Larix lyallii

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Larix lyallii

Il larice subalpino o larice alpino (Larix lyallii Parl.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Pinaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Pinophyta,
Classe Pinopsida,
Ordine Pinales,
Famiglia Pinaceae,
Genere Larix,
Specie L. lyallii.
È sinonimo il termine:
– Pinus lyallii (Parl.) Parl..

Etimologia –
Il termine Larix proviene dal nome latino del larice, assonante con il termine greco λᾶρός láros gradevole, riferito all’aroma.
L’epiteto specifico lyallii è in onore di David Lyall che pare lo abbia scoperto tra il 1858 e il 1861.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Larix lyallii è una conifera decidua originaria del Nord America occidentale, in una zona compresa tra Canada e Stati Uniti, dove vive a quote molto elevate (in media 1520-2440 m con un massimo di 3020 m.
Lo si trova nelle zone montuose temperato-fredde di Idaho, Montana, Columbia Britannica e Alberta. Raramente si spinge al di sotto dei 1980 m, anche se è presente, in aree particolarmente vocate, fino a 1370 m. Esiste anche una popolazione disgiunta nella parte nord della Catena delle Cascate situata nello Stato di Washington (USA) e in Columbia Britannica (Canada).
La specie è protetta nel North Cascades National Park (Stati Uniti) e nel Parco nazionale Banff (Canada).
Il suo habitat è nelle zone da subalpine ad alpine, spesso sui pendii esposti a nord dove la neve rimane fino a tarda stagione.
I due habitat sono disgiunti da circa 200 km di distanza e coincidono con l’assenza di habitat idoneo. La ripartizione sulla Catena delle Cascate è considerata un nucleo disgiunto della popolazione principale, in quanto presente in minor quantità. L’areale attuale rispecchia gli ultimi dinamismi post-glaciali e le migrazioni che questa specie ha effettuato a partire dai rifugi glaciali.
Il Larix lyallii condivide l’habitat con Abies lasiocarpa, Pinus albicaulis e Picea engelmannii verso i quali si presenta spesso come specie ecologicamente dominante. Il sottobosco che si sviluppa nelle zone di crescita comprende Phyllodoce empetriformis, Luzula hitchcockii e Vaccinium scoparium.

Descrizione –
Il Larix lyallii è una piccola conifera arborea che cresce da 10 a 25 metri di altezza e, in misura minore, a quote più elevate.
La corteccia è sottile circa 2,5 cm, vira dal giallo-grigio al rosso-bruno scuro con l’età e diviene anche profondamente solcata in piccole placche squamose.
Il tronco è diritto con una chioma rada e alquanto conica.
I rami sono orizzontali, perpendicolari al tronco, distanziati in modo irregolare e contorti. I ramoscelli sono finemente pelosi.
Gli aghi sono a quattro angoli, lunghi da 20 a 35 millimetri e affollati in gruppi da 30 a 40 su speroni corti; sono di colore azzurro-verde, caducifogli e virano al giallo dorato in autunno.
I coni femminili sono lunghi da 2,5 a 4 centimetri, di colore rosso-viola quando sono giovani ma marrone scuro con l’età. Hanno squame sottili e brattee strette che si estendono sopra le squame.
I coni maschili diventano attivi all’inizio dell’estate.

