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Piemontese

La Piemontese è una razza bovina (Bos taurus Linnaeus, 1758) autoctona del Piemonte, originariamente a triplice attitudine ma oggi allevata per la produzione di carne.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Classe Mammalia, Sottoclasse Theria, Infraclasse Eutheria, Superordine, Laurasiatheria, Clade Ungulata, Ordine Artiodactyla, Sottordine Ruminantia, Infraordine Pecora, Famiglia Bovidae, Sottofamiglia Bovinae e quindi al Genere Bos, alla Specie Taurus ed alla Piemontese.

Distribuzione Geografica ed Areale –
La Piemontese è una razza autoctona del Piemonte che ad oggi è allevata per lo più nelle Province di Asti, Cuneo e Torino.
Oltre che in Piemonte la Piemontese viene allevata anche in altre regioni italiane e all’estero.
In Italia nel 2017 era la terza razza bovina più allevata, dopo la Frisona e la Bruna Alpina. Essendo queste ultime razze da latte la Piemontese risulta quindi la razza più allevata tra i bovini da carne.
Inoltre, negli anni Ottanta del Novecento, in Canada, partendo da bovini provenienti dal Piemonte, è stata ricavata una razza bovina locale oggi nota come North American Piedmontese, il cui miglioramento genetico viene curato dalla Canadian Piedmontese Association / Société Canadienne Piedmontese, e che si è in seguito diffusa anche negli Stati Uniti d’America.
Comunque sia la razza Piemontese è ora utilizzata principalmente come razza specializzata da carne ad alta resa di macellazione e alte percentuali di tagli di prima categoria.

Origini e Storia –
Sulla origine della razza Piemontese esistono molte teorie ma tutte concordanti sul fatto che si tratti di una razza di antica origine.
Basandosi su somiglianze morfologiche e testimonianze archeologiche, il professor Silvano Maletto (Università degli Studi di Torino) ipotizzò in un bovino pleistocenico di tipo Aurochs uno dei progenitori della razza Piemontese.
Successivamente, nel periodo compreso fra il paleolitico medio e superiore (25.000-30.000 anni fa), una grande migrazione di Zebù originari del subcontinente indiano portò all’incrocio delle due popolazioni.
L’origine degli allevamenti di razza piemontese risalgono ad un periodo che va dalla fine del 1800 ad oggi.
Fu nel 1800 che si consolidò anche la distinzione in due categorie, cioè:
– Ordinaria collinare, destinata in prevalenza all’impiego in attività lavorative e alla produzione di latte per l’allevamento dei vitelli; essa era allevata nelle Langhe, nelle zone collinari di Chieri, Moncalieri, Santena e nel Canavese.
– Scelta di pianura, dotata di caratteristiche simili alla precedente. Per la pregevolezza della carne il suo allevamento era finalizzato alla produzione di latte e alla macellazione; è diffusa soprattutto nelle pianure alla destra del fiume Po.
Si può distinguere una terza categoria: la coscia doppia, anche detta groppa di cavallo, più frequentemente fassone: è dotata di muscolatura di coscia e natica a profilo ipertrofico, marcatamente convesso, che viene tenuto in particolare considerazione nei programmi di miglioramento genetico della razza.
Razza a triplice attitudine in origine, col tempo quella per il lavoro è stata progressivamente sostituita dalla meccanizzazione agricola mentre quella del latte con l’introduzione negli allevamenti di razze specializzate per tale attitudine, anche se la Piemontese, rispetto ad altre razze da carne, ha una produzione di latte maggiore e spesso, una volta coperte le necessità del vitello, all’allevatore rimane un surplus che viene in genere destinato alla produzione dei formaggi tipici della regione quali toma, Castelmagno o Raschera.
La storia e le caratteristiche del fassone sono rappresentate all’interno della Casa-Museo “Casa della Piemontese” che sorge a Carrù nei pressi dell’Anaborapi, Associazione Nazionale Allevatori Bovini di razza Piemontese.
L’Associazione Nazionale degli Allevatori della Razza Piemontese (A.Na.Bo.Ra.Pi.) è stata costituita nel 1960 con il compito di effettuare attività di miglioramento genetico e sviluppo della razza. Tale attività si concretizza nella definizione degli obiettivi di selezione, nella gestione del Libro Genealogico, del Centro Genetico per la Prova di Performance, delle Prove di Progenie e del Centro Tori dove viene prodotto il seme dei tori abilitati alla Inseminazione Artificiale.

Morfologia –
La Piemontese è una razza bovina che si riconosce per avere un mantello che nei tori è grigio o fromentino chiaro, con sensibile accentuazione dei peli neri sulla testa (specie intorno alle orbite), sul collo, sulle spalle e sulle regioni distali degli arti; talora anche nelle facce laterali del tronco e sugli arti posteriori con formazione di macchie o chiazze scure; nelle vacche il mantello è invece di colore bianco o fromentino chiaro con sfumature fino al grigio o al fomentino.
I vitelli alla nascita hanno il mantello fromentino carico.
Inoltre presenta pigmentazione nera sul musello, labbra, mucose orali (lingua, palato e guance), ciglia, margini delle palpebre e orecchio, fiocco del prepuzio, parte inferiore dello scroto, nappa della coda, apertura anale e le labbra della vulva, unghioni e unghielli.
Presente le corna, che sono nere sin verso i 20 mesi di età, e che si presentano negli adulti giallastre alla base, più chiare nel terzo medio e nere all’apice. La parziale depigmentazione delle parti predette non costituisce motivo di squalifica.
Questa razza ha, inoltre, una cute morbida, elastica e sottile.
Le spalle sono compatte, larghe, muscolose, bene aderenti al tronco ed in giusta direzione.
Il collo è largo, muscoloso e con gibbosità alquanto pronunciata nel toro, relativamente lungo e meno muscoloso nelle femmine, giogaia leggera e di medio sviluppo.
La testa è espressiva, più corta e larga nel toro, più lunga e fine nella vacca, sincipite ricoperto da un piccolo ciuffo, sovente di color fromentino chiaro, fronte piana e lievemente depressa fra le arcate orbitali prominenti; orecchio di medio sviluppo, occhi grandi con espressione vivace (il colore dell’iride è nero); il naso largo, diritto, con narici ampie, musello largo, bocca ampia con labbra ben pronunciate.
Inoltre il garrese è ampio e muscoloso, unito con continuità al collo, il dorso è largo ed orizzontale, i lombi sono muscolosi e pieni, il petto è largo e muscoloso, il torace è profondo, il costato è ben arcuato, lungo, profondo, il ventre è ampio e profondo, i fianchi sono pieni e piuttosto lunghi, la coda è lunga, con fiocco abbondante, la groppa si presenta: nel toro ampia e di buon sviluppo muscolare, mentre nella vacca è larga, lunga e muscolosa; la coscia si presenta nei tori ampia e ben muscolosa, nelle vacche piena e ben sviluppata; le natiche sono ampie e di accentuato sviluppo muscolare e lunghe, nei tori, mentre sono ampie e ben discese nelle vacche.
Gli arti Anteriori sono solidi, braccio piuttosto corto, avambraccio lungo e muscoloso, ginocchio spesso e largo, stinco di media lunghezza e solido, nodello robusto, pastoia corta, unghioni robusti e serrati.
Gli arti Posteriori risultano ben diretti esenti da tare, gamba muscolosa, garretto largo e solido, non diritto e non falciato, nodello robusto, pastoia corta, unghioni robusti e serrati.
Caratteristiche degli appiombi che conferiscono a questi bovini un’andatura regolare.
La mammella si presenta di regolare conformazione, con quarti regolari e capezzoli ben disposti, ben vascolarizzata.
I testicoli risultano armonicamente sviluppati e discesi nello scroto.
Una caratteristica saliente di questa razza è l’ipertrofia muscolare o groppa doppia, dovuta ad una mutazione del gene che codifica la miostatina, una proteina che limita la crescita muscolare. Si manifesta con un maggiore accrescimento muscolare (spalla, groppa e coscia), dovuta all’aumento del numero delle fibre e non al loro diametro. Verso la fine del XIX secolo è documentata in Piemonte l’individuazione di questa mutazione genetica. Gli animali che ne erano portatori venivano identificati in vario modo: in piemontese con i termini di fasson (da cui il termine fassone) o cheussa (della coscia), in italiano a groppa doppia o con iperplasia muscolare congenita. Tali esemplari vennero inizialmente considerati come patologici, e quindi visti con diffidenza, ma in seguito gli allevatori impararono ad apprezzarne le positive caratteristiche zootecniche e i consumatori quelle organolettiche. Dagli anni ‘70 tutti i tori utilizzati per la riproduzione della razza piemontese sono omozigoti per tale carattere, prassi che ha quasi portato alla fissazione del carattere nella razza.
In presenza di alcuni difetti come: macroglossia, artrogrifosi, depigmentazione del mantello atipico, brachignatismo, prognatismo, criptorchidismo e monorchidismo, di cui solamente i primi tre sono oggetto di rilievo alla nascita, si ha l’esclusione dal Libro Genealogico.

