Symphoricarpos albus

Symphoricarpos albus

Le Lacrime d’Italia o Sinforicarpo bianco (Symphoricarpos albus (L.) S.F. Blake, 1914) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Caprifoliaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Dipsacales,
Famiglia Caprifoliaceae,
Genere Symphoricarpos,
Specie S. albus.
È basionimo il termine:
– Vaccinium album L., 1753.
Sono sinonimi i termini:
– Symphoricarpos racemosus Auct.;
– Symphoricarpos rivularis Suksd.;
– Symphoricarpos albus (L.) S.F. Blake f. laevigatus (Fernald) G.N. Jones;
– Symphoricarpos albus (L.) S.F. Blake var. laevigatus (Fernald) S.F. Blake;
– Symphoricarpos racemosus Michx. var. laevigatus Fernald;
– Symphoricarpos albus (L.) S.F. Blake subsp. laevigatus (Fernald) Hultén;
– Symphoricarpos racemosus Michx..

Etimologia –
Il termine Symphoricarpos proviene dal greco συν syn insieme, da φορέω phoréo portare, avere e da καρπóϛ carpós frutto: che porta i frutti riuniti a grappolo.
L’epiteto specifico albus, viene da albus bianco, riferito ai fiori, alle foglie, alla corteccia o altre parti della pianta.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Symphoricarpos albus è una pianta presente sia nell’America settentrionale, dove cresce dall’Alaska al Quebec, dal sud alla California, al Nebraska, all’Ohio e alla Pennsylvania, che in Cina ed oggi è diffusa e naturalizzata anche in Europa occidentale, dalla fascia a clima freddo a quella a clima temperato.
Il suo habitat è quello delle rive e pianure in canyon e vicino a ruscelli, ad altitudini inferiori a 1.200 metri.

Descrizione –
La Symphoricarpos albus è un arbusto a foglie caduche che può raggiungere i due metri ed oltre di altezza.
Ha una corteccia di colore grigio-brunastra, più chiara nei rami giovani.
Ha portamento eretto e sviluppa ramificazioni dense e ampie, i fusti sono teneri e arcuati.
Le foglie sono lunghe 1,5–5 cm, arrotondate, bilobate alla base ovali, di colore verde scuro.
I fiori sono piccoli, verde-bianco, raccolti in piccoli grappoli di 5–15 esemplari.
I frutti sono drupe (bacche secondo Pignatti) ovoidi o subsferiche del diametro di 10-15 mm, di colore bianco avorio, glabre, che formano glomeruli lungamente persistenti all’ascella delle foglie superiori, con 2 pireni ellissoidi, compressi ventralmente, lisci, di 3,5-5 x 2,5-3 mm.

Coltivazione –
Symphoricarpos albus è un arbusto che in natura tende a formare fitte formazioni anche da sottobosco.
La pianta viene raccolta in natura per l’uso locale come cibo, medicina e fonte di materiali, inoltre, in alcune aree, viene utilizzata nei progetti di stabilizzazione e ripristino del suolo ed è spesso coltivata come ornamentale, dove può essere utilizzata come siepe.
Questa pianta predilige posizioni soleggiate, o a mezz’ombra; non teme il freddo. Per ottenere uno sviluppo armonico è bene ricordarsi di tagliare i numerosi polloni che crescono alla base del fusto, anche come succhioni lungo le radici; inoltre si può migliorare l’aspetto poco ordinato con una leggera potatura, alla fine dell’inverno, che pareggia i rametti.
Questo arbusto ama i terreni sciolti, ricchi e ben drenati, preferibilmente umidi; si adatta però alla gran parte dei terreni da giardino.
Si tratta di una delle piante arbustive più adattabili e per migliorare ulteriormente la sua resistenza è sufficiente spargere ai suoi piedi una buona dose di pacciamante, come humus o composto. Inoltre tollera bene il calcare e l’inquinamento dimostrandosi pianta ideale per le aiuole cittadine.
La propagazione può avvenire per seme; la semina va effettuata subito dopo la maturazione del seme in semenzaio non riscaldato. Il seme immagazzinato richiede 3 mesi di stratificazione a caldo e poi 5 mesi a freddo.
Le giovani piantine vanno poi messe in vasi singoli, dove verranno fatte crescere per il primo inverno, e trapiantate in pieno campo in primavera o inizio dell’estate.
Si può propagare agamicamente utilizzando talee di legno maturo, lunghe 15 – 25 cm da porre in un substrato riparato, all’aperto, in inverno. La percentuale di attecchimento è alta.

