo 0,8 e il 2%. I costituenti responsabili del sapore tipico della droga sono chiamati gingeroli.
100 g di Zenzero fresco apportano circa 80 calorie (85,8% carboidrati, 6,4% proteine, 7,9% grassi), inoltre contengono mediamente, in peso:
– Proteine 1,82 g;
– Carboidrati 17,77 g;
– Zuccheri 1,7 g;
– Grassi 0,75 g;
– saturi 0,203 g;
– monoinsaturi 0,154 g;
– polinsaturi 0,154 g;
– Colesterolo 0 mg;
– Fibra alimentare 2 g;
– Sodio 13 mg.

Proprietà ed Usi –
Lo Zenzero è un energico stimolante per la presenza di un olio essenziale di color giallino, prodotto dalla secrezione di particolari cellule ghiandolari, dalla composizione molto complessa; la sostanza più importante è chiamata gingerolo e proprio questa dà il sapore intenso alla droga.
Il rizoma essiccato, generalmente commercializzato in polvere, è impiegato come spezia in cucina e nella preparazione di liquori e bibite (in particolare del Ginger ale) come aromatizzante.
Oggi lo Zenzero viene utilizzato in cucina anche in Europa, in ricette moderne adatte al nostro gusto, ad esempio per focacce, biscotti, crackers, tè aromatizzati, ma anche per condire gli spaghetti.
Nella medicina araba esso è considerato afrodisiaco e alcuni popoli dell’Africa ritengono che mangiare regolarmente Zenzero preservi dalle punture delle zanzare. Utilizzato per applicazioni esterne lo Zenzero ha una leggera azione revulsiva, che viene sfruttata per fare cataplasmi contro i reumatismi e nelle odontalgie.
Studi recenti hanno confermato diverse proprietà di questa radice, ad esempio contro la dispepsia: esso infatti è capace di agire efficacemente su tutto l’apparato digerente, nei casi di inappetenza o di digestione lenta e laboriosa, flatulenza, meteorismo e gonfiore intestinale per le sue proprietà carminative. Ma esso si è dimostrato efficace anche contro il mal d’auto, la nausea e il vomito in gravidanza, e come antispasmodico.
Si sono avute quindi molte conferme sulle proprietà attribuite allo Zenzero dall’uso popolare tradizionale, in particolare sull’effetto antiemetico. Lo Zenzero può essere utilizzato in qualunque forma per combattere il mal d’auto, di mare, d’aria, e tutte le forme di chinetosi.
Lo Zenzero si è dimostrato efficace anche in caso di reumatismi, gastrite e ulcera, mal di testa, ed è stata anche confermata la sua attività antiossidante.
Tutte le proprietà dello Zenzero sono state evidenziate sia con studi fatti in laboratorio, ma anche con test su volontari sani consenzienti, nei quali è emerso che i soggetti cui veniva somministrato lo Zenzero reagivano sempre meglio dei soggetti di controllo cui veniva somministrato un placebo. In particolare l’effetto protettivo contro gastriti e formazione di ulcere nello stomaco è stato dimostrato da numerosi studi, che hanno evidenziato come le proprietà antinfiammatorie di questa pianta agiscano alleviando i sintomi dell’infiammazione della mucosa gastrica, ma possono anche prevenire la formazione di ulcere quando si assumono farmaci antinfiammatori non steroidei, i quali, come è noto, hanno come effetto collaterale proprio la creazione di ulcere nel sistema digestivo. La sua attività antinfiammatoria viene sfruttata anche per preparare colliri che hanno una grande capacità decongestionante, utile in moltissimi casi di infiammazione oculare, ad esempio in caso di allergia, di blefarite, o semplicemente per lavaggi oculari rinfrescanti e igienizzanti.
Le sostanze contenute nello zenzero sono attive contro una forma di diarrea che è uno dei principali fattori di mortalità infantile nelle nazioni in via di sviluppo. Lo zingerone è probabilmente il componente attivo contro l’enterotossigenica Escherichia coli, ovvero la diarrea nella sua forma sensibile al calore e indotta da enterotossine.
Per via dei suoi innumerevoli usi nella medicina popolare esistono svariate preparazioni a a base di zenzero.
Il tè di zenzero è un rimedio per il raffreddore. Tre o quattro foglie di basilico sacro, insieme con un pezzetto di zenzero a stomaco vuoto, sono una cura efficace per congestione, tosse e raffreddore. Il rizoma del Zingiber officinale trova impiego contro dispepsia, costipazione, diarrea, nausea e vomito. Essendo un vasodilatatore, fu in passato utilizzato per la pressione alta, palpitazioni e cardiopatia.
Le sue sostanze più attive dal punto di vista chimico sono il 6-gingerolo, l’8-gingerolo e il 6-shogaol.
Il Ginger ale e la birra di zenzero sono stati raccomandati come “calmanti per lo stomaco” per generazioni, nelle nazioni dove tali bevande vengono prodotte, e l’acqua di zenzero era comunemente usata per evitare i crampi da calura, negli Stati Uniti. Lo zenzero è stato inoltre storicamente usato per trattare le infiammazioni, come confermato da diversi studi scientifici, anche se un caso specifico di artrite mostrò che lo zenzero non era meglio di un placebo o dell’ibuprofene. La ricerca sui topi di laboratorio suggerisce che lo zenzero potrebbe essere utile per il trattamento del diabete.
La radice di zenzero è utilizzata da tempo immemore dalla medicina ayurvedica per favorire il naturale detox di tutto l’organismo. Infatti, il gingerolo e gli altri attivi presenti nella pianta sono portentosi per aiutare a liberarsi dalle tossine ai cambi di stagione e nei periodi in cui ci si sente più gonfie e stanche.
Nella cultura occidentale, la polvere di radice di zenzero essiccata viene messa in capsule e venduta in farmacia per uso medicinale.
In Birmania, vengono fatti bollire insieme lo zenzero e un dolcificante locale ricavato dal succo dell’albero di palma (Htan nyat), e vengono usati per prevenire l’influenza.
In Cina, una bevanda o bibita ricavata da zenzero affettato e cotto in acqua dolcificata, viene usata come medicina popolare per il raffreddore.
Nella Repubblica Democratica del Congo, lo zenzero viene schiacciato e mescolato con la linfa dell’albero del mango per fare il tangawisi, che è considerato una panacea.
In India, lo zenzero in pasta è applicato sulle tempie per dare sollievo dal mal di testa, ed è ingerito da chi soffre di comune raffreddore. La gente, inoltre, usa lo zenzero in aggiunta al tè, per la cucina, ecc.
In Indonesia, un tipo di zenzero conosciuto come jahe è usato come preparazione vegetale per ridurre la stanchezza, diminuire “l’aria” nel sangue, prevenire e curare i reumatismi, e controllare le cattive abitudini alimentari.
Nelle Filippine viene preparata, per colazione, una tradizionale bevanda salutare chiamata salabat, facendo bollire pezzetti di zenzero e aggiungendo zucchero; è considerata una buona cura per le infiammazioni della gola.
Negli Stati Uniti d’America, lo zenzero è usato per prevenire il mal di mare e la nausea da gravidanza. È riconosciuto come sicuro dalla FDA, ed è venduto come integratore alimentare senza particolari prescrizioni.
Per quanto riguarda le precauzioni o controindicazioni all’uso si ricorda che le reazioni allergiche allo zenzero in generale producono eruzioni e, nonostante sia generalmente riconosciuto come salutare, lo zenzero può causare mal di stomaco, gonfiore, produzione di gas, specialmente se assunto sotto forma di polvere. Lo zenzero fresco, se non ben masticato, può causare blocco intestinale, e gli individui che hanno manifestato ulcere, infiammazioni all’intestino, o blocchi intestinali, potrebbero reagire malamente a quantità considerevoli di zenzero fresco. Lo zenzero può anche agire negativamente su individui soggetti a calcolosi biliari; ci sono anche indicazioni che lo zenzero possa influenzare la pressione del sangue, la coagulazione e il ritmo cardiaco.