Attitudine produttiva –
La Piemontese, che originariamente era una razza a triplice attitudine, viene utilizzata oggi principalmente per la carne, in particolare per la presenza della sua ipertrofia muscolare della coscia ( fassone o doppia coscia) che, come detto, rappresenta tuttora un elemento caratterizzante del territorio piemontese.
Questa razza presenta buoni incrementi giornalieri in peso vivo, e buon adattamento ai vari ambienti anche in condizioni modeste di alimentazione nonché buona capacità di produzione di latte per l’allevamento del vitello.
La produzione prevalente è il vitellone:
– macellati mediamente a 15-18 mesi di età;
– PV macellazione di 500-600 kg;
– ottime rese alla macellazione.
La carne di questa razza di bovino è tenera e magra e certamente rinomata. Viene tradizionalmente utilizzata nei piatti della cucina langarola come la carne cruda all’albese, il vitello tonnato, il bollito misto o il brasato al Barolo (o nella variante al Barbera).
Attualmente la razza Bovina Piemontese è riconosciuta come P.A.T.; il territorio di produzione si estende a tutta la Regione Piemonte.

Guido Bissanti

Fonti-
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Roberto Parigi Bini, 1983. Le razze bovine, Pàtron editore, Bologna.
– Daniele Bigi, Alessio Zanon , 2010. Atlante delle razze autoctone. Bovini, equini, ovicaprini, suini allevati in Italia, Edagricole-New Business Media, Bologna.





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Piemontese

Piemontese is a native bovine breed (Bos taurus Linnaeus, 1758) of Piedmont, originally with a triple attitude but today bred for the production of meat.

Systematic –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Animalia Kingdom, Sub-Kingdom Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclass Tetrapoda, Class Mammalia, Subclass Theria, Infraclasse Eutheria, Order, Suborder Ruminantia, Infraorder Sheep, Family Bovidae, Subfamily Bovinae and therefore to the Genus Bos, to the Species Taurus and to the Piedmontese.

Geographical and Area Distribution –
The Piemontese is an autochthonous breed of Piedmont which today is mostly bred in the provinces of Asti, Cuneo and Turin.
In addition to Piedmont, Piedmontese is also bred in other Italian regions and abroad.
In Italy in 2017 it was the third most bred bovine breed, after the Friesian and the Alpine Brown. Being the latter dairy breeds, the Piedmontese is therefore the most bred breed among beef cattle.
Furthermore, in the eighties of the twentieth century, in Canada, starting from cattle from Piedmont, a local bovine breed known today as North American Piedmontese was obtained, whose genetic improvement is managed by the Canadian Piedmontese Association / Société Canadienne Piedmontese, and which it was later spread also to the United States of America.
However the Piemontese breed is now mainly used as a specialized breed of meat with high slaughtering yield and high percentages of first class cuts.

