[:it] Amorphophallus konjac [:en] Amorphophallus konjac [:es] Amorphophallus konjac [:]

[:it]

Amorphophallus konjac

Il Konjac (Amorphophallus konjac Karl Heinrich Koch) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Araceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Liliopsida, Sottoclasse Alismatidae, Superordine Alismatanae, Ordine Alismatales, Famiglia Araceae e quindi al Genere Amorphophallus ed alla Specie A. konjac.
Sono sinonimi i termini:
– Amorphophallus mairei H.Lév.;
– Amorphophallus nanus H.Li & C.L.Long;
– Amorphophallus rivierei Durand ex Carrière;
– Brachyspatha konjac (K.Koch) K.Koch;
– Conophallus konjak Schott;
– Hydrosme rivierei (Durand ex Carrière) Engl.;
– Proteinophallus rivierei (Durand ex Carrière) Hook. f.;
– Tapeinophallus rivierei (Durand ex Carrière) Baill..

Etimologia –
Il termine Amorphophallus proviene dal greco ἄμορφος ámorphos informe, brutto, deforme e da φαλλός phallós fallo, pene: riferimento all’aspetto sgraziato dello spadice.
L’epiteto sepcifico konjac proviene da idiomi asiatici, tra cui il giapponese 蒟 蒻, 菎 蒻 (konnyaku) ed il coreano 곤약 (gonyak).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Konjac è una pianta originaria dello Yunnan, una provincia situata nel Sud-ovest della Cina, dove la pianta cresce anche allo stato naturale.
Questa pianta è coltivata in Cina e nelle aree calde subtropicali dell’Asia orientale, dal Giappone e dalla Cina meridionale all’Indonesia.

Descrizione –
L’ Amorphophallus konjac è una specie erbacea perenne che si sviluppa da un grosso rizoma tuberizzato che ha la forma di una mela gigantesca e può raggiungere parecchi chili di peso e un diametro fino a 25 cm.
Dal suo centro emerge in primavera un’infiorescenza alta anche più di un metro e mezzo che impiega qualche settimana per svilupparsi completamente: su uno stelo del diametro di tre a quattro centimetri si innesta uno spadice dello stesso diametro costellato alla base da tantissimi minuscoli fiori, non appariscenti, e avvolto da una spata che si allarga a forma di cono nel giro di pochi giorni, di colore e di consistenza somiglianti molto alla carne cruda.
La foglia che avvolge lo spadice è larga fino a 1,3 m, bipinnata e divisa in numerosi volantini.
I fiori sono prodotti su una spatola racchiusa da uno spadice viola scuro lungo fino a 55 cm.
L’odore di questo fiore è quello di carne in putrefazione, con il quale la pianta attira gli insetti che impollinano i piccoli fiori. Altro particolare senz’altro interessante perché inusuale è che l’infiorescenza emerge dal tubero senza che questo si possa rifornire di acqua e di nutrienti dal terreno, perché in questa fase è ancora privo di radici.

Coltivazione –
Per la coltivazione del Konjac il rizoma-tuberizzato va piantato all’inizio della primavera, o in piena terra o anche in un vaso circa 12 cm più largo del tubero stesso, che può accrescersi notevolmente in una stagione e deve trovare spazio per espandersi, con la parte superiore a circa cinque centimetri dalla superficie, perché le radici si svilupperanno dalla parte superiore.
Il substrato deve essere molto ricco di sostanze organiche e di nutrimento (per esempio 50% di torba, 20 % di terra e 30 % di letame maturo), per permettere il rapido sviluppo della pianta. A questo punto bisogna solo annaffiare e aspettare.
Dal tubero maturo, che è delle dimensioni di un grosso pompelmo, emergerà per primo il fiore. Ma dato che il suo sviluppo costerà alla pianta notevoli energie che non potrà recuperare perché è, come già detto, priva di radici, il tubero si restringerà notevolmente e perciò converrà ricompattare il terriccio intorno e proteggere la pianta dal forte vento per non far ribaltare il fiore.
Una volta che questo sarà appassito, la pianta comincerà a produrre le radici e dunque bisognerà somministrare acqua per mantenere umido il terriccio, soprattutto nella parte superficiale e avendo cura di non saturare troppo la parte inferiore.
A distanza di molte settimane inizierà ad emergere l’unica foglia e a questo punto bisognerà aumentare la quantità d’acqua e cominciare le somministrazioni di concime liquido, all’inizio con prevalenza d’azoto poi, quando la foglia sarà pienamente sviluppata, prevarrà il potassio.
S consiglia una esposizione luminosa, da ombreggiata a pieno sole, anche se è meglio proteggere la pianta dal sole forte. Quando in autunno la foglia appassirà, sarà meglio estrarre il tubero dal vaso e conservarlo in un posto asciutto, ma sarà anche possibile lasciarlo nel vaso all’aperto, purché il terriccio rimanga asciutto, e così potrà sopportare anche qualche grado sotto lo zero.
Per la coltivazione in piena terra bisogna essere in aree dove il gelo d’inverno non è troppo forte, in un posto protetto, ben drenato, il più asciutto possibile. La pianta crescerà però più lentamente che se rinvasata tutti gli anni e il pericolo di marciumi sarà sempre presente.

