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Alnus incana

L’ Ontano bianco o ontano grigio (Alnus incana (L.) Moench) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Betulacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Fagales, Famiglia Betulaceae e quindi al Genere Alnus ed alla Specie A. incana.

Etimologia –
Il termine Alnus proviene da Alnus che era il nome latino dell’ontano. L’epiteto specifico incana deriva da bianco, canuto, per il colore della faccia inferiore delle foglie.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Ontano bianco è una specie originaria dell’area centrale e nordorientale dell’Europa. La pianta è diffusa in gran parte dell’emisfero settentrionale, dagli Stati Uniti all’Europa e all’Asia nord-occidentale. In Italia è presente sulle Alpi e nel Nord dell’Appennino. Fino alla fine del XX secolo era presente anche lungo il tratto di pianura del fiume Panaro, nella Valle Padana a quote inferiori ai 100 m. l’habitat di questa specie sono spesso le sponde dei corsi d’acqua, nei boschi a livello del mare, nei campi abbandonati e in prossimità di fiumi e laghi, fino a 1200 m di quota.

Descrizione –
L’ Alnus incana è un albero che può raggiungere i 30 metri di altezza, caratterizzato da chioma di colore verde grigiastro, con tronco diritto e snello. E corteccia liscia, di colore grigio chiaro. Le foglie sono semplici, decidue, ovato-lanceolata, con inserzione alterna e margine dentato. La pagina superiore è verde scuro, mentre quella inferiore è grigiastra (da cui l’epiteto della specie).
I fiori maschili sono a gruppi di tre in amenti, quelli femminili in “pignette” disposte a 3-5 in racemi. Il frutto è simile ad una piccola pigna di 1 cm a squame legnose che contengono acheni alati.

Coltivazione –
Per la sua coltivazione l’Alnus incana è una specie che richiede molta luce; è una pianta che cresce bene anche in suoli molto poveri grazie alla sua altissima capacità fertilizzante del terreno, ottenuta in simbiosi con il batterio Frankia, in grado di elaborare grandi quantità di composti azotati. La pianta si propaga o per seme subito dopo la raccolta, tramite polloni in inverno, oppure per innesto in estate nel caso delle cultivar. I semi di Ontano bianco essiccati fino al 5-10% di umidità possono essere conservati a lungo in contenitori ermetici posti a basse temperature (da 0 a -5°C per conservazioni fino a 5 anni, da -15 a -18°C per tempi di conservazione più lunghi). Se governato a ceduo può consolidare versanti franosi.

Usi e Tradizioni –
Come pianta ornamentale e nelle sue cultivar più vistose a seconda dei casi, l’Ontano bianco, dà il suo meglio o in inverno associato a specie da ramo come salici e cornus, oppure durante la stagione vegetativa come sfondo per mixed borders.
L’ontano bianco, per la sua ampia diffusione circumboreale e, soprattutto per le piccole differenze morfologiche che caratterizzano il genere, ha creato non poche difficoltà sulla classificazione tassonomica. Grazie a recenti studi genetici si propone di raggruppare all’interno del complesso Alnus incana molte specie che prima venivano considerate separate, individuando di fatto quattro principali sottospecie:
– Alnus incana subsp. incana (L.) Moench: che è diffusa in Europa nord-orientale fino all’Asia nord-orientale, nel centro-sud Europa e nel Caucaso;
– Alnus incana subsp. rugosa (Du Roi) R.T.Clausen: che è diffusa nel nord del continente Americano;
– Alnus incana subsp. tenuifolia (Nutt.) Breitung: diffusa nella zona nord-ovest del continente Americano;
– Alnus incana subsp. hirsuta (Spach) Á. & D.Löve: diffusa nelle aree montuose dell’Asia centro-occidentale fino al Giappone.
Differente è la posizione tassonomica della sottospecie Alnus incana subsp. kolaensis (N.I.Orlova) Á. & D.Löve, che la differenziano in modo significativo sia da Alnus incana che da Alnus glutinosa e che viene proposta come specie separata.
Questa pianta è caratterizzata dall’avere un legno molto resistente all’acqua. La scorza, ricca di tannino, fornisce un colorante grigio. Il legno di ontano bianco è stato usato però raramente, perché è costituito da tronchi di piccolo diametro, prevalentemente storti. Tuttavia, è spesso utilizzato per il rimboschimento delle colline di terre alluvionali e per la stabilizzazione di pendii e scarpate. Come detto, è una pianta miglioratrice del terreno in quanto le radici sono ricche di tubercoli che ospitano batteri azotofissatori. Grazie anche all’ estensione dell’ apparato radicale è utilizzato per il consolidamento di scarpate.