Origins and History –
There are many theories on the origin of the Piedmontese breed but all agree that it is a race of ancient origin.
Based on morphological similarities and archaeological evidence, Professor Silvano Maletto (University of Turin) hypothesized one of the progenitors of the Piemontese breed in a Pleistocene cattle of the Aurochs type.
Subsequently, in the period between the Middle and Upper Paleolithic (25,000-30,000 years ago), a great migration of Zebu originating in the Indian subcontinent led to the crossing of the two populations.
The origins of the Piedmontese breedings date back to a period from the late 1800s to today.
It was in 1800 that the distinction into two categories was consolidated, namely:
– Ordinary hilly, mainly intended for use in work activities and for the production of milk for the breeding of calves; it was bred in the Langhe, in the hilly areas of Chieri, Moncalieri, Santena and in the Canavese area.
– Choice of plain, with characteristics similar to the previous one. Due to the quality of the meat, its breeding was aimed at milk production and slaughter; it is widespread especially in the plains to the right of the river Po.
A third category can be distinguished: the double thigh, also called horse rump, more frequently Fassone: it is equipped with thigh and buttock muscles with a markedly convex hypertrophic profile, which is taken into particular consideration in the breed’s genetic improvement programs.
Breed with triple aptitude in origin, over time that for work has been gradually replaced by agricultural mechanization while that of milk with the introduction into breeds of breeds specialized for this attitude, even if the Piemontese, compared to other meat breeds, has more milk production and often, once the needs of the calf are covered, the farmer remains a surplus that is generally used for the production of typical cheeses of the region such as toma, Castelmagno or Raschera.
The history and characteristics of the fassone are represented inside the House-Museum “Casa della Piemontese” which is located in Carrù near Anaborapi, the National Association of Piedmontese Cattle Breeders.
The National Association of Breeders of the Piedmontese Breed (A.Na.Bo.Ra.Pi.) was established in 1960 with the task of carrying out genetic improvement and development of the breed. This activity takes the form of defining the selection objectives, in the management of the Herd Book, of the Genetic Center for the Performance Test, of the Progeny Tests and of the Bull Center where the seed of the bulls qualified for Artificial Insemination is produced.

Morphology –
The Piemontese is a bovine breed that is recognized for having a coat that is gray or pale fromentino in the bulls, with a marked accentuation of the black hairs on the head (especially around the orbits), on the neck, on the shoulders and on the distal regions of the limbs; sometimes even in the lateral faces of the trunk and on the hind limbs with the formation of dark spots or patches; in cows the coat is instead white or light fromentino with shades up to gray or Fomentino.
Calves at birth have the fromentino coat loaded.
It also has black pigmentation on the muzzle, lips, oral mucous membranes (tongue, palate and cheeks), eyelashes, margins of the eyelids and ear, foreskin bow, lower part of the scrotum, tassel of the tail, anal opening and lips of the vulva, claws and unghielli.
The horns are present, which are black until around 20 months of age, and which occur in yellowish adults at the base, lighter in the middle third and black at the apex. The partial depigmentation of the aforementioned parts does not constitute grounds for disqualification.
This breed also has a soft, elastic and thin skin.
The shoulders are compact, broad, muscular, well adherent to the trunk and in the right direction.
The neck is broad, muscular and with somewhat pronounced hump in the bull, relatively long and less muscular in the females, light and medium-growth dewlap.
The head is expressive, shorter and wider in the bull, longer and finer in the cow, sincipite covered by a small tuft, often of a pale fromentino color, flat and slightly depressed forehead between the prominent orbital arches; medium-developed ear, large eyes with lively expression (the color of the iris is black); wide, straight nose, with wide nostrils, broad muzzle, wide mouth with well-pronounced lips.
In addition, the withers are broad and muscular, joined continuously to the neck, the back is wide and horizontal, the loins are muscular and full, the chest is large and muscular, the chest is deep, the side is well arched, long, deep, the belly is wide and deep, the hips are full and rather long, the tail is long, with abundant bow, the rump appears: in the bull large and with good muscle development, while in the cow it is wide, long and muscular; the thigh appears in the bulls broad and well muscled, in the cows full and well developed; the buttocks are wide and of accentuated muscular development and long, in the bulls, while they are wide and well descended in the cows.
The forelegs are solid, rather short arm, long and muscular forearm, thick and wide knee, medium-length and solid shin, strong knot, short tread, strong and tight claws.
The hind limbs are well direct, free from tares, muscular leg, wide and solid hock, not straight and not mowed, robust knot, short tread, strong and tight claws.
Characteristics of the appiombi that give these cattle a regular pace.
The breast is of regular conformation, with regular quarters and well arranged nipples, well vascularized.
The testicles are harmoniously developed and descended into the scrotum.
A salient feature of this breed is muscle hypertrophy or double croup, due to a mutation in the gene that codes for myostatin, a protein that limits muscle growth. It is manifested by a greater muscle growth (shoulder, rump and thigh), due to the increase in the number of fibers and not their diameter. The identification of this genetic mutation is documented in Piedmont towards the end of the 19th century. The animals that carried them were identified in various ways: in Piedmontese with the terms fasson (hence the term fassone) or cheussa (of the thigh), in Italian with double rump or with congenital muscle hyperplasia. These specimens were initially considered pathological, and therefore viewed with distrust, but later on the breeders learned to appreciate their positive zootechnical characteristics and the consumers organoleptic ones. Since the ’70s all the bulls used for the reproduction of the Piedmontese breed have been homozygous for this character, a practice that has almost led to the fixing of the character in the breed.
In the presence of some defects such as: macroglossia, arthrogryposis, atypical coat depigmentation, brachignatism, prognathism, cryptorchidism and monorchidism, of which only the first three are the subject of relief at birth, exclusion from the Herd Book.