Coltivazione –
Il Larix lyallii è una conifera resistente ai climi alquanto freddi ed è in grado di sopravvivere alle basse temperature delle zone d’alta quota. Si adatta a suoli rocciosi di ridotto spessore, motivo per cui l’albero riesce a raggiungere il limite superiore subalpino e alpino della vegetazione arborea. Tuttavia, questo larice può crescere in una moltitudine di varietà di suoli, anche più evoluti, in aree non ombreggiate purché il substrato sia umido ma ben drenato. Per vegetare al meglio quest’albero necessita di zone ricche d’acqua, la cui biodisponibilità nel suo ambiente di crescita è però fortemente limitata dallo stato fisico in cui si presenta per gran parte dell’anno (ghiaccio) e dalla forma in cui giunge in maggioranza a terra (neve). Il clima delle zone native è caratterizzato dalla presenza di inverni lunghi e freddi. Per questo motivo, come tutti i larici, ha sviluppato la caratteristica, atipica tra le conifere, di perdere le foglie in autunno, evitando in tal modo che l’acqua presente in esse congeli danneggiando i tessuti teneri e facilitando così una migliore sopravvivenza della specie.
Può sopravvivere in terreni acquitrinosi a pH acido. I siti colonizzati sono generalmente poveri o molto poveri, in quanto le basse temperature e l’ambiente acido non favoriscono la crescita microbica e il corretto accumularsi di sostanza organica nel suolo. Questi si presentano quindi sottili, ricchi di scheletro e con apprezzabili componenti argillose e/o limose, in presenza di pH acido variabile da 3,9 a 5,7.
Durante il Pleistocene le zone oggi occupate dal larice subalpino erano interamente ricoperte da ghiacciai, che si sciolsero circa 12.000 anni fa, riducendosi fino ad occupare gli spazi odierni. Il clima freddo che ancora oggi caratterizza le alte quote non favorisce la pedogenesi né verso la componente biotica né per quanto riguarda le reazioni chimiche inorganiche. In luoghi asciutti il Larix lyallii si trova nei pressi dei corsi d’acqua glaciali o siti di percolazione della stessa. Si adatta bene ai suoli vulcanici della Catena delle Cascate, che si presentano solitamente ben differenziati in strati e con pH molto acido. Il Larix lyallii ha scarsa tolleranza all’ombra (specie eliofila) richiedendo, per svolgere correttamente la fotosintesi, una quantità di luce superiore rispetto ad altre conifere d’alta quota e non sviluppando di conseguenza bene sotto copertura pur mostrando un’elevata competitività verso le altre specie.
Questa conifera rinnova bene dopo incendi, valanghe, o altri disturbi naturali. In alcune occasioni può colonizzare come pioniera aree bruciate all’interno della zona occupata da Abies lasiocarpa, al disotto dei consueti limiti di quota. Questa tendenza rigenerativa è favorita da esposizioni settentrionali e da elevate altitudini del versante.
La propagazione avviene per seme.
La semina va effettuata in aree con clima idoneo a fine inverno in smenzaio non riscaldato. La stratificazione a freddo di un mese aiuta la germinazione. Dopo la germinazione si consiglia di ombreggiare leggermente le giovani piantine
Quando le piantine hanno raggiunto la dimensione maneggiabile vanno poste in singoli vasi.
Il trapianto, anche se le piantine hanno raggiunto pochi centimetri di altezza, può essere effettuato in estate, fornendo loro un efficace pacciame che escluda le erbacce e preferibilmente una protezione invernale per il loro primo anno. Altrimenti si consiglia di coltivarle in una serra non riscaldata per il loro primo inverno e trapiantate all’inizio dell’estate dell’anno successivo. Il seme rimane vitale per 3 anni.

Usi e Tradizioni –
Il Larix lyallii sembra che sia stato scoperto da David Lyall tra il 1858 e il 1861.
Venne classificato e descritto sistematicamente per la prima volta dal botanico italiano Filippo Parlatore il 3 novembre 1863. John Bernhard Leiberg lo descrisse poi nel 1900.
Per questo larice non esistono sottospecie, varietà o forme particolari note: si presume che le ristrette tolleranze ambientali, il lungo ciclo riproduttivo e la distribuzione geografico-altitudinale ristretta possano aver limitato le possibilità di sviluppo della variazione genetica.
Con molta probabilità è una specie relitta, che occupava un tempo un’area molto più vasta di quella odierna. A quote più basse perde di competitività a discapito di altre conifere per via del fogliame deciduo che non le permette di svolgere la fotosintesi e il conseguente accrescimento durante il periodo invernale.
Le ridotte dimensioni raggiunte rispetto ad altre conifere e al contiguo Larix occidentalis, la distribuzione limitata ad un ristretto areale e la crescita al limite superiore della vegetazione arborea non conferiscono alcuna importanza commerciale a questo larice, avendo anche scarse qualità tecnologiche dovute alle frequenti deformazioni dei fusti causate dai forti venti che battono le zone d’alta montagna in cui cresce. Lo sviluppo ad altitudini così elevate e l’areale diffuso in zone poco accessibili del continente americano hanno infatti escluso ad oggi una convenienza economica allo sfruttamento forestale di questa specie. L’unico uso possibile (amatoriale e secondario) del suo legno bicolore duro, pesante e durevole è come combustibile, discreto però a causa della resina contenuta che a lungo andare può imbrattare di fuliggine la canna fumaria. L’incremento annuo di una lariceta di Larix lyallii è stato stimato essere solo da 0,7-1,4 m3/Ha su siti aventi una produttività media alta. Nonostante questo il legno presenta buone qualità come gli altri larici e un gradevole aspetto dovuto al colore rosato del durame e bianco giallastro dell’alburno.
Il Larix lyallii è una conifera longeva, merito dovuto alla lenta crescita che il rigido ambiente d’alta montagna impone. Il record di longevità appartiene ad un esemplare scoperto a Kananaskis, Alberta, vecchio di 1917 anni nel 2012.
Dal punto di vista ecologico è una pianta che fornisce per molte specie di uccelli e di mammiferi un buon alimento e rifugio.
I semi, la corteccia e gli aghi di Larix lyallii sono una fonte importante di sostentamento, soprattutto per capre, cervi, orsi grizzly e scoiattoli. Tra i volatili i Dendragapus sono quelli che più si avvalgono dei semi di larice, che rappresentano uno dei più importanti alimenti estivi per questo genere. Le laricete fungono anche da linea spartiacque per diverse specie animali tra l’ambiente montano e quello subalpino e tra quello subalpino e quello superiore.

Modalità di Preparazione –
Il Larix lyallii è una conifera che non ricopre particolare interesse, per quanto detto, per il suo legname, se non per usi molto ristretti.
Non si conoscono inoltre impieghi o utilizzi di tipo alimentare o medicinale.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/212647765/original.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





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Larix lyallii

The subalpine larch or alpine larch (Larix lyallii Parl.) Is an arboreal species belonging to the Pinaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Pinophyta Division,
Pinopsida class,
Order Pinales,
Pinaceae family,
Genus Larix,
L. lyallii species.
The term is synonymous:
– Pinus lyallii (Parl.) Parl..

Etymology –
The term Larix comes from the Latin name of the larch, assonant with the Greek term λᾶρός láros pleasant, referring to the aroma.
The specific epithet lyallii is in honor of David Lyall who apparently discovered it between 1858 and 1861.

Geographic Distribution and Habitat –
Larix lyallii is a deciduous conifer native to western North America, in an area between Canada and the United States, where it lives at very high altitudes (on average 1520-2440 m with a maximum of 3020 m.
It is found in the cold-temperate mountainous areas of Idaho, Montana, British Columbia, and Alberta. It rarely goes below 1980 m, even if it is present, in particularly suitable areas, up to 1370 m. There is also a disjoint population in the northern part of the Cascade Range located in the State of Washington (USA) and in British Columbia (Canada).
The species is protected in the North Cascades National Park (United States) and in Banff National Park (Canada).
Its habitat is in subalpine to alpine areas, often on north-facing slopes where snow remains until late in the season.
The two habitats are separated by about 200 km of distance and coincide with the absence of suitable habitat. The distribution on the Cascade Range is considered a separate nucleus of the main population, as it is present in smaller quantities. The current range reflects the latest post-glacial dynamisms and the migrations that this species has carried out starting from glacial refuges.
Larix lyallii shares the habitat with Abies lasiocarpa, Pinus albicaulis and Picea engelmannii towards which it often appears as an ecologically dominant species. The undergrowth that develops in the growth areas includes Phyllodoce empetriformis, Luzula hitchcockii and Vaccinium scoparium.

Description –
Larix lyallii is a small arboreal conifer that grows from 10 to 25 meters in height and, to a lesser extent, at higher altitudes.
The bark is about 2.5 cm thin, turns from yellow-gray to dark red-brown with age and also becomes deeply furrowed in small scaly plates.
The trunk is straight with a sparse and somewhat conical crown.
The branches are horizontal, perpendicular to the trunk, irregularly spaced and twisted. The twigs are finely hairy.
The needles are four-angled, 20 to 35 millimeters long and crowded in groups of 30 to 40 on short spurs; they are blue-green, deciduous and turn golden yellow in autumn.
Female cones are 2.5 to 4 centimeters long, red-purple in color when young but dark brown with age. They have thin scales and narrow bracts that extend over the scales.
Male cones become active in early summer.

