Come coltivare le Aizoaceae

Come coltivare le Aizoaceae

Le Aizoacee (Aizoaceae Martinov, 1820) sono una famiglia di piante succulente appartenenti all’ordine delle Caryophyllales.
Sono piante originarie del Sud Africa ma si trovano anche in Madagascar, Corno d’Africa, Arabia, Isola d’Elba, Australia e Nuova Zelanda.
A questa famiglia appartengono circa 130 generi, qualche migliaio di specie e si divide in cinque sottofamiglie: Ruschioideae (con un centinaio di generi, comprende per la maggior parte ex Mesembriantemaceae), Mesembryanthemoideae (undici generi), Aizooideae (sei generi), Sesuvioideae (quattro generi), Tetragonioideae(due generi).
In questa scheda vedremo come coltivare le Aizoaceae seguendo gli accorgimenti agronomici più idonei a questo tipo di piante succulente.
Le Aizoaceae sono piante ornamentali con crescita durante il periodo della fioritura, diffuse sia a livello del mare che a 3000 mt.
Hanno foglie succulente e di varia foggia, con fiori vistosi e duraturi, attinomorfi, ermafroditi, di tipo tetramero o pentamero, con calice a 5 setali e corolla con molti petali. L’androceo si presenta con molti stami, il gineceo per lo più è supero con 3-4 carpelli. Il frutto è una capsula deiscente, suddivisa in logge, che si apre quando è bagnata (igrocastica).
Per la coltivazione delle Aizoaceae bisogna partire bene innanzitutto dalla scelta del substrato. Questo deve essere poroso e permeabile a pH non acido.
Se le coltivate in vaso il substrato va realizzato con un 60% di sabbia, anche calcarea, con 30% terra di medio impasto e con il 10% di terriccio di foglie. se vengono coltivate in piena terra conviene scegliere la zona pedologicamente più vicina a queste caratteristiche ed aggiungere le parti mancanti.
Per la scelta dell’esposizione si tenga conto che queste piante hanno bisogno di più luce possibile durante tutto l’anno, anche al sole diretto; in ogni caso le piante vanno abituate in modo graduale, soprattutto dopo un nuovo impianto, in caso contrario si rischiano scottature che le distruggono letteralmente.
Per quanto riguarda la temperatura questa deve essere caratterizzata da clima non umido, con la minima di 5-6°C per le piante a crescita estiva e di 10°C per quelle a sviluppo invernale (ad esempio: Conophytum, Dactilopsis, Frithia e qualche Gibbaeum). Sono tutte piante che crescono con elevate temperature estive.

L’apporto idrico deve essere operato con molta oculatezza; per prima cosa bisogna conoscere il periodo di accrescimento, infatti se forniamo acqua durante il riposo portiamo la pianta a marcire mentre se le lasciamo a secco in vegetazione e durante la fioritura significa farle avvizzire. Le irrigazioni vanno sospese quando le foglie iniziano a raggrinzire e riprese quando sono visibili le prime foglie.
L’acqua va comunque data con moderazione ed i generi cespugliosi possono svernare all’aperto. Le piante sono soggette a marcescenze, specialmente a livello del colletto, a causa di eccessi d’acqua.
Per la coltivazione si ricordi che siccome sono piante che provengono in gran parte dall’emisfero australe, hanno spesso ritmi di crescita molto differenti rispetto al nostro emisfero e conseguentemente non vanno trattate come cactacee.
Per questo motivo bisogna osservare il momento in cui le piante entrano in vegetazione e regolarsi di conseguenza. Queste, infatti, prendono indicazioni dal giorno e dalle temperature dell’emisfero in cui crescono ed elaborano i loro programmi di conseguenza. Inoltre è bene assicurare, anche durante l’inverno, una buona circolazione dell’aria; un terreno freddo e umido fa marcire l’apice vegetativo, senza che vi sia la possibilità di ricavarne poi una talea.
Per la concimazione ci si regola fornendo della sostanza organica (ma senza eccedere) prima della ripresa vegetativa. Dopo la fioritura bisogna concedere alle piante un periodo di riposo.
Per la propagazione si ricordi di partire dalle talee che vanno prese in un punto molto basso per non perdere l’apice vegetativo, che staccato dalla pianta madre, è fatto asciugare per qualche giorno e poi piantato su sabbia asciutta fino a radicamento.
Anche la semina è possibile, praticando questa tecnica nel periodo autunnale o in primavera; i semi conservano fino 8 anni la capacità germinativa.
Tra le avversità, oltre al problema dei marciumi che non si verifica comunque in terreni ben drenati, non acidi e irrigati con parsimonia, le Aizoaceae possono andare incontro a infestazioni di cocciniglie che si possono controllare attraverso un insetticida naturale, preparato anche da voi, a base di sapone di Marsiglia.

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