[:it]Sorbus torminalis [:en]Sorbus torminalis [:es]Sorbus torminalis [:]

[:it]

Sorbus torminalis

Il sorbo ciaverdello o semplicemente ciavardello (Sorbus torminalis L.) è un albero della famiglia delle Rosaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Rosales, Famiglia Rosacee e quindi al Genere Sorbus ed alla Specie S. torminalis.

Etimologia –
Il termine generico Sorbus proviene dal latino sorbus, nome del sorbo domestico in Plinio e Columella, derivato da sórbeo sorbire, forse riferimento al frutto maturo e molle da cui sorbire il succo fermentato. L’epiteto specifico torminalis deriva da tormína, colica: in grado di lenire le coliche; in quanto in passato i frutti venivano impiegati nel trattamento delle coliti.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Sorbus torminalis è una specie originaria delle zone temperate dell’Europa, dell’Asia occidentale e del Nord Africa; lo si ritrova dal livello del mare fino agli 800 m. e forma boschi misti di latifoglie eliofile; lo troviamo soprattutto in boschi decidui di rovere, carpino bianco, cerrete e boschi di transizione con la foresta mediterranea sempreverde, arbusteti; predilige esposizioni soleggiate e terreni acidi o sub-acidi, argillosi, profondi, ma si adatta bene anche a substrati calcarei e sassosi, non sopporta l’ombra; è una specie pioniera nella colonizzazione delle aree degradate. In Italia è comune lungo tutto l’Appennino e ai piedi delle Alpi.

Descrizione –
Il ciavardello è un albero che può raggiungere i 15 metri di altezza, con una chioma densa, appiattita e globosa. Il tronco è diritto, a volte policonico, con una scorza grigiastra, dapprima liscia con lenticelle, poi rugosa e irregolarmente screpolata. Le foglie sono decidue, ovate, alterne, a lobi stretti e regolari. Possiede dei fiori bianchi ermafroditi e riuniti in corimbi ramosi ampi ed eretti, con calice peloso a lacinie triangolari caduche. Il frutto è un pomo ovoidale di piccole dimensioni (1-1,5 cm), con colorazione bruno ruggine a maturità, dal sapore molto astringente.

Coltivazione –
Il ciavardello è un albero di aspetto molto bello, di rapida crescita e di assoluto interesse per l’introduzione in parchi e giardini. È una pianta adatta al pieno sole ma anche alla mezz’ombra, ma mal sopprta le zone totalmente all’ombra ed è alquanto indifferente al pH del terreno. La specie è molto rustica, pur appartenendo alle Rosaceae non teme ticchiolatura ne oidio, non è vittima di afidi ne di altri nemici specifici. Come le altre Rosaceae però teme gli attacchi di insetti rodilegno (Cossus cossus e Zeuzera pyrina) che apprezzano molto i legni dolci come il suo. La riproduzione può avvenire sia da seme che per via agamica; ovviamente la riproduziona agamica ci garantiranno la conservazione degli identici caratteri osservati sulla pianta d’origine, cioè dimensioni e colori delle foglie, dimensioni e gusto dei frutti e portamento. In questo caso allora si dovrà ricorrere all’innesto di marze selezionate per i caratteri che ci interessano su piedi ottenuti da seme.

Usi e Tradizioni –
Il Sorbus torminalis si distingue per avere un legno duro, a grana fine e compatta, di colore rosso-bruno con alburno più chiaro molto apprezzato in ebanisteria e liuteria per le sue proprietà acustiche. Infatti anche se poco considerato è paragonabile a quello del Noce. Un tempo con le cortecce si tingevano in rosso e bruno le pelli.
Oggi è probabilmente poco commercializzato perché scarsamente disponibile.
Ha un buon contenuto in vitamina C ed in passato era impiegato nel trattamento delle colite.
Per la bellezza della fioritura primaverile e per il colore delle foglie che in autunno diviene rosso brillante, è attualmente utilizzato a scopo ornamentale.
I piccoli frutti, rimangono sulla pianta sino ad inverno inoltrato e sono particolarmente appetiti dagli uccelli; per questo motivo S. torminalis così come S. aucuparia è spesso piantato presso gli appostamenti fissi di caccia, ed utilizzato per attrarre l’avifauna migratoria.
Gli antichi Celti con i frutti producevano acquavite e birra. È una pianta non allergenica.

Modalità di Preparazione –
Con i frutti maturi del ciavardello si possono confezionare marmellate e sciroppi, inoltre dopo una scrupolosa fermentazione dei frutti, è possibile ricavare un ottimo distillato, prodotto che è anche commercializzato ad un prezzo esorbitante.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




[:en]

Sorbus torminalis

The rowan ciavardello or simply rowan (Sorbus torminalis L.) is a tree of the Rosaceae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Plantae, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Rosales Order, Rosaceae Family and then to the Genus Sorbus and to the Specie S. torminalis.

Etymology –
The generic term Sorbus comes from the Latin sorbus, the name of the rowan in Pliny and Columella, derived from sórbeo sorbire, perhaps referring to the ripe and soft fruit from which to sip the fermented juice. The specific epithet torminalis derives from tormína, colic: able to soothe the colic; since in the past the fruits were used in the treatment of colitis.

Geographic Distribution and Habitat –
Sorbus torminalis is a species native to the temperate zones of Europe, western Asia and North Africa; it is found from the sea level up to 800 m. and forms mixed forests of broad-leaved heliophiles; we find it especially in deciduous woods of oak, white hornbeam, cerrete and transitional woods with the evergreen Mediterranean forest, shrubbery; it prefers sunny exposures and acid or sub-acid soils, clayey, deep, but it also adapts well to calcareous and stony substrates, it does not bear the shade; it is a pioneer species in the colonization of degraded areas. In Italy it is common throughout the Apennines and at the foot of the Alps.

Description –
The wild card is a tree that can reach 15 meters in height, with a dense, flattened and globose foliage. The trunk is straight, sometimes polyconic, with a grayish rind, first smooth with lenticels, then wrinkled and irregularly chapped. The leaves are deciduous, ovate, alternate, with narrow and regular lobes. It possesses hermaphrodite white flowers and reunited in broad and erect branchy corymbs, with hairy calyx with caducous triangular lacinities. The fruit is a small ovoid knob (1-1.5 cm), with a brownish rust color when ripe, with a very astringent taste.

Cultivation –
The wild card is a very beautiful, fast growing tree of great interest for the introduction into parks and gardens. It is a plant that is suitable for full sun but also for partial shade, but it does not cover the areas completely in the shade and is quite indifferent to the pH of the soil. The species is very rustic, although belonging to the Rosaceae does not fear scab or powder, is not the victim of aphids or other specific enemies. Like the other Rosaceae, however, it fears the attacks of rodent insects (Cossus cossus and Zeuzera pyrina) that greatly appreciate the soft woods like its own. Reproduction can take place either from seed or agamic way; obviously the agamic reproduction will guarantee us the preservation of the identical characters observed on the plant of origin, ie dimensions and colors of the leaves, size and taste of the fruits and carriage. In this case, then, we will have to resort to the grafting of selected mares for the characters that interest us on feet obtained from seed.

Uses and Traditions –
The Sorbus torminalis is distinguished by having a hard, fine-grained and compact, reddish-brown wood with lighter sapwood, much appreciated in cabinet making and luthiery for its acoustic properties. In fact, even if little considered is comparable to that of the Walnut. Once with the barks the skins were dyed red and brown.
Today it is probably not very commercialized because it is scarcely available.
It has a good content of vitamin C and in the past was used in the treatment of colitis.
For the beauty of spring bloom and for the color of the leaves that in autumn becomes bright red, it is currently used for ornamental purposes.
The small fruits remain on the plant until late winter and are particularly appetites for birds; for this reason S. torminalis as well as S. aucuparia is often planted at fixed hunting sites, and used to attract migratory birdlife.
The ancient Celts with fruits produced brandy and beer. It is a non-allergenic plant.

Preparation Mode –
With the ripe fruits of the wild card jams and syrups can be packaged, furthermore, after a scrupulous fermentation of the fruits, it is possible to obtain an excellent distillate, a product that is also marketed at an exorbitant price.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experience with medicinal herbs, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only and do not in any way represent a medical prescription; there is therefore no liability for their use for curative, aesthetic or food purposes.




[:es]

Sorbus torminalis

El comodín (Sorbus torminalis L.) es un árbol de la familia de las Rosáceas.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, Reino Plantae, División Magnoliophyta, Clase Magnoliopsida, Orden Rosales, Familia Rosaceae y luego al Género Sorbus y a la Especie S. torminalis.

