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Robinia pseudoacacia

La Robinia, chiamata anche acacia (Robinia pseudoacacia L.) è una specie arborea della famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Fabales, Famiglia Fabaceae, Sottofamiglia Faboideae, Tribù Robinieae e quindi al Genere Robinia ed alla Specie R. pseudoacacia.

Etimologia –
Il termine del genere Robinia è stato dedicato da Linneo ai botanici francesi Jean Robin (1550-1629) e suo figlio Vespasian (1579-1662), giardinieri ed erboristi alla corte reale francese che introdussero in Europa la Robinia pseudoacacia. L’epiteto specifico pseudoacacia proviene dal prefisso greco ψευδο- pseudo- pseudo, fallace, menzognero e dal genere Acacia, che a sua volta deriva dal nome greco ακακια acacía (raddoppiamento di ακέ ακις acé acís ago, punta, spina) con cui Teofrasto e Dioscoride indicavano una specie di Acacia egiziana; quindi falsa acacia.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Robinia pseudoacacia è una pianta originaria degli Stati Uniti centrorientali (regione dei Monti Allegheny), dove il suo habitat caratteristico è quello dei boschi mesofili misti di latifoglie. La specie fu introdotta in Europa nel XVII secolo dove ha dato origine a ecotipi differenti in grado di colonizzare dagli ambienti fresco-umidi di clima oceanico a quelli caldo-aridi di clima mediterraneo. In Italia è presente dal livello del mare fino a circa 1000 m di quota nel centro nord e fino a 1600 m nel meridione.

Descrizione –
La Robinia pseudoacacia è un albero che può raggiungere i 25 m di altezza, con chioma slanciata ed eterogenea, spesso irregolare, di colore verde opaco. Ha un fusto cilindrico, dritto, con spessa scorza grigiastra incisa da solchi verticali e profondi, che nella parte alta dello stesso e dei rami sono provvisti di robuste spine simili a quelle delle rose. Le foglie sono decidue, alterne, lunghe fino a 30 cm, composte, imparipennate, formate da 13-15 segmenti ellittici, arrotondati all’apice, lunghi fino a 4 cm, un po’ più chiari sotto.
La pianta fiorisce nel periodo di maggio con fiori dal colore bianco e molto profumati; questi sono numerosi, riuniti in racemi penduli lunghi fino a 25 cm. Il frutto è un tipico legume, di colore nerastro, appiattito, lungo 5-10 cm, persistente sull’albero fino ad inverno inoltrato, con piccoli semi bruno scuri.

Coltivazione –
La Robinia è una pianta che, pur prediligendo i luoghi luminosi e caldi, si sviluppa bene anche nelle zone ombrose, costiere, anche con forti venti e a clima rigido. Ha bisogno di un suolo profondo e ben drenato. La messa a dimora si effettua scavando buche delle dimensioni doppie del vaso, dove viene venduta, facendo attenzione a non rovinare il pane di terra.
Per quanto riguarda le irrigazioni, la pianta va annaffiata solo nei periodi di prolungata siccità in quanto si accontenta delle piogge. La concimazione va fatta all’impianto con concime organico e poi ogni 2-3 anni nel periodo autunno – inverno.
Per quanto riguarda la propagazione è una pianta che si riproduce per seme, con disseminazione spontanea o mediante separazione dei polloni basali. I semi raccolti in autunno vanno seminati in primavera. I polloni prelevati dalla pianta madre vanno messi radicare in un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali. A radicazione avvenuta le nuove piantine vanno allevate in contenitori singoli almeno per un 2 anni.
La Robinia è una pianta che, essendo a crescita veloce, per conferire armonia alla chioma o allevarla come fitto cespuglio va potata almeno ogni 2 anni.