Preparazioni –
Lo zenzero è molto apprezzato in cucina come spezia e dall’industria alimentare come pregiato aromatizzante (con lo zenzero, ad esempio, si produce la bevanda conosciuta con il nome di ginger ale), ma possiede anche interessanti proprietà medicinali.
In commercio si trova in forma di radice fresca o essiccata, ridotta in polvere o in forma di estratto o come zenzero candito usando solo lo zucchero naturale della sua radice. La polvere di radice di zenzero essiccata è in genere incapsulata e venduta in compresse di comoda assunzione.
Non esiste ancora un consenso sul dosaggio, ma la maggior parte dei medici prescrive da 500 mg a 1000 mg di zenzero al giorno.
Si possono utilizzare prodotti confezionati pronti, come le comode capsule vegetali di Zenzero, ingerendone 1-2 compresse mezz’ora prima di mettersi in viaggio; oppure si può utilizzare lo Zenzero essiccato in polvere, disperdendone un piccolo cucchiaino in poca acqua tiepida e bevendo il tutto, sempre mezz’ora prima di mettersi in viaggio.
È possibile inoltre sgranocchiare ogni tanto qualche fettina di Zenzero Candito, prima e durante il viaggio. Si può preparare anche un decotto di radice, facendo bollire dolcemente per 5 minuti, a recipiente coperto, 2-3 fettine di Zenzero in circa 50 ml di acqua e bevendo il liquido residuo, filtrato, mezz’ora prima di partire.
In cucina lo zenzero si può consumare sia fresco, sbucciandone la radice come fosse una patata, sia in polvere essiccata. Quest’ultima è forse la versione più utilizzata e anche la più semplice da conservare. La radice fresca, invece, va tenuta in frigorifero una volta tagliata e conservata possibilmente in un vasetto di vetro per non alterarne gusto, l’aspetto e le proprietà. In commercio si trovano poi anche lo zenzero candito quello in salamoia, accompagnamento tipico del sushi, e le tisane.
Il sapore dello zenzero in tutte le sue “forme” è in realtà piuttosto piccante, per questo viene consumato solitamente insieme ad altri alimenti o sotto forma di decotto. Anche se non sono pochi coloro che osano gustarlo in purezza, tagliato a fettine sottili da solo oppure aggiunto all’insalata.
Comunque sia, lo zenzero in polvere o grattugiato fresco è perfetto per condire tutti i tipi di verdura (cruda e cotta). Infatti, il sapore piccante e lievemente “limonato” aggiunge freschezza al solito contorno. Ma non solo: l’estratto è ottimo anche per insaporire il pollo e le carni bianche in generale come il pesce e i crostacei. Sia in cottura che come condimento a crudo.
Chi ama i sapori esotici, può provare ad arricchire il riso basmati oppure gli spaghetti di soia e di riso con una buona quantità di zenzero fresco. Un’idea gustosa, sana, e che porta in tavola i sapori dell’estate anche in pieno inverno è poi l’insalata mista con zenzero e avocado. Per prepararla occorre semplicemente unire valeriana o lattughino, rapanelli tagliati finemente, avocado a pezzetti, zenzero a listarelle e arancia rossa o pompelmo rosa tagliati al vivo: un pieno di vitamine, minerali e antiossidanti.
Ovviamente, lo zenzero si può aggiungere liberamente anche a tè e tisane. Ma ciò che funziona maggiormente e che meglio esprime le potenzialità della radice, è il decotto.
Il decotto di zenzero si prepara tagliando a fettine lo zenzero fresco sbucciato che deve essere immerso in acqua fredda e poi lasciato sobbollire. Dal momento dell’ebollizione, lascialo cuocere per circa 15 minuti. Poi preleva le fettine di radice (le puoi consumare a parte se ti fa piacere) e filtra il decotto. Quest’ultimo va bevuto amaro lungo tutto l’arco della giornata: otterrai un forte effetto drenante detox.
Molto benefica ed anche gradevole come gusto è inoltre la famosa tisana zenzero e limone o zenzero e lime. I due ingredienti infatti si sposano alla perfezione. Per prepararla si usa lo zenzero fresco (il procedimento è lo stesso di quello del decotto) sia lo zenzero essiccato. Bisogna far bollire per 15 minuti la radice oppure sciogli la polvere di zenzero direttamente in acqua bollente. Aggiungere fuori dal fuoco succo di limone, scorzette non trattate e, a piacere, del miele. Questa tisana svolge un’azione potente in caso di raffreddore, influenza, febbre, cattiva digestione e nausea.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.





