Vachellia seyal

Vachellia seyal

L’acacia rossa (Vachellia seyal (Delile) P.J.H.Hurter) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Fabales, Famiglia Fabaceae, Sottofamiglia Mimosoideae e quindi al Genere Vachellia ed alla Specie V.seyal.
Sono sinonimi i termini:
– Acacia fistula Schweinf.;
– Acacia flava (Forssk.) Schweinf. var. seyal (Delile) Roberty;
– Acacia seyal Delile;
– Acacia stenocarpa A. Rich..
All’interno di questa specie si ricnoscono due varietà che sono:
– Vachellia seyal var. fistula (Schweinf.) Kyal. & Boatwr.;
– Vachellia seyal var. seyal (Delile) P.J.H.Hurter.

Etimologia –
Il termine Vachellia di questo genere è stato dedicato al botanico britannico rev. George Harvey Vachell (1799-1839), cappellano a Macao, che dette un notevole contributo alla conoscenza della flora cinese.
L’epiteto specifico seyal proviene dal nome vernacolare arabo di questa acacia.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’acacia rossa è un albero presente nelle sue aree di origine che vanno dall’Egitto al Kenya e al Senegal occidentale. Nel Sahara, cresce spesso in valli umide. Si trova anche a nella regione del Wadi Rum che è una valle scavata nei millenni dallo scorrere di un fiume nel suolo sabbioso e di roccia granitica della Giordania meridionale, a 60 km circa a est di Aqaba.
Il suo habitat è quello delle zone semi-aride dell’Africa tropicale; è uno degli alberi più comuni nella savana del Sudan che spesso si presenta in formazioni forestali pure su aree piuttosto vaste del paese. Cresce frequentemente in gruppi o chiazze, a volte di dimensioni considerevoli, in aree popolate dalla specie Senegalia Senegal a quote tra 1.700 e 2.000 metri, crescendo meglio dove la temperatura media annuale è compresa tra 18 e 28 ° C e la piovosità media annua è di 250 – 1.000 mm.

Descrizione –
La Vachellia seyal è un albero sempreverde e spinoso con una chioma aperta e arrotondata, che può crescere fino a 17 metri di altezza ma che generalmente cresce tra 6 e 10 metri.
Il tronco può avere un diametro fino a 60 cm, con una corteccia verdastra o rossastra pallida.
Alla base delle foglie piumate di 3–10 cm ci sono due spine dritte, di colore grigio chiaro, che crescono fino a 7–20 cm di lunghezza.
I fiori sono riuniti in grappoli rotondi di colore giallo brillante approssimativamente con un diametro di 1,5 cm.
La fioritura è concentrata nel mezzo della stagione secca, con frutti maturi (baccelli) che compaiono 4 mesi dopo.

Coltivazione –
Per la coltivazione della Vachellia seyal si consideri che questa specie si trova più comunemente entro 12 ° dall’equatore, specialmente nelle aree semi-aride dove predilige terreni ben drenati con pH da neutro ad acido (tra 6 e 8).
In genere preferisce terreni pesanti, argillosi, terreni alluvionali ghiaiosi e pietrosi o terreni umici.
È una pianta che tollera anche una certa salinità del suolo ed inondazioni periodiche nonché il vento e la nebbia salina.
La propagazione può avvenire per seme, ed in questo caso, questo deve essere preventivamente scarificato per consentire l’imbibizione. Per questo motivo andrebbe immerso preventivamente per 24 ore in acqua calda prima della semina. Il seme germina meglio a una temperatura di circa 21 °C.
La germinazione di circa il 30% dei semi trattati viene solitamente ottenuta in circa 7 giorni. La germinazione viene operata spesso su carta da filtro umida per consentire una rapida identificazione dei semi vitali, che vengono trasferiti in contenitori profondi con terreno ricco di limo non appena si osserva la germinazione.
Le piante producono una radice profonda ma non tollerano bene il trapianto per cui vanno trapiantate direttamente nel luogo dove devono essere coltivate.
Nelle piantagioni gestite con una rotazione di 10-15 anni si possono produrre 10 – 35 metri cubi di legna da ardere per ettaro all’anno.
In queste condizioni è una pianta che porta un’abbondante fioritura, profumata con una impollinazione entomofila. Le api producono un miele di colore bianco con aroma delicato.
Da sottolineare come la Vachellia seyal stabilisce una relazione simbiotica con alcuni batteri del suolo, che formano noduli sulle radici e fissano l’azoto atmosferico. Parte di questo azoto viene utilizzato dalla pianta in crescita, ma una parte può anche essere utilizzata da altre piante che crescono nelle vicinanze.