Usi e Tradizioni –
La Robinia pseudoacacia è stata impiegata in passato per il consolidamento dei versanti, è ormai una specie diffusissima. Oltre a fornire ottimo legno da carbone e da costruzione, veniva impiegata per la divisione dei campi e lungo le rogge e le marcite.
È una pianta utile per consolidare i versanti grazie all’apparato radicale profondo e la facilità di propagazione. Viene quindi trattata a ceduo, crea velocemente popolamenti stabili. Vista la sua velocissima diffusione a partire dal ‘900 si è dimostrata spesso come pianta infestante; in alcune zone ha completamente sostituito le specie autoctone. L’apparato radicale con l’azione azoto – fissatrice svolge anche un’ azione di miglioramento del terreno e crea in genere un sottobosco molto denso.
Introdotta, come detto in Europa (Parigi) nei primi anni del XVII secolo, rimase una curiosità da giardino e da collezionisti fino all’ultimo ventennio dell’Ottocento, quando venne impiegata per consolidare gli argini franosi lungo le nuove ferrovie. L’importazione si deve a Jean Robin, farmacista e botanico del re di Francia Enrico IV. L’esemplare proveniva dalla Virginia.
Dopo l’arrivo in Europa la pianta si diffuse spontaneamente negli ambienti più disparati, ed è ora naturalizzata in gran parte dell’Europa centrale, dal sud dell’Inghilterra e della Svezia, fino alla Grecia, Spagna e perfino Cipro. È particolarmente diffusa in Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Svizzera, Austria, Ungheria, Italia, Slovenia. È naturalizzata anche in Turchia e Israele, nonché in Australia e Nuova Zelanda. Inoltre viene diffusamente coltivata in piantagioni da legno in vari paesi europei come Ungheria, Francia ed altri Paesi extraeuropei come Cina, Corea del Sud ed è diffusa anche in Africa.
La prima introduzione in Italia della Robinia è stata nel 1662 nell’Orto botanico di Padova, cioè sessanta anni dopo la sua introduzione in Europa.
Da questo esemplare nel 1750 furono tratti i semi utilizzati per introdurre la specie in Germania, secondo le intenzioni dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria. Nel 1788, un esemplare derivante da un seme dell’albero padovano fu introdotto nell’orto botanico dell’Arcispedale di Santa Maria Nova di Firenze, successivamente trapiantato in quello del Giardino dei Semplici. Autore di questa introduzione in Toscana fu Ottaviano Targioni-Tozzetti.
Oggi la Robinia è presente ovunque sul territorio italiano, in particolare in Piemonte, in Lombardia, in Veneto e in Toscana.
Per quanto riguarda i suoi usi, la Robinia pseudoacacia è una pianta altamente nettarifera ed ha una grande importanza nell’apicoltura. Infatti il miele di acacia è tra i più conosciuti ed apprezzati ed è il miele monoflora più diffuso nei punti vendita; nonostante ciò la produzione nazionale è del tutto insufficiente a soddisfare le richieste, per cui l’Italia importa grandi quantitativi soprattutto dall’Europa orientale e dalla Cina. Si tratta di un miele dal colore chiaro, che rimane liquido indipendentemente dalla temperatura, con odore leggero, sapore delicato e bassissima acidità; di contro ha un basso contenuto di sali minerali e di enzimi. Il miele di acacia contiene grandi quantità di crisina, che è un potente flavonoide.
Altri usi sono legati all’impiego del suo legname che è di colore giallo, ad anelli ben distinti, duro e pesante (Peso specifico 0,75). Per queste caratteristiche può efficacemente sostituire nell’uso i legni tropicali; tra l’altro l’uso del legno di Robinia al posto delle essenze esotiche consente inoltre di rallentare la deforestazione delle aree tropicali. Per questi motivi alcune regioni italiane hanno finanziato progetti di valorizzazione delle colture legnose di robinia, ottenendo contributi dall’Unione europea.
Il legno viene utilizzato nella falegnameria pesante, per puntoni da miniera, per paleria (i tronchi lasciati in acqua per alcuni mesi in autunno e inverno acquisiscono una particolare tenacia), per mobili da esterno e per parquet.
Questo legno è inoltre un ottimo combustibile.
I fiori sono commestibili e questi in varie regioni italiane vengono consumati fritti in pastella dolce e conferiscono alla frittella un profumo soave e un sapore particolarmente squisito. Da considerare però che il resto della pianta (sia i fusti che le foglie) contiene una sostanza tossica per l’uomo. La sua tossicità d’altra parte non è universale e alcuni animali se ne cibano. Le capre ne sono ghiotte e ne consumano in quantità senza alcuna conseguenza negativa.
La Robinia però per la sua capacità di adattamento spesso va a sostituire i naturali habitat ed ecosistemi comportandosi a tutti gli effetti come una specie infestante per cui la sua introduzione va valutata in programmi di attenta pianificazione agroecologica e forestale.