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Ginger

Ginger is a spice obtained from the rhizome of the homonymous plant (Zingiber officinale Roscoe, 1807) which is a herbaceous species native to tropical Asia.

Origins and History –
Ginger is a perennial herb plant, from whose rhizome a strongly aromatic and spicy spice is obtained, which is said to be very dear to Confucius (5th century BC) because it cleared the mind and eliminated impurities.
The name Zingiber derives from the Indian Zingibil, but the plant has many vulgar names depending on the country where it is grown; according to some etymologists, the origin of the name Zingiber derives from the Arabic Zind-schabil, which means root.
In ancient times it was the subject of numerous trades and could only be found dried, but today its cultivation has spread to many hot countries such as Brazil, Mexico, Africa, Indonesia, Peru, Thailand and wherever there are suitable conditions, that is, a warm climate tropical; however, the largest producer is India, which alone supplies more than 35% of world production and the speed of today’s transport means that it can also be found fresh in our markets, where it can be found naturally, with its cuticle external, and then it is called gray ginger, or the rhizome is decorticated and marketed as white ginger.
It is believed that the medicinal properties of Ginger were already known to ancient Eastern cultures, where the drug was used alone or as a component of herbal remedies; it has also been used for millennia in India and China as a food spice, especially in meat dishes, as a condiment or in sauces, for beer and other fermented drinks, or for syrups and biscuits, and to prepare a particularly appreciated Curry in India. In fact, Ginger has a strong antioxidant activity on fats and other foods, thus facilitating their conservation.
This plant was already considered a delicacy by the Greeks and Romans who had to pay heavy taxes to consume it.
During the Middle Ages, in Europe it was one of the most used spices in the kitchen and known by the name of “gengevo”.
The doctors of antiquity attached a lot of value to ginger: Dioscorides believed it capable of warming and calming the stomach; Pythagoras considered him an antidote to snake bites.
Galen, for its spicy flavor, classified it as “hot”, like all aphrodisiacs.
Precisely the invigorating aspect was central in the Arab peoples who took ginger pounded with honey to reinvigorate sexual performance.
According to the Salerno school, the rhizome pushed, indeed forced, young people to love, and this fame contributed to the birth of a potion made of cinnamon, ginger, cloves, breadcrumbs and rose water.
The cursed poet Francois Villon (XV century) among the lines of his “Testament” also listed a hundred ginger roots which he believed had “the property of making the genital organs of the two sexes join”.
In the sixteenth century, the aphrodisiac qualities of the plant were described by Pisanelli as excellent “to increase coitus: it is also so to give strength to a weak stomach”.
In traditional Asian medical doctrines, ginger was and is considered a “hot” element. According to the Chinese, it fights the ailments caused by cold and digestive problems, while for the Indians it is stimulating and pain-relieving.
Similarly, contemporary European herbal medicine attributes ginger the property of fighting nausea, vomiting and impotence.
Although in recent centuries this spice has lost its centrality in our cuisine, in the eastern one it has remained very important for flavoring sweet or savory dishes, sauces, Indian chutneys, spice and drink blends.