Usi e Tradizioni –
Il Konjac è una pianta conosciuta anche con i nomi di konyaku, konjak, konjaku, patata konjac, giglio voodoo, lingua del diavolo o igname di elefante.
È una pianta conosciuta in Giappone, dal VI secolo, come pianta medicinale.
Durante il periodo Edo (a partire dall’inizio del 17 ° secolo), i giapponesi la importarono dalla Cina.
Il libro del 1846 Konnyaku Hyakusen “100 ricette di konnyaku” dimostrava già la sua popolarità in Giappone a quel tempo.
Oggi l’Amorphophallus konjac è estesamente coltivato in Giappone (dove è chiamato “Konyaku”), per il suo utilizzo commerciale della parte ipogea, da cui si ricava una fecola utilizzata da secoli nella tradizione dietetica giapponese.
La droga, cioè la parte di pianta dotata di proprietà officinali, è costituita dalla radice della pianta.
Dal tubero del konjac si estrae un glucomannano purificato che costituito da un polisaccaride, non assimilabile dall’organismo umano, che ha la capacità di assorbire una grande quantità di acqua, aumentando enormemente il suo volume e trasformandosi in una mucillagine fluida e vischiosa. Essa si amalgama al bolo alimentare durante la digestione, formando un rivestimento non digeribile intorno alle particelle alimentari, capace di inglobare gli zuccheri (carboidrati) e i grassi (lipidi), riducendone così l’assimilazione da parte dell’organismo. Questo fenomeno è favorito dall’ambiente acido presente all’interno dello stomaco. La sua ingestione deve essere sempre accompagnata da abbondanti quantità di acqua, 2-3 bicchieri, per evitare fenomeni subocclusivi a livello esofageo.
L’azione del Glucomannano è quindi di natura meccanico-osmotica e non farmacologica, e si può riassumere nel modo seguente:
– rigonfiandosi nello stomaco, il Glucomannano riduce lo stimolo della fame, dando una sensazione di sazietà;
– durante il transito intestinale, oltre all’acqua, ingloba gli zuccheri e i grassi, incluso il colesterolo, diminuendone l’assimilazione da parte dell’organismo;
– nell’intestino crasso ingloba la flora dannosa e le tossine e, per via del suo volume, preme sulle pareti enteriche, esercitando una sorta di massaggio che stimola la peristalsi, favorendo il transito intestinale e facilitando l’evacuazione.
Il Glucomannano è indicato come coadiuvante nel trattamento del sovrappeso, dell’obesità e della stipsi, delle malattie metaboliche come l’ipercolesterolemia e l’iperlipidemia; dell’iper-glicemia nel diabete di tipo 2 non insulino-dipendente, poiché il rallentato e ridotto assorbimento dei carboidrati contribuisce a livellare i picchi glicemici postprandiale, evitando così il repentino e anomalo aumento di insulina, e quindi limitando la lipogenesi e il ritorno precoce del senso di fame.
Poiché non ha effetti collaterali, in quanto non è assorbito e quindi non produce effetti sistemici, è adatto anche nell’obesità infantile a partire dai 10-12 anni, avendo l’accortezza di effettuare qualche giorno di pausa dopo ogni mese di somministrazione, per evitare fenomeni di ridotto assorbimento vitaminico-minerale in un organismo in crescita.
Per quanto riguarda le controindicazioni o precauzioni si ricorda che il glucomannano è controindicato in caso di ernia iatale, poiché l’aumento di volume nello stomaco potrebbe accentuarne la sintomatologia.
Come avviene con molti prodotti ricchi di fibre, esso può causare, specie in fase iniziale, fenomeni di meteorismo, che solitamente si riducono dopo qualche giorno.
Può inoltre ridurre l’assorbimento dei farmaci somministrati contemporaneamente, pertanto si consiglia la loro assunzione almeno un’ora prima del Glucomannano, oppure tre ore dopo la sua ingestione.
Il Konjac è quasi privo di calorie ed è ricco di fibre; ulteriore motivo del suo uso come alimento dietetico. In Corea si usa anche come crema per i massaggi al viso.
Il Konjac è utilizzato anche per preparare gelatine alla frutta; questo tipo di snack, confezionato in coppette di plastica, è molto conosciuto in Giappone e negli Stati Uniti d’America.
A differenza delle altre gelatine, il Konyaku ha una consistenza quasi solida e non si scioglie subito in bocca; per questo motivo, è vivamente consigliato masticarlo molto bene prima di ingoiarlo, in quanto in caso contrario si sono verificati parecchi decessi soprattutto di bambini.

