Danaus plexippus

Danaus plexippus

La farfalla monarca (Danaus plexippus (Linnaeus, 1758)) è un lepidottero appartenente alla famiglia delle Nymphalidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Endopterygota, Superordine Oligoneoptera, Sezione Panorpoidea, Ordine Lepidoptera, Sottordine Glossata, Infraordine Heteroneura, Divisione Ditrysia, Superfamiglia Papilionoidea, Famiglia Nymphalidae, Sottofamiglia Danainae, Tribù Danaini, Sottotribù Danaina e quindi al Genere Danaus ed alla Specie D. plexippus.
Si distinguono due sottospecie:
– Danaus plexippus plexippus, che è la sottospecie migratrice conosciuta della maggior parte degli USA.
– Danaus plexippus megalippe, che è la sottospecie non migratrice che è diffusa dalla Florida e dalla Georgia, attraverso i Caraibi e l’America centrale, fino al Rio delle Amazzoni.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La farfalla monarca è originaria dell’America dove è la più conosciuta di tutto il Nord America.
Questa farfalla è presente in quasi tutta l’America, dal Canada meridionale al Rio delle Amazzoni. Dal diciannovesimo secolo è stata trovata anche in Indonesia, in Nuova Zelanda e in Australia, dove è conosciuta come farfalla migratrice. In Europa è residente nelle isole Canarie e a Madera, mentre nelle Azzorre, in Portogallo e in Spagna Compaiono occasionalmente individui migranti.

Morfologia –
Gli adulti della Danaus plexippus si riconoscono perché hanno una vivace livrea arancione con nervature costali dai contorni neri e due serie di macchie bianche lungo il bordo delle ali. L’apertura alare di queste farfalle varia dai 7,5 ai 10 cm.
Allo stadio larvale il bruco si presenta a strisce nere, gialle e bianche.
Sia le larve che gli adulti presentano vivaci colorazioni aposematiche, che li difendono dai predatori vertebrati, avvertendoli della presenza di sostanze tossiche (cardenolidi) che li rendono inappetibili. Queste sostanze vengono assimilate durante lo sviluppo larvale dalle specie di Asclepias di cui il bruco si nutre.

Attitudine e Ciclo biologico –
Le larve della monarca si sviluppano su piante del genere Asclepias e su altre Asclepiadaceae. Lo sviluppo, dall’uovo all’adulto, si completa in circa 30 giorni.
La Danaus plexippus comincia la sua vita come uovo, per poi schiudersi in una larva che mangia il proprio guscio e, in seguito, le Asclepiadacee su cui era stata deposta e che costituiscono quasi l’unica fonte di alimentazione delle larve.
La larva crescendo diventa un bruco colorato e succulento, poi crea intorno a sé un duro involucro protettivo ed entra nello stadio di pupa. Ne esce un adulto dalla gradevole colorazione a base di nero, arancione e bianco. Il caratteristico disegno serve ad avvertire i predatori che l’insetto è velenoso e ha un pessimo sapore.
Le farfalle che escono dalle crisalidi (stadio di pupa) tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno sono diverse da quelle che subiscono la stessa metamorfosi durante le giornate più lunghe, e con temperature più calde, della stagione estiva. Le prime monarca sono nate per volare e sanno, per via dei cambiamenti meteorologici, che devono prepararsi a un lungo viaggio. Solo le farfalle nate a fine estate o inizio autunno migrano, compiendo un unico viaggio di andata e ritorno.
Il numero delle generazioni annue varia a seconda delle condizioni climatiche.

Ruolo Ecologico –
La farfalla monarca è nota per avere una notevole resistenza al volo il che le consente di compiere lunghe migrazioni .
La farfalla monarca è famosa per la straordinaria migrazione di massa che ogni inverno porta milioni di questi animali in California e in Messico. Le monarca dell’America del Nord sono le uniche farfalle a compiere un viaggio così pesante: quasi 5 mila chilometri. Gli insetti devono mettersi in volo ogni autunno prima che arrivi il freddo, che può ucciderli se indugiano troppo a lungo.
Questo favorisce la dispersione della specie, che occasionalmente è stata rinvenuta anche in zone molto lontane dall’areale originario.
Le popolazioni del Nord America compiono invece migrazioni periodiche tra le regioni più settentrionali, dove è presente solo nella stagione estiva, e le zone di svernamento , orientandosi con uno speciale senso chiamato magnetoricezione . In autunno le farfalle volano verso sud, formando gruppi di migliaia di individui. Quelle degli Stati Uniti occidentali raggiungono alcune zone montuose della California tra San Francisco e Los Angeles, dove trascorrono l’inverno in uno stato di semiibernazione aggrappate a decine di migliaia ai tronchi e ai rami degli alberi. Quelle del Canada meridionale e degli Stati Uniti centrali e orientali raggiungono una piccola valle situata in Messico a 3000 m di altitudine, dove durante l’inverno si concentrano oltre 14 milioni di farfalle in un ettaro e mezzo di superficie. Nella primavera successiva, dopo gli accoppiamenti, gli individui di entrambi i sessi iniziano il viaggio di ritorno, durante il quale alcune femmine si fermano a deporre le uova; in alcuni casi è la generazione successiva a completare il viaggio ricolonizzando le regioni più settentrionali. Le migrazioni a Nord verso il Canada, avvengono in 3 generazioni, il ritorno in Messico avviene invece in un’unica generazione, questo è un raro caso di migrazione in più generazioni.
Quando comincia la migrazione invernale dell’anno successivo, si sono già succedute diverse generazioni estive e a mettersi il viaggio saranno i pronipoti dei migratori dell’anno prima. Eppure, queste nuove generazioni in qualche modo conoscono già la strada, e seguono le stesse rotte intraprese dai loro antenati, a volte tornando addirittura nel medesimo albero. Molti scienziati sono preoccupati per la popolazione orientale di farfalle monarca, che trascorre l’estate a est delle Montagne Rocciose. Questo gruppo si presenta in numero sempre più ridotto, e la sua sopravvivenza potrebbe essere minacciata da una serie di disastri naturali nelle zone di svernamento messicane, oltre che dalla diminuzione del numero di acri di Asclepiadacee nell’habitat estivo.
La Monarca è l’“insetto nazionale” degli stati dell’Alabama, Idaho, Illinois e Texas, e la “farfalla nazionale” del Minnesota, Vermont e Virginia Occidentale. Nel 1989, inoltre, è stata nominata “insetto nazionale” degli Stati Uniti d’America.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *