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Justicia adhatoda

L’ Adatoda (Justicia adhatoda L., 1753) è una specie arbustiva sempreverde appartenente alla famiglia Acanthaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Scrophulariales, Famiglia Acanthaceae e quindi al Genere Justiciaed alla Specie J. Adhatoda.
Sono sinonimi i termini:
– Adatoda arborea Raf.;
– Adhatoda adhatoda (L.) Huth;
– Adhatoda pubescens Moench;
– Adhatoda vasica Nees;
– Adhatoda zeylanica Medic.;
– Dianthera latifolia Salisb.;
– Ecbolium adhatoda (L.) Druce;
– Gendarussa adhatoda (L.) Steud.;
– Justicia caracasana Sieber ex Nees.

Etimologia –
Il termine Justicia è stato dedicato in ricordo del coltivatore scozzese Giacomo Justice che scrisse nel 1754 il Giardiniere Scozzese e nel 1767 il Giardiniere Inglese.
L’epiteto specifico adhatoda è la forma latinizzata di adathodai, nome nativo indiano o dello Sri Lanka di questa pianta, formato da ada capra e da thodai non toccare: evitato dalle capre.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Adatoda è una pianta originaria del continente asiatico dove cresce spontaneamente ed in abbondanza in tutto il Nepal, nell’India e nella regione del Pakistan del Pothohar, in particolare nella zona di Pharwala e cresce altresì in Cina, nello Sri Lanka, nel Vietnam, in Indonesia (Giava) ed in Malaysia.
Inoltre questa pianta è diffusa e coltivata in alcune aree a clima idoneo dell’America.
Il suo habitat è quello delle aree umide tropicali dove cresce in suoli umidi ed in aree con presenza di alberi che la riparano dai raggi diretti del sole; cresce dal livello del mare fino ad arrivare ai 1300 m. s.l.m. in Pakistan.

Descrizione –
La Justicia adhatoda è una pianta arbustiva sempreverde, con rami ramificati che cresce fino ad un’altezza di 2-2,5 metri.
Le foglie sono di forma lanceolata, lunghe 10-15 centimetri e larghe 4 centimetri; sono disposte in modo opposto, hanno bordi smussati e portate da breve piccioli. Queste una volta essiccate assumono un colore opaco marrone verde e se ingerite hanno un sapore amaro.
I fiori sono di colore bianco della lunghezza di 3 cm circa, quasi sessili, nel terminale e picchi ascellare, fino a 10 cm di lunghezza e 2,5–3 cm di larghezza; le brattee a foglia verde sono orientate in senso lato-ellittiche di 1,5-2,5 x (0,8) 1-1.5 (-1,8) cm, pubescenti; le bratteole sono di forma ellittico-oblunghe e lanceolate, 1-1,5 (-2) x 0,3-0,5 cm, acute, minutamente pubescenti.
Il calice è a 5 lobi, lobi lineari-lanceolate, 6-10 x circa 2 mm, acuto, puberulous, embricate. La corolla è di colore pallido-bianco, tubo di 1,2-1,5 cm di lunghezza, al di fuori pubescente, villoso gola, agli arti 2-labbra, labbro superiore eretto, poco bifido, galeate, il labbro inferiore con 3 ellittica, lobi ottusi.
Sono presenti due stami con filamenti di 1-1,5 cm di lunghezza, antere oblunghe, basale apiculati. L’ovaio è oblungo di circa 3 mm di lunghezza e stile di 2-2,5 cm di lunghezza. Le capsule sono stipitate, largamente clavate di circa 2,5 centimetri di lunghezza, 4 teste di serie, pubescenti.
L’antesi avviene tra novembre ed aprile nelle aree più basse e luglio-ottobre in aree collinari.
I semi sono orbicolari di 2–3 mm e glabri.

Coltivazione –
L’ Adatoda è una pianta che può crescere anche in climi con inverni miti (come alcune aree del sud Italia) con temperature minime che raramente scendano sotto gli 0° C, anche se può reggere anche qualche grado in meno, per poco tempo.
L’esposizione ideale è abbastanza ombrosa, con l’ideale collocazione alla base di grandi alberi, affinché possa essere colpita solo dai raggi filtrati dalle chiome sovrastanti. Se esposta al Sole di mezzogiorno, le foglie possono subire danni, bruciature ed afflosciarsi.
Contrariamente alla maggior parte delle piante che amano l’ombra, la Justicia adhatoda è piuttosto resistente alla siccità estiva, anche perché, nei luoghi nativi, le piogge sono governate dai Monsoni, la cui alternanza fa si che ci siano lunghi periodi di siccità.
Il substrato ideale è quello umido, senza ristagni, ricco di sostanza organica, fertile e con un pH che può variare da neutro a leggermente alcalino (pH 7-8); inoltre la specie ha una discreta tolleranza alla salinità del suolo.
Per la gestione di questa pianta è necessario intervenire con periodiche concimazioni e potature di sfoltimento dell’arbusto, da attuarsi a fine inverno per consentire una crescita più folta ed ordinata.

Usi e Tradizioni –
La Justicia adhatoda è una pianta officinale che vanta una serie di usi medicinali tradizionali.
La conoscenza delle proprietà di questa specie risale a circa 3000 anni fa, quando veniva usata per il trattamento della tubercolosi, nelle infezioni respiratorie in genere e nell’asma; inoltre, essa veniva usata per migliorare la broncodilatazione e l’espettorazione. Inoltre la medicina moderna utilizza gli ingredienti di questa pianta anche contro la febbre da fieno.
Nelle sue foglie sono contenuti diversi Alcaloidi, tra cui il più importante è la Vasicina, da cui si ricava la Bromexina ed un alcaloide, la chinazolina, anch’essa responsabile dell’attività medicinale della pianta.
Per quanto riguarda la presenza della vasicina nella pianta è stata misurata pari allo 0,541 – 1,1% in peso secco.
La vasicina è stata paragonata alla teofillina sia in vitro che in vivo. Un altro principio attivo, il vasicinone, ha mostrato in vitro un’attività broncodilatatore ma attività bronco costrittrice in vivo; entrambi gli alcaloidi in combinazione, in rapporto 1:1, hanno mostrato marcata attività broncodilatatore sia in vivo che in vitro.
Inoltre la vasicina mostra anche una forte attività stimolante il sistema respiratorio (analettica) ed ha moderata attività ipotensiva; mentre il vasicinone è privo di queste attività.
Gli studi clinici di un farmaco commerciale contenente vasicinone e vasicinone non hanno rivelato alcun effetto collaterale durante il trattamento dell’asma bronchiale.
Da sottolineare, inoltre, come la presenza dei due principi attivi varia a seconda del periodo di raccolta della pianta.
Estratti da queste foglie vengono utilizzati in ambito terapeutico nelle patologie riguardanti l’apparato respiratorio (tosse, mal di gola, catarro etc.).
I principi attivi presenti in questo estratto hanno una funzione mucolitica, dilatano i bronchi ed inoltre, in caso di allergie, hanno anche un effetto antistaminico; infine rallentano la crescita del Mycobacterium tuberculosis.
In generale la pianta possiede proprietà anti-infiammatorie, analgesiche, espettorante, diuretica, anti-asma, proprietà abortive, antisettiche e antiprotozoaria ed insetticide, oltre ad azione sedativa ed antispasmodica.
Il suo estratto naturale agisce in vasta specie di affezioni allergiche ed è, inoltre, efficace contro l’eccessivo sanguinamento dell’epistassi, è usato contro l’epatite, febbre in generale e patologie oculari (glaucoma).
Questa pianta viene utilizzata anche nella medicina omeopatica dove il rimedio è costituito dalle foglie e viene utilizzato per la febbre da fieno.
Studi recenti, effettati nel 2011, hanno constatato che due principi attivi, contenuti nella pianta, inibiscono la crescita dello stafilococco, streptococco, del bacillo della difterite e del bacillo della tubercolosi, e anche le infezioni da protozoi; questo grazie ai composti: vasicina acetato e la 2-acetil benzilamina presenti nell’estratto della pianta ottenuto con la distillazione con esano, con l’etilacetato e il metanolo.
Altre applicazioni utili, degli estratti di questa pianta, si hanno nelle emorragie a ulcera peptica, nelle emorroidi, nella menorragia, così anche con l’applicazione topica nelle gengive sanguinanti (piorrea).
Infine studi sperimentali dimostrerebbero che estratti della Justicia adhatoda sono in grado di proteggere le cellule dal danno da radiazioni.
Un ultimo utilizzo interessante è quello legato alla possibilità di ottenere insetticidi dagli estratti delle foglie.

Modalità di Preparazione –
L’ Adatoda rientra nelle piante officinali con molteplici utilizzi ed applicazioni. Ovviamente la preparazione di estratti, soprattutto per uso medicinale e curativo, va eseguito da personale con competenze mediche e farmacologiche.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





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Justicia adhatoda

Malabar nut (Justicia adhatoda L., 1753) is an evergreen shrub species belonging to the Acanthaceae family.

Systematic –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Plantae, Subregion Tracheobionta, Superdivision Spermatophyta, Division Magnoliophyta, Class Magnoliopsida, Subclass Asteridae, Order Scrophulariales, Family Acanthaceae and therefore to the Genus Justiciaed to the Species J. Adhatoda.
The terms are synonymous:
– Adatoda arborea Raf .;
– Adhatoda adhatoda (L.) Huth;
– Adhatoda pubescens Moench;
– Adhatoda vasica Nees;
– Adhatoda zeylanica Medic .;
– Dianthera latifolia Salisb .;
– Ecbolium adhatoda (L.) Druce;
– Gendarussa adhatoda (L.) Steud .;
– Justicia caracasana Sieber ex Nees.

Etymology –
The term Justicia was dedicated in memory of the Scottish farmer Giacomo Justice who wrote the Scottish Gardener in 1754 and the English Gardener in 1767.
The specific epithet adhatoda is the Latinized form of adathodai, a native Indian or Sri Lankan name of this plant, made up of ada goat and thodai do not touch: avoided by goats.

Geographical Distribution and Habitat –
Malabar nut is a plant native to the Asian continent where it grows spontaneously and in abundance throughout Nepal, India and the Pakistan region of Pothohar, in particular in the Pharwala area and also grows in China, Sri Lanka, Vietnam , in Indonesia (Java) and Malaysia.
In addition, this plant is widespread and cultivated in some areas with a suitable climate in America.
Its habitat is that of tropical wetlands where it grows in moist soils and in areas with the presence of trees that protect it from direct sunlight; it grows from sea level up to 1300 m. s.l.m. in Pakistan.

Description –
Justicia adhatoda is an evergreen shrub plant with branched branches that grows to a height of 2-2.5 meters.
The leaves are lanceolate in shape, 10-15 centimeters long and 4 centimeters wide; they are arranged in an opposite way, have rounded edges and short stalks. Once dried, these take on an opaque brown-green color and if ingested they have a bitter taste.
The flowers are white in color, about 3 cm long, almost sessile, in the terminal and axillary peaks, up to 10 cm long and 2,5–3 cm wide; the green leaf bracts are oriented in a broad-elliptical direction of 1.5-2.5 x (0.8) 1-1.5 (-1.8) cm, pubescent; the bracts are elliptical-oblong and lanceolate, 1-1.5 (-2) x 0.3-0.5 cm, acute, minutely pubescent.
The calyx has 5 lobes, linear-lanceolate lobes, 6-10 x about 2 mm, acute, puberulous, embryonic. The corolla is pale-white in color, tube 1.2-1.5 cm long, outside pubescent, hairy throat, limbs 2-lips, upper lip erect, slightly bifid, galeate, lower lip with 3 elliptical, obtuse lobes.
There are two stamens with filaments 1-1.5 cm long, oblong anthers, apical basal. The ovary is oblong about 3 mm long and 2-2.5 cm long in style. The capsules are stiped, broadly clavate of about 2.5 centimeters in length, 4 seeded, pubescent.
The antesis occurs between November and April in the lower areas and July-October in hilly areas.
The seeds are 2–3 mm orbicular and hairless.

Cultivation –
Malabar nut is a plant that can also grow in climates with mild winters (such as some areas of southern Italy) with minimum temperatures that rarely drop below 0 ° C, although it can even hold a few degrees less, for a short time.
The ideal exposure is quite shady, with the ideal location at the base of large trees, so that it can be affected only by the rays filtered by the foliage above. If exposed to the midday sun, the leaves can suffer damage, burns and sag.
Unlike most shade-loving plants, Justicia adhatoda is quite resistant to summer drought, also because, in native places, the rains are governed by monsoons, whose alternation means that there are long periods of drought.
The ideal substrate is humid, without stagnation, rich in organic, fertile and with a pH that can vary from neutral to slightly alkaline (pH 7-8); moreover the species has a fair tolerance to soil salinity.
For the management of this plant it is necessary to intervene with periodic fertilizations and pruning of thinning of the shrub, to be carried out at the end of winter to allow a thicker and more orderly growth.

Uses and Traditions –
Justicia adhatoda is an officinal plant that boasts a number of traditional medicinal uses.
The knowledge of the properties of this species dates back to around 3000 years ago, when it was used for the treatment of tuberculosis, in respiratory infections in general and in asthma; in addition, it was used to improve bronchodilatation and expectoration. In addition, modern medicine uses the ingredients of this plant also against hay fever.
Its leaves contain various alkaloids, among which the most important is Vasicine, from which Bromhexine and an alkaloid, quinazoline, are also responsible for the medicinal activity of the plant.
As for the presence of vasicine in the plant, it was measured equal to 0.541 – 1.1% in dry weight.
Vasicine has been compared to theophylline both in vitro and in vivo. Another active ingredient, vasicinone, has shown in vitro bronchodilator activity but broncho-constricting activity in vivo; both alkaloids in combination, in a 1: 1 ratio, showed marked bronchodilator activity both in vivo and in vitro.
Furthermore, vasicine also shows a strong activity stimulating the respiratory system (analectic) and has moderate hypotensive activity; while vasicinone is devoid of these activities.
Clinical studies of a commercial drug containing vasicinone and vasicinone have not revealed any side effects during the treatment of bronchial asthma.
It should also be noted that the presence of the two active ingredients varies according to the harvesting period of the plant.
Extracted from these leaves, they are used therapeutically in diseases related to the respiratory system (cough, sore throat, phlegm etc.).
The active ingredients present in this extract have a mucolytic function, dilate the bronchi and also, in case of allergies, also have an antihistamine effect; finally they slow down the growth of Mycobacterium tuberculosis.
In general, the plant has anti-inflammatory, analgesic, expectorant, diuretic, anti-asthma, abortive, antiseptic and antiprotozoan and insecticidal properties, as well as sedative and antispasmodic action.
Its natural extract acts in a wide range of allergic conditions and is also effective against excessive bleeding from epistaxis, it is used against hepatitis, fever in general and eye diseases (glaucoma).
This plant is also used in homeopathic medicine where the remedy is made up of leaves and is used for hay fever.
Recent studies, carried out in 2011, have found that two active ingredients, contained in the plant, inhibit the growth of staphylococcus, streptococcus, diphtheria bacillus and tuberculosis bacillus, and also protozoan infections; this thanks to the compounds: vasicine acetate and 2-acetyl benzylamine present in the plant extract obtained by distillation with hexane, with ethyl acetate and methanol.
Other useful applications, of the extracts of this plant, are found in peptic ulcer hemorrhages, in hemorrhoids, in menorrhagia, as well as with topical application in bleeding gums (pyorrhea).
Finally, experimental studies show that extracts of Justicia adhatoda are able to protect cells from radiation damage.
A last interesting use is related to the possibility of obtaining insecticides from the extracts of the leaves.

Method of Preparation –
Malabar nut is part of medicinal plants with multiple uses and applications. Obviously the preparation of extracts, especially for medicinal and curative use, must be carried out by personnel with medical and pharmacological skills.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Tips and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for information purposes only, they do not in any way represent a medical prescription; therefore, no responsibility is accepted for their use for healing, aesthetic or food purposes.





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Justicia adhatoda

Adatoda (Justicia adhatoda L., 1753) es una especie de arbusto de hoja perenne perteneciente a la familia Acanthaceae.