Modalità di Preparazione –
Il cibo prodotto dal cormo di questa pianta è ampiamente conosciuto in inglese con il suo nome giapponese, konnyaku (torta di igname), cucinato e consumato principalmente in Giappone e Corea. I due tipi base di torta sono bianchi e neri.
Nella cucina giapponese il konyaku viene prodotto mescolando la farina di konjac con acqua o acqua di calce; è l’ingrediente di molti piatti e specialità come l’oden, il sukiyaki, il gyūdon e gli spaghetti shirataki. Inoltre, è usato dai vegetariani come sostituto della gelatina animale. Il konnyaku destinato alla vendita nei negozi alimentari viene confezionato in sacchetti di plastica, contenenti acqua, e ha l’aspetto di un blocco grigio dalla consistenza di una gelatina soda.
Inoltre, come detto, il cormo del konjac contiene il glucomannano, una gomma naturale vegetale utilizzata in alcuni tipi di gomme da masticare.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



[:en]

Amorphophallus konjac

Konjac (Amorphophallus konjac Karl Heinrich Koch) is a herbaceous species belonging to the Araceae family.

Systematic –
From a systematic point of view, it belongs to the Eukaryota Domain, Plantae Kingdom, Subregion Tracheobionta, Spermatophyta Super Division, Magnoliophyta Division, Liliopsida Class, Alismatidae Subclass, Alismatanae Superorder, Alismatanae Order, Alismatales Order, Araceae Family and therefore to the Genus Amorphophallus and to the A. konjac Species.
The terms are synonymous:
– Amorphophallus mairei H.Lév .;
– Amorphophallus nanus H.Li & C.L.Long;
– Amorphophallus rivierei Durand ex Carrière;
– Brachyspatha konjac (K.Koch) K.Koch;
– Conophallus konjak Schott;
– Hydrosme rivierei (Durand ex Carrière) Engl .;
– Proteinophallus rivierei (Durand ex Carrière) Hook. f .;
– Tapeinophallus rivierei (Durand ex Carrière) Baill ..

Etymology –
The term Amorphophallus comes from the Greek ἄμορφος ámorphos shapeless, ugly, deformed and from φαλλός phallós phallus, penis: reference to the graceless appearance of the spadix.
The sepcific epithet konjac comes from Asian idioms, including the Japanese 蒟 蒻, 菎 蒻 (konnyaku) and the Korean 곤약 (gonyak).

Geographical Distribution and Habitat –
Konjac is a plant native to Yunnan, a province located in southwest China, where the plant also grows in its natural state.
This plant is grown in China and in the subtropical hot areas of eastern Asia, from Japan and southern China to Indonesia.

Description –
Amorphophallus konjac is a perennial herbaceous species that develops from a large tuberized rhizome that has the shape of a giant apple and can reach several kilos in weight and a diameter of up to 25 cm.
From its center, in the spring, an inflorescence even more than a meter and a half high that takes a few weeks to fully develop emerges: on a stem of the diameter of three to four centimeters is grafted a spadix of the same diameter dotted with many tiny flowers at the base, inconspicuous, and wrapped in a spathe that widens in the shape of a cone within a few days, with a color and consistency very similar to raw meat.
The leaf that surrounds the spadix is ​​up to 1.3 m wide, bipinnate and divided into numerous leaflets.
The flowers are produced on a spatula enclosed by a dark purple spadix up to 55 cm long.
The smell of this flower is that of rotting meat, with which the plant attracts insects that pollinate small flowers. Another detail certainly interesting because it is unusual is that the inflorescence emerges from the tuber without it being able to supply water and nutrients from the soil, because at this stage it is still devoid of roots.

Cultivation –
For the cultivation of Konjac, the rhizome-tuberized must be planted in early spring, or in the ground or even in a pot about 12 cm wider than the tuber itself, which can grow considerably in one season and must find room to expand, with the upper part about five centimeters from the surface, because the roots will develop from the top.
The substrate must be very rich in organic substances and nourishment (for example 50% of peat, 20% of earth and 30% of mature manure), to allow the rapid development of the plant. At this point you just have to water and wait.
From the ripe tuber, which is the size of a large grapefruit, the flower will emerge first. But since its development will cost the plant considerable energies that it will not be able to recover because it is, as already said, devoid of roots, the tuber will shrink considerably and therefore it will be better to recompact the soil around it and protect the plant from the strong wind so as not to overturn the flower.
Once this is wilted, the plant will begin to produce the roots and therefore it will be necessary to administer water to keep the soil moist, especially in the superficial part and taking care not to saturate the lower part too much.
After many weeks, the only leaf will start to emerge and at this point the amount of water will have to be increased and liquid fertilizer starts, at the beginning with nitrogen prevalence then, when the leaf is fully developed, potassium will prevail .
S recommends a bright exposure, from shaded to full sun, even if it is better to protect the plant from the strong sun. When the leaf withers in the autumn, it will be better to extract the tuber from the pot and keep it in a dry place, but it will also be possible to leave it in the pot outdoors, as long as the soil remains dry, and so it can bear even a few degrees below zero.
For cultivation in open ground it must be in areas where the winter frost is not too strong, in a protected, well-drained place, as dry as possible. However, the plant will grow more slowly than if repotted every year and the danger of rotting will always be present.

Uses and Traditions –
Konjac is a plant also known by the names of konyaku, konjak, konjaku, konjac potato, voodoo lily, devil’s tongue or elephant yam.
It is a plant known in Japan since the sixth century as a medicinal plant.
During the Edo period (starting in the early 17th century), the Japanese imported it from China.
The 1846 book Konnyaku Hyakusen “100 konnyaku recipes” already demonstrated its popularity in Japan at that time.
Today the Amorphophallus konjac is extensively cultivated in Japan (where it is called “Konyaku”), for its commercial use of the underground part, from which it derives a starch used for centuries in the Japanese dietary tradition.
The drug, that is the part of the plant with officinal properties, is made up of the root of the plant.
A purified glucomannan is extracted from the tuber of the konjac which consists of a polysaccharide, which cannot be assimilated by the human body, which has the ability to absorb a large amount of water, enormously increasing its volume and transforming into a fluid and viscous mucilage. It amalgamates with the food bolus during digestion, forming a non-digestible coating around the food particles, capable of incorporating sugars (carbohydrates) and fats (lipids), thus reducing their assimilation by the body. This phenomenon is favored by the acidic environment present inside the stomach. Its ingestion must always be accompanied by abundant quantities of water, 2-3 glasses, to avoid subocclusive phenomena at the esophageal level.
The action of Glucomannan is therefore mechanical-osmotic and non-pharmacological in nature, and can be summarized as follows:
– swelling in the stomach, Glucomannan reduces the stimulation of hunger, giving a feeling of satiety;
– during intestinal transit, in addition to water, it incorporates sugars and fats, including cholesterol, decreasing their assimilation by the body;
– in the large intestine it incorporates harmful flora and toxins and, due to its volume, presses on the enteric walls, exercising a sort of massage that stimulates peristalsis, promoting intestinal transit and facilitating evacuation.
Glucomannan is indicated as an adjuvant in the treatment of overweight, obesity and constipation, of metabolic diseases such as hypercholesterolemia and hyperlipidemia; of hyper-glycaemia in non-insulin-dependent type 2 diabetes, since the slow and reduced absorption of carbohydrates helps to level post-prandial glycemic peaks, thus avoiding the sudden and abnormal increase in insulin, and therefore limiting lipogenesis and early return of hunger.
Since it has no side effects, as it is not absorbed and therefore does not produce systemic effects, it is also suitable in childhood obesity from 10-12 years, having the foresight to make a few days off after each month of administration, for avoid phenomena of reduced vitamin-mineral absorption in a growing organism.
As for contraindications or precautions, remember that glucomannan is contraindicated in case of hiatal hernia, since the increase in volume in the stomach could accentuate its symptoms.
As is the case with many fiber-rich products, it can cause meteorism, especially in the initial phase, which usually decrease after a few days.
It can also reduce the absorption of the drugs administered simultaneously, therefore we recommend taking them at least an hour before Glucomannan, or three hours after its ingestion.
Konjac is almost calorie-free and high in fiber; further reason for its use as a dietetic food. In Korea it is also used as a face massage cream.
Konjac is also used to prepare fruit jellies; this type of snack, packed in plastic cups, is well known in Japan and in the United States of America.
Unlike the other jellies, Konyaku has an almost solid consistency and does not melt immediately in the mouth; for this reason, it is highly recommended to chew it very well before swallowing it, as otherwise there have been several deaths especially of children.