Modalità di Preparazione –
Come detto la Robinia pseudoacacia trova utilizzo in cucina per alcuni usi; sicuramente il più interessante è quello del miele che potrebbe fare pensare ad un incremento della coltivazione di questa pianta per il duplice scopo di pianta mellifera e da legno. Un altro utilizzo che si può fare di questa pianta è quello dei fiori consumati fritti in pastella dolce.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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Robinia pseudoacacia

The Robinia, also called acacia (Robinia pseudoacacia L.) is an arboreal species of the Fabaceae family.

Systematic –
From the systematic point of view it belongs to the Domain Eukaryota, Kingdom Plantae, Subarign Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Sottoclasse Rosidae, Order Fabales, Family Fabaceae, Subfamily Faboideae, Tribe Robinieae and therefore to the Genus Robinia and to the Specie R. pseudoacacia .

Etymology –
The term of the genus Robinia was dedicated by Linnaeus to the French botanists Jean Robin (1550-1629) and his son Vespasian (1579-1662), gardeners and herbalists at the French royal court who introduced the Robinia pseudoacacia in Europe. The specific epithet pseudoacacia comes from the Greek prefix ψευδο- pseudo-pseudo, fallacious, liar and from the genus Acacia, which in turn derives from the Greek name ακακια acacía (doubling of ακέ ακις acé acís needle, tip, thorn) with which Theophrastus and Dioscorides indicated a species of Egyptian Acacia; therefore false acacia.

Geographic Distribution and Habitat –
The Robinia pseudoacacia is a plant native to the central-eastern United States (region of the Allegheny Mountains), where its characteristic habitat is that of the mixed deciduous mesophilous woods. The species was introduced in Europe in the seventeenth century where it gave rise to different ecotypes able to colonize from the cool-humid environments of oceanic climate to the hot-arid ones of Mediterranean climate. In Italy it is present from the sea level up to about 1000 m in the north and up to 1600 m in the south.

Description –
The Robinia pseudoacacia is a tree that can reach 25 m in height, with slender and heterogeneous, often irregular, opaque green color. It has a cylindrical stem, straight, with thick grayish rind engraved by deep and vertical furrows, which in the upper part of the same and branches are provided with sturdy thorns similar to those of roses. The leaves are deciduous, alternate, up to 30 cm long, composed, imparipinnate, formed by 13-15 elliptic segments, rounded at the apex, up to 4 cm long, a little lighter underneath.
The plant blooms in the May period with white and very fragrant flowers; these are numerous, gathered in pendulous racemes up to 25 cm long. The fruit is a typical legume, blackish, flattened, 5-10 cm long, persistent on the tree until late winter, with small dark brown seeds.

Cultivation –
The Robinia is a plant that, although preferring the bright and warm places, develops well even in shady coastal areas, even with strong winds and a harsh climate. It needs a deep and well drained soil. The planting is carried out by digging holes twice the size of the pot, where it is sold, taking care not to ruin the earthen bread.
As for irrigation, the plant should be watered only during periods of prolonged drought as it is satisfied with the rains. Fertilization should be done to the plant with organic fertilizer and then every 2-3 years in the autumn-winter period.
As for the propagation it is a plant that reproduces by seed, with spontaneous dissemination or by separation of the basal suckers. The seeds harvested in the autumn must be sown in spring. The suckers taken from the mother plant must be rooted in a mixture of sand and peat in equal parts. After rooting, the new seedlings should be kept in individual containers for at least 2 years.
The Robinia is a plant that, being fast growing, to give harmony to the crown or to raise it as a thick bush should be pruned at least every 2 years.