Sistemático –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Kingdom Plantae, Subregion Tracheobionta, Superdivision Spermatophyta, Division Magnoliophyta, Class Magnoliopsida, Subclass Asteridae, Order Scrophulariales, Family Acanthaceae y, por lo tanto, al género Justiciaed a la especie J. Adhatoda.
Los términos son sinónimos:
– Adatoda arborea Raf.
– Adhatoda adhatoda (L.) Huth;
– Adhatoda pubescens Moench;
– Adhatoda vasica Nees;
– Adhatoda zeylanica Medic.
– Dianthera latifolia Salisb.
– Ecbolium adhatoda (L.) Druce;
– Gendarussa adhatoda (L.) Steud.
– Justicia caracasana Sieber ex Nees.

Etimología –
El término Justicia se dedicó en memoria del agricultor escocés Giacomo Justice, quien escribió el jardinero escocés en 1754 y el jardinero inglés en 1767.
El epíteto específico adhatoda es la forma latinizada de adathodai, un nombre nativo indio o srilanqués de esta planta, compuesta de cabra ada y thodai que no se tocan: evitada por las cabras.

Distribución geográfica y hábitat –
Adatoda es una planta nativa del continente asiático donde crece espontáneamente y en abundancia en Nepal, India y la región de Pothohar en Pakistán, en particular en el área de Pharwala y también crece en China, Sri Lanka, Vietnam , en Indonesia (Java) y Malasia.
Además, esta planta está muy extendida y se cultiva en algunas áreas con un clima adecuado en América.
Su hábitat es el de los humedales tropicales donde crece en suelos húmedos y en áreas con presencia de árboles que lo protegen de la luz solar directa; Crece desde el nivel del mar hasta 1300 m. s.l.m. en Pakistán.

Descripción –
Justicia adhatoda es una planta arbustiva de hoja perenne con ramas ramificadas que crece hasta una altura de 2-2.5 metros.
Las hojas tienen forma lanceolada, 10-15 centímetros de largo y 4 centímetros de ancho; están dispuestos de forma opuesta, tienen bordes redondeados y tallos cortos. Una vez secos, estos adquieren un color marrón-verde opaco y si se ingieren tienen un sabor amargo.
Las flores son de color blanco, de unos 3 cm de largo, casi sésiles, en los picos terminales y axilares, de hasta 10 cm de largo y 2,5–3 cm de ancho; las brácteas de hoja verde están orientadas en una dirección elíptica amplia de 1.5-2.5 x (0.8) 1-1.5 (-1.8) cm, pubescentes; las brácteas son elípticas-oblongas y lanceoladas, 1-1.5 (-2) x 0.3-0.5 cm, agudas, minuciosamente pubescentes.
El cáliz tiene 5 lóbulos, lóbulos lineal-lanceolados, 6-10 x aproximadamente 2 mm, agudos, puberulosos, embrionarios. La corola es de color blanco pálido, tubo de 1.2-1.5 cm de largo, exterior pubescente, garganta peluda, extremidades 2 labios, labio superior erecto, ligeramente bífido, galeate, labio inferior con 3 lóbulos elípticos, obtusos.
Hay dos estambres con filamentos de 1-1.5 cm de largo, anteras oblongas, apicales basales. El ovario es oblongo de aproximadamente 3 mm de largo y 2-2.5 cm de largo en estilo. Las cápsulas son de jamba, con garras amplias de aproximadamente 2,5 centímetros de largo, 4 sin semillas, pubescentes.
La antesis ocurre entre noviembre y abril en las zonas bajas y julio-octubre en zonas montañosas.
Las semillas son de 2-3 mm orbiculares y sin pelo.

Cultivo –
Adatoda es una planta que también puede crecer en climas con inviernos suaves (como algunas áreas del sur de Italia) con temperaturas mínimas que rara vez caen por debajo de 0 ° C, aunque incluso puede mantener unos pocos grados menos, por un corto tiempo.
La exposición ideal es bastante sombreada, con la ubicación ideal en la base de grandes árboles, de modo que solo puede verse afectada por los rayos filtrados por el follaje de arriba. Si se exponen al sol del mediodía, las hojas pueden sufrir daños, quemaduras y pandeo.
Al contrario de la mayoría de las plantas que aman la sombra, Justicia adhatoda es bastante resistente a la sequía de verano, también porque, en los lugares nativos, las lluvias se rigen por los monzones, cuya alternancia significa que hay largos períodos de sequía.
El sustrato ideal es húmedo, sin estancamiento, rico en materia orgánica, fértil y con un pH que puede variar de neutro a ligeramente alcalino (pH 7-8); Además, la especie tiene una tolerancia justa a la salinidad del suelo.
Para el manejo de esta planta es necesario intervenir con fertilizaciones periódicas y podas de adelgazamiento del arbusto, que se realizarán a fines del invierno para permitir un crecimiento más espeso y ordenado.