Etimología –
El término genérico Sorbus proviene del latín sorbus, el nombre del serbal en Plinio y Columela, derivado del sorbire de sórbeo, tal vez en referencia a la fruta madura y suave de la que se bebe el jugo fermentado. El epíteto específico torminalis deriva de tormína, cólico: capaz de calmar el cólico; ya que en el pasado los frutos se utilizaban en el tratamiento de la colitis.

Distribución geográfica y hábitat –
Sorbus torminalis es una especie nativa de las zonas templadas de Europa, Asia occidental y África del Norte; Se encuentra desde el nivel del mar hasta 800 m. y forma bosques mixtos de heliófilos de hoja ancha; Lo encontramos especialmente en maderas de hoja caduca de roble, carpe blanco, cerrete y maderas de transición con el bosque siempreverde mediterráneo, arbustos; Prefiere las exposiciones soleadas y los suelos ácidos o subácidos, arcillosos, profundos, pero también se adapta bien a los sustratos calcáreos y pedregosos, no tiene la sombra; Es una especie pionera en la colonización de áreas degradadas. En Italia es común en los Apeninos y al pie de los Alpes.

Descripción –
El comodín es un árbol que puede alcanzar los 15 metros de altura, con un follaje denso, aplanado y globoso. El tronco es recto, a veces policónico, con una corteza grisácea, primero lisa con lenticelas, luego arrugada e irregularmente agrietada. Las hojas son deciduas, ovadas, alternas, con lóbulos estrechos y regulares. Posee flores blancas hermafroditas y reunidas en corimbos anchos y erectos, con cáliz velludo con lacinidades triangulares caducas. La fruta es una pequeña perilla ovoide (1-1.5 cm), con un color pardusco cuando está madura, con un sabor muy astringente.

Cultivo –
El comodín es un árbol muy hermoso, de rápido crecimiento y de gran interés para la introducción en parques y jardines. Es una planta adecuada para el pleno sol pero también para la sombra parcial, pero no cubre las áreas completamente a la sombra y es bastante indiferente al pH del suelo. La especie es muy rústica, aunque pertenecer a las Rosáceas no teme la sarna ni el polvo, no es víctima de pulgones u otros enemigos específicos. Sin embargo, al igual que las otras Rosáceas, teme los ataques de insectos roedores (Cossus cossus y Zeuzera pyrina) que aprecian mucho las maderas blandas como si fueran propias. La reproducción puede llevarse a cabo ya sea a partir de semillas o por medios agámicos; Obviamente, la reproducción agámica nos garantizará la conservación de los caracteres idénticos observados en la planta de origen, es decir, las dimensiones y colores de las hojas, el tamaño y el sabor de los frutos y el transporte. En este caso, entonces, tendremos que recurrir al injerto de yeguas seleccionadas para los personajes que nos interesan en los pies obtenidos de la semilla.

Usos y tradiciones –
El Sorbus torminalis se distingue por tener una madera dura, de grano fino y compacta, de color marrón rojizo con albura más clara, muy apreciada en la fabricación de gabinetes y luthiery por sus propiedades acústicas. De hecho, incluso si se considera poco es comparable a la de Walnut. Una vez con las cortezas las pieles fueron teñidas de rojo y marrón.
Probablemente hoy no esté muy comercializado porque está escasamente disponible.
Tiene un buen contenido de vitamina C y en el pasado se usaba en el tratamiento de la colitis.
Por la belleza de la floración primaveral y por el color de las hojas que en otoño se vuelve rojo brillante, actualmente se usa con fines ornamentales.
Las frutas pequeñas permanecen en la planta hasta fines del invierno y son particularmente apetitosas para las aves; por esta razón, S. torminalis y S. aucuparia a menudo se siembran en sitios de caza fijos y se utilizan para atraer aves migratorias.
Los antiguos celtas con frutas producen brandy y cerveza. Es una planta no alergénica.

Modo de preparación –
Con los frutos maduros de los comodines se pueden envasar mermeladas y jarabes, además, luego de una escrupulosa fermentación de los frutos, es posible obtener un excelente destilado, un producto que también se comercializa a un precio exorbitante.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Consejo y experiencia con hierbas medicinales, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimenticios están indicados solo con fines informativos y no representan en modo alguno una receta médica; Por lo tanto, no hay responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.




[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.