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Foresta di Sundarbans

La foresta di Sundarbans è una eco regione che si estende per circa 1.395 Kmq, di cui per il 60% appartiene al Bangladesh e per il 40% si estende lungo la penisola indiana.
La foresta di Sundarbans è la più grande foresta di mangrovie del mondo ed è stata classificata dal WWF come ecoregione (codice IM1406). Questa foresta si estende sul delta dei fiumi Gange, Brahmaputra e Meghna, in regioni che, come detto, appartengono al Bangladesh e allo stato del Bengala Occidentale, in India.
Questa regione è inclusa nella lista Global 200 con il nome di Mangrovie delle Sundarbans.
Dal 1997 foresta di Sundarbans è patrimonio dell’UNESCO, parco nazionale dell’India è molto importante, oltre che per la sua biosfera per le mangrovie è per la tigre bianca del Bengala (Panthera tigris tigris); in questo senso è la più grande riserva della tigre di tutto il pianeta.
Sundarbans è un insieme di aree connesse con una complessa rete di vie d’acqua soggette a maree, distese fangose e piccole isole di foreste di mangrovie adattate all’acqua salata, un ottimo esempio di processi ecologici ancora in corso.
L’area totale delle Sundarbans è di poco più di 6.000 chilometri quadrati, dei quali oltre 4.100 di terreni asciutti e quasi 1.900 di acque (fiumi, canali, ecc.). I fiumi delle Sundarbans sono un punto d’incontro fra l’acqua dolce (che proviene dal Gange) e l’acqua salata del golfo del Bengala.
In quest’area è presente una incredibile biodiversità faunistica e floristica e dove, oltre alla tigre del Bengala si possono trovare numerose specie di cetacei, cervidi, uccelli, coccodrilli e serpenti.
In termini di biodiversità le Sundarbans non hanno eguali fra le altre foreste di mangrovie. Si tratta di un insieme di foreste che svolgono anche un ruolo protettivo e produttivo in quanto la sua superficie costituisce il 51% delle foreste del Bangladesh, il 41% delle entrate derivanti dallo sfruttamento delle foreste e il 45% di tutto l’export di legname del paese.
Collegate all’economia ricavata da queste foreste si sviluppano molte industrie, mentre l’indotto generato dalla foresta costituisce un fondamentale introito per oltre mezzo milione di abitanti delle poverissime regioni costali del Bangladesh.
Un altro ruolo molto importante delle foreste Sundarbans è quello della protezione naturale contro i cicloni che affliggono il paese periodicamente.

Purtroppo anche se vige un accordo per chiudere allo sfruttamento il 70 % della foresta da parte della popolazione, si è visto che ci sono stati notevoli cali delle due specie più “commerciali” di mangrovie, pari a quasi il 50% fra il 1959 e il 1985.
Inoltre, anche se un ulteriore trattato di limitazione totale della caccia e della cattura di qualunque tipo di animale che non siano pesci o alcuni invertebrati, si è verificato un notevole calo di biodiversità e perdita di specie (in particolare 6 mammiferi e un rettile durante il XX secolo), oltre ad un calo della qualità ecologica dell’originaria foresta di mangrovie.

Flora –
Per quanto riguarda la flora, tra tutte le specie, la foresta di Sundarbans si caratterizza per la foresta di mangrovie in prevalenza costituita da Heritiera fomes, localmente nota come sundari, una specie molto ricercata per il suo legname, che rappresenta circa il 70% delle specie arboree di questa ecoregione; ad essa si accompagnano Avicennia spp., Xylocarpus granatum, Sonneratia apetala, Bruguiera gymnorrhiza, Ceriops decandra, Aegiceras corniculatum, Rhizophora mucronata e la palma Nypa fruticans.

Fauna –
Anche se la fauna delle Sundarbans ospita numerose specie di mammiferi, ovviamente la specie più caratteristica è la tigre del Bengala, che al 2004 ammontavano a circa 700 esemplari.
Le tigri di questa regione vengono ricordate per la loro fama di “mangiatrici di uomini” e sono l’unico esempio di grandi felini adattati alla vita tra le mangrovie. Oltre alle tigri, tra i mammiferi presenti, vanno citati: il platanista del Gange (Platanista gangetica), il delfino di acqua dolce che si muove abilmente nelle acque fangose del suo habitat, grazie all’ecolocazione.
Tra i rettili invece va ricordato il coccodrillo estuarino (Crocodylus porosus), il coccodrillo palustre (C. palustris), il gaviale del Gange (Gavialis gangeticus) e il varano d’acqua (Varanus salvator).
Importante è anche la conistenza dell’avifauna che ammonta ad oltre 170 specie tra cui l’endemico martin pescatore alibrune (Pelargopsis amauroptera), il marabù minore (Leptoptilos javanicus), il rallo tuffatore asiatico (Heliopais personatus), il falco pescatore (Pandion haliaetus), l’aquila pescatrice panciabianca (Haliaeetus leucogaster) e l’aquila pescatrice testagrigia (Ichthyophaga ichthyaetus).