Usi e Tradizioni –
Secondo una tradizione tramandata si dice che il legno di questo albero sia stato usato nell’antico Egitto per fabbricare bare e anche l’Arca dell’Alleanza.
La Vachellia seyal è, insieme ad altre specie simili, un’importante fonte di gomma arabica, un polisaccaride naturale, che trasuda da steli danneggiati e si solidifica. La gomma di questa pianta viene chiamata gomma talha, dal nome arabo dell’albero: (Talh).
Parti dell’albero hanno un contenuto di tannino fino al 18-20%.
La corteccia è usata localmente per trattare la dissenteria e le infezioni batteriche della pelle, come la lebbra. La corteccia è anche usata come stimolante.
La gomma viene utilizzata come afrodisiaco, per il trattamento della diarrea, come emolliente, per il trattamento delle emorragie, delle infiammazione degli occhi, dei disturbi intestinali e della rinite. La gomma viene utilizzata per allontanare l’artrite e la bronchite.
L’incenso proveniente dal legno è usato per trattare il dolore da reumatismi e per impedire alle future mamme di contrarre la rinite e la febbre.
Per questi scopi l’albero viene raccolto allo stato selvatico per cibo, medicine e altri prodotti dalle popolazioni locali e produce una gomma che viene esportata in altri paesi.
Le radici sono usate per fare doghe e la corteccia è usata per ottenere fbbre con cui si fanno delle corde. Questa fibra presenta promettenti caratteristiche tecnologiche.
In molte aree, gli agricoltori hanno tagliato i rami di questa pianta per creare recinzioni. I rami spinosi sono buoni per questo scopo e durano circa 2 anni.
Il legno, di colore da giallo pallido a marrone medio, con macchie localizzate di colore marrone-rosato ha un potenziale nelle aree rurali per la produzione di legname. Questo legno richiede una buona lucidatura ma è suscettibile all’attacco di insetti. Pertanto, deve essere opportunamente trattato dividendolo, immergendolo in acqua per alcune settimane e quindi asciugandolo accuratamente.
Produce una legna da ardere buona e densa, molto apprezzata e ampiamente utilizzata in ogni parte.
Una particolarità di questo albero, come di specie affini, è che in periodi di siccità può concentrare alti livelli di tossina derivata dall’acido cianidrico nel loro fogliame, rendendoli pericolosi da mangiare per gli erbivori.
Dal punto di vista ecologico l’apparato radicale delle piante tende a stabilizzare i suoli contro frane, dissesti ed erosione.
Con la gomma mescolata con fuliggine e arenaria nubiana in polvere si ottiene un inchiostro nero e rosso.
Con il fumo prodotto bruciando il legno si ottiene una fumigazione contro insetti e pidocchi; inoltre i prodotti chimici presenti nella corteccia uccidono le lumache d’acqua dolce che trasportano i parassiti della bilharzia (malattie parassitarie provocate da Trematodi del genere Schistosoma) e le alghe che crescono negli stagni; gli estratti metanolici della corteccia applicati agli stagni mostrano proprietà alghicide.

Modalità di Preparazione –
L’acacia rossa, come detto, ha notevoli impieghi anche in campo alimentare.
Come visto dalla corteccia si ottiene una gomma commestibile che consumata fresca ha un sapore leggermente acido. Questa viene anche mescolata con polpa del frutto di Balanites aegyptiaca (dattero del deserto) per formare uno sciroppo.
La fibra interna della corteccia viene masticata per il suo gusto piuttosto dolce e la corteccia viene macinata in polvere e utilizzata per preparare un tè.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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