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Yucca schidigera

Yucca schidigera

La Jucca del Mojave (Yucca schidigera Roezl ex Ortgies) è una specie succulenta arbustiva appartenente alla famiglia delle Asparagacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Liliopsida,
Ordine Liliales,
Famiglia Agavaceae,
Genere Yucca,
Specie Y. schidigera.
Sono sinonimi i termini:
– Sarcoyucca mohavensis (Sarg.) Linding.;
– Yucca californica Nutt.;
– Yucca californica Nutt. ex Baker;
– Yucca macrocarpa Merriam;
– Yucca mohavensis Sarg.;
– Yucca schidigera Roezl;
– Yucca schindigera Roezl;
– Yucca schindigera Roezl ex Ortgies.

Etimologia –
Il termine Yucca proviene dallo spagnolo yuca o juca, attestato già nel 1500, a sua volta da una lingua amerinda (forse dall’arawak, dove però indicava la cassava).
L’epiteto specifico schidigera viene da schidia scheggia e da gero portare: che porta una scheggia di legno, alludendo alle fibre grossolane marginali sul bordo della lamina fogliare.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Yucca schidigera è una pianta originaria e tipica del deserto del Mojave della zona sud-occidentale del Nord America.
La pianta è presente nel deserto del Chihuahuan, nel deserto di Sonora della California sudorientale, della Bassa California, del Nuovo Messico, del Nevada meridionale e dell’Arizona.
Il suo habitat tipico è quello dei pendii rocciosi del deserto e delle pianure desertiche tra 300–1.200 m di altitudine, raramente fino a 2.500 m, dove cresce in pieno sole e in terreni con un ottimo drenaggio. Questa pianta cresce spesso insieme alla Yucca baccata, che si trova nello stesso areale ed a volte si trovano individui ibridi delle due specie.

Descrizione –
La Yucca schidigera ha un apparato radicale molto espanso in larghezza ed è un piccolo arbusto sempreverde che cresce fino a 5 metri di altezza, con una densa corona di foglie a baionetta disposte a spirale sulla sommità di un cospicuo tronco basale.
La corteccia è di colore grigio-marrone, essendo ricoperta di foglie morte marroni vicino alla sommità, diventando irregolarmente ruvida e squamosa a increspata più vicino al suolo.
Le foglie sono lunghe 30–150 centimetri e larghe 4–11 cm alla base, di forma concavo-convessa, spesse, molto rigide e di colore da verde a blu-verde al giallo.
I fiori sono bianchi, a volte con una sfumatura viola, lunghi 3–5 cm, raramente fino a 7,5 cm, a forma di campana e segmentati in sei parti; vengono portati in un grappolo compatto e bulboso alto 60–120 cm che si forma nella parte superiore dello stelo.
Il frutto è una bacca allungata, lunga fino a 11,5 cm.

Coltivazione –
La Yucca schidigera è un arbusto con un esteso apparato radicale che le permette di recuperare anche poche gocce di acqua, riuscendo così a soddisfare le sue modeste esigenze idriche. Tale strategia di sviluppo limita al contempo la crescita di altre essenze vegetali nella superficie occupata dalle radici, riducendo la competizione.
La pianta è stata da tempo utilizzata allo stato naturale per l’uso locale come alimento e fonte di materiali. Le radici delle specie Yucca, e soprattutto di questa specie, sono ricche di saponine e hanno un’ampia gamma di applicazioni. La pianta viene coltivata anche come ornamentale nei giardini.
Questa pianta riesce a vegetare negli habitat desertici nella macchia di chaparral e creosoto, ad altitudini dal livello del mare fino a 2.500 metri.
Sebbene sia in grado di tollerare temperature occasionali di breve durata fino a circa -5 °C, non cresce molto bene nei climi umidi, essendo particolarmente intollerante alle piogge invernali.
Prospera in qualsiasi terreno, ma preferisce suoli sabbiosi ed una piena esposizione a sud. Dal punto di vista pedologico tollera i terreni alcalini e le piante sono più resistenti se coltivate su terreni sabbiosi poveri su cui sono molto resistenti alla siccità.
È una specie a crescita lenta ma longeva, che di solito vive più di 200 anni, forse più di 500 anni
È una pianta che dopo un incendio riesce a ricrescere rigenerandosi dalle radici.
Questa Yucca, come altre, è impollinata da piccole falene bianche della Yucca (Tegeticula yucasella e specie affini) con le quali hanno uno speciale mutualismo pianta-insetto. Di notte, i fiori profumati attirano la falena femmina che si nutre del nettare. Quindi l’insetto rotola il polline dai fiori in una palla che è tre volte più grande della sua testa e la porta al fiore successivo. Lì, prima depone le uova all’interno dell’ovaio immaturo e poi deposita il polline sullo stigma del fiore assicurandosi che si formino semi per nutrire la sua progenie.
Nelle regioni in cui la falena non può vivere, per produrre semi, è necessaria l’impollinazione manuale.
La propagazione avviene per seme con semina in primavera. È opportuno un pre-ammollo del seme per 24 ore in acqua tiepida può ridurre il tempo di germinazione.
Le giovani piantine vanno poi poste in singoli vasi e fatte crescere, possibilmente, in zona protetta per i primi due inverni.
Il trapianto va effettuato all’inizio dell’estate.
Si può propagare anche per talea di radice a fine inverno o all’inizio della primavera. La tecnica è quella di sollevare la pianta a metà primavera rimuovendo i piccoli germogli dalla base del gambo e dei rizomi. Si consiglia poi di immergere nella cenere di legno secca per fermare eventuali trasudazioni di linfa e piantare in un terreno sabbioso in vaso in serra non riscaldata fino a quando non si stabilizza.
Un altro sistema di propagazione è tramite divisione dei polloni nel periodo della tarda primavera. Le divisioni più grandi possono essere piantate direttamente in pieno campo.

