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Tamarindo

Il Tamarindo è una spezia ricavata dalla pianta omonima (Tamarindus indica L., 1753) che è un albero da frutto tropicale originale di un’area tra l’Africa orientale e l’India.

Origini e Storia –
Il tamarindo, detto anche “dattero dell’India”, è un albero tropicale della famiglia delle Fabaceae che, oltre che in Africa Orientale, è presente anche nelle aree tropicali asiatiche e nell’America Latina.
È un albero con crescita lenta tanto che un antico proverbio orientale dice: “chi pianta tamarindi non raccoglie tamarindi”.
Il tamarindo è una pianta utilizzata sia per scopi alimentari che per finii ornamentali e anche per le sue proprietà medicinali.
Il tamarindo giunse in Europa portato dai crociati.
Nella mitologia Hindu il tamarindo è associato con il matrimonio di Krishna che viene celebrato con una festa a novembre. Ai tempi della regina Vittoria, gli inglesi che vivevano a Goa in India, tenevano un baccello di tamarindo nell’orecchio quando si recavano nei quartieri dei nativi per tenerli lontano. Infatti essi pensavano che i baccelli fossero abitati da demoni. Da allora i coloni furono chiamati “ teste di tamarindo”.
In Italia il Tamarindo Erba è stato un prodotto di grande diffusione e successo sin dal suo esordio nel 1898: era uno sciroppo che si allungava con acqua ghiacciata, molto rinfrescante. Ancora oggi è in commercio nella sua confezione originale: un’elegante bottiglia quadrata, con una etichetta che racconta, in caratteri “d’altri tempi”, la storia e le virtù del prodotto.
I principali Paesi produttori sono l’Asia sudorientale e le Indie occidentali.
I principali Paesi utilizzatori sono invece l’Asia ed i Paesi latino americani.

Descrizione –
Il tamarindo è un albero sempreverde, massiccio, caratterizzato da una crescita lenta. È un albero longevo, plurisecolare che, in condizioni favorevoli, può arrivare anche a trenta metri di altezza e più di sette metri di circonferenza.
I frutti sono baccelli legnosi, della lunghezza di una decina di centimetri, che contengono al loro interno dai 4 ai 12 semi; questi sono protetti da una polpa commestibile marrone scuro che ha un retrogusto acidulo.
La polpa verde e dura di un frutto giovane è considerata da molti troppo acida, ma viene spesso utilizzata come componente di piatti salati, trasformata in sottaceti o usata per rendere commestibili alcuni igname velenosi in Ghana.
Man mano che il frutto matura diventa più dolce, meno acido e più appetibile. L’acidità varia tra le cultivar e alcune cultivar di tamarindo dolce non hanno alcuna acidità quando sono mature.

Principi attivi –
Il Tamarindo è una spezia che è estremamente ricca di vitamine e minerali; contiene acido tartarico, che è un potente antiossidante, ed è utile per combattere i problemi di digestione.
Il suo principio attivo è la tamarindina, che svolge un’azione antinfettiva e antibatterica, perfetta per contrastare così alcuni virus e batteri.
Il tamarindo ha grande valore nutrizionale: la polpa si compone per il 31% di acqua, 57% di zuccheri, 5% da fibre alimentari, ceneri, proteine e grassi. I costituenti principali sono pectine e zuccheri semplici.
Tra i vari minerali presenti nel tamarindo ricordiamo, per le loro elevate quantità: potassio, fosforo, magnesio, sodio, calcio e selenio, mentre è fonte di vitamina A, B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, K, e J.
Il tamarindo, come detto, è ricco di acido tartarico che è presente in percentuale del 12%. L’acido tartarico, per le sue funzioni, aiuta l’organismo a proteggersi dai dannosi radicali liberi.
La sua polpa appiccicosa è ricca fonte di polisaccaridi alimentari, emucellulose, mucillaggini, pectine e tannini. Il frutto contiene molti oli volatili come limonene, geraniolo, safrolo, acido cinnamico, salicilato di metile e pirazina. Insieme questi composti regalano al tamarindo le sue proprietà medicinali.

