Pezzata Rossa Italiana

Pezzata Rossa Italiana

La Pezzata Rossa Italiana è una razza bovina (Bos taurus Linnaeus, 1758) derivata dalla Simmental ed originatasi nel Friuli, è una razza duplice attitudine per la produzione di carne e per il latte.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Classe Mammalia, Sottoclasse Theria, Infraclasse Eutheria, Superordine, Laurasiatheria, Clade Ungulata, Ordine Artiodactyla, Sottordine Ruminantia, Infraordine Pecora, Famiglia Bovidae, Sottofamiglia Bovinae e quindi al Genere Bos, alla Specie Taurus ed alla Pezzata Rossa Italiana.

Distribuzione Geografica ed Areale –
La Pezzata Rossa Italiana, denominata a livello internazionale “the Italian Simmental” appartiene al gruppo delle razze Pezzate Rosse derivate dalla Simmental, razza che dalle Alpi Bernesi si è diffusa in molti Paesi europei nonché in molti Paesi del mondo.
Dalla zona di origine, cioè il Friuli ed il Trentino-Veneto, questa razza si è diffusa in tutta Italia dove si contano circa 400.000 capi in quali i 2/3 sono presenti nel Triveneto; il resto dei capi è diffuso nel Centro e Sud Italia.

Origini e Storia –
L’allevamento in Italia della Razza Pezzata Rossa si è originato nel Friuli attraverso un incrocio di sostituzione della popolazione bovina locale con la Simmental.
Agli albori questa razza era allevata per la triplice attitudine lavoro-carne-latte; siamo nella seconda metà dell’800 quando nel Friuli e nelle aree limitrofe l’attività agricola era il principale impiego lavorativo. Chi non poteva permettersi un cavallo, causa la struttura estremamente frammentata dei poderi, utilizzava per il lavoro nei campi questa razza, in origine denominata “Pezzata Rossa Friulana” (dal 1986, per effetto del D.P.R. n° 1134/86, diviene “Pezzata Rossa Italiana” vista la diffusione in tutta Italia).
Di fatto è una razza di origine meticcia originata da un incrocio di sostituzione avvenuto nel 1870 tra una vecchia razza locale detta Friulana, adibita più al lavoro che alla produzione di latte e di carne, e la razza Simmental pezzata rossa di origine Svizzera. Successivamente è stata migliorata per il latte utilizzando tori francesi di razza Montbeliarde e per la carne attraverso incroci con tori di razza Bavarese e Austriaca.
Nel 1956 è stata fondata l’Associazione Nazionale Allevatori Razza Pezzata Rossa Italiana A.N.A.P.R.I..

Morfologia –
La Pezzata Rossa Italiana si riconosce per avere un mantello pezzato rosso tendente al fomentino.
Possiede arti e regioni ventrali in genere colorati di bianco, con la testa bianca (raramente macchie rosse sulla testa) ed orecchie rosse.
Spesso è presente una cintura bianca più o meno completa su spalle e lombi.
Il musello è di colore rosso carnicino, le corna sono corte e di colore giallo ceroso come gli unghioni.
In generale si tratta di animali armonici, con taglia e statura medio-alta, con i tori che possono arrivare a circa 11 quintali e le vacche a circa 7 quintali.
L’altezza al garrese è di 150 cm. per i tori e di circa 140 cm. per le vacche.

Attitudine produttiva –
La Pezzata Rossa Italiana è rappresentata da animali rustici, precoci, docili con duplice attitudine: latte e carne.
La produzione di latte è un’attitudine sfruttata soprattutto nel Nord Italia, dove si raggiunge una produzione di latte media pari a 50 quintali per una lattazione, con durata media di circa 301 gg. La percentuale di grasso del latte è mediamente del 3,8 %, quella delle proteine mediamente del 3,3%, con una frequenza della variante B della K-Caseina pari al 40%.
La produzione di carne è invece maggiormente sfruttata al Centro e nel Sud Italia, dove con un allevamento estensivo (pascolo), la mungitura non è sempre possibile. Si ottengono i seguenti tipi di macello:
– Riproduttori a fine carriera, con la particolarità di ottenere dalle femmina una carne buona e pregiata;
– Vitellone pesante con peso vivo alla macellazione di circa 5 quintali ed età media di 14-15 mesi;
– Linea vacca-vitello con svezzamento al pascolo del vitello di 1º o 2º parto e macellazione di entrambi, tutto ciò è fatto perché le madri hanno una buona carne ed i vitelli alla nascita hanno elevato valore di mercato.
Per quanto riguarda la fertilità l’età media al primo parto è di 30 mesi.
Inoltre la carriera totale di questa razza è di media pari a 78 mesi con un numero medio di lattazioni pari a 3,7.

Guido Bissanti

Fonti-
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Roberto Parigi Bini, 1983. Le razze bovine, Pàtron editore, Bologna.
– Daniele Bigi, Alessio Zanon , 2010. Atlante delle razze autoctone. Bovini, equini, ovicaprini, suini allevati in Italia, Edagricole-New Business Media, Bologna.

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