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Cistus creticus

Il Cisto rosso, conosciuto anche come Rosola o Cisto di Creta (Cistus creticus L.) è una specie arbustiva della famiglia delle Cistaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Violales, Famiglia Cistaceae e quindi al Genere Cistus ed alla Specie C. creticus.
Sono sinonimi i termini:
– Cistus garganicus Ten.;
– Cistus villosus subsp. creticus (L.) Nyman;
– Cistus incanus L. subsp. creticus (L.) Heywood;
– Cistus incanus L. subsp. creticus (L.) Fiori;
– Cistus eriocephalus Viv.;
– Cistus incanus L.;
– Cistus corsicus Loisel.;
– Cistus incanus L. subsp. corsicus (Loisel.) Heywood;
– Cistus creticus L. subsp. corsicus (Loisel.) Greuter et Burdet;
– Cistus incanus L. var. corsicus (Loisel.) Fiori.

Etimologia –
Il termine Cistus proviene dal greco κίστη kíste scatoletta (in Dioscoride): descrive la caratteristica del frutto maturo, una capsula che aprendosi di scatto espelle i semi.
L’epiteto specifico creticus viene dall’antico greco Κρήτη Krētē Creta: quindi originario dell’isola di Creta, cretese.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Cisto rosso è una specie ampiamente diffusa nelle aree mediterranee ed è sicuramente la specie del suo Genere più rappresentata nella flora mediterranea. Questa pianta trova il suo habitat ottimale nella macchia mediterranea, nelle garighe, sempre al limite dei boschi (possibilmente lecceti) in posizioni assolate e su suoli calcarei o silicei, fino a 700 m s.l.m..
Spesso lo si trova consociato con Cistus salvifolius che ha come sinonimo più noto il nome di Cistus incanta.
In Italia è presente in tutte le regioni peninsulari ed insulari, nella Liguria, nel Veneto e nell’Emilia-Romagna.

Descrizione –
Il Cistus creticus è un piccolo arbusto aromatico sempreverde, molto ramificato, che può crescere fino ad un metro. I fusti, lignificati alla base, hanno una corteccia bruno rossiccia.
Questa pianta, di norma, presenta una abbondante pelosità ghiandolare sui rami giovani e sui peduncoli fiorali.
Le foglie sono di colore verde grigiastro, con profonde nervature pennato-reticolate sulla pagina superiore; sono opposte, brevemente picciolate, ovato-lanceolate (15-25 x 8-15 mm), con margine ondulato increspato.
I fiori sono caratterizzati da una corolla a 5 petali di colore rosa-rosso, grande fino a 6 cm, uno stilo filiforme allungato lungo quanto i numerosissimi stami e 5 sepali ovato-lanceolati lungamente acuminati.
L’antesi si ha da aprile ai primi di giugno, con infiorescenze in cime terminali, con fiori portati da peduncoli lunghi 3-15 mm, in numero di 1-7.
Il frutto è una capsula ovale, di colore scuro che racchiude molti semi di piccole dimensioni.

Coltivazione –
I Cistus creticus sono delle piante che necessitano di una posizione molto soleggiata; inoltre in climi con inverni particolarmente freddi le piante possono subire danni. Per ottenre un buon attecchimento ed una buona vegetazione è necessario porre a dimora i Cistus creticus in terreno molto ben drenato; in natura queste piante crescono anche in luoghi con terreno povero, quindi si sviluppano senza problemi in suoli che non siano comunque troppo pesanti o acidi.
Queste piante hanno comunque delle ottime proprietà adattive e riescono a crescere anche in zone che presentano un clima a loro non particolarmente congeniale. L’unico limite è rappresentato dal gelo forte e persistente.
Per quanto riguarda le necessità idriche le piante di cisto possono sopportare senza problemi periodi di siccità anche lunghi, generalmente possono accontentarsi delle piogge. All’inizio della primavera è bene interrare ai piedi della pianta del concime organico ben maturo, oppure spargere sul terreno del concime granulare a lenta cessione. È sempre opportuno evitare dei ristagni d’acqua alla base della pianta che potrebbero risultare pericolosi.
Per quanto riguarda la propagazione i questa pianta si può procedere nel periodo primaverile con la semina dei piccoli semi scuri: in aprile in contenitore, in maggio direttamente a dimora. In tarda estate è possibile prelevare talee, le nuove piante così ottenute andranno messe a dimora la primavera successiva, dopo averle fatte sviluppare e aver consentito loro di acquisire la giusta forza per sopportare il rinvaso e lo spostamento.
Si ricorda che il Cisto rosso non ama le potature eccessive, è quindi bene intervenire soltanto nel caso di rami secchi o rovinati dal freddo.

Usi e Tradizioni –
Il Cistus creticus è una specie, come altri cisti, che colonizza rapidamente le garighe e i boschi attraversati dal fuoco.
Dal cisto rosso (così come dal Cistus ladanifer) si ricava una resina chiamata “Ladano” che viene usata in cosmetica e per aromatizzare certi vini.
Ha proprietà balsamiche e revulsive.
Il cisto è simbionte del fungo Lactarius tesquorum che è molto ricercato e consumato nonostante sia dichiarato “non commestibile” dalla letteratura ufficiale.

