Leccinum variicolor

Leccinum variicolor

Il Boleto chiazzato o screziato (Leccinum variicolor Watling, 1969) è un fungo basidiomicete appartenente alla famiglia delle Boletaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Boletales, Famiglia Boletaceae e quindi al Genere Leccinum ed alla Specie L. variicolor.
Sono sinonimi e binomi obsoleti ricordiamo: Boletus variicolor (Watling) Hlavácek, Mykologický Sborník 66(2): 51 (1989), Krombholzia scabra var. coloratipes sensu auct., Krombholziella variicolor (Watling) Šutara, Ceská Mykol. 36(2): 83 (1982) e Leccinum variicolor Watling, Notes R. bot. Gdn Edinb. 24: 268 (1969).

Etimologia –
Il termine Leccinum proviene da (i)líceus, derivato da ílex, -icis leccio: del leccio, attinente al leccio. L’epiteto specifico variicolor è in riferimento alla colorazione molto variabile del cappello di questa specie.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Boleto chiazzato è un fungo che cresce nei boschi di latifoglia con presenza di Betulla in ambienti muscosi e silicei e su terreni torbosi e sabbiosi. La sua distribuzione è abbastanza comune in gran parte dell’Europa continentale, dalla Scandinavia fino al Mediterraneo e ad ovest attraverso la penisola iberica. Lo si riscontra anche in molte parti del Nord America.

Riconoscimento –
Il Leccinum variicolor si riconosce per avere il cappello di 3,5-9,5 cm di diametro, con aspetto variegato, a chiazze, con numerose sfumature che vanno dal nocciola al biancastro su un fondo bruno carico. Il cappello è prima convesso, poi espanso o a volte largamente conico a maturità, con margine intero, non marcatamente eccedente i tubuli, al massimo di 1 millimetro. La cuticola ha una colorazione marrone scuro, con una trama radiale di macchie più chiare, a volte quasi biancastra con punteggiature marrone scuro, molto tomentosa dappertutto, spesso alquanto viscida con l’età. I tubuli sono adnati, ventricosi, 7–18 mm di lunghezza, con colorazione grigiastro o bianco panna, che tendono a colorarsi di brunastro al tocco. I pori hanno un diametro di circa 0,5 mm, di colore bianco panna, spesso con punteggiature bruno-giallastre, che alla pressione virano al brunastro. Il gambo misura mediamente 7-15 x 35 cm, di forma cilindrica o clavata, di colore biancastro, spesso con sfumature blu-verdastre nella metà inferiore del gambo, interamente coperto di scaglie colore marrone. La carne è di colore bianco che alla pressione vira al rosato nel cappello e nella metà superiore del gambo, all’azzurro-verdastro, invece, nella metà inferiore del gambo.
Al microscopio si notano delle spore di 13,5-17,5 x 5-6,5 µm, fusiformi. I basidi misurano 23-34 x 8,5-11 µm, bisporici o tetrasporici. Imenocistidi di 26-44,5 x 8-10,5 µm, lageniformi o clavati con apice mucronato o ottuso. Caulocistidi di 34,5-86,5 x 7,5-22, clavati, cilindrico-irregolari o lageniformi con il collo flessuoso e a volte biforcato, spesso separato dal corpo del cistidio tramite un setto. I giunti a fibbia sono assenti.

Coltivazione –
Il Boleto chiazzato è un fungo che non risulta coltivato.

Usi e Tradizioni –
Il Leccinum variicolor è generalmente considerato un buon fungo commestibile.
Questo fungo può essere confuso e scambiato con il Leccinum versipelle che ha un cappuccio però molto più arancione; con colorazione che tende al blu-verde nella base dello stelo quando viene piegato.
Altro fungo con cui può essere confuso è il Leccinum scabrum che ha un colore del cappuccio molto variabile, sebbene sia comunque di solito di un colore marrone più chiaro del Boleto screziato; inoltra la carne del gambo non diventa blu o blu verde quando viene tagliata o piegata.

Modalità di Preparazione –
Il Leccinum variicolor è un fungo di buona commestibilità che può essere utilizzato nelle stesse ricette e conservazioni che prescrivono l’uso del Boletus edulis (anche se quest’ultimo sia in termini di sapore che di consistenza sia superiore). In alternativa, questo fingo può essere utilizzato in miscela con i porcini eduli.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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