Proprietà ed Usi –
Il tamarindo è una pianta di cui si utilizzano i frutti a forma di baccelli che all’interno contengono una pasta marrone scuro.
La si trova in commercio sotto forma di baccelli freschi o come pasta di tamarindo o baccelli essiccati.
La pasta di tamarindo è una pasta viscosa marrone scura venduta talvolta sotto vuoto, con odore di leggero aroma fruttato e sapore agro, aspro, molto fruttato, rinfrescante.
Da noi è conosciuto soprattutto per lo sciroppo, ma tanto nella cucina asiatica che in quella latino-americana il tamarindo (o meglio la sua polpa) viene usato come spezia.
La scala di intensità: 1.
Ha proprietà purgative e rinfrescanti; la sua polpa, insieme alle foglie e alla corteccia sono usate anche per le forti proprietà terapeutiche contro le febbri malariche. L’estratto acquoso che si ottiene da questo frutto ha proprietà ipoglicemizzante.
La tamarindina, il principio attivo del tamarindo, è efficace contro Aspergillus niger, Candida albicans, Staphylococcus aureus, Bacillus subtilis, Escherichia coli e Pseudomonas aeruginosa.
Anche le altre parti della pianta come polpa, foglie e corteccia hanno applicazioni mediche. In India è usato nella medicina Ayurvedica per problemi digestivi e contro il mal di denti. Nel Sudan le foglie sono usate sotto forma di tisane per combattere le febbri malariche. In Italia Pietro Andrea Mattioli (1500), medico della Scuola medica salernitana, lo definiva utile “per far muovere il corpo”. Infatti a basse dosi regola la funzione intestinale, mentre a dosi più alte ha un effetto lassativo. Il tamarindo è anche considerato un ottimo rinfrescante ed è utile d’estate per reintegrare la perdita dei sali minerali dovuta alla sudorazione.
Per chi soffre di problemi di digestione e disturbi gastrici è consigliato il consumo di questa spezia, che va anche a regolare l’intestino grazie alla presenza di acidi organici che troviamo all’interno della polpa. Purtroppo però non mancano alcuni svantaggi: il tamarindo infatti interferisce con le attività previste da alcuni farmaci come per esempio l’aspirina, poiché va ad aumentare la biodisponibilità.
In campo culinario il tamarindo è parte degli ingredienti base del curry indiano; in Asia e in Medio Oriente viene usato per aromatizzare stufati e verdure. La sua polpa viene lasciata in ammollo nell’acqua calda per diverse ora prima di strizzarla e usare poi la sua acqua che dovrà essere filtrata. Le foglie hanno proprietà curative e vengono usate per la preparazione di tisane che sono considerate a tutti gli effetti salutari.
In sintesi i benefici del tamarindo sono:
– Previene il cancro: il tamarindo è impiegato anche per via delle sue proprietà antiossidanti, che aiutano a proteggere il corpo dai radicali liberi dannosi, che possono aumentare il rischio di cancro.
– Aiuta a tenere sotto controllo la pressione: il potassio presente in questo frutto aiuta a controllare la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca.
– Colesterolo: la polpa del tamarindo sarebbe inoltre efficace nel ridurre il livello di colesterolo e proteggere il corpo dalle malattie cardiache.
– Migliora la salute degli occhi: questo frutto è ricco di vitamina A, essenziale per la salute della vista. Il tamarindo contiene anche una sostanza che protegge e idrata la cornea.
– Protegge dalle infezioni: il tamarindo è utile per proteggerci dalle infezioni, ed aiuta a rinforzare le nostre difese immunitarie.
– Migliora la salute della pelle: anche la pelle può trarre molti benefici da questo frutto. Ricco di antiossidanti, il tamarindo aiuta a combattere i radicali liberi, una delle cause principali dell’invecchiamento. Inoltre, viene usato per il trattamento di piccole bruciature.
– Antibatterico: questo frutto avrebbe anche delle proprietà antibatteriche notevoli; inoltre, in India viene impiegato anche per il trattamento del mal di denti.
Tra gli altri usi di questa pianta ricordiamo:
– Grazie alla sua densità e durabilità, il cuore del legno del tamarindo può essere usato per fare mobili, parquet e soffitti.
– Le foglie vengono usate in India e in Africa per nutrire bachi da seta dei generi Anaphe o Hypsoides, che producono una seta considerata di qualità superiore.
– Foglie e fiori trovano applicazione anche come mordenti per stoffe e cappelli di paglia.
– L’estratto acquoso delle foglie viene utilizzato per combattere il parassita Schistosoma.
– Gli alberi di tamarindo sono anche molto utilizzati in India – particolarmente nell’Andhra Pradesh – per fornire ombra sulle strade.
– I frutti del tamarindo sono molto amati anche dalle scimmie.
– È usato come ingrediente nel cocktail Poko Loko.

