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Tamarindus indica

Il tamarindo (Tamarindus indica L., 1753) è una specie arborea da frutto appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Fabales, Famiglia Fabaceae, Sottofamiglia Caesalpinioideae e quindi al Genere Tamarindus ed alla Specie T. indica.

Etimologia –
Il termine Tamarindus proviene dall’arabo tamár híndi, dattero indiano. L’epiteto specifico indica per la provenienza dalle Indie:

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Tamarindo è una specie tropicale originaria dell’Africa Orientale e India, ma ora presente in aree tropicali asiatiche e dell’America Latina.

Descrizione –
Tamarindus indica è una pianta con fusti poco sviluppati, con diametro alla base che raggiunge normalmente gli 80 cm, mentre i rami raggiungono anche i 25 metri di altezza.
È un albero, latifoglie e sempreverde, massiccio, con crescita lenta ed è longevo, diventando plurisecolare; in condizioni favorevoli può arrivare anche a trenta metri di altezza e più di sette metri di circonferenza. Il legno ha un midollo duro e compatto, rosso scuro, intorno è più giallastro.
Ha foglie alterne, paripennate, brevemente picciolate, lucide nella pagina superiore e pallide in quella inferiore. Le foglioline sono piccole, opposte, ravvicinate, oblunghe, ottuse e glabre. Le foglie sono caduche durante la stagione asciutta solo nei luoghi che hanno una stagione secca particolarmente prolungata. I fiori sono grandi, di colore gialli con strie rosse o arancioni, irregolari, riuniti in infiorescenze a racemo. Il frutto è un legume di colore nocciola, indeiscente, quasi cilindrico, lungo generalmente 10–15 cm, leggermente incurvato, e contiene fino a una dozzina di semi, biancastri. In condizioni normali, l’albero fruttifica non prima del suo sesto-settimo anno d’età.

Coltivazione –
Il tamarindo è una pianta che non ha particolari esigenze di coltivazione ma ha bisogno, ovviamente, del sole diretto e di temperature elevate vista la sua origine tropicale.
Cresce bene anche vicino al mare e quindi sulle coste dove il terreno è più salino. Non ha problemi a svilupparsi in terreni argillosi o sabbiosi e il pH ottimale è neutro. Le sue limitazioni sono più nella produzione dei frutti perché necessita di un clima tropicale-caldo e a volte, se coltivato anche nelle zone più miti d’Italia, rischia di non fruttificare o di far marcire i baccelli per troppa umidità.
Il tamarindo teme le temperature molto fredde con gelate prolungate, mentre se la temperatura scende per pochi giorni non ha particolari problemi di resistenza. Soltanto i primi anni di crescita può essere meno rustico, ma in generale il tamarindo è un albero molto robusto.
Le irrigazione devono essere regolari anche se non richiede grandi quantità d’acqua; può soffrire l’umidità soprattutto se accompagnata da temperature fredde.