Usi e Tradizioni –
La Yucca schidigera è una pianta utilizzata da tempo remoto, dai nativi americani, come fonte di alimento, uso medicinale e per l’utilizzo di parti della pianta.
Nell’uso commestibile si usano i giovani steli fioriti, tritati e cotti come gli asparagi o cotti al forno come le patate dolci.
I frutti si consumano crudi o cotti al forno, poi essiccati e macinati in polvere, quindi utilizzati nelle zuppe, ecc. o trasformati in una bevanda.
Con i frutti si possono fare anche gelatine.
I fiori si consumano crudi o cotti; crudi sono squisiti ma si possono anche essiccare, frantumare e usare come condimento o per preparare gelatine.
Nell’uso medicinale si utilizzano le radici che sono antinfiammatorie, antitumorali ed antivirali, in quanto sono ricche di saponine e composti medicinali attivi. Le radici, raccolte quando la pianta non è in fiore, vengono utilizzate per fare una bevanda salutare. È stato dimostrato che abbassa i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, abbassa la pressione sanguigna e riduce i sintomi dell’artrosi come dolore, gonfiore e rigidità.
Assunte per via orale, vengono utilizzate nel trattamento di artrosi, ipertensione, emicrania, colite, disturbi di stomaco, ipercolesterolemia, diabete, cattiva circolazione e disturbi del fegato e della cistifellea.
Applicate localmente, vengono usate per trattare piaghe, malattie della pelle, infiammazioni, emorragie, distorsioni, arti rotti, dolori articolari, calvizie e forfora.
Molti composti della yucca, inoltre, sono stati usati nella sintesi di nuovi farmaci.
Tra gli altri usi si ricorda che le foglie, o una fibra ricavata da esse, sono state utilizzate per fare corde, cesti e stuoie; inoltre le fibre più forti sono state usate per fare scarpe e sandali.
Le foglie sono state usate per fare pennelli per la pittura del corpo e per dipingere vasi, ecc.
Il succo della pianta ha un’ampia varietà di usi. In agricoltura viene utilizzato come base nei fertilizzanti liquidi dove la sua capacità di ridurre la tensione superficiale dell’acqua di irrigazione favorisce notevolmente la penetrazione nei terreni pesanti; aiuta in misura marcata la flocculazione del suolo; funge da agente di trasporto per i prodotti chimici vegetali. Lo stesso estratto di yucca è ricco di elementi vitali minori tra cui boro, ferro, magnesio, manganese, rame e zinco.
Pare che il succo sia ampiamente usato come stabilizzante dell’anidride carbonica nel controllo degli incendi e la saponina della yucca è considerata una buona base per saponi, shampoo, polveri detergenti e dentifrici e polveri.
Dal punto di vista ecologico questa pianta, dopo il fuoco, produce numerosi germogli e si assiste così alla rigenerazione delle piantine. Nel tempo, le specie invasive che sono state introdotte nell’ecosistema, come le graminacee, sono diventate più tolleranti al fuoco, aumentando la frequenza degli incendi e alterando il regime di fuoco esistente in passato.
Si ricorda, altresì, che, come detto prima, alcune falene raccolgono il polline dai fiori e lo depositano sullo stigma di un fiore, nell’ovaio del quale depongono le uova; le larve mangiano la capsula del frutto mentre cresce, ma lasciano alcuni semi per svilupparsi in frutti.

Modalità di Preparazione –
La Yucca schidigera è una pianta di cui, attualmente, si utilizzano gli estratti nella preparazione dei mangimi per animali e in vari medicinali a base di erbe. Il gambo rigido del fiore della yucca, dopo la maturazione, viene utilizzato come sostituto degli steli o dei tronchi di eucalipto per fare i didgeridoo (strumenti a fiato ad ancia labiale degli aborigeni). Sono usati anche come deodoranti naturali e nei deodoranti per animali domestici. Le saponine steroidee sono prodotte commercialmente da Y. schidigera che può essere utilizzata come tensioattivo alimentare di derivazione naturale. Y. schidigera è un ingrediente che si trova in un quarto del cibo venduto per cani. È principalmente incluso nel loro cibo per ridurre l’odore di rifiuti della maggior parte degli animali domestici.
Inoltre le fibre delle foglie di Yucca schidigera sono usate dai nativi americani per fare corde, stoffe, fili e sandali. I fiori e la frutta si mangiano crudi o arrostiti, e i semi neri vengono macinati in una farina. Le radici sono usate per fare il sapone. Alcuni rapporti affermano che i nativi americani si lavano i capelli con la yucca per combattere la forfora e la caduta dei capelli.
Le radici vanno raccolte quando la pianta non è in fiore e vengono utilizzate per fare una bevanda salutare.
Infine vengono vendute capsule a base di steli di infiorescenze come prodotti naturali per la salute.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
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Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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