Preparazioni –
I frutti del Tamarindo si possono mangiare freschi o secchi ma sono introvabili in Italia, dove questa specie è conosciuta soprattutto sotto forma di sciroppo o polpa.
I baccelli essiccati devono essere lasciati a bagno 10 minuti in acqua bollente, che va poi filtrata per essere usata (acqua di tamarindo). Poiché la forza dipende da fornitore a fornitore dovete aggiungerne poca per volta fino al raggiungimento del risultato.
In commercio solitamente lo si trova sotto forma di una polpa fibrosa, molto scura e pressata: è la cosiddetta pasta di tamarindo che deriva dalla buccia privata dei semi. Per essere utilizzata la polpa deve essere purificata in acqua bollente per una mezzora. Il liquido di questa purificazione può essere bevuto, ma con estrema cautela perché leggermente lassativo.
La polpa del Tamarindo viene utilizzata come spezia per la preparazione di salse e zuppe.
Il suo sapore vira tra il dolce e l’acidulo e si presta bene per preparare delle salse di accompagnamento per impreziosire il sapore si primi e secondo piatti.
Lo troviamo nelle salse Worcester, nello Sambhar (zuppa di lenticchie indiana), in accompagnamento con il riso. È usato anche per i curry di carne o di pesce per via del suo gusto che è più forte sia del limone che del lime. Nei negozi specializzati lo si trova anche candito.
Il Tamarindo è inoltre molto usato nella cucina messicana, nella cucina tailandese e indonesiana perché conferisce quel sapore agrodolce molto apprezzato e viene usato come agente acidificante.
In Messico e nei Caraibi, la polpa viene diluita con acqua e zucchero per fare una bevanda denominata “agua fresca”.
Il suo sapore agro e fruttato si abbina molto bene con il piccante dei peperoncini. In India si usa con carne e legumi, come per esempio nel vindaloo, uno dei piatti indiani più famosi, (maiale marinato molte ore con una pasta fatta da cipolle, aglio, zenzero, peperoncini e altre spezie e acqua di tamarindo, stufato molto a lungo). Sempre in India, il tamarindo viene usato anche nel bese bele, un piatto vegetariano a base di riso. Nel Tamil si usa una zuppa (rasam) preparata con spezie fresche ed essiccate e abbondante tamarindo. A Giava il tamarindo è usato come base per una pasta speziata e talvolta dolce per marinare la carne o formaggio di fagioli di soia prima di friggerlo. Nell’Asia sud-orientale viene mangiato come snack seccato e salato, seccato e candito. In Occidente il tamarindo è poco conosciuto se non come ingrediente, come detto, della salsa Worcester. In Italia, soprattutto un tempo, era usato come bevanda.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.





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Tamarind

Tamarind is a spice obtained from the homonymous plant (Tamarindus indica L., 1753) which is an original tropical fruit tree from an area between East Africa and India.

