Acidificazione oceani, a rischio biodiversità

Acidificazione oceani, a rischio biodiversità

Novembre 2016 – L’acidificazione degli oceani, causata dall’assorbimento della CO2 atmosferica nelle acque, può innescare una perdita a cascata di biodiversità in alcuni habitat marini. L’allarme arriva da una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Climate Change, che ha preso in esame decine di studi internazionali sull’abbassamento del pH dei mari.

Gli esperti hanno analizzato le conseguenze dell’acidificazione degli oceani su barriere coralline, banchi di cozze, foreste di kelp e prati di posidonia, che sono casa di migliaia di specie marine. Gli esseri viventi che usano il carbonato di calcio per formare conchiglie e scheletri, come le cozze e coralli, dovrebbero essere particolarmente vulnerabili all’acidificazione, evidenziano gli scienziati.

“La diversità delle specie negli habitat a base di carbonato di calcio come le barriere coralline e i banchi di mitili è prevista in calo con l’aumentare dell’acidificazione”, rileva la zoologa Jennifer Sunday, autrice della ricerca.

Più difficile prevedere cosa accadrà alle praterie di posidonia, vitali per molte specie ittiche. Con l’acidificazione teoricamente ci sarebbe “una crescita esponenziale delle specie che possono essere sostenute”, spiega Sunday, “ma le prove nel mondo reale finora dimostrano che questo potenziale non è stato raggiunto”. Nel gruppo di praterie di posidonia nel Mediterraneo che è stato preso in esame, infatti, non è stato osservato alcun aumento di biodiversità.

Guido Bissanti




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