Productive attitude –
The Piemontese, which was originally a triple-aptitude breed, is used today mainly for meat, in particular for the presence of its thigh muscle hypertrophy (Fassone or double thigh) which, as mentioned, still represents a characteristic element of the Piedmontese territory .
This breed has good daily increases in live weight, and good adaptation to various environments even in modest feeding conditions as well as good milk production capacity for calf breeding.
The main production is the veal:
– slaughtered on average at 15-18 months of age;
– PV slaughter of 500-600 kg;
– excellent yields for slaughter.
The meat of this breed of cattle is tender and lean and certainly renowned. It is traditionally used in Langhe dishes such as Albese raw meat, veal with tuna sauce, mixed boiled meat or braised beef in Barolo (or in the Barbera variant).
Currently the Piedmontese bovine breed is recognized as P.A.T .; the production area extends to the whole Piedmont Region.

Guido Bissanti

Authorities-
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Roberto Parigi Bini, 1983. The bovine breeds, Pàtron publisher, Bologna.
– Daniele Bigi, Alessio Zanon, 2010. Atlas of native breeds. Cattle, horses, sheep and goats, pigs reared in Italy, Edagricole-New Business Media, Bologna.





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Piemontese

Piemontese es una raza bovina nativa (Bos taurus Linnaeus, 1758) de Piamonte, originalmente con una actitud triple pero hoy criada para la producción de carne.

Sistemático –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Animalia Kingdom, Sub-Kingdom Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclass Tetrapoda, Class Mammalia, Subclass Theria, Infraclasse Eutheria, Order, Suborden Ruminantia, Infraorden Sheep, Family Bovidae, Subfamily Bovinae y, por lo tanto, al género Bos, la especie Taurus y el piamontés.

Distribución geográfica y de área –
El piamontés es una raza autóctona del Piamonte que hoy se cría principalmente en las provincias de Asti, Cuneo y Turín.
Además de Piamonte, el piamontés también se cría en otras regiones italianas y en el extranjero.
En Italia, en 2017, fue la tercera raza bovina más criada, después de Friesian y Alpine Brown. Siendo las últimas razas lecheras, el piamontés es, por lo tanto, la raza más criada entre el ganado de carne.
Además, en los años ochenta del siglo XX, en Canadá, a partir del ganado del Piamonte, se obtuvo una raza de ganado local conocida hoy como piamontés norteamericano, cuya mejora genética es manejada por la Asociación canadiense piamontesa / Société Canadienne Piedmontese, y que Más tarde se extendió también a los Estados Unidos de América.
Sin embargo, la raza piamontesa ahora se usa principalmente como una raza especializada de carne con alto rendimiento de sacrificio y altos porcentajes de cortes de primera clase.