Usi e Tradizioni –
Il tamarindo è una pianta utilizzata per l’alimentazione, per scopi ornamentali e anche per le sue proprietà medicinali.
Un antico proverbio orientale dice: “chi pianta tamarindi non raccoglie tamarindi”. Ciò è dovuto alla sua lenta crescita e germogliazione.
Il Tamarindus indica contiene un principio attivo (tamarindina) che è attivo contro aspergillus niger e candida albicans. Studi sperimentali hanno dimostrato la sua particolare efficacia contro Staphylococcus aureus, Bacillus subtilis, Escherichia coli e Pseudomonas aeruginosa.
Polpa, foglie e corteccia hanno applicazioni mediche.
Per esempio, nelle Filippine e nel Sudan le foglie sono state tradizionalmente usate per tisane utili a contrastare le febbri malariche. In India è usato nella medicina ayurvedica per problemi gastrici o digestivi e contro il mal di denti. In Italia le sue proprietà erano già note ai tempi della Scuola medica salernitana, Pietro Andrea Mattioli (1500) lo definiva utile “per far muovere il corpo”. A basse dosi regola la funzione intestinale, mentre a dosi più alte ha un effetto lassativo.
Del Tamarindo viene impiegata la polpa del frutto, opportunamente purificata mediante dissoluzione in acqua bollente, viene quindi setacciata e il liquido ottenuto si concentra a bagnomaria o posta ad essiccare al sole; contiene saccarosio, acido tartarico, acido citrico, acido malico, tartrato di potassio, sostanze gommose e resinose, amido, ecc..
Inoltre, grazie alla sua densità e durabilità, il cuore del legno del tamarindo può essere usato per fare mobili e soffitti.
Le foglie vengono usate in India e in Africa per nutrire bachi da seta dei generi Anaphe o Hypsoides, che producono una seta considerata di qualità superiore.
Foglie e fiori trovano applicazione anche come mordenti per stoffe e cappelli di paglia.
L’estratto acquoso delle foglie viene utilizzato per combattere il parassita Schistosoma.
Gli alberi di tamarindo sono anche molto utilizzati in India – particolarmente nell’Andhra Pradesh – per fornire ombra sulle strade.
I frutti del tamarindo sono molto appetiti anche dalle scimmie.

Modalità di Preparazione –
Oltre agli utilizzi medici ed altre applicazioni l’uso alimentare del Tamarindo viene fatto per la preparazione di bevande rinfrescanti. In cucina, inoltre, viene utilizzato nella preparazione del Pad Thai, piatto tipico della tradizione tailandese.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



[:en]

Tamarindus indica

Tamarind (Tamarindus indica L., 1753) is an arboreal fruit species belonging to the Fabaceae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, United Plantae, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Fabales Order, Fabaceae Family, Caesalpinioideae Subfamily and therefore to the genus Tamarindus and to the species T. indica.

Etymology –
The term Tamarindus comes from the Arabic tamár híndi, an Indian date. The specific epithet indicates from the Indies:

Geographical Distribution and Habitat –
Tamarind is a tropical species native to East Africa and India, but now present in tropical Asian and Latin American areas.

Description –
Tamarindus indica is a plant with underdeveloped stems, with a base diameter that normally reaches 80 cm, while the branches also reach 25 meters in height.
It is a tree, broad-leaved and evergreen, massive, with slow growth and is long-lived, becoming centuries-old; in favorable conditions it can even reach a height of thirty meters and more than seven meters in circumference. The wood has a hard and compact marrow, dark red, around it is more yellowish.
It has alternate leaves, paripinnate, briefly petiolate, shiny on the upper side and pale on the lower one. The leaflets are small, opposite, close together, oblong, obtuse and hairless. The leaves are deciduous during the dry season only in places that have a particularly long dry season. The flowers are large, yellow with red or orange stripes, irregular, gathered in raceme inflorescences. The fruit is a hazelnut-colored legume, indehiscent, almost cylindrical, generally 10-15 cm long, slightly curved, and contains up to a dozen whitish seeds. Under normal conditions, the tree bears fruit not before its sixth-seventh year of age.

Cultivation –
Tamarind is a plant that has no particular cultivation requirements but obviously needs direct sun and high temperatures due to its tropical origin.
It grows well also near the sea and therefore on the coasts where the soil is more saline. It has no problems developing in clay or sandy soils and the optimal pH is neutral. Its limitations are more in the production of fruits because it needs a tropical-warm climate and sometimes, even when cultivated in the milder areas of Italy, it risks not bearing fruit or causing the pods to rot due to too much humidity.
The tamarind fears very cold temperatures with prolonged frosts, while if the temperature drops for a few days it has no particular resistance problems. Only the first years of growth can be less rustic, but in general the tamarind is a very robust tree. Irrigation must be regular even if it does not require large quantities of water; it can suffer from humidity, especially when accompanied by cold temperatures.

