Lupinus luteus

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Lupinus luteus

Il lupino giallo (Lupinus luteus L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Fabales,
Famiglia Fabaceae,
Genere Lupinus,
Specie L. luteus.
Sono sinonimi i termini:
– Lupinus luteolus Clewell;
– Lupinus luteus f. bernatzkayae Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus f. compactus Kazim. & Kaz.;
– Lupinus luteus f. golovczenkoi Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus f. lukasheviczii Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus f. ucrainicus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus f. volovnenkoae Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus subsp. orientalis Kazim. & Kaz.;
– Lupinus luteus var. albicans Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. arcellus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. aurantiacus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. aureus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. citrinus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. cremeus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. croceus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. kazimierskii Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. leucospermus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. maculosus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. melanospermus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. niger Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. ochroleucus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. sempolovskii Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. sinskayae Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. stepanovae Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. sulphureus Kurl. & Stank.:
– Lupinus niger Wehmer;
– Lupinus odoratus F.Dietr.;
– Lupinus odoratus hort.;
– Lupinus odoratus hort. ex DC.

Etimologia –
Il termine Lupinus viene da lúpus lupo, assonante con il greco λῡπη lūpe dolore, sofferenza e con λέπω lépo scorticare: probabile significato di pianta per lupi in quanto tossica.
L’epiteto specifico luteus proviene da lúteus giallo: di colore giallo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il lupino giallo è una pianta presente soprattutto in America, ma seppure in numero modesto, anche nell’area mediterranea dove, allo stato spontaneo, è diffusa nell’area costiera nella parte occidentale della Penisola Iberica, in Marocco, Tunisia e Algeria, nelle isole di Corsica, Sardegna e Sicilia e nell’Italia meridionale. È molto probabile che in Israele e Libano sia diventato selvaggio.
È coltivata nell’Europa settentrionale e nella CSI (Bielorussia e Ucraina) nonché, su scala ridotta, nell’Australia occidentale e in Sud Africa. Essendo stato precedentemente coltivato nel sud della Francia e a Madeira, in queste aree si è naturalizzato.
In Australia viene considerata una specie invasiva.
Il suo habitat è quello dei climi caldi-temperati o addirittura tropicali laddove la coltivazione si trova in alta quota e non sopportano il freddo e in particolar modo le nevicate, dove cresce su terreni sabbiosi e vulcanici delle cinture minerarie.

Descrizione –
Il lupino giallo è una piante annuale eretta, che cresce fino a 1,5 m, poco ramificata e pubescente, presenta una radice robusta, fittonante e ricca di tubercoli radicali dovuti al simbionte Rhizobium.
Le foglie si dipartono a raggiera da un unico punto, sono lanceolate.
I fiori sono riuniti in infiorescenze a racemo apicali di colore giallo intenso.
I frutti sono dei legumi di 40-60 x 10-12 mm, irsuro-lanosi, con 4-5 semi, di 6-9 x 5-8 x 3-4 mm, quadrangolari-rotondeggianti, compressi, da bianco-crema, castani a quasi neri, testa liscia.

Coltivazione –
Il Lupinus luteus è una pianta che in molte aree cresce allo stato spontaneo ma anche coltivata con semina autunnale nelle regioni con clima temperato e in primavera in montagna.
Questa pianta viene talvolta raccolta in natura per l’uso locale come alimento. Sono state sviluppate varietà a basso contenuto di alcaloidi che a volte vengono coltivate per i loro semi commestibili, mentre la pianta viene anche coltivata come sovescio per migliorare il suolo ed è comunemente coltivata come ornamentale nei giardini.
È una pianta che predilige terreni acidi e leggeri dove può essere coltivato, nelle zone a clima temperato, anche ad altitudini più elevate (da 2.000 – 3.300 metri) mentre ai tropici cresce meglio in zone dove le temperature diurne annuali sono comprese tra 18 – 24 °C, ma può tollerare 6 – 30 °C.
La pianta può sopravvivere a temperature occasionali fino a circa -3 °C. Preferisce una piovosità media annua nell’intervallo 450 – 1.000 mm, ma tollera 350 – 2.100 mm ed in posizione soleggiata.
In generale è una pianta facile da coltivare, che vegeta in qualsiasi terreno moderatamente buono e ben drenato, anche se, allo stato spontaneo, predilige terreni acidi e sabbiosi; è altamente suscettibile alle carenze di ferro e manganese quando cresce su terreni neutri e calcarei.
Dal punto di vista pedologico, infatti, preferisce un pH nell’intervallo 5,5 – 7, tollerando 4,5 – 8 e tollera brevi periodi di inondazione del suolo.
Spesso viene coltivato come sovescio e ornamentale, la pianta viene talvolta coltivata anche per i suoi semi commestibili, principalmente in alcune parti d’Europa. Esistono un certo numero di cultivar che sono state sviluppate con semi a basso contenuto di alcaloidi, dal sapore dolce, più grandi e dalla pelle morbida.
La propagazione avviene per seme e le piante iniziano a fiorire circa 100 – 115 giorni dopo la semina, con semi che maturano in 100 – 135 giorni.
Prima di seminare, tuttavia, si consiglia di immergere il seme per 24 ore in acqua tiepida, seminando nel periodo primaverile in pieno campo.
La germinazione dovrebbe avvenire entro 2 settimane; inoltre il seme può anche essere seminato in pieno campo fino all’inizio dell’estate come coltura da sovescio.
Le rese in seme variano da un minimo di 290 chili per ettaro in alcune parti dell’Africa fino a 4,5 tonnellate in Australia.
Questa specie ha una relazione simbiotica con alcuni batteri del suolo, questi batteri formano noduli sulle radici e fissano l’azoto atmosferico. Quando si rimuovono i resti di piante alla fine della stagione di crescita, è meglio rimuovere solo le parti aeree della pianta, lasciando che le radici nel terreno marciscano e rilascino il loro azoto.

Usi e Tradizioni –
Il Lupinus luteus è una pianta conosciuta da tempo e che ricopre, a livello mondiale, un ruolo particolarmente importante nella floricoltura e nell’alimentazione del bestiame.
Si tratta di una pianta in progressivo abbandono nei suoi utilizzi tanto che i suoi semi erano un tempo un alimento comune del bacino del Mediterraneo e dell’America Latina. Oggi vengono consumati principalmente come spuntino in salamoia.
Questa specie, come altre congeneri, (soprattutto i semi) contengono una serie di alcaloidi dal sapore amaro come: anagirina, sparteina e idrossilupanina. Gli effetti farmacologici di questi alcaloidi tendono a bloccare bloccano la trasmissione gangliare, diminuiscono la contrattilità cardiaca e contraggono la muscolatura liscia uterina.
Se ingeriti in quantità da moderate a grandi possono causare sintomi come depressione respiratoria e rallentamento del battito cardiaco, sonnolenza e convulsioni.
I livelli di alcaloidi possono variare notevolmente da specie a specie e questa specie è considerata una delle più tossiche. Tuttavia, sono state sviluppate varietà a basso contenuto di alcaloidi e dal sapore più dolce che vengono coltivate come coltura alimentare. Esistono anche tecniche (in particolare ammollo e scarto dell’acqua di ammollo) che abbassano i livelli di alcaloidi. Le varietà a basso contenuto di alcaloidi furono sviluppate prima del 1930.
Tuttavia, nel loro consumo, va posta sempre particolare attenzione.
Tra gli usi commestibili si utilizzano i semi cotti che vengono consumati anche in salamoia o come i fagioli cotti.
Il seme può anche essere macinato in polvere e mescolato con farine di cereali per fare il pane, ecc.
Per eliminare l’amaro dei semi si consiglia di immergerli con 2 o 3 cambi d’acqua.
Il seme veniva un tempo tostato come succedaneo del caffè.
Si possono mangiare anche le cime giovani con le foglie, cucinate e consumate come una verdura.
Non sono noti invece usi medicinali.
Tra gli altri usi si ricordano quelli agroforestali in quanto è una pianta ottima per il sovescio in terreni poveri; ha una crescita abbastanza rapida e fissa bene l’azoto atmosferico.
La pianta viene coltivata maggiormente come ammendante nell’Europa meridionale ed è inoltre una buona pianta per le api ed altri insetti pronubi.
Tra gli altri usi si ricorda che un estratto del seme viene utilizzato come ingrediente nei preparati cosmetici commerciali come agente mascherante e balsamo per la pelle.
Inoltre l’acqua utilizzata per lisciviare gli alcaloidi dai semi delle forme amare di questa pianta è ricca di alcaloidi e può essere utilizzata come insetticida.
Dal punto di vista ecologico si segnala che la pianta è classificata come “Least Concern” nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate (2013).

Modalità di Preparazione –
Il lupino giallo è una pianta che, opportunamente utilizzata, può trovare un verto impiego in campo alimentare.
I semi cotti vengono consumati anche in salamoia e possono essere macinati in polvere e mescolati con farine di cereali per fare il pane, ecc.
Si consiglia di immergerli in acqua con eliminazione dell’acqua per 2 o 3 volte.
Il seme veniva un tempo tostato come succedaneo del caffè.
Si possono consumare, come una verdura cotta,anche le cime giovani con le foglie.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://observation.org/photos/47718873.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Lupinus luteus

The annual yellow-lupin or European yellow lupin or yellow lupin (Lupinus luteus L.) is a herbaceous species belonging to the Fabaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Fabales Order,
Fabaceae family,
Genus Lupinus,
L. luteus species.
The terms are synonymous:
– Lupinus luteolus Clewell;
– Lupinus luteus f. bernatzkayae Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus f. compactus Kazim. & Kaz.;
– Lupinus luteus f. golovczenkoi Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus f. lukasheviczii Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus f. ucrainicus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus f. volovnenkoae Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus subsp. orientalis Kazim. & Kaz.;
– Lupinus luteus var. albicans Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. arcellus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. aurantiacus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. aureus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. citrinus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. cremeus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. croceus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. kazimierskii Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. leucospermus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. maculosus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. melanospermus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. niger Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. ochroleucus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. sempolovskii Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. sinskayae Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. stepanovae Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. sulphureus Kurl. & Stank.:
– Lupinus niger Wehmer;
– Lupinus odoratus F.Dietr.;
– Lupinus odoratus hort.;
– Lupinus odoratus hort. ex DC.

Etymology –
The term Lupinus comes from lúpus lupo, assonant with the Greek λῡπη lūpe pain, suffering and with λέπω lépo flaying: probable meaning of plant for wolves as toxic.
The specific epithet luteus comes from yellow lúteus: yellow in color.

Geographic Distribution and Habitat –
The yellow lupine is a plant present mainly in America, but albeit in modest numbers, also in the Mediterranean area where, spontaneously, it is widespread in the coastal area in the western part of the Iberian Peninsula, in Morocco, Tunisia and Algeria, in the islands of Corsica, Sardinia and Sicily and in southern Italy. It is very likely that in Israel and Lebanon it went wild.
It is grown in northern Europe and the CIS (Belarus and Ukraine) as well as, on a smaller scale, in Western Australia and South Africa. Having previously been cultivated in southern France and Madeira, it has naturalized in these areas.
In Australia it is considered an invasive species.
Its habitat is that of warm-temperate or even tropical climates where the cultivation is located at high altitudes and cannot bear the cold and especially snow, where it grows on sandy and volcanic soils of the mining belts.

Description –
The yellow lupine is an erect annual plant, which grows up to 1.5 m, little branched and pubescent, has a robust, taproot root and rich in root tubercles due to the Rhizobium symbiont.
The leaves radiate from a single point, they are lanceolate.
The flowers are gathered in apical racemic inflorescences of an intense yellow color.
The fruits are legumes 40-60 x 10-12 mm, shaggy-woolly, with 4-5 seeds, 6-9 x 5-8 x 3-4 mm, quadrangular-rounded, compressed, from white-cream, brown to almost black, smooth head.

Cultivation –
Lupinus luteus is a plant that in many areas grows spontaneously but also grown with autumn sowing in regions with a temperate climate and in spring in the mountains.
This plant is sometimes harvested in nature for local use as a food. Low-alkaloid varieties have been developed that are sometimes grown for their edible seeds, while the plant is also grown as a green manure to improve the soil and is commonly grown as an ornamental in gardens.
It is a plant that prefers acidic and light soils where it can be cultivated, in the temperate climate zones, even at higher altitudes (from 2,000 – 3,300 meters) while in the tropics it grows best in areas where the annual daytime temperatures are between 18 – 24 ° C, but can tolerate 6 – 30 ° C.
The plant can survive occasional temperatures down to around -3 ° C. It prefers an average annual rainfall in the range of 450 – 1,000 mm, but tolerates 350 – 2,100 mm and in a sunny position.
In general it is an easy plant to cultivate, which grows in any moderately good and well drained soil, even if, in its spontaneous state, it prefers acid and sandy soils; it is highly susceptible to iron and manganese deficiencies when growing on neutral and calcareous soils.
From the pedological point of view, in fact, it prefers a pH in the range 5.5 – 7, tolerating 4.5 – 8 and tolerates short periods of flooding of the soil.
It is often grown as a green manure and ornamental, the plant is sometimes also grown for its edible seeds, mainly in some parts of Europe. There are a number of cultivars that have been developed with low-alkaloid, sweet-tasting, larger, and softer-skinned seeds.
Propagation occurs by seed and plants begin flowering around 100 – 115 days after sowing, with seeds maturing in 100 – 135 days.
Before sowing, however, it is advisable to soak the seed for 24 hours in warm water, sowing in the spring in the open field.
Germination should take place within 2 weeks; moreover, the seed can also be sown in the open field until the beginning of summer as a green manure crop.
Seed yields range from as low as 290 kilos per hectare in parts of Africa to 4.5 tonnes in Australia.
This species has a symbiotic relationship with some soil bacteria, these bacteria form nodules on the roots and fix atmospheric nitrogen. When removing plant remains at the end of the growing season, it is best to remove only the aerial parts of the plant, allowing the roots in the soil to rot and release their nitrogen.

Customs and Traditions –
Lupinus luteus is a plant that has been known for some time and which plays a particularly important role in floriculture and livestock nutrition worldwide.
It is a plant in progressive abandonment in its uses so much so that its seeds were once a common food of the Mediterranean basin and Latin America. Today they are mainly eaten as a pickled snack.
This species, like other congeners, (especially the seeds) contain a series of bitter-tasting alkaloids such as: anagyrine, sparteine ​​and hydroxylupanine. The pharmacological effects of these alkaloids tend to block ganglion transmission, decrease cardiac contractility and contract uterine smooth muscle.
If ingested in moderate to large quantities they can cause symptoms such as respiratory depression and slow heart rate, sleepiness and seizures.
Levels of alkaloids can vary greatly from species to species and this species is considered to be one of the most toxic. However, low alkaloid and sweeter tasting varieties have been developed that are grown as a food crop. There are also techniques (in particular soaking and discarding soaking water) that lower alkaloid levels. Low alkaloid varieties were developed before 1930.
However, in their consumption, particular attention must always be paid.
Among the edible uses are used cooked seeds which are also consumed in brine or as cooked beans.
The seed can also be ground into a powder and mixed with cereal flours to make bread, etc.
To eliminate the bitterness of the seeds, it is recommended to immerse them with 2 or 3 changes of water.
The seed was once roasted as a coffee substitute.
Young buds with leaves can also be eaten, cooked and eaten as a vegetable.
There are no known medicinal uses.
Other uses include agroforestry as it is an excellent plant for green manuring in poor soils; it has a fairly rapid growth and fixes atmospheric nitrogen well.
The plant is grown mainly as a soil improver in southern Europe and is also a good plant for bees and other pollinating insects.
Among other uses, it should be noted that a seed extract is used as an ingredient in commercial cosmetic preparations as a masking agent and skin conditioner.
Furthermore, the water used to leach the alkaloids from the seeds of the bitter forms of this plant is rich in alkaloids and can be used as an insecticide.
From an ecological point of view it should be noted that the plant is classified as “Least Concern” in the IUCN Red List of Threatened Species (2013).

Preparation Method –
The yellow lupine is a plant that, when properly used, can find a real use in the food sector.
Cooked seeds are also consumed in brine and can be ground into a powder and mixed with cereal flours to make bread, etc.
It is advisable to immerse them in water with elimination of the water for 2 or 3 times.
The seed was once roasted as a coffee substitute.
Like a cooked vegetable, you can also eat young buds with leaves.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://observation.org/photos/47718873.jpg

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Lupinus luteus

El lupino amarillo (Lupinus luteus L.) es una especie herbácea perteneciente a la familia Fabaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
orden fabales,
familia de las fabáceas,
Género Lupinus,
Especies de L. luteus.
Los términos son sinónimos:
– Lupinus luteolus Clewell;
– Lupinus luteus f. bernatzkayae Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus f. compactus Kazim. & Kaz.;
– Lupinus luteus f. golovczenkoi Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus f. lukasheviczii Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus f. ucrainicus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus f. volovnenkoae Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus subsp. orientalis Kazim. & Kaz.;
– Lupinus luteus var. albicans Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. arcellus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. aurantiacus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. aureus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. citrinus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. cremeus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. croceus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. kazimierskii Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. leucospermus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. maculosus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. melanospermus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. niger Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. ochroleucus Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. sempolovskii Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. sinskayae Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. stepanovae Kurl. & Stank.;
– Lupinus luteus var. sulphureus Kurl. & Stank.:
– Lupinus niger Wehmer;
– Lupinus odoratus F.Dietr.;
– Lupinus odoratus hort.;
– Lupinus odoratus hort. ex DC.

Etimología –
El término Lupinus proviene de lúpus lupo, en asonancia con el griego λῡπη lūpe dolor, sufrimiento y con λέπω lépo desollar: significado probable de planta para lobos como tóxica.
El epíteto específico luteus proviene de yellow lúteus: de color amarillo.

Distribución Geográfica y Hábitat –
El altramuz amarillo es una planta presente principalmente en América, aunque en cantidades modestas, también en la zona mediterránea donde, de forma espontánea, está muy extendida en la zona costera del oeste de la Península Ibérica, en Marruecos, Túnez y Argelia, en las islas de Córcega, Cerdeña y Sicilia y en el sur de Italia. Es muy probable que en Israel y el Líbano se haya vuelto loco.
Se cultiva en el norte de Europa y la CEI (Bielorrusia y Ucrania), así como, en menor escala, en Australia Occidental y Sudáfrica. Habiendo sido previamente cultivada en el sur de Francia y Madeira, se ha naturalizado en estas áreas.
En Australia se considera una especie invasora.
Su hábitat es el de climas cálido-templado o incluso tropical donde el cultivo se ubica a gran altura y no soporta el frío y especialmente la nieve, donde crece sobre suelos arenosos y volcánicos de las fajas mineras.

Descripción –
El lupino amarillo es una planta anual erecta, que crece hasta 1,5 m, poco ramificada y pubescente, tiene una raíz pivotante robusta y rica en tubérculos radiculares debido al simbionte Rhizobium.
Las hojas radian de un solo punto, son lanceoladas.
Las flores están reunidas en inflorescencias racémicas apicales de color amarillo intenso.
Los frutos son legumbres de 40-60 x 10-12 mm, lanosas, con 4-5 semillas, de 6-9 x 5-8 x 3-4 mm, de forma cuadrangular redondeada, comprimidas, de blanco-crema, marrón a casi cabeza negra y lisa.

Cultivo –
Lupinus luteus es una planta que en muchas zonas crece espontáneamente pero también se cultiva con siembras de otoño en regiones de clima templado y en primavera en las montañas.
Esta planta a veces se cosecha en la naturaleza para uso local como alimento. Se han desarrollado variedades bajas en alcaloides que a veces se cultivan por sus semillas comestibles, mientras que la planta también se cultiva como abono verde para mejorar el suelo y comúnmente se cultiva como ornamental en jardines.
Es una planta que prefiere suelos ácidos y ligeros donde se puede cultivar, en las zonas de clima templado, incluso en altitudes más altas (de 2.000 a 3.300 metros) mientras que en el trópico crece mejor en áreas donde las temperaturas diurnas anuales oscilan entre 18 – 24 ° C, pero puede tolerar 6 – 30 ° C.
La planta puede sobrevivir a temperaturas ocasionales de hasta alrededor de -3 ° C. Prefiere una precipitación media anual en el rango de 450 – 1000 mm, pero tolera 350 – 2100 mm y en una posición soleada.
En general es una planta fácil de cultivar, que crece en cualquier suelo moderadamente bueno y bien drenado, aunque en su estado espontáneo prefiere los suelos ácidos y arenosos; es muy susceptible a las deficiencias de hierro y manganeso cuando crece en suelos neutros y calcáreos.
Desde el punto de vista pedológico, en efecto, prefiere un pH en el rango de 5,5 – 7, tolerando 4,5 – 8 y tolera períodos cortos de inundación del suelo.
A menudo se cultiva como abono verde y ornamental, la planta a veces también se cultiva por sus semillas comestibles, principalmente en algunas partes de Europa. Hay una serie de cultivares que se han desarrollado con semillas bajas en alcaloides, de sabor dulce, más grandes y de piel más suave.
La propagación ocurre por semilla y las plantas comienzan a florecer alrededor de 100 a 115 días después de la siembra, y las semillas maduran en 100 a 135 días.
Antes de sembrar, sin embargo, es recomendable remojar la semilla durante 24 horas en agua tibia, sembrando en primavera en campo abierto.
La germinación debe tener lugar dentro de 2 semanas; además, la semilla también se puede sembrar en campo abierto hasta el comienzo del verano como cultivo de abono verde.
Los rendimientos de semillas varían desde 290 kilos por hectárea en partes de África hasta 4,5 toneladas en Australia.
Esta especie tiene una relación simbiótica con algunas bacterias del suelo, estas bacterias forman nódulos en las raíces y fijan nitrógeno atmosférico. Cuando se retiran los restos de plantas al final de la temporada de crecimiento, es mejor quitar solo las partes aéreas de la planta, permitiendo que las raíces en el suelo se pudran y liberen su nitrógeno.

