Proprietà ed usi del Genepì nero

Proprietà ed usi del Genepì nero

Il Genepì nero o Genepì dei ghiacciai (Artemisia glacialis L.) è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteracee. Questo assenzio si caratterizza per essere una specie erbacea, alta circa 10-15 centimetri, con la base del fusto in parte lignificata, con foglie dei getti sterili e cauline inferiori lungamente picciolate, 2-3 pennato- o ternatosette, le altre decrescenti sino alle superiori bratteiformi. I capolini sono emisferici od ellittici ed i fiori sono di colore giallo riuniti in capolini. L’antesi è nel periodo estivo (Luglio – Agosto).
Ha una distribuzione subendemica delle Alpi occidentali; è presente in Italia in Valle d’Aosta e Piemonte. Il suo habitat è caratterizzato da ambienti rupestri e detriti morenici, più raramente si trova in pascoli alpini rocciosi o pietrosi e cresce da 2100 a 3300 metri di altitudine.
In questa scheda vedremo le proprietà ed usi del Genepì nero.
L’ Artemisia glacialis possiede notevoli proprietà farmaceutiche; infatti a scopo medicinale si utilizza la pianticella fiorita raccolta all’inizio della fioritura e fatta essiccare in luogo ombroso e ventilato. Si può impiegare anche la radice raccogliendola in estate. Possiede proprietà toniche ed antispasmodiche. Il Genepì nero viene utilizzato anche in cucina.

Le proprietà del genepì e delle varietà consimili s’incentrano sui principi amari in esse contenuti che le rendono eccellenti per confezionare aperitivi e digestivi. Inoltre può essere utilizzato per combattere le affezioni dell’apparato respiratorio.
Gli abitanti dei monti, da tempi remoti, utilizzano le molte specie di genepì macerandole nella grappa ottenendone un liquore stomachino che sembra abbia la capacità di guarire il mal di montagna.
Il Genepy è forse il liquore più conosciuto della tradizione valdostana.
Una preparazione tipica viene presentata qui a partire da una ventina di piantine di artemisia glacialis (con fiori e gambo), un litro di alcool 95°, 1 litro di acqua e 400 gr di zucchero.
Si mettono a macerare una ventina di piantine di artemisia glacialis in un litro di alcool per liquori per almeno 45 giorni, in luogo fresco e buio. Trascorso tale periodo si fa bollire un litro di acqua. Spegnete e aggiungete lo zucchero, mescolando in modo che si sciolga. Lasciate raffreddare lo sciroppo ottenuto.
Si possono usare sia piantine fresche che secche ma il sapore del liquore non cambierà. Cambierà il colore perché fatto con piantine fresche sarà verde, mentre preparato con piantine secche sarà più giallo.
Una volta freddo, aggiungete il genepì filtrato (senza le piantine) allo sciroppo, mescolate bene e lasciate depositare per una notte, poi imbottigliate. Lasciatelo riposare almeno un mese prima di consumarlo. Il colore deve essere chiaro. Il liquore di genepì è un ottimo digestivo, e nei paesi ai piedi del Monte Rosa, vi è l’usanza di berlo con l’aggiunta di un po’ di acqua calda, quando si hanno problemi di digestione.

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