Method of Preparation –
The food produced by the corm of this plant is widely known in English by its Japanese name, konnyaku (yam cake), cooked and consumed mainly in Japan and Korea. The two basic types of cake are white and black.
In Japanese cuisine, konyaku is produced by mixing konjac flour with water or lime water; it is the ingredient of many dishes and specialties such as oden, sukiyaki, gyūdon and shirataki spaghetti. In addition, it is used by vegetarians as a substitute for animal gelatin. The konnyaku intended for sale in food stores is packaged in plastic bags containing water, and has the appearance of a gray block with the consistency of a firm jelly.
Furthermore, as mentioned, the konjac corm contains glucomannan, a natural vegetable gum used in some types of chewing gum.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Tips and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for information purposes only, they do not in any way represent a medical prescription; therefore, no responsibility is accepted for their use for healing, aesthetic or food purposes.



[:es]

Amorphophallus konjac

Konjac (Amorphophallus konjac Karl Heinrich Koch) es una especie herbácea perteneciente a la familia Araceae.

Sistemático –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Reino Plantae, Subregion Tracheobionta, Super División Spermatophyta, División Magnoliophyta, Clase Liliopsida, Subclase Alismatidae, Superorden Alismatanae, Orden Alismatanae, Orden Alismatales, Familia Araceae y, por lo tanto, al Género Amorphophallus.
Los términos son sinónimos:
– Amorphophallus mairei H.Lév.
– Amorphophallus nanus H.Li & C.L.Long;
– Amorphophallus rivierei Durand ex Carrière;
– Brachyspatha konjac (K.Koch) K.Koch;
– Conophallus konjak Schott;
– Hydrosme rivierei (Durand ex Carrière) Engl.
– Gancho Proteinophallus rivierei (Durand ex Carrière). f.;
– Tapeinophallus rivierei (Durand ex Carrière) Baill ..

Etimología –
El término Amorphophallus proviene del griego ἄμορφος ámorphos sin forma, feo, deformado y de φαλλός phallós phallus, pene: referencia a la apariencia sin gracia del espádice.
El epíteto específico konjac proviene de modismos asiáticos, incluidos los japoneses 蒟 蒻, 菎 蒻 (konnyaku) y el coreano 곤약 (gonyak).

Distribución geográfica y hábitat –
Konjac es una planta nativa de Yunnan, una provincia ubicada en el suroeste de China, donde la planta también crece en su estado natural.
Esta planta se cultiva en China y en las zonas cálidas subtropicales del este de Asia, desde Japón y el sur de China hasta Indonesia.