Origins and History –
The tamarind, also called “date of India”, is a tropical tree of the Fabaceae family which, as well as in East Africa, is also present in the Asian tropical areas and in Latin America.
It is a tree with slow growth so that an ancient oriental proverb says: “whoever plants tamarinds does not collect tamarinds”.
Tamarind is a plant used for both food and ornamental purposes and also for its medicinal properties.
The tamarind arrived in Europe brought by the crusaders.
In Hindu mythology the tamarind is associated with the Krishna wedding which is celebrated with a festival in November. At the time of Queen Victoria, the British who lived in Goa in India held a tamarind pod in their ears when they went to the native neighborhoods to keep them away. In fact they thought that the pods were inhabited by demons. Since then the colonists were called “tamarind heads”.
In Italy Tamarindo Erba has been a product of great diffusion and success since its debut in 1898: it was a syrup that stretched with ice water, very refreshing. It is still on the market today in its original packaging: an elegant square bottle, with a label that tells the story and virtues of the product in “old-fashioned” characters.
The main producing countries are Southeast Asia and the West Indies.
The main user countries are Asia and the Latin American countries.

Description –
Tamarind is an evergreen, massive tree characterized by slow growth. It is a long-lived, centuries-old tree which, in favorable conditions, can even reach thirty meters in height and more than seven meters in circumference.
The fruits are woody pods, about ten centimeters long, which contain 4 to 12 seeds inside; these are protected by a dark brown edible pulp that has an acidic aftertaste.
The green and hard pulp of a young fruit is considered by many to be too acidic, but is often used as a component of savory dishes, transformed into pickles or used to make some poisonous yams in Ghana edible.
As the fruit matures it becomes sweeter, less acidic and more palatable. The acidity varies between cultivars and some sweet tamarind cultivars have no acidity when ripe.

Active principles –
Tamarind is a spice that is extremely rich in vitamins and minerals; it contains tartaric acid, which is a powerful antioxidant, and is useful for combating digestion problems.
Its active ingredient is tamarindin, which has an anti-infectious and antibacterial action, perfect for counteracting some viruses and bacteria.
Tamarind has great nutritional value: the pulp is made up of 31% water, 57% sugar, 5% from dietary fiber, ash, protein and fat. The main constituents are pectins and simple sugars.
Among the various minerals present in tamarind we remember, for their high quantities: potassium, phosphorus, magnesium, sodium, calcium and selenium, while it is a source of vitamins A, B1, B2, B3, B5, B6, vitamin C, K, and J.
The tamarind, as mentioned, is rich in tartaric acid which is present in a percentage of 12%. Tartaric acid, for its functions, helps the body protect itself from harmful free radicals.
Its sticky pulp is a rich source of food polysaccharides, hemucellulose, mucilage, pectins and tannins. The fruit contains many volatile oils such as limonene, geraniol, safrole, cinnamic acid, methyl salicylate and pyrazine. Together these compounds give tamarind its medicinal properties.