Usi e Tradizioni –
La Symphoricarpos albus è una pianta che ha alcune proprietà officinali facendo attenzione in quanto le bacche, in particolare, sono tossiche.
Questa pianta era comunemente impiegato in medicina da diverse tribù native indiane del Nord America che la apprezzavano soprattutto per la presenza delle saponine. Sono tossiche, ma se applicate esternamente hanno un delicato effetto detergente e curativo sulla pelle, uccidendo i parassiti del corpo e aiutando nella guarigione delle ferite. I nativi americani lo usavano per trattare una varietà di disturbi ma soprattutto come lavaggio esterno della pelle.
Tutta la pianta è disinfettante, diuretica, febbrifuga e lassativa.
Oggi la pianta è poco, se non del tutto, utilizzata nell’erboristeria moderna.
Tuttavia qualsiasi uso interno di questa pianta deve essere effettuato con cura e preferibilmente sotto la supervisione di un professionista qualificato.
I frutti contengono infatti isochinolina, alcaloidi, chelidonina, ed altre tipologie di alcaloidi; le bacche bianche in particolare sono tossiche.
L’intossicazione può avvenire per ingestione.
Per ingestione i sintomi che si possono riscontrare sono nausea,vomito, diarrea, delirio, allucinazioni, ansia.
Tra i vari usi si ricordano quelli agroforestali.
Le piante hanno estesi apparati radicali e vengono utilizzate in alcuni casi per stabilizzare i terreni su sponde e pendii.
Tra l’altro i suoi steli e ramoscelli creano una vegetazione densa, ottima per siepi delimitanti, inoltre è una pianta con grande capacità di rivegetare anche dopo un incendio.
Dal punto di vista ecologico si ricorda, inoltre, che le bacche della Symphoricarpos albus rappresentano un cibo invernale per numerose specie animali per i quali non sono tossici.
I fiori, inoltre, sono molto visitati dalle api.

Modalità di Preparazione –
Le bacche di questa pianta contengono saponine ed alcuni alcaloidi per cui risultano tossiche per l’alimentazione anche un modeste quantità.
La pianta ha avuto in varie parti del mondo vari utilizzi sia per scopi medicinali che cosmetici o curativi.
Le bacche, per esempio, sono state usate come detersivo per capelli (per la presenza delle saponine).
Un delicato decotto, ottenuto dal legno, è stato usato come detersivo per i bambini.
Le bacche venivano tritate e strofinate sotto le ascelle come antitraspirante.
Un infuso, ottenuto, dall’intera pianta, veniva bevuto e applicato anche esternamente nel trattamento delle eruzioni cutanee.
Un infuso degli steli veniva bevuto per curare problemi di stomaco e disturbi mestruali.
Dalle foglie si preparava un decotto che veniva utilizzato nel trattamento del raffreddore.
Si sono applicati cataplasmi delle foglie masticate, oppure si sono usati infusi delle foglie come lavaggi nel trattamento delle lesioni esterne.
Con gli steli e le foglie si preparava una soluzione diluita che veniva usata come detersivo per i bambini mentre una soluzione più concentrata veniva applicata alle piaghe.
Le bacche venivano consumate o utilizzate come infuso, nel trattamento della diarrea mentre un infuso delle bacche veniva impiegato come collirio per gli occhi irritati.
Le bacche venivano strofinate sulla pelle nel trattamento per ustioni, eruzioni cutanee, pruriti e piaghe o sulle verruche per sbarazzarsene; questo trattamento veniva effettuato almeno tre volte al giorno per un periodo di alcune settimane.
Con le foglie, i frutti e la corteccia schiacciati si otteneva un impiastro che veniva impiegato nel trattamento di ustioni, piaghe, tagli, pelle screpolata e ferita.
Dalle radici si otteneva un’infusione che veniva utilizzata nel trattamento di febbri (comprese le febbri infantili), dolori di stomaco e raffreddori.
Dalla corteccia e dalle radici si otteneva un decotto che veniva utilizzato nel trattamento delle malattie veneree e per ripristinare il flusso di urina.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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