Mappa mondiale inquinamento da PM2.5

Mappa mondiale inquinamento da PM2.5

Marzo 2017 – I dati pubblicati dalla NASA, non recentissimi, a cui si aggiungono in questi giorni ulteriori aggiornamenti ancora più preoccupanti, insieme ad una inequivocabile mappa mondiale, denotano una situazione planetaria non certo confortante. Al di là di ogni facile allarmismo, i dati sono inquietanti ed in negativa evoluzione.

Tutto questo comporta chiaramente una situazione inquietante nei confronti della salute del pianeta e degli esseri viventi che lo abitano.
Il dato preoccupante non è solo quello oggettivo emerso dall’indagine della NASA ma soprattutto l’indifferenza delle politiche internazionali ed il linguaggio consumistico, di mercati ed economico reiterato dalla maggior parte degli Stati.
La NASA ha appena pubblicato un documento, dove cita la Environmental Health Perspectives,* in cui viene presentata per la prima volta una mappa globale delle emissioni di PM2.5.** Nell’articolo viene spiegato come i PM2.5 non solo siano dannosi alla salute, ma che ormai è un fatto ben noto alla comunità scientifica, e rimprovera la Cina per non aver incluso nella propria legislazione queste particelle così piccole e insidiose, che penetrano a fondo nei tessuti, nel sangue, e negli organi, contro cui non abbiamo difese. In questo modo si evita di uscire dai limiti che l’amministrazione politica si auto impone, facendo buon viso ad un cattivissimo gioco, dove a pagarne le conseguenze sono i cittadini, ma non solo della Cina, bensì di tutto il mondo. Un vecchio trucco, che oramai si va diffondendo in molti Stati. La politica dello struzzo dilaga.

Le zone peggiori del mondo sono la Cina nordorientale e il nord dell’India, a causa dell’industria pesante e le miniere di carbone. Come ne esce l’Italia? Come potete ben vedere, la Pianura Padana è il peggior posto d’Europa. La collocazione geografica, dentro una sorta di conca tra due catene montuose e mari, senza vento, non aiuta di certo. Se poi ci aggiungiamo inceneritori, cementifici, filtri “antiparticolato” (su cui è meglio stendere un velo pietoso) e altre trovate geniali capiamo che non siamo una generazione non solo di stupidi, ma decisamente anche di sadici.
La domanda che va fatta ai Politici è: perché nonostante l’evidenza dei dati si continua a parlare di politiche finanziarie invadenti (ed anche arroganti) sistemi di mercati energeticamente improponibili e modello consumistico tristemente fallimentare?
Siamo tutti sulla stessa imbarcazione e l’acqua ha già invaso le stive e gli alloggi dell’equipaggio …. ma sul ponte del Titanic la musica è sempre più forte per non farla sentire ai passeggeri.

Guido Bissanti

* In poche parole: prospettiva della salute ambientale.

** In chimica ambientale: particolato, particolato sospeso, pulviscolo atmosferico, polveri sottili, polveri totali sospese (PTS), sono termini che identificano comunemente l’insieme delle sostanze sospese in aria (fibre, particelle carboniose, metalli, silice, inquinanti liquidi o solidi). È presente in atmosfera terrestre per cause naturali e antropiche o in luoghi di lavoro industriali. Il particolato è l’inquinante che oggi è considerato di maggiore impatto nelle aree urbane, ed è composto da tutte quelle particelle solide e liquide disperse nell’atmosfera, con un diametro che va da pochi nanometri fino ai 500 µm e oltre (cioè da miliardesimi di metro a mezzo millimetro).




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