Asimina triloba

Asimina triloba

L’Asimina, o Banano del nord, Banana di montagna, pawpaw, Asiminier (Asimina triloba L.) è una specie arborea della famiglia delle Annonaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Magnoliidae, Ordine Magnoliales, Famiglia Annonaceae e quindi al Genere Asimina ed alla Specie A. triloba.

Etimologia –
Il termine Asimina deriva dal nome dato dai Nativi americani “Algonquin” alla pianta, passando poi dal termine francese cajun Asiminier. L’epiteto specifico triloba proviene dal prefisso tri- e dal latino moderno lobatus lobato: trilobato, con tre lobi, con riferimento al calice. Il nome comune statunitense Pawpaw deriva dal nome della tribù dei nativi Paw Paw, o Pawpaw, inteso come “frutto dei Paw Paw”.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Asimina triloba è una pianta originaria degli Stati Uniti orientali, nell’ areale del bacino del Mississippi, con una distribuzione che va dall’Nebraska ad ovest, all’Oceano Atlantico ad est; dalla Carolina del Sud come limite meridionale fino al sud del Canada, lungo le rive dei Grandi Laghi, nel suo limite settentrionale. La pianta si trova allo stato selvatico nelle valli dei monti Appalachi. Il suo habitat è rappresentato dal sottobosco di formazioni forestali con alberi ad alto fusto quali querce e noci del genere Carya.

Descrizione –
Il Banano del nord è una specie arborea fruttifera a foglia caduca, sotto forma di arbusto o albero di piccole dimensioni che può raggiungere eccezionalmente l’altezza di 14 m. è caratterizzata da una crescita abbastanza lenta che con un’opportuna potatura si può mantenere una pianta fruttificante sotto i 3 metri.
Le gemme sono ricoperte da una peluria marrone, sono facilmente distinguibili: le gemme a fiore, che si formano durante l’estate (tipicamente in Luglio) sui nuovi rami, hanno una forma tondeggiante e le dimensioni di un cappero; le gemme a legno, invece, sono più piccole, sottili ed allungate.
In primavera inizia il processo di germogliamento che è lento ed atipico; la gemma “gonfia”, inizia ad avere un peduncolo peloso ed a penzolare, ingrandendosi sempre più, iniziando solo successivamente ad avere le sembianze di un fiore. I fiori sono ermafroditi, con un calice formato da 3 sepali e da 6 petali; sono larghi mediamente 4 cm ed hanno una consistenza “carnosa” ed, a sviluppo ultimato, sono sempre rivolti verso il basso e di un colore rosso-porpora scuro.
La fioritura è abbastanza scalare e, nel Nord Italia, dura tutto il mese di Aprile. I primi fiori si aprono prima della comparsa delle foglie, gli ultimi in concomitanza. Il frutto è simile ad una tozza banana, dalla polpa cremosa, aromatica e profumata.
L’ Asimina triloba è una specie generalmente autosterile quindi, a meno di non avere una di quelle poche cultivar autofertili, si dovranno avere almeno due piante diverse, affinché si possa avere impollinazione incrociata.

Coltivazione –
Per la coltivazione dell’ Asimina triloba si tenga conto che è una pianta che resiste fino a -20°, per cui è una pianta che si può coltivare con successo in Italia, sebbene in zone molto siccitose si dovrà innaffiare frequentemente, specie durante i primi anni.
Il clima ideale rimane però quello del Nord Italia, specie della zona Alpina, o delle umide vallate dell’Appennino centrale, dove siano comuni temporali e piogge estive.
La specie ama esposizioni a mezz’ombra, sebbene da adulta, in zone non troppo torride, fruttifica meglio in pieno Sole. Per le sue origine l’Asimina triloba, crescendo normalmente nel sottobosco, è una delle piante da frutto più tolleranti all’ombra.
Per questo motivo durante i primi anni di vita sarà essenziale una buona ombreggiatura, poiché i raggi del sole brucerebbero le tenere foglie, che solo dal terzo anno dalla semina inizieranno ad esser grosse e resistenti.
La pianta si riproduce per via clonale, e soprattutto nelle aree di origine, sopporta la bassa luminosità ambientale fino all’apertura di una breccia nella volta della foresta, una volta raggiunte posizioni più luminose inizia la fruttificazione. L’Asimina triloba tende a scomparire in boschi chiusi e troppo fitti mentre si mantiene per lungo tempo (millenni) sotto forma di boschetto di polloni in ambienti che subiscono saltuarie azioni di disturbo come, ad esempio, le rive dei fiumi.
Per i dettagli delle tecniche di coltivazioni e per le caratteristiche pedoclimatiche si rimanda alla seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
All’interno del suo areale d’origine molte località prendono il nome di “paw paw” proprio per via dalla presenza di piante di Asimina, lo stesso nome si trova anche utilizzato nei nomi delle scuole poiché il frutto era molto gradito ai bambini che andavano a raccoglierlo nei boschi a fine estate.
Probabilmente l’attuale distribuzione dell’Asimina nel Nord America è dovuta alla dispersione dei semi attuata fino a circa 10.000 anni fa dalla Megafauna ora estinta. I grandi animali che abitavano il continente si estinsero durante il Quaternario con l’arrivo dei primi uomini. Successivamente gli uomini si sostituirono alla megafauna come agenti di dispersione del seme dell’Asimina, attività che continuano ancora oggi.