Usos y Tradiciones –
Justicia adhatoda es una planta oficial que cuenta con una serie de usos medicinales tradicionales.
El conocimiento de las propiedades de esta especie se remonta a alrededor de 3000 años atrás, cuando se usaba para el tratamiento de la tuberculosis, en las infecciones respiratorias en general y en el asma; Además, se utilizó para mejorar la broncodilatación y la expectoración. Además, la medicina moderna utiliza los ingredientes de esta planta también contra la fiebre del heno.
Sus hojas contienen varios alcaloides, entre los cuales el más importante es la vasicina, de la cual la bromhexina y un alcaloide, la quinazolina, también son responsables de la actividad medicinal de la planta.
En cuanto a la presencia de vasicina en la planta, se midió igual a 0.541 – 1.1% en peso seco.
La vasicina se ha comparado con la teofilina tanto in vitro como in vivo. Otro ingrediente activo, la vasicinona, ha mostrado actividad broncodilatadora in vitro pero actividad broncoconstrictora in vivo; ambos alcaloides en combinación, en una proporción 1: 1, mostraron una marcada actividad broncodilatadora tanto in vivo como in vitro.
Además, la vasicina también muestra una fuerte actividad estimulando el sistema respiratorio (analectica) y tiene una actividad hipotensora moderada; mientras que la vasicinona carece de estas actividades.
Los estudios clínicos de un medicamento comercial que contiene vasicinona y vasicinona no han revelado ningún efecto secundario durante el tratamiento del asma bronquial.
También se debe tener en cuenta que la presencia de los dos ingredientes activos varía según el período de cosecha de la planta.
Los extractos de estas hojas se usan terapéuticamente en enfermedades relacionadas con el sistema respiratorio (tos, dolor de garganta, flema, etc.).
Los ingredientes activos presentes en este extracto tienen una función mucolítica, dilatan los bronquios y también, en caso de alergias, también tienen un efecto antihistamínico; finalmente ralentizan el crecimiento de Mycobacterium tuberculosis.
En general, la planta tiene propiedades antiinflamatorias, analgésicas, expectorantes, diuréticas, antiasmáticas, abortivas, antisépticas y antiprotozoarias e insecticidas, además de acción sedante y antiespasmódica.
Su extracto natural actúa en una amplia gama de condiciones alérgicas y también es efectivo contra el sangrado excesivo de la epistaxis, se usa contra la hepatitis, la fiebre en general y las enfermedades oculares (glaucoma).
Esta planta también se usa en medicina homeopática, donde el remedio está compuesto de hojas y se usa para la fiebre del heno.
Estudios recientes, realizados en 2011, han encontrado que dos ingredientes activos, contenidos en la planta, inhiben el crecimiento de estafilococos, estreptococos, bacilos de difteria y bacilos de tuberculosis, y también infecciones por protozoos; esto gracias a los compuestos: acetato de vasicina y 2-acetil bencilamina presentes en el extracto vegetal obtenido por destilación con hexano, con acetato de etilo y metanol.
Otras aplicaciones útiles, de los extractos de esta planta, se encuentran en las hemorragias por úlcera péptica, en las hemorroides, en la menorragia, así como con la aplicación tópica en las encías sangrantes (piorrea).
Finalmente, los estudios experimentales muestran que los extractos de Justicia adhatoda pueden proteger las células del daño por radiación.
Un último uso interesante está relacionado con la posibilidad de obtener insecticidas de los extractos de las hojas.

Método de preparación –
Adatoda es parte de plantas medicinales con múltiples usos y aplicaciones. Obviamente, la preparación de extractos, especialmente para uso medicinal y curativo, debe ser realizada por personal con habilidades médicas y farmacológicas.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se acepta responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.





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