Properties and Uses –
Tamarind is a plant whose pod-shaped fruits are used which contain a dark brown paste inside.
It can be found on the market in the form of fresh pods or as tamarind paste or dried pods.
Tamarind paste is a dark brown viscous paste sometimes sold under vacuum, with a smell of light fruity aroma and sour, sour, very fruity, refreshing taste.
We are known above all for the syrup, but both in Asian and Latin American cuisine, tamarind (or rather its pulp) is used as a spice.
The intensity scale: 1.
It has purgative and refreshing properties; its pulp, together with the leaves and bark, are also used for its strong therapeutic properties against malarial fevers. The aqueous extract obtained from this fruit has hypoglycaemic properties.
Tamarindin, the active substance in tamarind, is effective against Aspergillus niger, Candida albicans, Staphylococcus aureus, Bacillus subtilis, Escherichia coli and Pseudomonas aeruginosa.
The other parts of the plant such as pulp, leaves and bark also have medical applications. In India it is used in Ayurvedic medicine for digestive problems and against toothache. In Sudan the leaves are used in the form of herbal teas to combat malaria fevers. In Italy Pietro Andrea Mattioli (1500), doctor of the Salerno Medical School, called it useful “to make the body move”. In fact, at low doses it regulates intestinal function, while at higher doses it has a laxative effect. Tamarind is also considered an excellent refreshing and is useful in summer to replenish the loss of mineral salts due to sweating.
For those suffering from digestive problems and gastric disorders, the consumption of this spice is recommended, which also goes to regulate the intestine thanks to the presence of organic acids that we find inside the pulp. Unfortunately, however, there are some disadvantages: tamarind in fact interferes with the activities envisaged by some drugs such as aspirin, since it increases bioavailability.
In the culinary field, tamarind is part of the basic ingredients of Indian curry; in Asia and the Middle East it is used to flavor stews and vegetables. Its pulp is left to soak in hot water for several hours before squeezing it and then using its water which must be filtered. The leaves have healing properties and are used for the preparation of herbal teas which are considered in all respects healthy.
In summary, the benefits of tamarind are:
– Prevents cancer: tamarind is also used because of its antioxidant properties, which help protect the body from harmful free radicals, which can increase the risk of cancer.
– Helps keep blood pressure under control: the potassium present in this fruit helps to control blood pressure and heart rate.
– Cholesterol: the tamarind pulp would also be effective in reducing the level of cholesterol and protecting the body from heart disease.
– Improve eye health: this fruit is rich in vitamin A, essential for healthy eyesight. Tamarind also contains a substance that protects and hydrates the cornea.
– Protects from infections: tamarind is useful for protecting us from infections, and helps strengthen our immune defenses.
– Improves the health of the skin: even the skin can derive many benefits from this fruit. Rich in antioxidants, tamarind helps fight free radicals, one of the main causes of aging. In addition, it is used for the treatment of small burns.
– Antibacterial: this fruit would also have remarkable antibacterial properties; Furthermore, in India it is also used for the treatment of toothache.
Other uses for this plant include:
– Thanks to its density and durability, the heart of the tamarind wood can be used to make furniture, parquet and ceilings.
– The leaves are used in India and Africa to feed silkworms of the genera Anaphe or Hypsoides, which produce a silk considered to be of superior quality.
– Leaves and flowers are also used as mordants for fabrics and straw hats.
– The aqueous extract of the leaves is used to combat the Schistosoma parasite.
– Tamarind trees are also widely used in India – particularly in Andhra Pradesh – to provide shade on the roads.
– The fruits of the tamarind are also very popular with monkeys.
– It is used as an ingredient in the Poko Loko cocktail.

Preparations –
The fruits of Tamarind can be eaten fresh or dried but are nowhere to be found in Italy, where this species is known above all in the form of syrup or pulp.
The dried pods must be left to soak for 10 minutes in boiling water, which must then be filtered to be used (tamarind water). Since the strength depends on supplier to supplier you have to add little by little until the result is achieved.
On the market it is usually found in the form of a fibrous pulp, very dark and pressed: it is the so-called tamarind paste that derives from the peel deprived of the seeds. To be used the pulp must be purified in boiling water for half an hour. The liquid of this purification can be drunk, but with extreme caution because it is slightly laxative.
The Tamarind pulp is used as a spice for the preparation of sauces and soups.
Its flavor changes between sweet and sour and lends itself well to prepare accompanying sauces to enhance the flavor of first and second courses.
We find it in Worcester sauces, in Sambhar (Indian lentil soup), accompanied with rice. It is also used for meat or fish curries because of its taste which is stronger than both lemon and lime. In specialized shops you can also find it candied.
Tamarind is also widely used in Mexican cuisine, in Thai and Indonesian cuisine because it gives that much appreciated sweet and sour flavor and is used as an acidifying agent.
In Mexico and the Caribbean, the pulp is diluted with water and sugar to make a drink called “fresh agua”.
Its sour and fruity flavor goes very well with the spicy peppers. In India it is used with meat and legumes, as for example in vindaloo, one of the most famous Indian dishes, (pork marinated many hours with a paste made from onions, garlic, ginger, chillies and other spices and tamarind water, stewed very long). Also in India, tamarind is also used in bese bele, a vegetarian rice-based dish. In Tamil a soup (rasam) is used, prepared with fresh and dried spices and abundant tamarind. In Java, tamarind is used as the basis for a spicy and sometimes sweet pasta to marinate the soy bean meat or cheese before frying it. In Southeast Asia, it is eaten as a dried and salted, dried and candied snack. In the West, tamarind is little known except as an ingredient, as mentioned, in the Worcester sauce. In Italy, especially once, it was used as a drink.