Orígenes e historia –
Existen muchas teorías sobre el origen de la raza piamontesa, pero todas coinciden en que es una raza de origen antiguo.
Basado en similitudes morfológicas y evidencia arqueológica, el profesor Silvano Maletto (Universidad de Turín) planteó la hipótesis de uno de los progenitores de la raza piamontesa en un ganado del Pleistoceno del tipo Aurochs.
Posteriormente, en el período comprendido entre el Paleolítico Medio y Alto (hace 25,000-30,000 años), una gran migración de cebú que se originó en el subcontinente indio condujo al cruce de las dos poblaciones.
Los orígenes de las crías piamontesas se remontan a un período comprendido entre finales de 1800 y hoy.
Fue en 1800 que se consolidó la distinción en dos categorías, a saber:
– Colinas ordinarias, destinadas principalmente para su uso en actividades laborales y para la producción de leche para la cría de terneros; se crió en Langhe, en las zonas montañosas de Chieri, Moncalieri, Santena y en la zona de Canavese.
– Elección de liso, con características similares a la anterior. Debido a la calidad de la carne, su cría estaba dirigida a la producción y sacrificio de leche; Está muy extendido especialmente en las llanuras a la derecha del río Po.
Se puede distinguir una tercera categoría: el doble muslo, también llamado grupa de caballo, más frecuentemente Fassone: está equipado con músculos del muslo y glúteos con un perfil hipertrófico marcadamente convexo, que se toma en consideración en particular en los programas de mejora genética de la raza.
Raza con triple aptitud en el origen, con el tiempo que para el trabajo se ha reemplazado gradualmente por la mecanización agrícola, mientras que la de la leche con la introducción en razas de razas especializadas para esta actitud, incluso si el Piemontese, en comparación con otras razas de carne, tiene mayor producción de leche y, a menudo, una vez que se cubren las necesidades del ternero, el agricultor sigue siendo un excedente que generalmente se utiliza para la producción de quesos típicos de la región, como toma, Castelmagno o Raschera.
La historia y las características de la fassona están representadas dentro de la Casa-Museo “Casa della Piemontese” que se encuentra en Carrù, cerca de Anaborapi, la Asociación Nacional de Criadores de Ganado piamontés.
La Asociación Nacional de Criadores de la raza piamontesa (A.Na.Bo.Ra.Pi.) se estableció en 1960 con la tarea de llevar a cabo la mejora genética y el desarrollo de la raza. Esta actividad toma la forma de definir los objetivos de selección, en la gestión del Libro del rebaño, del Centro genético para la Prueba de rendimiento, de las Pruebas de progenie y del Centro de toros donde se produce la semilla de los toros calificados para la inseminación artificial.