Descripción –
Amorphophallus konjac es una especie herbácea perenne que se desarrolla a partir de un gran rizoma tuberculoso que tiene la forma de una manzana gigante y puede alcanzar varios kilos de peso y un diámetro de hasta 25 cm.
Desde su centro, en la primavera, emerge una inflorescencia de más de un metro y medio que tarda unas semanas en desarrollarse completamente: en un tallo del diámetro de tres a cuatro centímetros se injerta un espádice del mismo diámetro tachonado en la base por muchas flores diminutas. discreto, y envuelto en una espata que se ensancha en forma de cono en pocos días, con un color y una consistencia muy similar a la carne cruda.
La hoja que rodea el espádice tiene hasta 1.3 m de ancho, bipinnada y dividida en numerosos folíolos.
Las flores se producen en una espátula encerrada por un espádice púrpura oscuro de hasta 55 cm de largo.
El olor de esta flor es el de la carne podrida, con la cual la planta atrae insectos que polinizan las flores pequeñas. Otro detalle ciertamente interesante porque es inusual es que la inflorescencia emerge del tubérculo sin que pueda suministrar agua y nutrientes del suelo, porque en esta etapa todavía carece de raíces.

Cultivo –
Para el cultivo de Konjac, el rizoma tuberizado debe plantarse a principios de primavera, o en el suelo o incluso en una maceta de unos 12 cm más ancho que el tubérculo mismo, que puede crecer considerablemente en una temporada y debe encontrar espacio para expandirse, con la parte superior a unos cinco centímetros de la superficie, porque las raíces se desarrollarán desde la parte superior.
El sustrato debe ser muy rico en sustancias orgánicas y nutrientes (por ejemplo, 50% de turba, 20% de tierra y 30% de estiércol maduro), para permitir el rápido desarrollo de la planta. En este punto solo tienes que regar y esperar.
Del tubérculo maduro, que es del tamaño de una toronja grande, la flor emergerá primero. Pero dado que su desarrollo le costará a la planta energías considerables que no podrá recuperar porque, como ya se dijo, está desprovista de raíces, el tubérculo se encogerá considerablemente y, por lo tanto, será mejor recomponer el suelo a su alrededor y proteger la planta del fuerte viento para no volcar el flor.
Una vez que esto se marchita, la planta comenzará a producir las raíces y, por lo tanto, será necesario administrar agua para mantener el suelo húmedo, especialmente en la parte superficial y teniendo cuidado de no saturar demasiado la parte inferior.
Después de muchas semanas, la única hoja comenzará a emerger y en este punto habrá que aumentar la cantidad de agua y comenzará el fertilizante líquido, inicialmente con una prevalencia de nitrógeno y luego, cuando la hoja esté completamente desarrollada, prevalecerá el potasio. .
S recomienda una exposición brillante, de sombra a pleno sol, incluso si es mejor proteger la planta del sol fuerte. Cuando la hoja se marchite en otoño, será mejor extraer el tubérculo de la maceta y mantenerlo en un lugar seco, pero también será posible dejarlo en la maceta al aire libre, siempre y cuando el suelo permanezca seco, por lo que puede soportar incluso unos pocos grados bajo cero.
Para el cultivo en campo abierto, debe ser en áreas donde la helada de invierno no sea demasiado fuerte, en un lugar protegido y bien drenado, lo más seco posible. Sin embargo, la planta crecerá más lentamente que si se trasplanta cada año y el peligro de pudrición siempre estará presente.