Uses and Traditions –
Tamarind is a plant used for feeding, for ornamental purposes and also for its medicinal properties. An ancient Eastern proverb says: “he who plants tamarinds does not collect tamarinds”. This is due to its slow growth and sprouting.
Tamarindus indica contains an active ingredient (tamarindine) which is active against aspergillus niger and candida albicans. Experimental studies have shown its particular efficacy against Staphylococcus aureus, Bacillus subtilis, Escherichia coli and Pseudomonas aeruginosa.
Pulp, leaves and bark have medical applications.
For example, in the Philippines and Sudan the leaves have traditionally been used for herbal teas useful to counter malarial fevers. In India it is used in Ayurvedic medicine for gastric or digestive problems and against toothache. In Italy its properties were already known at the time of the Salerno Medical School, Pietro Andrea Mattioli (1500) defined it useful “to move the body”. In low doses it regulates intestinal function, while at higher doses it has a laxative effect.
Of the tamarind is used the pulp of the fruit, suitably purified by dissolving it in boiling water, it is then sieved and the liquid obtained is concentrated in a bain-marie or placed to dry in the sun; contains sucrose, tartaric acid, citric acid, malic acid, potassium tartrate, rubbery and resinous substances, starch, etc.
Moreover, thanks to its density and durability, the heart of tamarind wood can be used to make furniture and ceilings.
The leaves are used in India and Africa to feed silkworms of the genera Anaphe or Hypsoides, which produce a silk considered to be of superior quality.
Leaves and flowers are also used as mordants for fabrics and straw hats.
The aqueous extract of the leaves is used to fight the Schistosoma parasite.
Tamarind trees are also widely used in India – particularly in Andhra Pradesh – to provide shade on the roads.
The fruits of the tamarind are also very much appreciated by monkeys.

Preparation Mode –
In addition to medical uses and other applications, the food use of Tamarindo is made for the preparation of refreshing drinks. In the kitchen it is also used in the preparation of Pad Thai, a traditional Thai dish.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of Italian Regions – Wikipedia, the free encyclopedia – Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Publisher – Pignatti S., 1982. Flora d ‘Italy, Edagricole, Bologna. – Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and food uses are indicated for informational purposes only, do not in any way represent a medical prescription; therefore no responsibility is assumed for their use for curative, aesthetic or food purposes.



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Tamarindus indica

El tamarindo (Tamarindus indica L., 1753) es una especie de fruto arbóreo que pertenece a la familia Fabaceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, United Plantae, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Fabales Order, Fabaceae Family, Caesalpinioideae Subfamilia y por lo tanto al género Tamarindus y a la especie T. indica.

Etimología –
El término Tamarindus proviene del árabe tamár híndi, una fecha india. El epíteto específico indica de las Indias:

Distribución geográfica y hábitat –
El tamarindo es una especie tropical originaria de África oriental y la India, pero ahora está presente en áreas tropicales de Asia y América Latina.

Descripción –
Tamarindus indica es una planta con tallos poco desarrollados, con un diámetro de base que normalmente alcanza los 80 cm, mientras que las ramas también alcanzan los 25 metros de altura.
Es un árbol, de hojas anchas y de hoja perenne, masivo, de crecimiento lento y de larga vida, que tiene siglos de antigüedad; en condiciones favorables incluso puede alcanzar una altura de treinta metros y más de siete metros de circunferencia. La madera tiene una médula dura y compacta, de color rojo oscuro, alrededor de ella es más amarillenta.
Tiene hojas alternas, paripinnadas, brevemente pecioladas, brillantes en la parte superior y pálidas en la inferior. Los folletos son pequeños, opuestos, muy juntos, alargados, obtusos y sin pelo. Las hojas son de hoja caduca durante la estación seca solo en lugares que tienen una estación seca particularmente larga. Las flores son grandes, amarillas con rayas rojas o naranjas, irregulares, reunidas en inflorescencias racimos. La fruta es una leguminosa de color avellana, indehiscente, casi cilíndrica, generalmente de 10-15 cm de largo, ligeramente curvada, y contiene hasta una docena de semillas blanquecinas. En condiciones normales, el árbol da frutos no antes de su sexto-séptimo año de edad.