Uses and Traditions –
The Robinia pseudoacacia has been used in the past for the consolidation of the slopes, it is now a widespread species. In addition to providing excellent wood from coal and construction, it was used for the division of the fields and along the ditches and the rots.
It is a plant useful for consolidating the slopes thanks to the deep root system and the ease of propagation. It is then treated in coppice, it quickly creates stable populations. Given its very rapid diffusion since the 1900s, it has often proved to be a pest; in some areas it has completely replaced the native species. The root system with the nitrogen-fixing action also performs an action to improve the soil and generally creates a very dense undergrowth.
Introduced, as mentioned in Europe (Paris) in the early seventeenth century, remained a curiosity from the garden and collectors until the last twenty years of the nineteenth century, when it was used to consolidate landslides along the new railways. The import is due to Jean Robin, pharmacist and botanist of the king of France Henry IV. The specimen came from Virginia.
After arriving in Europe, the plant spread spontaneously in the most disparate environments, and is now naturalized in most of central Europe, from the south of England and Sweden, to Greece, Spain and even Cyprus. It is particularly common in France, Germany, the Netherlands, Belgium, Luxembourg, Switzerland, Austria, Hungary, Italy and Slovenia. It is naturalized also in Turkey and Israel, as well as in Australia and New Zealand. It is also widely cultivated in wood plantations in various European countries such as Hungary, France and other non-European countries such as China, South Korea and is also widespread in Africa.
The first introduction in Italy of Robinia was in 1662 in the Botanical Garden of Padua, ie sixty years after its introduction in Europe.
From this sample in 1750 the seeds were used to introduce the species in Germany, according to the intentions of the Empress Maria Theresa of Austria. In 1788, a specimen derived from a seed of the Paduan tree was introduced into the botanical garden of the Arcispedale of Santa Maria Nova in Florence, later transplanted into that of the Giardino dei Semplici. The author of this introduction in Tuscany was Ottaviano Targioni-Tozzetti.
Today the Robinia is present everywhere on the Italian territory, in particular in Piedmont, in Lombardy, in Veneto and in Tuscany.
As for its uses, Robinia pseudoacacia is a highly nectariferous plant and is of great importance in beekeeping. In fact, acacia honey is among the best known and appreciated and is the most common monoflora honey in stores; nevertheless, the national production is totally insufficient to satisfy the requests, for which Italy imports large quantities especially from Eastern Europe and China. It is a light colored honey, which remains liquid regardless of the temperature, with a light smell, delicate flavor and very low acidity; on the other hand it has a low content of mineral salts and enzymes. Acacia honey contains large amounts of chrysin, which is a powerful flavonoid.
Other uses are linked to the use of its timber which is yellow, with distinct rings, hard and heavy (specific weight 0.75). For these characteristics it can effectively replace tropical woods in use; among other things, the use of Robinia wood instead of exotic essences also allows to slow down the deforestation of tropical areas. For these reasons, some Italian regions have financed projects to enhance the woody cultivation of locust trees, obtaining contributions from the European Union.
The wood is used in heavy woodworking, for mining struts, for poles (the logs left in water for some months in autumn and winter acquire a particular tenacity), for outdoor furniture and for parquet.
This wood is also an excellent fuel.
The flowers are edible and these in various Italian regions are eaten fried in sweet batter and give the pancake a sweet smell and a particularly exquisite taste. However, it must be considered that the rest of the plant (both the stems and the leaves) contains a toxic substance for humans. Its toxicity on the other hand is not universal and some animals eat it. Goats are greedy and consume in quantity without any negative consequences.
However, for its adaptation capacity, Robinia often substitutes natural habitats and ecosystems, acting as a pest species for which its introduction must be evaluated in programs of careful agroecological and forest planning.

Preparation Mode –
As said the Robinia pseudoacacia is used in the kitchen for some uses; certainly the most interesting is that of honey, which could suggest an increase in the cultivation of this plant for the dual purpose of a melliferous plant and wood. Another use that can be made of this plant is that of the flowers eaten fried in sweet batter.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experience with medicinal herbs, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only and do not in any way represent a medical prescription; there is therefore no liability for their use for curative, aesthetic or food purposes.




[:es]

Robinia pseudoacacia

La Robinia, también llamada acacia (Robinia pseudoacacia L.) es una especie arbórea de la familia Fabaceae.

Sistemático –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a la Eucariontes dominio, reino de las plantas, Subreino Tracheobionta, Superdivision Spermatophyta, división Magnoliophyta, clase Magnoliopsida, subclase Rosidae, orden Fabales, la familia Fabaceae, subfamilia Faboideae, robinieae tribu y luego al género Robinia pseudoacacia y la especie R. .