Usos y Tradiciones –
Konjac es una planta también conocida por los nombres de konyaku, konjak, konjaku, papa konjac, vudú lirio, lengua del diablo o ñame de elefante.
Es una planta conocida en Japón desde el siglo VI como planta medicinal.
Durante el período Edo (que comenzó a principios del siglo XVII), los japoneses lo importaron de China.
El libro de 1846 Konnyaku Hyakusen “100 recetas de konnyaku” ya demostró su popularidad en Japón en ese momento.
Hoy en día, Amorphophallus konjac se cultiva ampliamente en Japón (donde se llama “Konyaku”), por su uso comercial de la parte subterránea, de la que deriva un almidón utilizado durante siglos en la tradición dietética japonesa.
El medicamento, que es la parte de la planta con propiedades oficiosas, está formado por la raíz de la planta.
Se extrae un glucomanano purificado del tubérculo del konjac que consiste en un polisacárido, que no puede ser asimilado por el cuerpo humano, que tiene la capacidad de absorber una gran cantidad de agua, aumentando enormemente su volumen y transformándose en un mucílago fluido y viscoso. Se mezcla con el bolo alimenticio durante la digestión, formando un recubrimiento no digerible alrededor de las partículas alimenticias, capaz de incorporar azúcares (carbohidratos) y grasas (lípidos), reduciendo así su asimilación por el cuerpo. Este fenómeno es favorecido por el ambiente ácido presente dentro del estómago. Su ingestión siempre debe ir acompañada de abundantes cantidades de agua, 2-3 vasos, para evitar fenómenos suboclusivos a nivel esofágico.
La acción del glucomanano es, por lo tanto, de naturaleza mecánico-osmótica y no farmacológica, y se puede resumir de la siguiente manera:
– hinchazón en el estómago, Glucomannan reduce la estimulación del hambre, dando una sensación de saciedad;
– durante el tránsito intestinal, además del agua, incorpora azúcares y grasas, incluido el colesterol, disminuyendo su asimilación por el cuerpo;
– en el intestino grueso incorpora flora y toxinas dañinas y, debido a su volumen, presiona las paredes entéricas, ejerce una especie de masaje que estimula el peristaltismo, promueve el tránsito intestinal y facilita la evacuación.
El glucomanano está indicado como adyuvante en el tratamiento del sobrepeso, la obesidad y el estreñimiento, de enfermedades metabólicas como la hipercolesterolemia y la hiperlipidemia; de hiperglucemia en la diabetes tipo 2 no dependiente de insulina, ya que la absorción lenta y reducida de carbohidratos ayuda a nivelar los picos glucémicos posprandiales, evitando así el aumento repentino y anormal de la insulina y, por lo tanto, limitando la lipogénesis y el retorno temprano de hambre
Dado que no tiene efectos secundarios, ya que no se absorbe y, por lo tanto, no produce efectos sistémicos, también es adecuado en la obesidad infantil de 10 a 12 años, teniendo la previsión de hacer unos días libres después de cada mes de administración, por Evitar fenómenos de absorción reducida de vitaminas y minerales en un organismo en crecimiento.
En cuanto a las contraindicaciones o precauciones, recuerde que el glucomanano está contraindicado en caso de hernia hiatal, ya que el aumento de volumen en el estómago podría acentuar sus síntomas.
Como es el caso con muchos productos ricos en fibra, puede causar meteorismo, especialmente en la fase inicial, que generalmente disminuye después de unos días.
También puede reducir la absorción de medicamentos administrados simultáneamente, por lo tanto, recomendamos tomarlos al menos una hora antes de Glucomannan, o tres horas después de su ingestión.
Konjac es casi libre de calorías y alto en fibra; razón adicional para su uso como alimento dietético. En Corea también se usa como crema de masaje facial.
Konjac también se usa para preparar jaleas de frutas; Este tipo de bocadillo, envasado en vasos de plástico, es muy conocido en Japón y en los Estados Unidos de América.
A diferencia de las otras jaleas, Konyaku tiene una consistencia casi sólida y no se derrite inmediatamente en la boca; Por esta razón, se recomienda masticarlo muy bien antes de tragarlo, ya que de lo contrario ha habido varias muertes, especialmente de niños.

Método de preparación –
El alimento producido por el cormo de esta planta es ampliamente conocido en inglés por su nombre japonés, konnyaku (pastel de ñame), cocinado y consumido principalmente en Japón y Corea. Los dos tipos básicos de pastel son blanco y negro.
En la cocina japonesa, el konyaku se produce mezclando harina de konjac con agua o agua de cal; Es el ingrediente de muchos platos y especialidades como el oden, sukiyaki, gyūdon y shirataki spaghetti. Además, los vegetarianos lo usan como sustituto de la gelatina animal. El konnyaku destinado a la venta en tiendas de alimentos está empaquetado en bolsas de plástico que contienen agua y tiene la apariencia de un bloque gris con la consistencia de una gelatina firme.
Además, como se mencionó, el cormo de konjac contiene glucomanano, una goma vegetal natural utilizada en algunos tipos de goma de mascar.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se acepta responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.



[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.