Guido Bissanti





[:en]

Sundarbans forest

The Sundarbans forest is an eco region that covers about 1,395 square kilometers, of which 60% belongs to Bangladesh and 40% extends along the Indian peninsula.
The Sundarbans forest is the largest mangrove forest in the world and was classified by the WWF as an ecoregion (code IM1406). This forest extends over the delta of the Ganges, Brahmaputra and Meghna rivers, in regions that, as mentioned, belong to Bangladesh and the state of West Bengal, in India.
This region is included in the Global 200 list under the name of Mangrove of the Sundarbans.
Since 1997 Sundarbans forest is a UNESCO heritage site, India’s national park is very important, as well as for its biosphere for mangroves is for the white Bengal tiger (Panthera tigris tigris); in this sense it is the largest tiger reserve on the planet.
Sundarbans is a collection of areas connected with a complex network of waterways subject to tides, mudflats and small islands of mangrove forests adapted to salt water, an excellent example of ongoing ecological processes.
The total area of ​​the Sundarbans is just over 6,000 square kilometers, of which over 4,100 of dry soils and almost 1,900 of water (rivers, canals, etc.). The rivers of Sundarbans are a meeting point between fresh water (which comes from the Ganges) and salt water from the Bay of Bengal.
In this area there is an incredible biodiversity of fauna and flora and where, in addition to the Bengal tiger, one can find numerous species of cetaceans, cervids, birds, crocodiles and snakes.
In terms of biodiversity the Sundarbans have no equal among the other mangrove forests. It is a set of forests that also play a protective and productive role as its surface constitutes 51% of the forests of Bangladesh, 41% of the revenues deriving from the exploitation of forests and 45% of all timber exports of the country.
Many industries are connected to the economy derived from these forests, while the induced generated by the forest constitutes a fundamental income for over half a million inhabitants of the extremely poor coastal regions of Bangladesh.
Another very important role of the Sundarbans forests is that of natural protection against cyclones that plague the country periodically.

Unfortunately, even if an agreement is in force to close 70% of the forest by the population, it has been seen that there have been notable drops in the two most “commercial” species of mangroves, amounting to almost 50% between 1959 and 1985.
Moreover, even if a further treaty on the total limitation of hunting and the capture of any type of animal other than fish or some invertebrates, there has been a significant decrease in biodiversity and species loss (in particular 6 mammals and a reptile during the 20th century), in addition to a decline in the ecological quality of the original mangrove forest.

Flora –
As for the flora, among all the species, the Sundarbans forest is characterized by the mangrove forest prevalently constituted by Heritiera fomes, locally known as sundari, a highly sought after species for its timber, which represents about 70% of the tree species of this ecoregion; it is accompanied by Avicennia spp., Xylocarpus granatum, Sonneratia apetala, Bruguiera gymnorrhiza, Ceriops decandra, Aegiceras corniculatum, Rhizophora mucronata and the palm Nypa fruticans.

Fauna –
Although the fauna of the Sundarbans is home to numerous species of mammals, obviously the most characteristic species is the Bengal tiger, which in 2004 amounted to about 700 specimens.
The tigers of this region are remembered for their reputation as “eaters of men” and are the only example of big cats adapted to life among the mangroves. In addition to the tigers, among the mammals present, the following must be mentioned: the platanist of the Ganges (Platanista gangetica), the freshwater dolphin that skilfully moves in the muddy waters of its habitat, thanks to the eclocation.
Among the reptiles, the estuarine crocodile (Crocodylus porosus), the marsh crocodile (C. palustris), the Ganges gharial (Gavialis gangeticus) and the water lizard (Varanus salvator) should be mentioned.
The consistency of the avifauna is also important, amounting to over 170 species including the endemic kingfisher alibrune (Pelargopsis amauroptera), the minor marabou (Leptoptilos javanicus), the Asian diver rallo (Heliopais personatus), the osprey (Pandion haliaetus ), the white-bellied fish eagle (Haliaeetus leucogaster) and the testagyric fish eagle (Ichthyophaga ichthyaetus).