Etimología –
El término de la especie Robinia fue dedicado por Linneo al botánico francés Jean Robin (1550-1629) y su hijo Vespasiano (1579-1662), los jardineros y los herbolarios en la corte real francesa que introdujeron en Europa Robinia pseudoacacia. El pseudoacacia epíteto específico proviene del prefijo griego ψευδο- pseudo-pseudo falsa, engañosa o género Acacia, que a su vez viene del nombre griego ακακια Acacia (duplicación ακέ ακις punta de la aguja Ace ACIS, plug) con la que Teofrasto y Dioscórides indicó una especie de acacia egipcia; por lo tanto la acacia falsa.

Distribución geográfica y hábitat –
La Robinia pseudoacacia es una planta originaria de los Estados Unidos centrorientali (región de las montañas de Allegheny), donde su hábitat característico es el de los bosques mixtos de hoja caduca mesófilos. La especie fue introducida en Europa en el siglo XVII, que ha dado lugar a diferentes ecotipos capaces de colonizar las zonas recién húmedos de clima oceánico a aquellos caliente clima mediterráneo seco. En Italia está presente desde el nivel del mar hasta unos 1000 m en el norte y hasta 1600 m en el sur.

Descripción –
La Robinia pseudoacacia es un árbol que puede alcanzar los 25 m de altura, de color verde opaco, esbelto y heterogéneo, a menudo irregular. Tiene un tallo cilíndrico, recto, con una gruesa corteza grisácea grabada por surcos profundos y verticales, que en la parte superior de la misma y ramas están provistas de espinas robustas similares a las de las rosas. Las hojas son deciduas, alternas, de hasta 30 cm de largo, compuestas, imparipinadas, formadas por 13-15 segmentos elípticos, redondeadas en el ápice, de hasta 4 cm de largo, un poco más claras por debajo.
La planta florece en el período de mayo con flores blancas y muy fragantes; Estos son numerosos, reunidos en racimos colgantes de hasta 25 cm de largo. La fruta es una leguminosa típica, negruzca, aplanada, de 5 a 10 cm de largo, persistente en el árbol hasta fines del invierno, con pequeñas semillas de color marrón oscuro.

Cultivo –
La Robinia es una planta que, aunque prefiere los lugares brillantes y cálidos, se desarrolla bien incluso en zonas costeras con sombra, incluso con vientos fuertes y un clima áspero. Necesita un suelo profundo y bien drenado. La siembra se lleva a cabo cavando hoyos el doble del tamaño de la maceta, donde se vende, teniendo cuidado de no arruinar el pan de barro.
En cuanto al riego, la planta debe regarse solo durante los períodos de sequía prolongada, ya que está satisfecho con las lluvias. La fertilización se debe hacer a la planta con fertilizante orgánico y luego cada 2-3 años en el período otoño-invierno.
En cuanto a la propagación es una planta que se reproduce por semilla, con diseminación espontánea o por separación de los retoños basales. Las semillas cosechadas en otoño deben sembrarse en primavera. Los retoños tomados de la planta madre deben estar enraizados en una mezcla de arena y turba en partes iguales. Después del enraizamiento, las nuevas plántulas deben mantenerse en contenedores individuales durante al menos 2 años.
La Robinia es una planta que, al ser de rápido crecimiento, para dar armonía a la corona o para levantarla como un arbusto espeso, debe podarse al menos cada 2 años.