Costumbres y tradiciones –
Lupinus luteus es una planta que se conoce desde hace tiempo y que juega un papel particularmente importante en la floricultura y la nutrición del ganado en todo el mundo.
Es una planta en progresivo abandono en sus usos tanto que sus semillas alguna vez fueron un alimento común de la cuenca mediterránea y de América Latina. Hoy en día se comen principalmente como aperitivo en escabeche.
Esta especie, al igual que otros congéneres, (especialmente las semillas) contienen una serie de alcaloides de sabor amargo como: anagirina, esparteína e hidroxilupanina. Los efectos farmacológicos de estos alcaloides tienden a bloquear la transmisión ganglionar, disminuir la contractilidad cardíaca y contraer el músculo liso uterino.
Si se ingieren en cantidades moderadas a grandes, pueden causar síntomas como depresión respiratoria y ritmo cardíaco lento, somnolencia y convulsiones.
Los niveles de alcaloides pueden variar mucho de una especie a otra y esta especie se considera una de las más tóxicas. Sin embargo, se han desarrollado variedades con bajo contenido de alcaloides y de sabor más dulce que se cultivan como cultivo alimentario. También hay técnicas (en particular remojar y desechar el agua de remojo) que reducen los niveles de alcaloides. Las variedades bajas en alcaloides se desarrollaron antes de 1930.
Sin embargo, en su consumo siempre se debe prestar especial atención.
Entre los usos comestibles se encuentran las semillas cocidas que también se consumen en salmuera o como frijoles cocidos.
La semilla también se puede moler hasta convertirla en polvo y mezclarla con harinas de cereales para hacer pan, etc.
Para eliminar el amargor de las semillas, se recomienda sumergirlas con 2 o 3 cambios de agua.
La semilla se tostó una vez como sustituto del café.
Los brotes jóvenes con hojas también se pueden comer, cocinar y comer como verdura.
No se conocen usos medicinales.
Otros usos incluyen la agrosilvicultura, ya que es una planta excelente para abono verde en suelos pobres; tiene un crecimiento bastante rápido y fija bien el nitrógeno atmosférico.
La planta se cultiva principalmente como mejorador del suelo en el sur de Europa y también es una buena planta para las abejas y otros insectos polinizadores.
Entre otros usos, cabe señalar que un extracto de semilla se utiliza como ingrediente en preparaciones cosméticas comerciales como agente de enmascaramiento y acondicionador de la piel.
Además, el agua utilizada para lixiviar los alcaloides de las semillas de las formas amargas de esta planta es rica en alcaloides y puede utilizarse como insecticida.
Desde un punto de vista ecológico, cabe señalar que la planta está clasificada como “Preocupación Menor” en la Lista Roja de Especies Amenazadas de la UICN (2013).

Método de preparación –
El lupino amarillo es una planta que, bien utilizada, puede encontrar un uso real en el sector alimentario.
Las semillas cocidas también se consumen en salmuera y se pueden moler hasta convertirlas en polvo y mezclarlas con harinas de cereales para hacer pan, etc.
Es recomendable sumergirlos en agua con eliminación del agua por 2 o 3 veces.
La semilla se tostó una vez como sustituto del café.
Al igual que una verdura cocida, también se pueden comer cogollos jóvenes con hojas.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– GBIF, la Facilidad Global de Información sobre Biodiversidad.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://observation.org/photos/47718873.jpg

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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