Description –
Ginger is a perennial herbaceous plant belonging to the Zinziberacee family that has the appearance of a cane with large tuberous rhizomes, very aromatic and with a camphor perfume, with hints of Lemon and Lemongrass. The drug is represented precisely by the rhizome.
This can be found naturally, with the external cuticle, and is called gray ginger, or the rhizome is decorticated and marketed as white ginger.
Ginger for its pungent aroma and the pleasant slightly spicy flavor is used in the kitchen as a flavoring and stimulant for digestion, but also in the liquor store as a corrective and for thirst-quenching drinks, and in the production of candied fruit and jams and also in the beer, especially in Anglo-Saxon countries.

Active principles –
The ginger rhizome is very rich in starches (about 60%) and contains a fair amount of essential oil, between 0.8 and 2%. The constituents responsible for the typical flavor of the drug are called gingeroli.
100 g of fresh Ginger bring about 80 calories (85.8% carbohydrates, 6.4% proteins, 7.9% fats), also they contain, on average, by weight:
– Protein 1.82 g;
– Carbohydrates 17.77 g;
– Sugars 1.7 g;
– Fat 0.75 g;
– saturated 0.203 g;
– monounsaturated 0.154 g;
– polyunsaturated 0.154 g;
– Cholesterol 0 mg;
– Dietary fiber 2 g;
– Sodium 13 mg.

Properties and Uses –
Ginger is an energetic stimulant for the presence of a yellowish essential oil, produced by the secretion of particular glandular cells, with a very complex composition; the most important substance is called gingerol and this gives the drug its intense flavor.
The dried rhizome, generally marketed in powder form, is used as a spice in the kitchen and in the preparation of liqueurs and drinks (especially Ginger ale) as a flavoring.
Today Ginger is also used in the kitchen in Europe, in modern recipes suitable for our taste, for example for focaccias, biscuits, crackers, flavored teas, but also for seasoning spaghetti.
In Arab medicine, it is considered an aphrodisiac and some peoples of Africa believe that eating Ginger regularly preserves from mosquito bites. Used for external applications, Ginger has a slight revulsive action, which is used to make poultices against rheumatism and in odontalgia.
Recent studies have confirmed several properties of this root, for example against dyspepsia: it is in fact able to act effectively on the whole digestive system, in cases of loss of appetite or slow and laborious digestion, flatulence, bloating and intestinal swelling due to its carminative properties. But it has also proven effective against car sickness, nausea and vomiting in pregnancy, and as an antispasmodic.
There have therefore been many confirmations on the properties attributed to Ginger by traditional popular use, in particular on the antiemetic effect. Ginger can be used in any form to combat car sickness, sea sickness, air sickness, and all forms of motion sickness.
Ginger has also proven effective in the case of rheumatism, gastritis and ulcer, headache, and its antioxidant activity has also been confirmed.
All the properties of Ginger have been highlighted both with studies done in the laboratory, but also with tests on healthy willing volunteers, in which it emerged that the subjects who were administered the Ginger always reacted better than the control subjects who were administered a placebo. In particular, the protective effect against gastritis and the formation of ulcers in the stomach has been shown by numerous studies, which have shown that the anti-inflammatory properties of this plant work by alleviating the symptoms of inflammation of the gastric mucosa, but can also prevent the formation of ulcers. when taking nonsteroidal anti-inflammatory drugs, which, as is known, have the creation of ulcers in the digestive system as a side effect. Its anti-inflammatory activity is also used to prepare eye drops that have a great decongestant capacity, useful in many cases of eye inflammation, for example in case of allergy, blepharitis, or simply for refreshing and sanitizing eye washings.
The substances contained in ginger are active against a form of diarrhea which is one of the main childhood mortality factors in developing nations. Zingerone is probably the active component against enterotoxigenic Escherichia coli, or diarrhea in its heat sensitive and enterotoxin-induced form.
Due to its innumerable uses in folk medicine, there are various preparations based on ginger.
Ginger tea is a remedy for colds. Three or four leaves of sacred basil, together with a piece of ginger on an empty stomach, are an effective cure for congestion, cough and cold. The rhizome of Zingiber officinale is used against dyspepsia, constipation, diarrhea, nausea and vomiting. Being a vasodilator, it was previously used for high blood pressure, palpitations and heart disease.
Its most active substances from a chemical point of view are 6-gingerol, 8-gingerol and 6-shogaol.
Ginger ale and ginger beer have been recommended as “stomach relaxants” for generations in the countries where these drinks are made, and ginger water was commonly used to prevent heat cramps in the United States.
Ginger has also historically been used to treat inflammation, as confirmed by several scientific studies, although a specific case of arthritis showed that ginger was no better than a placebo or ibuprofen. Research in laboratory mice suggests that ginger could be useful for the treatment of diabetes.
Ginger root has been used since time immemorial by Ayurvedic medicine to promote the natural detox of the whole body. In fact, the gingerol and the other active ingredients present in the plant are portentous to help get rid of toxins at the change of season and in the periods in which one feels swollen and tired.
In Western culture, dried ginger root powder is put into capsules and sold in pharmacies for medicinal use.
In Burma, ginger and a local sweetener made from the juice of the palm tree (Htan nyat) are boiled together, and are used to prevent the flu.
In China, a drink or soft drink made from sliced ​​ginger and cooked in sweetened water is used as a popular medicine for colds.
In the Democratic Republic of the Congo, ginger is crushed and mixed with the sap of the mango tree to make tangawisi, which is considered a panacea.
In India, ginger paste is applied to the temples to relieve headaches, and is ingested by those who suffer from a common cold. People also use ginger in addition to tea, for cooking, etc.
In Indonesia, a type of ginger known as jahe is used as a vegetable preparation to reduce fatigue, decrease “air” in the blood, prevent and treat rheumatism, and control bad eating habits.
In the Philippines a traditional healthy drink called salabat is prepared for breakfast by boiling pieces of ginger and adding sugar; it is considered a good cure for throat inflammation.
In the United States of America, ginger is used to prevent seasickness and pregnancy sickness. It is recognized as safe by the FDA, and is sold as a dietary supplement without special prescriptions.
Regarding precautions or contraindications for use, remember that allergic reactions to ginger in general produce rashes and, although it is generally recognized as healthy, ginger can cause stomach pain, bloating, gas production, especially if taken in the form of dust. Fresh ginger, if not well chewed, can cause intestinal blockage, and individuals who have experienced ulcers, inflammation of the intestine, or intestinal blockages, may react badly to considerable quantities of fresh ginger. Ginger can also act negatively on individuals subject to gallstones; there are also indications that ginger may affect blood pressure, clotting and heart rhythm.

Preparations –
Ginger is highly appreciated in the kitchen as a spice and by the food industry as a valuable flavoring (with ginger, for example, the drink known as ginger ale is produced), but it also has interesting medicinal properties.
On the market it is found in the form of fresh or dried root, reduced to powder or in the form of extract or as candied ginger using only the natural sugar of its root. The dried ginger root powder is typically encapsulated and sold in convenient tablets.
There is still no consensus on the dosage, but most doctors prescribe 500 mg to 1000 mg of ginger per day.
Ready-made packaged products can be used, such as the convenient Ginger vegetable capsules, by ingesting 1-2 tablets half an hour before traveling; or you can use dried Ginger in powder, dispersing a small teaspoon of it in a little warm water and drinking everything, always half an hour before traveling.
It is also possible to munch every few slices of Candied Ginger, before and during the trip. You can also prepare a decoction of root, boiling gently for 5 minutes, in a covered container, 2-3 slices of Ginger in about 50 ml of water and drinking the residual liquid, filtered, half an hour before leaving.
In the kitchen, ginger can be eaten both fresh, peeling its root like a potato, and dried powder. The latter is perhaps the most used version and also the easiest to keep. The fresh root, on the other hand, should be kept in the refrigerator once cut and possibly preserved in a glass jar so as not to alter its taste, appearance and properties. On the market there are also candied ginger, pickled ginger, a typical accompaniment to sushi, and herbal teas.
The taste of ginger in all its “forms” is actually quite spicy, so it is usually consumed together with other foods or in the form of a decoction. Even if there are many who dare to taste it in purity, cut into thin slices on its own or added to the salad.
In any case, fresh or grated ginger is perfect for seasoning all types of vegetables (raw and cooked). In fact, the spicy and slightly “lemon” flavor adds freshness to the usual side dish. But not only: the extract is also excellent for flavoring chicken and white meats in general such as fish and shellfish. Both in cooking and as a raw seasoning.
Those who love exotic flavors can try to enrich basmati rice or soy and rice noodles with a good amount of fresh ginger. A tasty, healthy idea that brings the flavors of summer to the table even in the middle of winter is then the mixed salad with ginger and avocado. To prepare it, you simply need to combine valerian or lettuce, finely chopped radishes, chopped avocado, strips of ginger and blood orange or pink grapefruit cut to the brim: a full of vitamins, minerals and antioxidants.
Obviously, ginger can also be freely added to tea and herbal teas. But what works most and best expresses the potential of the root is the decoction.
The ginger decoction is prepared by cutting the peeled fresh ginger into slices which must be immersed in cold water and then left to simmer. From the moment of boiling, let it cook for about 15 minutes. Then take the slices of root (you can eat them separately if you like) and filter the decoction. The latter should be drunk bitter throughout the day: you will get a strong detox draining effect.
The famous herbal tea ginger and lemon or ginger and lime is also very beneficial and pleasant in taste. In fact, the two ingredients go perfectly together. To prepare it we use fresh ginger (the procedure is the same as that of the decoction) and dried ginger. You have to boil the root for 15 minutes or dissolve the ginger powder directly in boiling water. Add lemon juice, untreated zest and honey to taste, out of the heat. This herbal tea performs a powerful action in case of cold, flu, fever, bad digestion and nausea.

Guido Bissanti

Warning: The information shown is not medical advice and may not be accurate. The contents are for illustrative purposes only and do not replace medical advice.





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Jengibre

El jengibre es una especia obtenida del rizoma de la planta homónima (Zingiber officinale Roscoe, 1807) que es una especie herbácea nativa de Asia tropical.