Modalità di Preparazione –
L’ Alnus incana oltre ai suoi utilizzi ecologici, di stabilizzazione dei pendii e per l’ottenimento di un colorante grigio non ha usi alimentari o farmaceutici.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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Alnus incana

The white alder or gray alder (Alnus incana (L.) Moench) is an arboreal species belonging to the family of the Betulaceae.

Systematic –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Plantae, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Order Fagales, Family Betulaceae and therefore to the Genus Alnus and to the A. incana Species.

Etymology –
The term Alnus comes from Alnus, which was the Latin name of the alder. The specific epithet incana derives from white, hoary, due to the color of the lower face of the leaves.

Geographic Distribution and Habitat –
The white alder is a native species of central and north-eastern Europe. The plant is widespread in most of the northern hemisphere, from the United States to Europe and North-West Asia. In Italy it is present in the Alps and in the North of the Apennines. Until the end of the twentieth century it was also present along the stretch of the Panaro river plain, in the Po Valley at altitudes below 100 m. the habitat of this species is often the banks of watercourses, in the woods at sea level, in abandoned fields and near rivers and lakes, up to 1200 m altitude.

Description –
The Alnus incana is a tree that can reach 30 meters in height, characterized by greyish green foliage, with a straight and slender trunk. And smooth bark, light gray. The leaves are simple, deciduous, ovate-lanceolate, with alternating insertion and toothed margin. The upper page is dark green, while the lower one is greyish (hence the epithet of the species).
The male flowers are in groups of three in catkins, the female ones in “pignette” arranged at 3-5 in racemes. The fruit is similar to a small 1 cm pinecone with woody scales containing winged achenes.

Cultivation –
For its cultivation the Alnus incana is a species that requires a lot of light; it is a plant that grows well even in very poor soils thanks to its very high soil fertilizing capacity, obtained in symbiosis with the bacterium Frankia, capable of processing large quantities of nitrogenous compounds. The plant is propagated either by seed immediately after harvesting, by suckers in winter, or by grafting in summer in the case of cultivars. The white alder seeds dried up to 5-10% humidity can be stored for a long time in airtight containers placed at low temperatures (from 0 to -5 ° C for storage up to 5 years, from -15 to -18 ° C for longer storage times). If governed by a coppice, it can consolidate landslides.

Uses and Traditions –
As an ornamental plant and in its most notable cultivars depending on the case, the white alder, gives its best or in winter associated with branch species such as willows and cornus, or during the growing season as a background for mixed borders.
The white alder, due to its wide circumboreal diffusion and, above all due to the small morphological differences that characterize the genus, has created many difficulties on the taxonomic classification. Thanks to recent genetic studies it is proposed to group within the complex Alnus incana many species that were previously considered separate, identifying in fact four main subspecies:
– Alnus incana subsp. incana (L.) Moench: which is widespread in north-eastern Europe up to north-east Asia, in central and southern Europe and in the Caucasus;
– Alnus incana subsp. rugosa (Du Roi) R.T.Clausen: which is widespread in the north of the American continent;
– Alnus incana subsp. tenuifolia (Nutt.) Breitung: widespread in the north-west area of ​​the American continent;
– Alnus incana subsp. hirsuta (Spach) Á. & D.Löve: diffused in the mountainous areas of central-western Asia up to Japan.
The taxonomic position of the subspecies Alnus incana subspecific is different. kolaensis (N.I.Orlova) Á. & D.Löve, which significantly differentiate it from both Alnus incana and Alnus glutinosa and is proposed as a separate species.
This plant is characterized by having a very water-resistant wood. The zest, rich in tannin, provides a gray dye. The white alder wood has been used however rarely, because it consists of small-diameter, mainly crooked logs. However, it is often used for the reforestation of the hills of alluvial lands and for the stabilization of slopes and escarpments. As mentioned, it is a plant that improves soil because the roots are rich in tubercles that host nitrogen-fixing bacteria. Thanks also to the extension of the root system it is used for the consolidation of slopes.

Preparation Mode –
The Alnus incana besides its ecological uses, of stabilization of the slopes and for the obtaining of a gray dye has no alimentary or pharmaceutical uses.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experience with medicinal herbs, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only and do not in any way represent a medical prescription; there is therefore no liability for their use for curative, aesthetic or food purposes.




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Alnus incana

El aliso blanco o aliso gris (Alnus incana (L.) Moench) es una especie arbórea perteneciente a la familia de las Betulaceae.

Sistemático –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eucariota, Reino Plantae, División Magnoliophyta, Clase Magnoliopsida, Orden Fagales, Familia Betulaceae y, por lo tanto, al Género Alnus y a la Especie A. incana.

