Lobularia maritima

Lobularia maritima

La Filigrana comune o alisso profumato (Lobularia maritima (L.) Desv.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Brassicaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Dilleniidae, Ordine Capparales, Famiglia Brassicaceae e quindi al Genere Lobularia ed alla Specie L. maritima.
È basionimo il termine:
– Clypeola maritima L.;
Sono altri sinonimi i termini:
– Alyssum maritimum (L.) Lam.;
– Koniga maritima (L.) R. Br..

Etimologia –
Il termine Lobularia proviene da globulus (diminutivo di globus globo, sfera) sferetta: per la forma delle siliquette che caratterizza il genere.
L’epiteto specifico maritima deriva da mare mare: marittimo, marino, che cresce vicino al mare.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La filigrana comune è una pianta di origini mediterranee che è presente in tutte le regioni dell’Italia centro-meridionale, in Liguria, Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Il suo habitat è quello dei campi coltivati, muri, terreni rocciosi e sabbiosi, spiagge, dune e macereti, dal livello del mare a 300 m circa, anche se può spingersi oltre.

Descrizione –
La Lobularia maritima è una pianta perenne, alta 15-40 cm, con una radice sotterranea robusta a volte anche molto allungata.
Presenta fusti legnosi alla base, ascendenti, glabri e molto ramificati.
Le foglie sono piccole, semplici, con le basali spatolate e le cauline, alterne, lanceolato-lineari, intere con apice acuto e base spesso più o meno attenuata in una specie di picciolo, tutte di un colore verde-grigiastro tomentoso dovuto alla loro pelosità.
I fiori sono ermafroditi, dal gradevole profumo di miele, che si formano all’apice dei rami fioriferi, raccolti in infiorescenze nude o poco fogliose, dense a racemo; questi hanno il calice con 4 sepali di 1 mm, la corolla con 4 piccoli petali suborbicolari di 2-3 mm, generalmente di colore bianco, ma anche bianco-giallastri o con screziature rosa, 6 stami tetradinami, cioè 4 lunghi e 2 laterali più corti, antere di colore giallo e un piccolo pistillo posto all’interno del fiore e poco visibile.
È una pianta che fiorisce tutto l’anno anche con temperature relativamente basse.
I frutti sono delle piccole silique sferiche del diametro di 3-4 mm con all’interno due semi circolari (uno per loggia), piatti con diametro di 1-2 mm e colore bruno scuro. Dopo l’inseminazione i setti persistono a lungo sul fusto.

Coltivazione –
La Filigrana comune, anche se è una pianta spontanea viene coltivata abbondantemente per la sua continua fioritura ed il suo profumo. Questa pianta comunque tende a naturalizzarsi per cui diventa difficile stabilire gli areali naturali di provenienza.
Si tratta di una pianta che richiede zone soleggiate e che si semina direttamente nel terreno e la germinazione avviene entro 10-15 giorni.

Usi e Tradizioni –
La Lobularia maritima, come detto, è una pianta ampiamente coltivata a scopo ornamentale per la sua continua fioritura e il profumo dei fiori.
Si tratta di una pianta con proprietà astringenti, diuretiche e antiscorbutiche e a tal fine viene ancora utilizzata specialmente in Spagna.
Di questa pianta se ne fa anche un uso alimentare e le parti usate sono le foglioline e le cime tenere fresche che vengono usate nelle insalatine miste e cotte nelle minestre, i racemi fiorali vengono impiegati altresì nelle insalate come decorazione commestibile.
Il periodo ottimale di raccolta è tra Gennaio e Dicembre.

Modalità di Preparazione –
La Filigrana comune, oltre che per scopi farmaceutici può essere utilizzata in cucina per la preparazione di insalate. A tal scopo si utilizzano le giovani foglie e i fiori che vengono usati o come condimento in insalate o in particolari pietanze per il loro sapore piccante.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Acquisto suggerito



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *