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Quercus trojana

Il fragno (Quercus trojana Webb) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Fagacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Hamamelidae, Ordine Fagales, Famiglia Fagaceae e quindi al Genere Quercus ed alla Specie Q. trojana.

Etimologia –
Il termine Quercus deriva da quercus, nome latino della quercia, pianta sacra a Giove. L’epiteto specifico trojana si riferisce a Τρωῖα Troia, antica città dell’Asia Minore: troiano, di Troia forse con riferimento all’ipotetica area di origine.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Fragno è una quercia con origini nell’Europa sudorientale, dalla Puglia, ai Balcani, fino al Mar Nero. È una specie tipicamente mediterranea che cresce dal livello del mare fino ai 600 metri circa di quota. In Italia si trova in Puglia (Murge e Salento) e in Basilicata (Matera). In Italia forma associazioni con altre specie di quercia come il leccio (Quercus ilex), la roverella (Quercus pubescens), il cerro (Quercus cerris), la quercia spinosa (Quercus coccifera) in formazioni boschive abbastanza fitte. L’habitat tipico di questa sono i suoli calcarei dove spesso i fragni vivono in simbiosi con funghi e altre piante.

Descrizione –
Il Quercus trojana è un albero che può raggiungere i 15 metri di altezza ma, allo stato spontaneo, ha spesso un portamento quasi arbustivo. Ha una chioma globosa ed espansa in orizzontale, con tronco diritto e ramoso fino alla base. La scorza, è solcata e scura. Le foglie sono coriacee, lucide, alterne, a lamina obovata-oblunga, seghettate, lunghe fino a 9 cm e conservano una colorazione verde per tutto l’inverno per cadere, ormai disseccate e color dell’oro bruciato, soltanto nella primavera successiva a quella di formazione. I fiori maschili sono in glomeruli disposti in amenti sottili e dotati di un piccolo perigonio di 6 tepali; quelli femminili sono invece sessili e disposti sui rami singolarmente o a gruppetti di 2-4.
Il frutto è una ghianda, formata da un achenio globoso, sotteso alla base da una cupula emisferica di 2,5 x 3 cm, coriacea, che avvolge l’achenio con squame lanceolate di 2-3 mm.

Coltivazione –
Il fragno è una specie eliofila e piuttosto termofila che non ama però gli ambienti troppo aridi. Preferisce i terreni a matrice calcarea ma in Puglia lo si ritrova anche su terre rosse ben umificate, profonde e fresche, a reazione subacida, con discreto contenuto di fosforo e potassio. In questa regione ed a cavallo con la lucania forma dei boschi puri o misti nella regione delle Murge per circa 450 ettari, in zone marginali non interessate dalla coltura della vite e dell’olivo. Si tratta di formazioni generalmente governate a ceduo e nelle quali sovente viene praticato il pascolo del bestiame, principalmente di bovini. Tali formazioni sono periodicamente utilizzate per il prelievo della legna e si mostrano strutturalmente impoverite da turni di taglio troppo ravvicinati. Tali zone, per il loro interesse naturalistico andrebbero senz’altro preservate con interventi di tutela.

Usi e Tradizioni –
Questa specie, presente su entrambe le sponde Adriatiche, testimonierebbe la presenza di un collegamento di terra esistente tra il tacco dello stivale e la Penisola Balcanica nel Miocene (da 26 a 12 milioni di anni fa), in un periodo di generale abbassamento del livello del mare dovuto all’espansione delle calotte glaciali (glaciazioni).
Secondo altri studiosi, invece, la presenza del Fragno in Puglia ha ragioni “storiche”, legate alla colonizzazione da parte di uno degli popoli mediterranei più nobili dell’antichità: i Greci. Navigatori per vocazione, utilizzavano questi alberi per la costruzione delle proprie imbarcazioni, per cui, dopo una prima fase di sola importazione dei tronchi dalla madrepatria, presero a coltivarlo in loco, così da disporre più agevolmente del legname che serviva loro per le navi. Ed infatti il Fragno, nei secoli, ha continuato ad avere una notevole importanza economica per la popolazione locale: nelle aree dove ancora oggi è abbondante, veniva preferito dall’uomo alle altre essenze quercine ed aveva vari usi. Governato quasi esclusivamente a ceduo, il bosco di fragno forniva, infatti, legna da ardere con potere calorifico ritenuto superiore alle altre querce, mentre, s’è conservato nei secoli il costume greco che prediligeva questo resistente legname nella realizzazione degli scafi dei pescherecci sulle coste pugliesi. Le ghiande molto più grandi rispetto a quelle del Leccio e della Roverella – maturano infatti in due anni – rappresentavano un ottimo ed abbondante alimento per il bestiame al pascolo, mentre, dopo la ceduazione, il bosco si riprendeva velocemente, ricacciando i polloni con eccezionale vigoria.
Qualunque sia il motivo per cui il Quercus trojana è giunto da è certamente un albero magnifico, che aggiunge pregio alla già ricca flora italiana; persino la Legge della Comunità Europea ne riconosce l’importanza ed inserisce i Fragneti, puri e misti, tra gli Habitat di Interesse Comunitario ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE. Il legno di fragno è impiegato oggi prevalentemente come legna da ardere.

Modalità di Preparazione –
Il fragno oggi non ha particolari utilizzi dal punto di vista alimentare o fitoterapico.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





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Quercus trojana

The fragno (Quercus trojana Webb) is an arboreal species belonging to the Fagaceae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Domain Eukaryota, Kingdom Plantae, Subarranean Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Subclass Hamamelidae, Order Fagales, Family Fagaceae and then to the genus Quercus and to the species Q. trojana.

Etymology –
The term Quercus derives from quercus, the Latin name of the oak, a plant sacred to Jupiter. The specific trojan epithet refers to Τρωῖα Troia, an ancient city of Asia Minor: Trojan, Trojan perhaps referring to the hypothetical area of ​​origin.

Geographic Distribution and Habitat –
The Fragno is an oak with origins in south-eastern Europe, from Puglia, to the Balkans, up to the Black Sea. It is a typically Mediterranean species that grows from the sea level up to about 600 meters of altitude. In Italy it is found in Puglia (Murge and Salento) and in Basilicata (Matera). In Italy it forms associations with other oak species such as holm oak (Quercus ilex), oak (Quercus pubescens), Turkey oak (Quercus cerris), spiny oak (Quercus coccifera) in thick wooded formations. The typical habitat of this is the calcareous soils where the fragni often live in symbiosis with mushrooms and other plants.

Description –
The Quercus trojana is a tree that can reach 15 meters in height but, spontaneously, often has an almost shrubby habit. It has a globose head and expanded horizontally, with a straight and branchy trunk to the base. The rind is furrowed and dark. The leaves are coriaceous, glossy, alternate, obovata-oblong lamina, serrated, up to 9 cm long and keep a green color throughout the winter to fall, now dried and burnt gold, only in the spring following that of training. The male flowers are in glomeruli arranged in thin catkins and equipped with a small perigonium of 6 tepals; the female ones are instead sessile and arranged on the branches individually or in small groups of 2-4.
The fruit is an acorn, formed by a globular achene, subtended at the base by a 2.5 x 3 cm hemispheric cupula, coriaceous, which wraps the achene with lanceolate scales of 2-3 mm.

Cultivation –
The fragno is a heliophilous and rather thermophilous species that does not love environments that are too dry. It prefers calcareous matrix soils but in Apulia it is also found on well humified red soil, deep and fresh, with a subacid reaction, with a moderate content of phosphorus and potassium. In this region and on horseback with lucania, it forms pure or mixed forests in the Murge region for about 450 hectares, in marginal areas not affected by the cultivation of the vine and the olive tree. These formations are generally governed by copse and in which cattle grazing is often practiced, mainly of cattle. These formations are periodically used for picking up wood and are structurally impoverished by shifts that are too close together. These areas, for their naturalistic interest should certainly be preserved with protective measures.

Uses and Traditions –
This species, present on both the Adriatic shores, would testify the presence of an existing land connection between the heel of the boot and the Balkan Peninsula in the Miocene (from 26 to 12 million years ago), in a period of general lowering of the level of the sea ​​due to the expansion of the ice caps (glaciations).
According to other scholars, however, the presence of the Fragno in Puglia has “historical” reasons, linked to the colonization by one of the most noble Mediterranean peoples of antiquity: the Greeks. Navigators by vocation, they used these trees for the construction of their boats, so that, after a first phase of only importing logs from the homeland, they began to grow it on site, so as to have more easily the timber that they needed for the ships. And in fact the Fragno, over the centuries, has continued to have a considerable economic importance for the local population: in areas where it is still abundant, it was preferred by man to other essences oaks and had various uses. Ruled almost exclusively in coppice, the wood of fragno provided, in fact, firewood with calorific value considered superior to other oaks, while, over the centuries, has been preserved the Greek costume that preferred this resistant timber in the realization of the hulls of fishing boats on the coasts Puglia. The acorns much larger than those of the Holm oak and the Roverella – ripen in fact in two years – represented an excellent and abundant food for grazing livestock, while, after the coppicing, the forest recovered quickly, sucking the suckers with exceptional vigor .
Whatever the reason why the Quercus trojana has come from is certainly a magnificent tree, which adds value to the already rich Italian flora; even the European Community Law recognizes its importance and inserts the pure and mixed Fragneti, among the Habitats of Community Interest according to the Habitats Directive 92/43 / EEC. The fragno wood is used today mainly as firewood.

Preparation Mode –
The fragno today has no particular uses from the food or phytotherapeutic point of view.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experience with medicinal herbs, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not in any way represent a medical prescription; there is therefore no liability for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Quercus trojana

El fragno (Quercus trojana Webb) es una especie arbórea perteneciente a la familia Fagaceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, Kingdom Plantae, Subache, Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Subclass Hamamelidae, Order Fagales, Family Fagaceae y luego al género Quercus y al género Q. trojana.

Etimología –
El término Quercus deriva de quercus, el nombre latino del roble, una planta sagrada para Júpiter. El epíteto troyano específico se refiere a Τρωῖα Troia, una antigua ciudad de Asia Menor: troyano, troyano quizás refiriéndose a la hipotética área de origen.

Distribución geográfica y hábitat –
El Fragno es un roble con orígenes en el sureste de Europa, desde Puglia hasta los Balcanes, hasta el Mar Negro. Es una especie típicamente mediterránea que crece desde el nivel del mar hasta unos 600 metros de altitud. En Italia se encuentra en Puglia (Murge y Salento) y en Basilicata (Matera). En Italia forma asociaciones con otras especies de robles, como el encinar (Quercus ilex), el roble (Quercus pubescens), el roble de Turquía (Quercus cerris), el roble espinoso (Quercus coccifera) en gruesas formaciones boscosas. El hábitat típico de esto son los suelos calcáreos donde los fragni a menudo viven en simbiosis con hongos y otras plantas.

Descripción –
El Quercus trojana es un árbol que puede alcanzar 15 metros de altura pero, espontáneamente, a menudo tiene un hábito casi arbustivo. Tiene una cabeza globosa y se expande horizontalmente, con un tronco recto y ramificado a la base. La cáscara está surcada y oscura. Las hojas son coriáceas, brillantes, alternas, láminas obovata-oblongas, dentadas, de hasta 9 cm de largo y mantienen un color verde durante todo el invierno hasta el otoño, ahora se seca y se quema oro, solo en la primavera siguiente. de entrenamiento. Las flores masculinas están en glomérulos dispuestos en amentos delgados y equipados con un pequeño perigonium de 6 tepals; las hembras son, en cambio, sésiles y dispuestas en las ramas individualmente o en pequeños grupos de 2-4.
El fruto es una bellota, formada por un aqueno globular, subtendido en la base por una cúpula hemisférica de 2,5 x 3 cm, coriácea, que envuelve el aceno con escamas lanceoladas de 2-3 mm.

Cultivo –
El fragno es una especie heliófila y bastante termófila que no ama los ambientes que son demasiado secos. Prefiere los suelos de matriz calcárea, pero en Apulia también se encuentra en suelos rojos bien humificados, profundos y frescos, con una reacción subácida, con un contenido moderado de fósforo y potasio. En esta región ya caballo con lucania, forma bosques puros o mixtos en la región de Murge por aproximadamente 450 hectáreas, en áreas marginales no afectadas por el cultivo de la vid y el olivo. Estas formaciones generalmente se rigen por un hábito y en el que a menudo se practica el pastoreo de ganado, principalmente de ganado. Estas formaciones se utilizan periódicamente para recoger madera y están empobrecidas estructuralmente por los cambios que están demasiado cerca entre sí. Estas áreas, por su interés naturalista, deben ciertamente preservarse con medidas de protección.

Usos y tradiciones –
Esta especie, presente en ambas orillas del Adriático, testificaría la presencia de una conexión terrestre existente entre el talón de la bota y la península de los Balcanes en el Mioceno (de 26 a 12 millones de años), en un período de disminución general del nivel de Mar debido a la expansión de las capas de hielo (glaciaciones).
Sin embargo, según otros estudiosos, la presencia del Fragno en Puglia tiene razones “históricas”, vinculadas a la colonización por uno de los pueblos más nobles del Mediterráneo de la antigüedad: los griegos. Navegantes por vocación, utilizaron estos árboles para la construcción de sus botes, de modo que, después de una primera fase de importación de troncos de la patria, comenzaron a cultivarla en el sitio, para tener más fácilmente la madera que necesitaban para los barcos. Y, de hecho, el Fragno, a lo largo de los siglos, ha continuado teniendo una importancia económica considerable para la población local: en las áreas donde aún es abundante, el hombre lo prefería a las otras esencias de los robles y tenía varios usos. Regida casi exclusivamente en coppice, la madera de fragno proporcionó, de hecho, leña con valor calorífico considerado superior a otros robles, mientras que, a lo largo de los siglos, se ha conservado el traje griego que prefería esta madera resistente en la realización de los cascos de los barcos de pesca en las costas. Puglia. Las bellotas, mucho más grandes que las de la encina y la roverella, que maduran de hecho en dos años, representan un excelente y abundante alimento para el ganado de pastoreo, mientras que, después de la pesca, el bosque se recuperó rápidamente y chupó las ventosas con un vigor excepcional. .
Cualquiera que sea la razón por la cual proviene el Quercus trojana es sin duda un árbol magnífico, que agrega valor a la ya rica flora italiana; incluso la legislación de la Comunidad Europea reconoce su importancia e inserta el Fragneti puro y mixto, entre los Hábitats de Interés Comunitario según la Directiva 92/43 / EEC de Hábitats. La madera fragno se utiliza hoy principalmente como leña.

Modo de preparación –
El fragno hoy no tiene usos particulares desde el punto de vista de la comida o fitoterapia.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Consejo y experiencia con hierbas medicinales, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimenticios están indicados solo con fines informativos, no representan en modo alguno una receta médica; Por lo tanto, no hay responsabilidad por su uso para fines curativos, estéticos o alimentarios.





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