Modalità di Preparazione –
Il Cisto rosso viene utilizzato per ricavarne il ladano e per le sue proprietà balsamiche e revulsive.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




[:en]

Cistus creticus

The Pink Rock-Rose (Cistus creticus L.) is a shrub species of the Cistaceae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, United Plantae, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Violales Order, Cistaceae Family and therefore to the Genus Cistus and to the C. creticus Species.
The terms are synonymous:
– Cistus garganicus Ten .;
– Cistus villosus subsp. creticus (L.) Nyman;
– Cistus incanus L. subsp. creticus (L.) Heywood;
– Cistus incanus L. subsp. creticus (L.) Flowers;
– Cistus eriocephalus Viv .;
– Cistus incanus L .;
– Cistus corsicus Loisel .;
– Cistus incanus L. subsp. corsicus (Loisel.) Heywood;
– Cistus creticus L. subsp. corsicus (Loisel.) Greuter et Burdet;
– Cistus incanus L. var. corsicus (Loisel.) Flowers.

Etymology –
The term Cistus comes from the Greek κίστη kíste give (in Dioscorides): it describes the characteristic of the ripe fruit, a capsule which expels the seeds when it opens.
The specific epithet creticus comes from the ancient Greek Κρήτη Krētē Crete: therefore a native of the Cretan island of Crete.

Geographical Distribution and Habitat –
Pink Rock-Rose is a widespread species in the Mediterranean areas and is certainly the species of its genus most represented in the Mediterranean flora. This plant finds its optimal habitat in the Mediterranean scrub, in the garrigues, always at the edge of the woods (possibly holm-oaks) in sunny positions and on calcareous or siliceous soils, up to 700 m s.l.m ..
Often we find it associated with Cistus salvifolius which has the best known name Cistus incanthe.
In Italy it is present in all peninsular and island regions, in Liguria, in Veneto and in Emilia-Romagna.

Description –
Cistus creticus is a small, evergreen aromatic shrub, very branched, which can grow up to a meter. The stems, lignified at the base, have a reddish brown bark.
This plant normally presents an abundant glandular hairiness on the young branches and on the floral peduncles.
The leaves are greyish green in color, with deep pinnate-reticulated veins on the upper side; they are opposite, briefly petiolate, ovate-lanceolate (15-25 x 8-15 mm), with a corrugated wavy edge.
The flowers are characterized by a pink-red corolla with 5 petals, up to 6 cm wide, a long threadlike stylus as long as the numerous stamens and 5 long-sharped ovate-lanceolate sepals.
The anthesis is from April to early June, with inflorescences in terminal peaks, with flowers carried by peduncles 3-15 mm long, in number 1-7.
The fruit is an oval, dark-colored capsule that contains many small seeds.

Cultivation –
Cistus creticus are plants that need a very sunny position; furthermore, in climates with particularly cold winters, plants can be damaged. To obtain a good rooting and a good vegetation it is necessary to place the Cistus creticus in a very well drained soil; in nature these plants also grow in places with poor soil, so they develop without problems in soils that are not too heavy or acid.
However, these plants have excellent adaptive properties and can grow even in areas that do not have a particularly congenial climate. The only limit is represented by strong and persistent frost.
As far as water needs are concerned, the cistus plants can easily withstand long periods of drought, generally they can be satisfied with the rains. At the beginning of spring it is good to bury well-ripe organic fertilizer at the foot of the plant, or to spread a slow release granular fertilizer on the ground. It is always advisable to avoid stagnant water at the base of the plant that could be dangerous.
As far as propagation is concerned, this plant can proceed in the spring period with the sowing of small dark seeds: in April in a container, in May directly at home. In late summer it is possible to take cuttings, the new plants thus obtained will be planted the following spring, after having them developed and having allowed them to acquire the right strength to withstand repotting and displacement.
It should be remembered that red Cistus does not like excessive pruning, it is therefore good to intervene only in the case of dry or cold-weathered branches.

Uses and Traditions –
The Cistus creticus is a species, like other cysts, which rapidly colonizes the garrigues and woods crossed by the fire.
From the red cistus (as well as from Cistus ladanifer) we obtain a resin called “Ladano” which is used in cosmetics and to flavor certain wines.
It has balsamic and revulsive properties.
The cistus is symbiont of the fungus Lactarius tesquorum which is highly sought after and consumed despite being declared “inedible” by official literature.

Preparation Mode –
Pink Rock-Rose is used to obtain Ladan and for its balsamic and revulsive properties.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and food uses are indicated for informational purposes only, do not in any way represent a medical prescription; therefore no responsibility is assumed for their use for curative, aesthetic or food purposes.