Guido Bissanti





[:es]

Bosque de Sundarbans

El bosque de Sundarbans es una región ecológica que cubre aproximadamente 1,395 kilómetros cuadrados, de los cuales el 60% pertenece a Bangladesh y el 40% se extiende a lo largo de la península india.
El bosque de Sundarbans es el bosque de manglares más grande del mundo y fue clasificado por la WWF como una ecorregión (código IM1406). Este bosque se extiende sobre el delta de los ríos Ganges, Brahmaputra y Meghna, en regiones que, como se mencionó, pertenecen a Bangladesh y al estado de Bengala Occidental, en la India.
Esta región está incluida en la lista Global 200 bajo el nombre de Mangrove of the Sundarbans.
Desde 1997, el bosque de Sundarbans es un sitio de patrimonio de la UNESCO, el parque nacional de la India es muy importante, y por su biosfera, los manglares son para el tigre de Bengala blanco (Panthera tigris tigris); En este sentido es la reserva de tigres más grande del planeta.
Sundarbans es una colección de áreas conectadas con una compleja red de vías fluviales sujetas a mareas, marismas y pequeñas islas de bosques de manglares adaptadas al agua salada, un excelente ejemplo de los procesos ecológicos en curso.
El área total de Sundarbans es un poco más de 6.000 kilómetros cuadrados, de los cuales más de 4.100 de suelos secos y casi 1.900 de agua (ríos, canales, etc.). Los ríos de Sundarbans son un punto de encuentro entre el agua dulce (que proviene del Ganges) y el agua salada de la Bahía de Bengala.
En esta área hay una increíble biodiversidad de fauna y flora y donde, además del tigre de Bengala, se pueden encontrar numerosas especies de cetáceos, cérvidos, aves, cocodrilos y serpientes.
En términos de biodiversidad, los Sundarbans no tienen igual entre los otros bosques de manglares. Es un conjunto de bosques que también desempeñan un papel protector y productivo, ya que su superficie constituye el 51% de los bosques de Bangladesh, el 41% de los ingresos derivados de la explotación de los bosques y el 45% de todas las exportaciones de madera. del pais.
Muchas industrias están conectadas a la economía derivada de estos bosques, mientras que la inducida generada por el bosque constituye un ingreso fundamental para más de medio millón de habitantes de las regiones costeras extremadamente pobres de Bangladesh.
Otro papel muy importante de los bosques de Sundarbans es el de la protección natural contra los ciclones que afectan al país periódicamente.

Desafortunadamente, incluso si un acuerdo está en vigor para cerrar el 70% del bosque por parte de la población, se ha visto que ha habido notables descensos en las dos especies más “comerciales” de manglares, que representan casi el 50% entre 1959 y 1985.
Además, incluso si se trata de un nuevo tratado sobre la limitación total de la caza y la captura de cualquier tipo de animal que no sea el pescado o algunos invertebrados, ha habido una disminución significativa en la biodiversidad y la pérdida de especies (en particular, 6 mamíferos y un reptil durante el Siglo XX), además de una disminución en la calidad ecológica del bosque de manglar original.

Flora –
En cuanto a la flora, entre todas las especies, el bosque de Sundarbans se caracteriza por el bosque de manglares constituido predominantemente por Heritiera fomes, conocido localmente como sundari, una especie muy buscada por su madera, que representa alrededor del 70% de la población. especies arbóreas de esta ecorregión; se acompaña de Avicennia spp., Xylocarpus granatum, Sonneratia apetala, Bruguiera gymnorrhiza, Ceriops decandra, Aegiceras corniculatum, Rhizophora mucronata y la palma Nypa fruticans.

Fauna –
Aunque la fauna de Sundarbans alberga numerosas especies de mamíferos, obviamente la especie más característica es el tigre de Bengala, que en 2004 ascendió a unos 700 especímenes.
Los tigres de esta región son recordados por su reputación de “comedores de hombres” y son el único ejemplo de grandes felinos adaptados a la vida entre los manglares. Además de los tigres, entre los mamíferos presentes, se debe mencionar lo siguiente: el platanista del Ganges (platanista gangetica), el delfín de agua dulce que se mueve hábilmente en las aguas fangosas de su hábitat, gracias a la eclocalización.
Entre los reptiles, se debe mencionar el cocodrilo de estuario (Crocodylus porosus), el cocodrilo de pantano (C. palustris), el Ganges gharial (Gavialis gangeticus) y el lagarto acuático (Varanus salvator).
La consistencia de la avifauna también es importante, ya que cuenta con más de 170 especies, entre ellas el martillo pescador endémico Alibrune (Pelargopsis amauroptera), el marabú menor (Leptoptilos javanicus), el buzo asiático (Heliopais personatus), el águila pescadora (Pandion haliaetus). ), el águila pescadora de vientre blanco (Haliaeetus leucogaster) y el águila pescadora testágica (Ichthyophaga ichthyaetus).

Guido Bissanti





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