Carta di Matera

Carta di Matera

La Carta di Matera è il documento elaborato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, quale atto finale del XVII congresso nazionale della categoria tenutosi a Matera dal 7 al 9 novembre 2019.
La Carta di Matera è il Piano D’azione per la Sostenibilità, predisposto attraverso il contributo di 300 iscritti al Congresso, riuniti in 4 tesi congressuali, dopo 3 giornate di lavoro, e grazie al contributo di circa 50 relatori in un programma, integrato con le osservazioni degli iscritti presenti alla discussione.
La Carta di Matera rappresenta la sintesi degli Obiettivi che l’Italia, come Paese, deve percorrere da qui al 2030, non solo per dare una impronta nuova alla sua agricoltura ma per integrare sistemi ed azioni che coinvolgono necessariamente la sicurezza alimentare, in un sistema di città vivibili, in un modello di economia circolare che sia la base per la sicurezza ambientale ed un nuovo concetto di benessere ed un recupero e reintegrazioni degli ecosistemi in questo nuovo paradigma.
La Carta di Matera è un documento complesso che non solo reindirizzerà il ruolo professionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, ma che rappresenterà anche uno strumento utile per la società civile, per l’intero settore primario ed i legami tra questo e l’intero modello socioeconomico.
In sintesi la Carta di Matera è la puntualizzazione, estrapolata da Agenda 2030, su quattro tesi.

Tesi 1: sicurezza alimentare
Migliorare la produzione di cibo è possibile, avendo sempre come obiettivo la sostenibilità: abbiamo visto che le produzioni integrate, conservative, biologiche offrono opportunità interessanti. Lo sforzo da fare sarà quello di stimolare la crescita delle competenze, l’impiego di nuove tecnologie e il miglioramento dei processi per un uso più razionale delle risorse e il contenimento degli impatti.

Tesi 2: città vivibili
Il trend in atto prevede che l’inurbamento cresca ancora nei prossimi anni, rendendo le città uno dei luoghi prioritari per gli interventi di sostenibilità. Il settore agricolo può contribuire in modo deciso alla vivibilità e alla salubrità delle città con la crescita dell’agronomia e della silvicoltura urbana, rafforzando le relazioni città-campagna e rendendo anche le città luoghi di produzione del cibo. Si dovranno comunque contrastare i fenomeni di consumo del suolo e stimolare le politiche di reimpiego degli scarti. La progettazione delle aree verdi, la pianificazione di area vasta, la definizione di standard prestazionali per la valutazione dei servizi ecosistemici possono completare l’intervento in questo settore.

Tesi 3: sicurezza ambientale
L’obiettivo è stimolare modelli produttivi sostenibili e i modelli economici circolari. Il migliore impiego delle risorse, la riduzione degli sprechi nei processi produttivi, il recupero e la riqualificazione delle aree degradate e da bonificare definiscono la strada da prendere. Un uso consapevole di agrofarmaci e un codice etico di utilizzo sarà il valore aggiunto per il raggiungimento dell’obiettivo finale.

Tesi 4: gestione sostenibile delle foreste
La superficie boscata italiana è in aumento, ma gran parte di queste superfici non sono gestite. La valorizzazione di questa risorsa offre l’opportunità per stimolare politiche virtuose di sviluppo delle aree interne e di protezione del territorio. Imparare a pianificare e gestire il bosco, accrescere la superficie con certificazione sostenibile, stimolare l’impiego di tecnologie innovative faranno da cornice a questo obiettivo, in cui l’agronomo o il forestale potrà contribuire sia come attore che come coordinatore di team multidisciplinari.

La Carta di Matera, attraverso quanto elaborato ed emerso, rappresenta adesso il punto di partenza per una rielaborazione sistemica di un modello di Paese che, gioco forza, deve proiettarsi verso scenari più complessi, fondati su criteri di sostenibilità e che abbiano come obiettivo il benessere condiviso tra Uomo e ambiente.
Un impegno in cui i Dottori Agronomi e Dottori Forestali non dovranno svolgere più solo un ruolo di semplice consulenza e progettazione ma di revisione dei modelli di pianificazione del modo di progettare il futuro.

Guido Bissanti

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