Come coltivare il mirtillo in maniera biologica

Come coltivare il mirtillo in maniera biologica

Per la coltivazione del Mirtillo (Vaccinium myrtillus L., 1753) bisogna partire soprattutto dalle condizioni climatiche. Queste piccole piante possono essere poste a dimora in pieno sole, o preferibilmente a mezzombra, soprattutto nei luoghi con estati molto calde, scegliendo però luoghi con un buon grado di luminosità, fattore fondamentale per la produzione di abbondanti frutti. Generalmente non temono il freddo invernale, anche se esistono specie più adatte al caldo, e altre più adatte al freddo; è consigliabile porre a dimora gli arbusti di mirtillo al riparo dal vento, che può causare danni alle foglie e che causa un rapida evaporazione dell’acqua dal terreno. Per mantenere il terreno umido e per evitare l’eccessivo sviluppo di piante infestanti è consigliabile (dove disponibile) porre della corteccia, aghi di pino, o foglie secche, attorno alla pianta o una pacciamatura a base di paglia.

Particolare attenzione va posta nella scelta del terreno che deve essere particolarmente acido, con un pH tra 4,5 e 5,5. È bene quindi rilevare il livello di pH del terreno ed eventualmente trattarlo, se si tratta di poche piante, con i giusti fertilizzanti (per es. torbe acide) per raggiungere il livello di acidità desiderata dal mirtillo. Le piantine dovranno essere posizionate alla distanza di almeno un metro l’una dall’altra perché le radici sono superficiali ma piuttosto estese. Teniamo poi sempre conto che il mirtillo ama avere le radici sempre al fresco, quindi, come detto, non facciamogli mai mancare l’acqua, inoltre una buona pacciamatura di torba e foglie (o in alternativa paglia) contribuisce a creare le condizioni ideali per il suo sviluppo.
Il mirtillo cresce benissimo anche in vaso sul balcone o sul terrazzo. In questo caso il problema del terreno e del suo ph non sussiste, sarà sufficiente riempire il vaso con un terriccio specifico per acidofile. In ogni vaso, che dovrà avere un diametro e una profondità di almeno 40 centimetri, piantate una sola piantina di mirtillo.
Attenzione alle lavorazioni; siccome il mirtillo ha radici superficiali non usate mai la zappetta, tanto meno attrezzi di lavorazione, per rimuovere le eventuali erbacce perché potreste danneggiarle; se si tratta al solito di poche piante, usate le mani da proteggere con un buon paio di guanti; se invece volete fare una piantagione di mirtilli più estesa l’unica tecnica che da ottimi risultati è quella della pacciamatura vegetale che, tra l’altro contribuisce gradualmente all’arricchimento in sostanza organica del suolo.
Per l’irrigazione si consideri che questa deve tenere, nel periodo che va dai primi di maggio a fine settembre, il suolo sempre abbastanza umido, ma senza alcun ristagno. La tecnica della pacciamatura vi consentirà di diminuire drasticamente gli apporti irrigui che andranno fatti quando i primi starti iniziano ad asciugarsi.
In generale i frutti di mirtillo maturano in successione, nell’arco di 3-4 settimane. Questi frutti sono molto apprezzati da consumare freschi o in confettura e vengono anche utilizzati sia in erboristeria che nell’industria farmaceutica, essendo ricchi di vitamine e di flavonoidi.




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