Etimología –
El término Alnus proviene de Alnus, que era el nombre en latín del aliso. El epíteto específico incana deriva de blanco, canoso, debido al color de la cara inferior de las hojas.

Distribución geográfica y hábitat –
El aliso blanco es una especie nativa de Europa central y nororiental. La planta está muy extendida en la mayor parte del hemisferio norte, desde Estados Unidos hasta Europa y el noroeste de Asia. En Italia está presente en los Alpes y en el norte de los Apeninos. Hasta finales del siglo XX, también estuvo presente en el tramo de la llanura del río Panaro, en el valle del Po a altitudes inferiores a 100 m. El hábitat de esta especie a menudo son las orillas de los cursos de agua, en los bosques al nivel del mar, en campos abandonados y cerca de ríos y lagos, hasta 1200 m de altitud.

Descripción –
El Alnus incana es un árbol que puede alcanzar los 30 metros de altura, caracterizado por un follaje verde grisáceo, con un tronco recto y esbelto. Y corteza lisa, gris claro. Las hojas son simples, deciduas, ovadas-lanceoladas, con inserción alternante y margen dentado. La página superior es de color verde oscuro, mientras que la inferior es de color grisáceo (de ahí el epíteto de la especie).
Las flores masculinas están en grupos de tres en amentos, las femeninas en “pignette” dispuestas en 3-5 en racimos. La fruta es similar a una pequeña piña de 1 cm con escamas leñosas que contienen aquenes alados.

Cultivo –
Para su cultivo, el Alnus incana es una especie que requiere mucha luz; es una planta que crece bien incluso en suelos muy pobres gracias a su alta capacidad de fertilización del suelo, obtenida en simbiosis con la bacteria Frankia, capaz de procesar grandes cantidades de compuestos nitrogenados. La planta se propaga por semilla inmediatamente después de la cosecha, por retoños en invierno o por injerto en verano en el caso de cultivares. Las semillas blancas de aliso secadas hasta un 5-10% de humedad pueden almacenarse durante mucho tiempo en recipientes herméticos colocados a bajas temperaturas (de 0 a -5 ° C para almacenamiento de hasta 5 años, de -15 a -18 ° C para tiempos de almacenamiento más largos). Si es gobernado por un coppice, puede consolidar derrumbes.

Usos y tradiciones –
Como planta ornamental y en sus cultivares más notables según el caso, el aliso blanco da lo mejor de sí mismo o en invierno asociado con especies de ramas como sauces y cornus, o durante la temporada de crecimiento como fondo para los bordes mixtos.
El aliso blanco, debido a su amplia difusión circumboreal y, sobre todo debido a las pequeñas diferencias morfológicas que caracterizan al género, ha creado muchas dificultades en la clasificación taxonómica. Gracias a estudios genéticos recientes, se propone agrupar dentro del complejo Alnus incana muchas especies que anteriormente se consideraban separadas, identificando de hecho cuatro subespecies principales:
– Alnus incana subsp. incana (L.) Moench: generalizada en Europa nororiental hasta Asia nororiental, en Europa central y meridional y en el Cáucaso;
– Alnus incana subsp. rugosa (Du Roi) R.T.Clausen: que está muy extendida en el norte del continente americano;
– Alnus incana subsp. tenuifolia (Nutt.) Breitung: generalizada en el área noroeste del continente americano;
– Alnus incana subsp. hirsuta (spach) a. & D.Löve: difundido en las zonas montañosas del centro-oeste de Asia hasta Japón.
La posición taxonómica de la subespecie Alnus incana subespecífica es diferente. kolaensis (N.I.Orlova) Á. & D.Löve, que lo diferencian significativamente tanto de Alnus incana como de Alnus glutinosa y se propone como una especie separada.
Esta planta se caracteriza por tener una madera muy resistente al agua. La cáscara, rica en tanino, proporciona un tinte gris. Sin embargo, la madera de aliso blanca se ha utilizado raramente, ya que consiste en troncos de diámetro pequeño, principalmente torcidos. Sin embargo, a menudo se utiliza para la reforestación de las colinas de tierras aluviales y para la estabilización de pendientes y escarpes. Como se mencionó, es una planta que mejora el suelo porque las raíces son ricas en tubérculos que albergan bacterias fijadoras de nitrógeno. Gracias también a la extensión del sistema raíz que se utiliza para la consolidación de taludes.

Modo de preparación –
El Alnus incana además de sus usos ecológicos, de estabilización de las laderas y para la obtención de un tinte gris no tiene usos alimentarios ni farmacéuticos.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Consejo y experiencia con hierbas medicinales, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimenticios están indicados solo con fines informativos y no representan en modo alguno una receta médica; Por lo tanto, no hay responsabilidad por su uso para fines curativos, estéticos o alimentarios.




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