Guido Bissanti

Warning: The information shown is not medical advice and may not be accurate. The contents are for illustrative purposes only and do not replace medical advice.





[:es]

Tamarindo

El tamarindo es una especia obtenida de la planta homónima (Tamarindus indica L., 1753) que es un árbol frutal tropical original de un área entre el este de África y la India.

Orígenes e historia –
El tamarindo, también llamado “fecha de la India”, es un árbol tropical de la familia Fabaceae que, al igual que en África oriental, también está presente en las zonas tropicales de Asia y en América Latina.
Es un árbol de crecimiento lento, de modo que un antiguo proverbio oriental dice: “quien planta tamarindos no recoge tamarindos”.
El tamarindo es una planta utilizada tanto para fines alimenticios como ornamentales y también por sus propiedades medicinales.
El tamarindo llegó a Europa traído por los cruzados.
En la mitología hindú, el tamarindo está asociado con la boda de Krishna, que se celebra con un festival en noviembre. En la época de la reina Victoria, los británicos que vivían en Goa, India, tenían una cápsula de tamarindo en sus oídos cuando iban a los barrios nativos para mantenerlos alejados. De hecho, pensaron que las vainas estaban habitadas por demonios. Desde entonces los colonos fueron llamados “cabezas de tamarindo”.
En Italia, Tamarindo Erba ha sido un producto de gran difusión y éxito desde su debut en 1898: era un jarabe que se extendía con agua helada, muy refrescante. Todavía está en el mercado hoy en su empaque original: una elegante botella cuadrada, con una etiqueta que cuenta la historia y las virtudes del producto en personajes “anticuados”.
Los principales países productores son el sudeste asiático y las Antillas.
Los principales países usuarios son Asia y los países latinoamericanos.

Descripción –
El tamarindo es un árbol de hoja perenne, masivo, caracterizado por un crecimiento lento. Es un árbol centenario de larga vida que, en condiciones favorables, puede alcanzar los treinta metros de altura y más de siete metros de circunferencia.
Los frutos son vainas leñosas, de unos diez centímetros de largo, que contienen de 4 a 12 semillas en su interior; Estos están protegidos por una pulpa comestible de color marrón oscuro que tiene un regusto ácido.
Muchos consideran que la pulpa verde y dura de una fruta joven es demasiado ácida, pero a menudo se usa como componente de platos salados, se transforma en encurtidos o se usa para hacer comestibles algunos ñames venenosos en Ghana.
A medida que la fruta madura, se vuelve más dulce, menos ácida y más sabrosa. La acidez varía entre cultivares y algunos cultivares de tamarindo dulce no tienen acidez cuando están maduros.

Ingredientes activos –
El tamarindo es una especia que es extremadamente rica en vitaminas y minerales; Contiene ácido tartárico, que es un poderoso antioxidante, y es útil para combatir los problemas de digestión.
Su ingrediente activo es la tamarindina, que tiene una acción antiinfecciosa y antibacteriana, perfecta para contrarrestar algunos virus y bacterias.
El tamarindo tiene un gran valor nutricional: la pulpa está compuesta de 31% de agua, 57% de azúcar, 5% de fibra dietética, cenizas, proteínas y grasas. Los componentes principales son pectinas y azúcares simples.
Entre los diversos minerales presentes en el tamarindo recordamos, por sus altas cantidades: potasio, fósforo, magnesio, sodio, calcio y selenio, mientras que es una fuente de vitaminas A, B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, K y J.
El tamarindo, como se mencionó, es rico en ácido tartárico que está presente en un porcentaje del 12%. El ácido tartárico, por sus funciones, ayuda al cuerpo a protegerse de los radicales libres dañinos.
Su pulpa pegajosa es una rica fuente de polisacáridos alimenticios, hemucellulosa, mucílago, pectinas y taninos. La fruta contiene muchos aceites volátiles como limoneno, geraniol, safrol, ácido cinámico, salicilato de metilo y pirazina. Juntos, estos compuestos le dan al tamarindo sus propiedades medicinales.

