Ciconia ciconia

Ciconia ciconia

La cicogna bianca o cicogna europea (Ciconia ciconia Linnaeus, 1758) è un uccello di grandi dimensioni della famiglia dei Ciconiidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Classe Aves, Sottoclasse Neornithes, Superordine Neognathae, Ordine Ciconiiformes, Famiglia Ciconiidae e quindi al Genere Ciconia ed alla Specie C. ciconia.
Si riconoscono due sottospecie:
– C. c. ciconia (Linnaeus, 1758) – presente in Europa, Asia occidentale, Medio Oriente e Nordafrica;
– C. c. asiatica Severtsov, 1873 – presente nell’Asia centrale.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La cicogna bianca è una specie originaria dell’Europa e del Nord Africa.
Il suo areale di diffusione riguarda una zona che coinvolge molti Paesi europei: Italia, Germania, Olanda, Spagna, Portogallo, Grecia, Belgio e Turchia; coppie isolate o individui singoli vivono in Polonia. Il declino della Cicogna bianca, che ha interessato non solo l’Italia ma tutta Europa, è imputabile alla distruzione e al degrado degli ambienti di alimentazione ed alla persecuzione da parte dell’uomo, anche se negli ultimi decenni si assiste ad un lento ma costante incremento della popolazione nidificante.
Questa specie nidifica in Europa, Nordafrica, Turchia, Caucaso, Iran e Asia centrale.
Il suo habitat è quello degli ambienti aperti erbosi e alberati, dove nidifica in cascinali o centri urbani rurali, in vicinanza di aree umide dove si alimenta.

Descrizione –
Ciconia ciconia è un volatile caratterizzato da un piumaggio bianco candido, con eccezione alla parte terminale delle ali e la coda. Al di la delle dimensioni, che sono maggiori nei maschi, non presenta dimorfismo sessuale.
La lunghezza è di circa 110 cm, con apertura alare di 1,50-1,60 m, che può arrivare anche a sfiorare i 2,20 m, per un peso fino a 4 kg.
Presenta un becco lungo 15-20 cm, forte e appuntito, di un bel colore aranciato come le zampe.
Il collo è lungo con la presenza sulla parte anteriore di penne più lunghe, che conferiscono al petto un aspetto disordinato.
Gli occhi sono grigi, circondati da pelle nuda scura.
Gli esemplari giovani si distinguono per il colore più scuro del becco e delle zampe.
La cicogna bianca ha ali lunghe e larghe, adatte per planare. Quando è in volo si nota ancora meglio la distinzione tra le remiganti nere e il resto dell’ala bianco. Come tutte le altre cicogne in volo tiene il collo disteso e le zampe allungate. Plana molto spesso; quando è in volo battuto i battiti sono lenti e regolari.

Biologia –
La cicogna bianca è una specie migratrice e i soggetti adulti compiono due volte all’anno spostamenti stagionali dai luoghi di svernamento a quelli riproduttivi. Per raggiungere le zone di svernamento dell’Africa sub-sahariana, le cicogne bianche, che nidificano in Europa orientale superano (volando durante le ore del giorno) lo Stretto del Bosforo, mentre quelle nidificanti nell’Europa occidentale attraversano lo stretto di Gibilterra o lo Stretto di Messina. Il ritorno ai siti di riproduzione in Italia, avviene dapprima ad opera dei maschi, che al loro arrivo in Europa si prodigano nella sistemazione del nido dell’anno precedente e attendono l’arrivo delle femmine.
Si tratta di una specie gregaria, tende a formare colonie di numerosi individui, spesso nidificanti gli uni accanto agli altri.
Questo uccello raggiunge la maturità sessuale tra il 2° e il 4° anno di vita.
La fase riproduttiva inizia col corteggiamento che consiste in una complessa serie di esibizioni che spaziano dal battito del becco al movimento sincronizzato di testa e collo, coda e ali.
Successivamente a questa fase iniziano gli accoppiamenti che avvengono ripetutamente, per diverse settimane, anche dopo la deposizione delle prime uova.
Giunti nei mesi di marzo e aprile, i genitori costruiscono su un albero, su un tetto o su un altro manufatto (anche su sostegni della rete elettrica) un grosso nido, largo più di 1 metro, in cui la femmina depone in media 3-4 (1-6) uova, che vengono covate per 35 giorni da entrambi i genitori.
Dopo la schiusa delle uova, sia il maschio che la femmina provvedono ad allevare i pulcini che imparano a volare dopo un periodo di circa 70 giorni.
I piccoli pesano alla nascita poche decine di grammi e sono coperti da un rado piumino grigio chiaro che si infoltisce velocemente.

Ruolo Ecologico –
La cicogna bianca si nutre di piccole prede che caccia con il becco nell’erba alta e nell’acqua.
Di fatto la cicogna non ha particolari esigenze alimentari, poiché si adatta a qualunque cibo, anche variando a seconda del luogo ma, in prevalenza, si nutre di cavallette o lombrichi, nonché pesci, invertebrati palustri e rane, aggiungendo a volte semi, bacche, lucertole e persino roditori. Quando raggiunge l’Africa migrando, ha una più grande varietà di prede tra cui scegliere e, a seconda dei casi, predilige le piccole prede reperibili nelle zone umide (come anfibi o pesci), ovvero, nella savana, le numerosissime cavallette e altri insetti.
Con la sua ampia apertura alare sfrutta benissimo le correnti d’aria ascensionali, innalzandosi a spirale all’interno di esse e scivolando poi seguendo un percorso rettilineo e perdendo lentamente quota fino a raggiungere un’altra termica o decidendo di atterrare.
La cicogna bianca è un uccello la cui memoria e le leggende si perdono nella notte dei tempi. Si tratta di un volatile che nidificava in Italia ai tempi dei romani anche nella stessa Roma, costruendo i nidi sui cornicioni dei templi (come testimoniano Virgilio, Ovidio, Plinio il Vecchio e molti altri). Cantata da Dante e specie nidificante nel Belpaese fino al ‘500, scomparve a partire dal XVII secolo.
Successivamente il ritorno spontaneo della specie venne registrato in Piemonte verso la fine degli anni cinquanta del Novecento.
In Italia è presente, anche se in declino, da nord a sud e la colonia spontanea di cicogne più grande d’Italia, infatti, si trova a Gela, in Sicilia.
Comunque al momento, ad iniziare dai primi anni del 2000 il numero degli individui presenti in Italia è attualmente in forte incremento, sia a seguito di interventi di reintroduzione che a colonizzazioni spontanee da parte di individui provenienti da fuori regione (probabilmente dal Nord Africa per i nuclei siciliani, Ientile & Massa 2008). Tuttavia, nel Nord Italia il successo riproduttivo è ancora molto basso; la specie rimane soggetta a minacce come uccisioni illegali, collisioni con linee elettriche e immissioni effettuate con individui allevati in cattività (sedentarizzazione). In considerazione del fatto che almeno nella parte meridionale dell’areale italiano questo trend positivo sembra per ora consolidato e che è probabile che continui anche nel prossimo futuro, in quanto la specie è stabile o in aumento in buona parte del suo areale europeo (BirdLife International 2004), la specie viene classificata come a Minore Preoccupazione (LC).
Questa specie è minacciata soprattutto dalla distruzione del suo habitat di alimentazione ma anche da uccisioni illegali e collisioni con linee elettriche.
Tra le misure di conservazione si ricorda che la Ciconia ciconia è Elencata nell’Allegato I della Direttiva Uccelli (79/409/CEE) ed in Italia è specie oggetto di tutela secondo l’Articolo 2 della Legge 157/92.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.

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