I primi documenti relativi all’Asimina risalgono al 1541 e sono contenuti nei diari della spedizione di Hernando de Soto, il quale la trovò tra le piante coltivate dai Nativi ad est del fiume Mississippi.
Successivamente, dopo parecchi anni, i partecipanti alla grande spedizione di Lewis e Clark ebbero occasione di nutrirsi dei frutti di Asimina durante il loro viaggio verso l’ignoto.
Si ricorda che l’Asimina fredda era il dessert preferito di George Washington; Thomas Jefferson decise di piantare delle Asimina nella sua residenza di Monticello in Virginia.
Nei tempi trascorsi era in uso, tra gli abitanti delle campagne del Midwest, di recarsi nel bosco a fine estate alla ricerca delle migliori macchie d’Asimina in cui raccogliere da terra i frutti maturi. Questa tradizione era molto diffusa tra i bambini che erano molto abili che abbinavano questa attività come un gioco e come una rara occasione di mangiare qualcosa di dolce a volontà. Di questa tradizione sono rimaste diverse testimonianze tra cui una canzone popolare che possiamo trovare in infinite varianti in tutti gli Stati Uniti orientali: Way down yonder in the pawpaw patch.
Inoltre è interessante vedere come l’aspetto curioso del frutto ha portato nel tempo alla creazione di innumerevoli soprannomi locali che si rifanno alla presunta somiglianza con le specie del genere Musa, con cui non ha alcuna relazione tra i quali possiamo trovare: banana selvatica, banana di montagna, banana della prateria, banana del poveruomo, banana degli indiani, banana del West Virginia, banana del Kansas, banana del Kentucky, banana del Michigan, banana del Missouri, e così via.
Dell’ Asimina triloba sono state realizzate numerose selezioni, per la maggior parte facendo origine dalle piante selvatiche, ma anche partendo da selezioni precedenti.
Si ricorda che tutte le parti della pianta (esclusa la polpa dei frutti maturi) sono tossiche per la presenza di acetogenine a spiccata attività antimitotica, che impediscono quindi la replicazione cellulare; tali sostanze sono allo studio per la loro particolare efficienza nella cura dei tumori.
Per questo motivo, la pianta, per le sostanze contenute, è straordinariamente resistente a parassiti e malattie, soprattutto in ambiente umido, dove non necessita quindi di alcun trattamento.
Negli Stati Uniti la pianta è coltivata nei butterfly gardens, (giardini destinati ad allevare farfalle) per il fatto che ospita una grande farfalla ad ali zebrate bianco-nere, a coda di rondine (Eurytides marcellus) il cui bruco si nutre delle foglie ma di norma non produce danni di rilievo alla pianta.
Oltre agli utilizzi dei frutti dell’ A. triloba la pianta è stata impiegata per altri scopi e finalità:
– la corteccia interna della pianta, forte e fibrosa, veniva utilizzata dai Nativi americani e dai primi coloni del Midwest per la preparazione di corde, reti da pesca, stuoie e per legare il pescato;
– i tronchi di Asimina divisi in quarti venivano impiegati per la realizzazione di recinzioni in Arkansas;
– i semi, duri e lucenti di questa pianta venivano portati con se come degli amuleti in Ohio poiché si riteneva che portassero fortuna, nella stessa maniera in cui in Italia si utilizzano i semi dell’Ippocastano.
– è anche coltivata come pianta ornamentale ma in Italia è presente solo in alcuni orti botanici e frutteti sperimentali.

Modalità di Preparazione –
L’ Asimina triloba è una pianta che produce dei frutti, che hanno una polpa cremosa e aromatica, che ricorda un misto fra ananas, banana e mango. Il uso utilizzo è ovviamente e maggiormente come frutta fresca ma si fanno coltivazioni anche per produzioni e preparazioni industriali quali: marmellate, yogurt, creme e gelati.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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