Come coltivare la Vaniglia

Come coltivare la Vaniglia

La pianta della vaniglia (Vanilla planifolia Jacks. ex Andrews, 1808) è una liana, della famiglia delle Orchidaceae che, per poter crescere, ha bisogno di climi tropicali umidi dove viene coltivata essenzialmente con tre sistemi:
– nel sottobosco si utilizzano come supporto i tronchi degli alberi;
– si coltiva in colture intercalari, ad esempio assieme alle canne da zucchero;
– in ultimo si coltiva anche in serra.
In queste coltivazioni gli agricoltori praticano potature, controllano (o praticano) il fissaggio dei fusti, e provvedono in particolare a ripiegare le liane in modo che i baccelli si trovino ad altezza corretta (un metro e mezzo) per una facile raccolta.
I suoi frutti, comunemente chiamati baccelli, producono la spezia nota come vaniglia.
Nella coltivazione della vaniglia un fattore molto importante è quello della fecondazione che deve essere sempre realizzata manualmente da fiore a fiore. La procedura usata è sempre la stessa da quando fu scoperta da Edmond Albius.
Questa si esegue presto la mattina (i fiori hanno vita breve dell’ordine di qualche ora, all’inizio della giornata) e quando non c’è umidità (la pioggia non permette la formazione dei fiori).
Nella crescita allo stato naturale la fecondazione è assicurata da alcuni api del genere Melipona, un genere di api senza pungiglione.
Tornabdo alla impollinazione artificiale, questa viene eseguita tenendo il fiore delicatamente con una mano, un dito serve da punto d’appoggio sotto la colonna (la parte centrale del fiore).
A questo punto si utilizza uno strumento appuntito, ma non tagliente, ad esempio un aculeo, si strappa il cappuccio che protegge gli organi sessuali maschili. Sempre con questo strumento, si raddrizza la linguetta (il rostello) che separa gli organi femminili dalla parte maschile e si avvicina con le dita lo stame, sul quale si trova il polline, verso lo stigma esercitando una leggera pressione per assicurare un buon contatto.
Per quanto riguarda le tecniche di coltivazione la vaniglia è una pianta che pur amando i luoghi luminosi deve crescere in are riparate dai raggi diretti del sole. La temperatura ottimale va da 15 a 25 °C.
Nelle condizioni climatiche italiane la Vaniglia può essere coltivata in aree condizionate (serre) o in ambienti adatti (anche in vaso in appartamento) a condizione che si rispettivo alcune regole che vedremo.
Per iniziare, diciamo che è una pianta che ha bisogno di spazio: si consideri che in vaso, da adulta può misurare fino a 4 m di lunghezza, e i tralci vanno fatti arrampicare su un robusto e lungo tutore, ripiegandoli e fissandoli a esso.
Il substrato adatto per la Vanilla planifolia deve essere composto da sfagno (muschio leggero e permeabile) o corteccia di piante non resinose e fibra di osmunda (radice di felce).

Questa pianta, se allevata in vaso va annaffiata con acqua piovana o demineralizzata almeno 2 volte a settimana. Inoltre, al fine di assicurare il giusto grado di umidità ambientale alla pianta, soprattutto se l’ambiente è troppo secco, sono necessarie almeno 2 nebulizzazioni giornaliere con acqua non calcarea. In inverno invece le annaffiature vanno ridotte al minimo indispensabile.
Per quanto riguarda l’apporto di nutrienti la vaniglia, dalla ripresa vegetativa e per tutto l’estate va fertilizzata, mediamente ogni 15 – 20 giorni con un concime specifico per orchidee bilanciato in azoto, fosforo e potassio, ma anche con una piccola percentuale di ferro, zinco, rame, manganese.
Quando la pianta giunge poi nella fase di fine fioritura si evita di concimare per un paio di mesi e dopo questo periodo di riposo, si riprende a concimare regolarmente.
Per quanto riguarda la riproduzione questa pianta, come avviene per i luoghi di coltivazione, si riproduce per seme.
La moltiplicazione della Vaniglia può essere comunque praticata più facilmente per talea una tecnica di propagazione sicura e che produce piante con le stesse caratteristiche genetiche della pianta madre.
In questo caso dopo la fioritura, si prelevano, con forbici affilate e disinfettate, delle porzioni di rami lunghi circa 15 -18 cm. Si consiglia di trattare le talee con un ormone radicante e successivamente messe a radicare in un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali.
Inoltre per favorire il radicamento, il semenzale va posto in un luogo a temperatura costante di circa 25° C e mantenuto costantemente umido fino alla comparsa dei nuovi germogli che generalmente compaiono dopo circa un mese.
Trascorso un anno da questo periodo, le piante di Vaniglia possono essere trapiantate in vasi singoli ed allevate in questi fino al momento della messa a dimora definitiva.
Si sottolinea che la Vanilla planifolia è una pianta caratterizzata da una crescita molto veloce che richiede molto spazio, motivo per cui va impiantata in buche a distanza di 1 metro sulla fila e circa 2 tra le file. Ogni pianta va sorretta da un tutore per far arrampicare i suoi lunghi tralci.
Se invece la Vaniglia viene coltivata in vaso bisogna fornirle un contenitore molto spazioso e profondo per consentire un regolare sviluppo sia dell’apparato radicale sia della parte aerea.
Per quanto riguarda la raccolta dei frutti si evidenzia come nei luoghi di produzione, i frutti della vaniglia vengono raccolti ancora verdi, dopo un lungo e difficile periodo di essiccazione, diventano neri e acquistano il loro inconfondibile profumo aromatico. Generalmente la raccolta dei baccelli inizia dopo tre anni dalla semina.
La tecnica prevede, inoltre che, dopo la raccolta i frutti siano fatti essiccare all’aria in un luogo aerato ed ombroso.
Dopo l’essiccazione i baccelli si conservano interi in barattoli di vetro e riposti in un luogo buio e fresco.
Infine un accenno per quanto riguarda le fitopatie e malattie cui più spesso può andare incontro la pianta di Vaniglia. Questa è una pianta sensibile al marciume radicale, soprattutto se il substrato di crescita non è ben drenato, inoltre può essere attaccata da cocciniglie e afidi che di solito si annidano nelle intersezioni fogliari, in particolar modo se si eccede con le concimazioni azotate.

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