Orígenes e historia –
El jengibre es una planta herbácea perenne, de cuyo rizoma se obtiene una especia fuertemente aromática y picante, que se dice que es muy querida por Confucio (siglo V aC) porque despejó la mente y eliminó las impurezas.
El nombre Zingiber deriva del indio Zingibil, pero la planta tiene muchos nombres vulgares dependiendo del país donde se cultiva; Según algunos etimólogos, el origen del nombre Zingiber deriva del árabe Zind-schabil, que significa raíz.
En la antigüedad fue objeto de numerosos oficios y solo se podía encontrar seco, pero hoy su cultivo se ha extendido a muchos países cálidos como Brasil, México, África, Indonesia, Perú, Tailandia y donde haya condiciones adecuadas, es decir, un clima cálido. tropical; Sin embargo, el mayor productor es India, que solo suministra más del 35% de la producción mundial y la velocidad del transporte actual significa que también se puede encontrar fresca en nuestros mercados, donde se puede encontrar naturalmente, con su cutícula externo, y luego se llama jengibre gris, o el rizoma se decortica y comercializa como jengibre blanco.
Se cree que las antiguas propiedades orientales ya conocían las propiedades medicinales del jengibre, donde la droga se usaba sola o como componente de remedios herbales; También se ha utilizado durante milenios en India y China como especia alimentaria, especialmente en platos de carne, como condimento o en salsas, para cerveza y otras bebidas fermentadas, o para jarabes y galletas, y para preparar un curry particularmente apreciado. en la India De hecho, el jengibre tiene una fuerte actividad antioxidante en las grasas y otros alimentos, lo que facilita su conservación.
Esta planta ya era considerada un manjar por los griegos y los romanos que tuvieron que pagar fuertes impuestos para consumirla.
Durante la Edad Media, en Europa fue una de las especias más utilizadas en la cocina y conocida con el nombre de “gengevo”.
Los médicos de la antigüedad le daban mucho valor al jengibre: Dioscórides creía que era capaz de calentar y calmar el estómago; Pitágoras lo consideraba un antídoto contra la mordedura de serpientes.
Galeno, por su sabor picante, lo clasificó como “picante”, como todos los afrodisíacos.
Solo el aspecto vigorizante fue central en los pueblos árabes que tomaron jengibre machacado con miel para revitalizar el rendimiento sexual.
Según la escuela Salerno, el rizoma empujó, de hecho obligó a los jóvenes a amar, y esta fama contribuyó al nacimiento de una poción hecha de canela, jengibre, clavo, pan rallado y agua de rosas.
El maldito poeta Francois Villon (siglo XV) entre las líneas de su “Testamento” también enumeró cien raíces de jengibre que creía que tenían “la propiedad de unir los órganos genitales de los dos sexos”.
En el siglo XVI, Pisanelli describió las cualidades afrodisíacas de la planta como excelentes “para aumentar el coito: también es para fortalecer el estómago débil”.
En las doctrinas médicas asiáticas tradicionales, el jengibre era y es considerado un elemento “candente”. Según los chinos, combate las dolencias causadas por el resfriado y los problemas digestivos, mientras que para los indios es estimulante y alivia el dolor.
Del mismo modo, la medicina herbal europea contemporánea atribuye al jengibre la propiedad de combatir las náuseas, los vómitos y la impotencia.
Aunque en los últimos siglos esta especia ha perdido su centralidad en nuestra cocina, en la oriental ha seguido siendo muy importante para condimentar platos dulces o salados, salsas, salsas picantes indias, mezclas de especias y bebidas.

Descripción –
El jengibre es una planta herbácea perenne perteneciente a la familia Zinziberacee que tiene la apariencia de una caña con grandes rizomas tuberosos, muy aromática y con un perfume de alcanfor, con toques de limón y hierba de limón. La droga está representada precisamente por el rizoma.
Esto se puede encontrar naturalmente, con la cutícula externa, y se llama jengibre gris, o el rizoma se decortica y comercializa como jengibre blanco.
El jengibre por su aroma picante y su agradable sabor ligeramente picante se usa en la cocina como saborizante y estimulante para la digestión, pero también en la licorería como corrector y para calmar la sed, y en la producción de frutas confitadas y mermeladas y también en el cerveza, especialmente en países anglosajones.

Ingredientes activos –
El rizoma de jengibre es muy rico en almidones (alrededor del 60%) y contiene una buena cantidad de aceite esencial, entre 0,8 y 2%. Los componentes responsables del sabor típico de la droga se llaman gingeroli.
100 g de jengibre fresco aportan alrededor de 80 calorías (85.8% de carbohidratos, 6.4% de proteínas, 7.9% de grasas), también contienen, en promedio, en peso:
– Proteína 1,82 g;
– Carbohidratos 17.77 g;
– Azúcares 1,7 g;
– Grasa 0,75 g;
– saturada 0,203 g;
– 0,154 g monoinsaturados;
– poliinsaturados 0,154 g;
– Colesterol 0 mg;
– Fibra dietética 2 g;
– Sodio 13 mg.