Morfología –
El piamontés es una raza bovina reconocida por tener un pelaje gris o pálido de fromentino en los toros, con una marcada acentuación de los pelos negros en la cabeza (especialmente alrededor de las órbitas), en el cuello, en los hombros y en las regiones distales de las extremidades; a veces incluso en las caras laterales del tronco y en las extremidades posteriores con la formación de manchas o parches oscuros; en vacas, el pelaje es en cambio blanco o claro fromentino con tonos hasta gris o Fomentino.
Las crías al nacer tienen el abrigo fromentino cargado.
También tiene pigmentación negra en el hocico, labios, membranas mucosas orales (lengua, paladar y mejillas), pestañas, márgenes de los párpados y la oreja, arco del prepucio, parte inferior del escroto, borla de la cola, abertura anal y labios de la vulva, garras y unghielli.
Los cuernos están presentes, que son negros hasta alrededor de los 20 meses de edad, y que ocurren en adultos amarillentos en la base, más claros en el tercio medio y negros en el ápice. La despigmentación parcial de las partes mencionadas no constituye motivo de descalificación.
Esta raza también tiene una piel suave, elástica y delgada.
Los hombros son compactos, anchos, musculosos, bien adherentes al tronco y en la dirección correcta.
El cuello es ancho, musculoso y con joroba algo pronunciada en el toro, relativamente largo y menos musculoso en las hembras, papada de desarrollo ligero y medio.
La cabeza es expresiva, más corta y más ancha en el toro, más larga y más fina en la vaca, sincipita cubierta por un pequeño mechón, a menudo de un color pálido fromentino, frente plana y ligeramente deprimida entre los arcos orbitales prominentes; oreja de desarrollo medio, ojos grandes con expresión viva (el color del iris es negro); nariz ancha y recta, con fosas nasales anchas, hocico ancho, boca ancha con labios bien pronunciados.
Además, la cruz es ancha y musculosa, unida continuamente al cuello, la espalda es ancha y horizontal, los lomos son musculosos y llenos, el cofre es grande y musculoso, el cofre es profundo, el costado está bien arqueado, largo, profundo, el vientre es ancho y profundo, las caderas están llenas y bastante largas, la cola es larga, con abundante arco, aparece la grupa: en el toro grande y con buen desarrollo muscular, mientras que en la vaca es ancha, larga y musculosa; el muslo aparece en los toros anchos y bien musculados, en las vacas llenas y bien desarrolladas; las nalgas son anchas y de desarrollo muscular acentuado y largas, en los toros, mientras que son anchas y bien descendidas en las vacas.
Las patas delanteras son sólidas, brazo más bien corto, antebrazo largo y musculoso, rodilla gruesa y ancha, espinilla mediana y sólida, nudo fuerte, banda de rodadura corta, garras fuertes y apretadas.
Las extremidades posteriores están bien dirigidas sin tara, pierna musculosa, corvejón ancho y sólido, no recto y no cortado, nudo robusto, banda de rodadura corta, garras fuertes y apretadas.
Características de los appiombi que le dan a este ganado un ritmo regular.
El seno es de conformación regular, con cuartos regulares y pezones bien ordenados, bien vascularizados.
Los testículos se desarrollan armoniosamente y descienden al escroto.
Una característica destacada de esta raza es la hipertrofia muscular o doble crup, debido a una mutación en el gen que codifica la miostatina, una proteína que limita el crecimiento muscular. Se manifiesta por un mayor crecimiento muscular (hombro, grupa y muslo), debido al aumento en el número de fibras y no en su diámetro. La identificación de esta mutación genética está documentada en el Piamonte hacia fines del siglo XIX. Los animales que los transportaron se identificaron de varias maneras: en piamontés con los términos fasson (de ahí el término fassone) o cheussa (del muslo), en italiano con doble grupa o con hiperplasia muscular congénita. Inicialmente, estos especímenes se consideraron patológicos y, por lo tanto, se consideraron con desconfianza, pero más tarde los criadores aprendieron a apreciar sus características zootécnicas positivas y las características organolépticas de los consumidores. Desde los años 70, todos los toros utilizados para la reproducción de la raza piamontesa han sido homocigotos para este personaje, una práctica que casi ha llevado a la fijación del personaje en la raza.
En presencia de algunos defectos como: macroglosia, artrogriposis, despigmentación del pelaje atípico, braquignatismo, prognatismo, criptorquidia y monorquidia, de los cuales solo los tres primeros son objeto de alivio al nacer, exclusión del Libro del rebaño.

Actitud productiva –
La raza piamontesa, que originalmente era una raza de triple aptitud, se usa hoy principalmente para la carne, en particular por la presencia de su hipertrofia muscular del muslo (Fassone o doble muslo) que, como se mencionó, todavía representa un elemento característico del territorio piamontés .
Esta raza tiene buenos aumentos diarios en el peso vivo y una buena adaptación a diversos entornos, incluso en condiciones de alimentación moderadas, así como una buena capacidad de producción de leche para la cría de terneros.
La producción principal es la ternera:
– sacrificados en promedio a los 15-18 meses de edad;
– Masacre fotovoltaica de 500-600 kg;
– excelentes rendimientos para el sacrificio.
La carne de esta raza de ganado es tierna y magra y sin duda de renombre. Se usa tradicionalmente en platos de Langhe, como carne cruda albese, ternera con salsa de atún, carne hervida mixta o carne estofada en Barolo (o en la variante Barbera).
Actualmente la raza bovina piamontesa es reconocida como P.A.T .; El área de producción se extiende a toda la región del Piamonte.

Guido Bissanti

Autoridades-
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Roberto Parigi Bini, 1983. Las razas bovinas, editor de Pàtron, Bolonia.
– Daniele Bigi, Alessio Zanon, 2010. Atlas de razas nativas. Bovinos, equinos, ovinos y caprinos, cerdos criados en Italia, Edagricole-New Business Media, Bolonia.





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