Usos y tradiciones –
Robinia pseudoacacia ha sido utilizada en el pasado para la consolidación de las laderas, ahora es una especie muy extendida. Además de proporcionar excelente madera de carbón y construcción, se usó para la división de los campos y a lo largo de las zanjas y las migajas.
Es una planta útil para consolidar las pendientes gracias al sistema de raíces profundas y la facilidad de propagación. Luego se trata de manera coppice, rápidamente crea poblaciones estables. Dada su rápida difusión desde el siglo XX, a menudo ha demostrado ser una plaga; En algunas zonas ha reemplazado completamente a las especies nativas. El sistema de raíces con la acción de fijación de nitrógeno también realiza una acción para mejorar el suelo y generalmente crea una maleza muy densa.
Introducido, como se mencionó en Europa (París) a principios del siglo XVII, siguió siendo una curiosidad del jardín y los coleccionistas hasta los últimos veinte años del siglo XIX, cuando se utilizó para consolidar deslizamientos de tierra a lo largo de los nuevos ferrocarriles. La importación se debe a Jean Robin, farmacéutico y botánico del rey de Francia Enrique IV. El espécimen vino de Virginia.
Después de llegar a Europa, la planta se extendió espontáneamente en los entornos más dispares, y ahora se ha naturalizado en la mayor parte de Europa central, desde el sur de Inglaterra y Suecia, hasta Grecia, España e incluso Chipre. Es particularmente común en Francia, Alemania, los Países Bajos, Bélgica, Luxemburgo, Suiza, Austria, Hungría, Italia y Eslovenia. Se naturaliza también en Turquía e Israel, así como en Australia y Nueva Zelanda. También se cultiva ampliamente en plantaciones de madera en varios países europeos como Hungría, Francia y otros países no europeos como China, Corea del Sur y también está muy extendida en África.
La primera introducción en Italia de Robinia fue en 1662 en el Jardín Botánico de Padua, es decir, sesenta años después de su introducción en Europa.
De esta muestra en 1750, las semillas se utilizaron para introducir la especie en Alemania, de acuerdo con las intenciones de la emperatriz María Teresa de Austria. En 1788, un espécimen derivado de una semilla del árbol de Paduan se introdujo en el jardín botánico del Arcispedale de Santa Maria Nova en Florencia, que luego se trasplantó en el de Giardino dei Semplici. El autor de esta introducción en la Toscana fue Ottaviano Targioni-Tozzetti.
Hoy en día, la Robinia está presente en todo el territorio italiano, en particular en el Piamonte, en Lombardía, en el Véneto y en la Toscana.
En cuanto a sus usos, Robinia pseudoacacia es una planta altamente nectarífera y es de gran importancia en la apicultura. De hecho, la miel de acacia se encuentra entre las más conocidas y apreciadas y es la miel de monoflora más común en las tiendas; sin embargo, la producción nacional es totalmente insuficiente para satisfacer las solicitudes, por lo que Italia importa grandes cantidades, especialmente de Europa del Este y China. Es una miel de color claro, que permanece líquida independientemente de la temperatura, con un ligero olor, sabor delicado y muy baja acidez; Por otro lado tiene un bajo contenido de sales minerales y enzimas. La miel de acacia contiene grandes cantidades de crisina, que es un poderoso flavonoide.
Otros usos están relacionados con el uso de su madera que es amarilla, con anillos distintos, duros y pesados ​​(peso específico 0.75). Por estas características puede reemplazar efectivamente las maderas tropicales en uso; Entre otras cosas, el uso de madera de Robinia en lugar de esencias exóticas también permite frenar la deforestación de las áreas tropicales. Por estas razones, algunas regiones italianas han financiado proyectos para mejorar el cultivo leñoso de los árboles de langosta, obteniendo contribuciones de la Unión Europea.
La madera se utiliza en trabajos pesados, para trabajos de minería, para postes (los troncos que se dejan en el agua durante algunos meses en otoño e invierno adquieren una tenacidad particular), para muebles de exterior y para parquet.
Esta madera también es un excelente combustible.
Las flores son comestibles y en varias regiones italianas se comen fritas en masa dulce y le dan al panqueque un olor dulce y un sabor particularmente exquisito. Sin embargo, debe considerarse que el resto de la planta (tanto los tallos como las hojas) contiene una sustancia tóxica para los seres humanos. Por otro lado, su toxicidad no es universal y algunos animales la comen. Las cabras son codiciosas y consumen en cantidad sin consecuencias negativas.
Sin embargo, por su capacidad de adaptación, Robinia a menudo sustituye los hábitats naturales y los ecosistemas, actuando como una especie de plaga, por lo que su introducción debe evaluarse en programas de cuidadosa planificación agroecológica y forestal.

Modo de preparación –
Como decía la Robinia pseudoacacia se usa en la cocina para algunos usos; Sin duda, el más interesante es el de la miel, que podría sugerir un aumento en el cultivo de esta planta con el doble propósito de una planta y madera melíferas. Otro uso que se puede hacer de esta planta es el de las flores que se comen fritas en masa batida.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Consejo y experiencia con hierbas medicinales, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimenticios están indicados solo con fines informativos y no representan en modo alguno una receta médica; Por lo tanto, no hay responsabilidad por su uso para fines curativos, estéticos o alimentarios.




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