Propiedades y Usos –
El jengibre es un estimulante energético debido a la presencia de un aceite esencial amarillento, producido por la secreción de células glandulares particulares, con una composición muy compleja; La sustancia más importante se llama gingerol y esto le da al fármaco un sabor intenso.
El rizoma seco, generalmente comercializado en forma de polvo, se usa como especia en la cocina y en la preparación de licores y bebidas (especialmente Ginger ale) como saborizante.
Hoy en día, el jengibre también se usa en la cocina de Europa, en recetas modernas adecuadas para nuestro gusto, por ejemplo, para focaccias, galletas, galletas saladas, tés aromatizados, pero también para condimentar espaguetis.
En la medicina árabe, se considera un afrodisíaco y algunos pueblos de África creen que comer jengibre se preserva regularmente de las picaduras de mosquitos. Utilizado para aplicaciones externas, el jengibre tiene una ligera acción revulsiva, que se utiliza para hacer cataplasmas contra el reumatismo y en la medicina dental.
Estudios recientes han confirmado varias propiedades de esta raíz, por ejemplo contra la dispepsia: de hecho, es capaz de actuar eficazmente en todo el sistema digestivo, en casos de pérdida de apetito o digestión lenta y laboriosa, flatulencia, hinchazón e hinchazón intestinal debido a su Propiedades carminativas. Pero también ha demostrado ser eficaz contra las enfermedades del automóvil, las náuseas y los vómitos en el embarazo y como antiespasmódico.
Por lo tanto, ha habido muchas confirmaciones sobre las propiedades atribuidas a Ginger por el uso popular tradicional, en particular sobre el efecto antiemético. El jengibre se puede usar en cualquier forma para combatir la enfermedad del automóvil, la enfermedad del mar, la enfermedad del aire y todas las formas de enfermedad del movimiento.
El jengibre también ha demostrado su eficacia en el caso de reumatismo, gastritis y úlcera, dolor de cabeza, y también se ha confirmado su actividad antioxidante.
Todas las propiedades de Ginger se han resaltado tanto con estudios realizados en el laboratorio, como también con pruebas en voluntarios sanos y dispuestos, en los que se supo que los sujetos que recibieron el Ginger siempre reaccionaron mejor que los sujetos de control que recibieron un placebo. En particular, el efecto protector contra la gastritis y la formación de úlceras en el estómago ha sido demostrado por numerosos estudios, que han demostrado que las propiedades antiinflamatorias de esta planta funcionan aliviando los síntomas de inflamación de la mucosa gástrica, pero también pueden prevenir la formación de úlceras. cuando se toman medicamentos antiinflamatorios no esteroideos, que, como se sabe, tienen la creación de úlceras en el sistema digestivo como un efecto secundario. Su actividad antiinflamatoria también se utiliza para preparar gotas para los ojos que tienen una gran capacidad descongestionante, útil en muchos casos de inflamación ocular, por ejemplo en caso de alergia, blefaritis, o simplemente para refrescarse y desinfectarse los lavados de ojos.
Las sustancias contenidas en el jengibre son activas contra una forma de diarrea, que es uno de los principales factores de mortalidad infantil en los países en desarrollo. La zingerona es probablemente el componente activo contra la Escherichia coli enterotoxigénica o la diarrea en su forma sensible al calor e inducida por enterotoxina.
Debido a sus innumerables usos en la medicina popular, existen diversas preparaciones a base de jengibre.
El té de jengibre es un remedio para los resfriados. Tres o cuatro hojas de albahaca sagrada, junto con un trozo de jengibre con el estómago vacío, son una cura efectiva para la congestión, la tos y el resfriado. El rizoma de Zingiber officinale se usa contra la dispepsia, el estreñimiento, la diarrea, las náuseas y los vómitos. Al ser un vasodilatador, anteriormente se usaba para la presión arterial alta, palpitaciones y enfermedades del corazón.
Sus sustancias más activas desde el punto de vista químico son 6-gingerol, 8-gingerol y 6-shogaol.
El ginger ale y la cerveza de jengibre se han recomendado como “relajantes estomacales” durante generaciones en los países donde se hacen estas bebidas, y el agua de jengibre se usaba comúnmente para prevenir los calambres por calor en los Estados Unidos.
El jengibre también se ha utilizado históricamente para tratar la inflamación, como lo confirman varios estudios científicos, aunque un caso específico de artritis mostró que el jengibre no era mejor que un placebo o ibuprofeno. La investigación en ratones de laboratorio sugiere que el jengibre podría ser útil para el tratamiento de la diabetes.
La raíz de jengibre ha sido utilizada desde tiempos inmemoriales por la medicina ayurvédica para promover la desintoxicación natural de todo el cuerpo. De hecho, el gingerol y los otros ingredientes activos presentes en la planta son portentosos para ayudar a eliminar las toxinas en el cambio de estaciones y en los períodos en que uno se siente hinchado y cansado.
En la cultura occidental, el polvo de raíz de jengibre seco se pone en cápsulas y se vende en farmacias para uso medicinal.
En Birmania, el jengibre y un edulcorante local hecho con el jugo de la palmera (Htan nyat) se hierven juntos y se usan para prevenir la gripe.
En China, una bebida o refresco hecho de jengibre en rodajas y cocinado en agua endulzada se usa como medicina popular para los resfriados.
En la República Democrática del Congo, el jengibre se tritura y se mezcla con la savia del árbol de mango para hacer tangawisi, que se considera una panacea.
En la India, la pasta de jengibre se aplica a las sienes para aliviar los dolores de cabeza, y es ingerida por quienes padecen un resfriado común. Las personas también usan jengibre además del té, para cocinar, etc.
En Indonesia, un tipo de jengibre conocido como jahe se usa como preparación vegetal para reducir la fatiga, disminuir el “aire” en la sangre, prevenir y tratar el reumatismo y controlar los malos hábitos alimenticios.
En Filipinas, una bebida saludable tradicional llamada salabat se prepara para el desayuno hirviendo trozos de jengibre y agregando azúcar; Se considera una buena cura para la inflamación de la garganta.
En los Estados Unidos de América, el jengibre se usa para prevenir el mareo y la enfermedad del embarazo. Está reconocido como seguro por la FDA y se vende como un suplemento dietético sin prescripciones especiales.
Con respecto a las precauciones o contraindicaciones de uso, recuerde que las reacciones alérgicas al jengibre en general producen erupciones cutáneas y, aunque generalmente se reconoce como saludable, el jengibre puede causar dolor de estómago, hinchazón, producción de gases, especialmente si se toma en forma de polvo El jengibre fresco, si no se mastica bien, puede causar bloqueo intestinal, y las personas que han experimentado úlceras, inflamación del intestino o bloqueos intestinales, pueden reaccionar mal ante cantidades considerables de jengibre fresco. El jengibre también puede actuar negativamente en individuos sujetos a cálculos biliares; También hay indicios de que el jengibre puede afectar la presión arterial, la coagulación y el ritmo cardíaco.

Preparaciones –
El jengibre es muy apreciado en la cocina como especia y por la industria alimentaria como un saborizante precioso (con el jengibre, por ejemplo, se produce la bebida conocida como ginger ale), pero también tiene interesantes propiedades medicinales.
En el mercado se encuentra en forma de raíz fresca o seca, reducida en polvo o en forma de extracto o como jengibre confitado utilizando solo el azúcar natural de su raíz. El polvo de raíz de jengibre seco generalmente se encapsula y se vende en tabletas convenientes.
Todavía no hay consenso sobre la dosis, pero la mayoría de los médicos recetan 500 mg a 1000 mg de jengibre por día.
Se pueden usar productos envasados ​​listos para usar, como las convenientes cápsulas vegetales de jengibre, ingiriendo 1-2 tabletas media hora antes de viajar; o puede usar Ginger seco en polvo, dispersando una cucharadita pequeña en un poco de agua tibia y bebiendo todo, siempre media hora antes de viajar.
También es posible comer cada pocas rodajas de jengibre confitado, antes y durante el viaje. También puede preparar una decocción de raíz, hirviendo suavemente durante 5 minutos, en un recipiente tapado, 2-3 rebanadas de jengibre en aproximadamente 50 ml de agua y bebiendo el líquido residual, filtrado, media hora antes de salir.
En la cocina, el jengibre se puede comer tanto fresco, pelando su raíz como una papa y polvo seco. Esta última es quizás la versión más utilizada y también la más fácil de mantener. Sin embargo, la raíz fresca debe mantenerse en el refrigerador una vez cortada y posiblemente almacenada en un frasco de vidrio para no alterar su sabor, apariencia y propiedades. En el mercado también hay jengibre confitado, jengibre encurtido, un acompañamiento típico para sushi y tés de hierbas.
El sabor del jengibre en todas sus “formas” es bastante picante, por lo que generalmente se consume junto con otros alimentos o en forma de decocción. Incluso si hay muchos que se atreven a probarlo con pureza, córtelos en rodajas finas o agregados a la ensalada.
En cualquier caso, el jengibre fresco o rallado es perfecto para sazonar todo tipo de verduras (crudas y cocidas). De hecho, el sabor picante y ligeramente “limón” agrega frescura a la guarnición habitual. Pero no solo: el extracto también es excelente para aromatizar pollo y carnes blancas en general, como pescado y mariscos. Tanto en la cocina como como condimento crudo.
Los amantes de los sabores exóticos pueden intentar enriquecer el arroz basmati o los fideos de soya y arroz con una buena cantidad de jengibre fresco. Una idea sabrosa y saludable que trae los sabores del verano a la mesa incluso en pleno invierno es la ensalada mixta con jengibre y aguacate. Para prepararlo, simplemente necesita combinar valeriana o lechuga, rábanos finamente picados, aguacate picado, tiras de jengibre y naranja sanguina o pomelo rosado cortado hasta el borde: lleno de vitaminas, minerales y antioxidantes.
Obviamente, el jengibre también se puede agregar libremente al té y a los tés de hierbas. Pero lo que funciona más y mejor expresa el potencial de la raíz es la decocción.
La decocción de jengibre se prepara cortando el jengibre fresco pelado en rodajas que deben sumergirse en agua fría y luego dejarse hervir a fuego lento. Desde el momento de la ebullición, déjelo cocinar por unos 15 minutos. Luego tome las rodajas de raíz (puede comerlas por separado si lo desea) y filtre la decocción. Este último debe tomarse amargo durante todo el día: obtendrá un fuerte efecto de drenaje de desintoxicación.
El famoso té de hierbas de jengibre y limón o jengibre y lima también es muy beneficioso y de sabor agradable. De hecho, los dos ingredientes van perfectamente juntos. Para prepararlo usamos jengibre fresco (el procedimiento es el mismo que el de la decocción) y jengibre seco. Tienes que hervir la raíz durante 15 minutos o disolver el polvo de jengibre directamente en agua hirviendo. Agregue el jugo de limón, la ralladura sin tratar y la miel al gusto, fuera del calor. Este té de hierbas realiza una acción poderosa en caso de resfriado, gripe, fiebre, mala digestión y náuseas.

Guido Bissanti

Advertencia: La información que se muestra no es un consejo médico y puede no ser precisa. El contenido es solo para fines ilustrativos y no reemplaza el consejo médico.





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