Cultivo –
El tamarindo es una planta que no tiene requisitos de cultivo particulares, pero obviamente necesita sol directo y altas temperaturas debido a su origen tropical.
Crece bien también cerca del mar y, por lo tanto, en las costas donde el suelo es más salino. No tiene problemas para desarrollarse en suelos arcillosos o arenosos y el pH óptimo es neutro. Sus limitaciones son más en la producción de frutas porque necesita un clima tropical cálido y, a veces, incluso cuando se cultiva en las zonas más templadas de Italia, corre el riesgo de no producir frutos o de que las vainas se pudran debido a la humedad excesiva.
El tamarindo teme las temperaturas muy frías con heladas prolongadas, mientras que si la temperatura desciende durante unos días, no tiene problemas de resistencia particulares. Solo los primeros años de crecimiento pueden ser menos rústicos, pero en general el tamarindo es un árbol muy robusto. El riego debe ser regular aunque no requiera grandes cantidades de agua; Puede sufrir de humedad, especialmente cuando se acompaña de temperaturas frías.

Usos y Tradiciones –
El tamarindo es una planta utilizada para la alimentación, con fines ornamentales y también por sus propiedades medicinales. Un antiguo proverbio oriental dice: “el que planta los tamarindos no recolecta tamarindos”. Esto se debe a su lento crecimiento y brotación.
Tamarindus indica contiene un ingrediente activo (tamarindina) que es activo contra Aspergillus niger y candida albicans. Los estudios experimentales han demostrado su particular eficacia contra Staphylococcus aureus, Bacillus subtilis, Escherichia coli y Pseudomonas aeruginosa.
Pulpa, hojas y corteza tienen aplicaciones médicas.
Por ejemplo, en Filipinas y Sudán, las hojas se han usado tradicionalmente para infusiones de hierbas útiles para contrarrestar la fiebre de la malaria. En la India se usa en medicina ayurvédica para problemas gástricos o digestivos y contra el dolor de muelas. En Italia, sus propiedades ya eran conocidas en el momento de la Escuela de Medicina de Salerno, Pietro Andrea Mattioli (1500) lo definió como útil para “mover el cuerpo”. En dosis bajas regula la función intestinal, mientras que a dosis más altas tiene un efecto laxante.
Del tamarindo se usa la pulpa de la fruta, purificada adecuadamente disolviéndola en agua hirviendo, luego se tamiza y el líquido obtenido se concentra en un baño de maría o se pone a secar al sol; Contiene sacarosa, ácido tartárico, ácido cítrico, ácido málico, tartrato de potasio, sustancias gomosas y resinosas, almidón, etc.
Además, gracias a su densidad y durabilidad, el corazón de la madera de tamarindo se puede utilizar para hacer muebles y techos.
Las hojas se utilizan en India y África para alimentar a los gusanos de seda de los géneros Anaphe o Hypsoides, que producen una seda considerada de calidad superior.
Las hojas y las flores también se utilizan como mordientes para telas y sombreros de paja.
El extracto acuoso de las hojas se utiliza para combatir el parásito Schistosoma.
Los árboles de tamarindo también se usan ampliamente en la India, particularmente en Andhra Pradesh, para dar sombra en las carreteras.
Los frutos del tamarindo también son muy apreciados por los monos.

Modo de preparación –
Además de los usos médicos y otras aplicaciones, el uso alimentario de Tamarindo se hace para la preparación de bebidas refrescantes. En la cocina también se utiliza en la preparación de Pad Thai, un plato tradicional tailandés.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas – Wikipedia, la enciclopedia libre – Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Publisher – Pignatti S., 1982. Flora d ‘Italia, Edagricole, Bolonia. – Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimentarios están indicados solo con fines informativos, no representan en modo alguno una receta médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.



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