[:es]

Cistus creticus

El Castellano (Cistus creticus L.) es una especie de arbusto de la familia Cistaceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, United Plantae, división Magnoliophyta, clase Magnoliopsida, orden Violales, familia Cistaceae y, por lo tanto, al género Cistus y a la especie C. creticus.
Los términos son sinónimos:
– Cistus garganicus Diez;
– Cistus villosus subsp. creticus (L.) Nyman;
– Cistus incanus L. subsp. creticus (L.) Heywood;
– Cistus incanus L. subsp. creticus (L.) Flores;
– Cistus eriocephalus Viv.
– Cistus incanus L.
– Cistus corsicus Loisel.
– Cistus incanus L. subsp. corsicus (Loisel.) Heywood;
– Cistus creticus L. subsp. corsicus (Loisel.) Greuter et Burdet;
– Cistus incanus L. var. corsicus (Loisel.) Flores.

Etimología –
El término Cisto proviene del griego κίστη kíste dar (en Dioscórides): describe la característica de la fruta madura, una cápsula que expulsa las semillas cuando se abre.
El epíteto específico creticus proviene del griego antiguo Κρήτη Krētē Creta: por lo tanto, nativo de la isla cretense de Creta.

Distribución geográfica y hábitat –
Castellano es una especie muy extendida en las áreas mediterráneas y es sin duda la especie de género más representada en la flora mediterránea. Esta planta encuentra su hábitat óptimo en el matorral mediterráneo, en las garrigas, siempre al borde del bosque (posiblemente encinas) en lugares soleados y en suelos calcáreos o silíceos, hasta 700 m s.l.m ..
A menudo lo encontramos asociado con Cistus salvifolius que tiene el nombre más conocido Cistus incanthe.
En Italia está presente en todas las regiones peninsulares e insulares, en Liguria, en Véneto y en Emilia-Romaña.

Descripción –
Cistus creticus es un arbusto aromático pequeño, de hoja perenne, muy ramificado, que puede crecer hasta un metro. Los tallos, lignificados en la base, tienen una corteza de color marrón rojizo.
Esta planta normalmente presenta una abundante vellosidad glandular en las ramas jóvenes y en los pedúnculos florales.
Las hojas son de color verde grisáceo, con profundas venas pinnadas reticuladas en la parte superior; son opuestas, brevemente pecioladas, ovadas-lanceoladas (15-25 x 8-15 mm), con un borde ondulado ondulado.
Las flores se caracterizan por una corola de color rosa-rojo con 5 pétalos, hasta 6 cm de ancho, un lápiz largo y filiforme tan largo como los numerosos estambres y 5 sépalos ovados-lanceolados con filo largo.
La antesis es de abril a principios de junio, con inflorescencias en picos terminales, con flores transportadas por pedúnculos de 3-15 mm de largo, en el número 1-7.
El fruto es una cápsula ovalada de color oscuro que contiene muchas semillas pequeñas.

Cultivo –
Cistus creticus son plantas que necesitan una posición muy soleada; Además, en climas con inviernos particularmente fríos, las plantas pueden sufrir daños. Para obtener un buen enraizamiento y una buena vegetación, es necesario colocar el Cistus creticus en un suelo muy bien drenado; En la naturaleza, estas plantas también crecen en lugares con suelos pobres, por lo que se desarrollan sin problemas en suelos que no son demasiado pesados ​​o ácidos.
Sin embargo, estas plantas tienen excelentes propiedades de adaptación y pueden crecer incluso en áreas que no tienen un clima particularmente agradable. El único límite está representado por heladas fuertes y persistentes.
En lo que respecta a las necesidades de agua, las plantas de jara pueden resistir fácilmente largos períodos de sequía, por lo general, pueden estar satisfechas con las lluvias. Al comienzo de la primavera, es bueno enterrar fertilizante orgánico bien maduro al pie de la planta, o esparcir un fertilizante granular de liberación lenta en el suelo. Siempre es aconsejable evitar el agua estancada en la base de la planta que pueda ser peligrosa.
En cuanto a la propagación, esta planta puede proceder en el período de primavera con la siembra de pequeñas semillas oscuras: en abril en un recipiente, en mayo directamente en casa. A finales del verano, es posible tomar esquejes, las nuevas plantas así obtenidas se plantarán la primavera siguiente, después de haberlas desarrollado y haberles permitido adquirir la resistencia adecuada para resistir el trasplante y el desplazamiento.
Debe recordarse que a Cistus rojo no le gusta la poda excesiva, por lo tanto, es bueno intervenir solo en el caso de ramas secas o meteorizadas en frío.

Usos y Tradiciones –
El Cistus creticus es una especie, como otros quistes, que coloniza rápidamente las garrigas y los bosques cruzados por el fuego.
Del cisto rojo (así como del Cistus ladanifer) obtenemos una resina llamada “Ladano” que se usa en cosméticos y para dar sabor a ciertos vinos.
Tiene propiedades balsámicas y revulsivas.
El cisto es simbionte del hongo Lactarius tesquorum que es muy buscado y consumido a pesar de ser declarado “no comestible” por la literatura oficial.

Modo de preparación –
Castellano se utiliza para obtener Ladan y por sus propiedades balsámicas y revulsivas.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimentarios están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.




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