Propiedades y Usos –
El tamarindo es una planta cuyas frutas en forma de vaina se utilizan y que contienen una pasta marrón oscura en su interior.
Se puede encontrar en el mercado en forma de vainas frescas o como pasta de tamarindo o vainas secas.
La pasta de tamarindo es una pasta viscosa de color marrón oscuro que a veces se vende al vacío, con un ligero aroma afrutado y un sabor agrio, muy afrutado y refrescante.
Somos conocidos sobre todo por el jarabe, pero tanto en la cocina asiática como en la latinoamericana, el tamarindo (o más bien su pulpa) se usa como especia.
La escala de intensidad: 1.
Tiene propiedades purgantes y refrescantes; Su pulpa, junto con las hojas y la corteza, también se utilizan por sus fuertes propiedades terapéuticas contra la fiebre palúdica. El extracto acuoso obtenido de esta fruta tiene propiedades hipoglucémicas.
Tamarindin, el principio activo del tamarindo, es eficaz contra Aspergillus niger, Candida albicans, Staphylococcus aureus, Bacillus subtilis, Escherichia coli y Pseudomonas aeruginosa.
Las otras partes de la planta, como la pulpa, las hojas y la corteza, también tienen aplicaciones médicas. En la India se usa en medicina ayurvédica para problemas digestivos y contra el dolor de muelas. En Sudán, las hojas se usan en forma de infusiones para combatir la fiebre del paludismo. En Italia, Pietro Andrea Mattioli (1500), doctor de la Facultad de Medicina de Salerno, lo calificó como útil “para hacer que el cuerpo se mueva”. De hecho, a dosis bajas regula la función intestinal, mientras que a dosis más altas tiene un efecto laxante. El tamarindo también se considera un excelente refrescante y es útil en verano para reponer la pérdida de sales minerales debido a la sudoración.
Para aquellos que sufren problemas digestivos y trastornos gástricos, se recomienda el consumo de esta especia, que también sirve para regular el intestino gracias a la presencia de ácidos orgánicos que encontramos dentro de la pulpa. Lamentablemente, sin embargo, hay algunas desventajas: el tamarindo de hecho interfiere con las actividades previstas por algunos medicamentos como la aspirina, ya que aumenta la biodisponibilidad.
En el campo culinario, el tamarindo es parte de los ingredientes básicos del curry indio; en Asia y Medio Oriente se usa para dar sabor a guisos y vegetales. Su pulpa se deja en remojo en agua caliente durante varias horas antes de exprimirla y luego usar su agua que debe filtrarse. Las hojas tienen propiedades curativas y se utilizan para la preparación de infusiones que se consideran saludables en todos los aspectos.
En resumen, los beneficios del tamarindo son:
– Previene el cáncer: el tamarindo también se usa debido a sus propiedades antioxidantes, que ayudan a proteger el cuerpo de los radicales libres dañinos, que pueden aumentar el riesgo de cáncer.
– Ayuda a mantener la presión arterial bajo control: el potasio presente en esta fruta ayuda a controlar la presión arterial y la frecuencia cardíaca.
– Colesterol: la pulpa de tamarindo también sería efectiva para reducir el nivel de colesterol y proteger al cuerpo de enfermedades del corazón.
– Mejora la salud de los ojos: esta fruta es rica en vitamina A, esencial para una vista saludable. El tamarindo también contiene una sustancia que protege e hidrata la córnea.
– Protege de las infecciones: el tamarindo es útil para protegernos de las infecciones y ayuda a fortalecer nuestras defensas inmunes.
– Mejora la salud de la piel: incluso la piel puede obtener muchos beneficios de esta fruta. Rico en antioxidantes, el tamarindo ayuda a combatir los radicales libres, una de las principales causas del envejecimiento. Además, se utiliza para el tratamiento de pequeñas quemaduras.
– Antibacteriano: esta fruta también tendría notables propiedades antibacterianas; Además, en India también se usa para el tratamiento del dolor de muelas.
Otros usos para esta planta incluyen:
– Gracias a su densidad y durabilidad, el corazón de la madera de tamarindo se puede utilizar para hacer muebles, parquet y techos.
– Las hojas se usan en India y África para alimentar a los gusanos de seda de los géneros Anaphe o Hypsoides, que producen una seda considerada de calidad superior.
– Las hojas y las flores también se usan como mordientes para telas y sombreros de paja.
– El extracto acuoso de las hojas se usa para combatir el parásito Schistosoma.
– Los árboles de tamarindo también se usan ampliamente en la India, particularmente en Andhra Pradesh, para proporcionar sombra en las carreteras.
– Los frutos del tamarindo también son muy populares entre los monos.
– Se utiliza como ingrediente en el cóctel Poko Loko.

Preparaciones –
Los frutos del tamarindo se pueden comer frescos o secos, pero no se encuentran en ningún lugar de Italia, donde esta especie se conoce sobre todo en forma de jarabe o pulpa.
Las vainas secas deben dejarse en remojo durante 10 minutos en agua hirviendo, que luego deben filtrarse para su uso (agua de tamarindo). Dado que la fuerza depende de un proveedor a otro, debe agregar poco a poco hasta que se logre el resultado.
En el mercado generalmente se encuentra en forma de pulpa fibrosa, muy oscura y prensada: es la llamada pasta de tamarindo que se deriva de la cáscara privada de las semillas. Para ser utilizada, la pulpa debe purificarse en agua hirviendo durante media hora. El líquido de esta purificación se puede beber, pero con extrema precaución porque es ligeramente laxante.
La pulpa de tamarindo se usa como especia para la preparación de salsas y sopas.
Su sabor cambia entre agridulce y se presta bien para preparar salsas acompañantes para mejorar el sabor del primer y segundo plato.
Lo encontramos en salsas de Worcester, en Sambhar (sopa de lentejas indias), acompañado de arroz. También se usa para curry de carne o pescado debido a su sabor que es más fuerte que el limón y la lima. En tiendas especializadas también puedes encontrarlo confitado.
El tamarindo también se usa ampliamente en la cocina mexicana, en la cocina tailandesa e indonesia porque le da un sabor agridulce muy apreciado y se usa como agente acidificante.
En México y el Caribe, la pulpa se diluye con agua y azúcar para hacer una bebida llamada “agua fresca”.
Su sabor agrio y afrutado combina muy bien con los pimientos picantes. En la India se usa con carne y legumbres, como en el vindaloo, uno de los platos indios más famosos (carne de cerdo marinada muchas horas con una pasta hecha de cebolla, ajo, jengibre, chile y otras especias y agua de tamarindo). de largo). También en India, el tamarindo también se usa en beese bele, un plato vegetariano a base de arroz. En tamil se usa una sopa (rasam), preparada con especias frescas y secas y abundante tamarindo. En Java, el tamarindo se usa como base para una pasta picante y a veces dulce para marinar la carne o el queso de soja antes de freírla. En el sudeste asiático, se come como una merienda seca y salada, seca y confitada. En Occidente, el tamarindo es poco conocido, excepto como ingrediente, como se mencionó, en la salsa Worcester. En Italia, especialmente una vez, se usaba como bebida.

Guido Bissanti

Advertencia: La información que se muestra no es un consejo médico y puede no ser precisa. El contenido es solo para fines ilustrativos y no reemplaza el consejo médico.





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