Cultivation –
Larix lyallii is a conifer resistant to rather cold climates and is able to survive the low temperatures of high altitude areas. It adapts to rocky soils of reduced thickness, which is why the tree manages to reach the upper subalpine and alpine limit of the arboreal vegetation. However, this larch can grow in a multitude of varieties of soils, even more evolved ones, in unshaded areas as long as the substrate is humid but well drained. To vegetate in the best possible way, this tree needs areas rich in water, whose bioavailability in its growth environment is however severely limited by the physical state in which it occurs for most of the year (ice) and by the form in which it arrives. majority on the ground (snow). The climate of the native areas is characterized by the presence of long and cold winters. For this reason, like all larches, it has developed the characteristic, atypical among conifers, of losing their leaves in autumn, thus avoiding that the water present in them freezes, damaging the soft tissues and thus facilitating a better survival of the species. .
It can survive in marshy soils with acidic pH. Colonized sites are generally poor or very poor, as low temperatures and acidic environment do not favor microbial growth and the correct accumulation of organic matter in the soil. These are therefore thin, rich in skeleton and with appreciable clayey and / or silty components, in the presence of acid pH ranging from 3.9 to 5.7.
During the Pleistocene the areas now occupied by the subalpine larch were entirely covered by glaciers, which melted about 12,000 years ago, reducing to occupy today’s spaces. The cold climate that still characterizes the high altitudes does not favor pedogenesis either towards the biotic component or with regard to inorganic chemical reactions. In dry places, Larix lyallii is found near glacial watercourses or percolation sites. It adapts well to the volcanic soils of the Cascade Range, which are usually well differentiated in layers and with a very acid pH. Larix lyallii has poor shade tolerance (heliophilic species) requiring, in order to carry out photosynthesis correctly, a higher quantity of light than other high altitude conifers and consequently does not develop well under cover even if it shows a high competitiveness towards the other species.
This conifer renews well after fires, avalanches, or other natural disturbances. On some occasions it can colonize burnt areas as a pioneer within the area occupied by Abies lasiocarpa, below the usual altitude limits. This regenerative tendency is favored by northern exposures and by high side altitudes.
Propagation occurs by seed.
Sowing must be carried out in areas with a suitable climate at the end of winter in an unheated smenzaio. Cold stratification of one month helps germination. After germination it is recommended to lightly shade the young seedlings
When the seedlings have reached the manageable size they should be placed in individual pots.
Transplanting, even if the seedlings have reached a few inches in height, can be done in the summer, providing them with effective weed-free mulch and preferably winter protection for their first year. Otherwise it is recommended to grow them in an unheated greenhouse for their first winter and transplant in the early summer of the following year. The seed remains viable for 3 years.

Customs and Traditions –
Larix lyallii appears to have been discovered by David Lyall between 1858 and 1861.
It was classified and systematically described for the first time by the Italian botanist Filippo Parlatore on November 3, 1863. John Bernhard Leiberg then described it in 1900.
For this larch there are no known subspecies, varieties or particular forms: it is assumed that the restricted environmental tolerances, the long reproductive cycle and the restricted geographic-altitudinal distribution may have limited the possibilities of development of the genetic variation.
Most likely it is a relict species, which once occupied a much larger area than today. At lower altitudes it loses competitiveness to the detriment of other conifers due to the deciduous foliage that does not allow it to carry out photosynthesis and the consequent growth during the winter period.
The small size reached compared to other conifers and the contiguous Larix occidentalis, the distribution limited to a narrow range and the growth at the upper limit of the arboreal vegetation do not give any commercial importance to this larch, also having poor technological qualities due to the frequent deformations of the stems caused by the strong winds that beat the high mountain areas where it grows. The development at such high altitudes and the widespread area in inaccessible areas of the American continent have in fact excluded to date an economic advantage for the forest exploitation of this species. The only possible use (amateur and secondary) of its hard, heavy and durable two-tone wood is as a fuel, discreet however due to the resin contained which in the long run can smear the chimney with soot. The annual increase of a Larix lyallii larch forest has been estimated to be only 0.7-1.4 m3 / Ha on sites with a high average productivity. Despite this, the wood has good qualities like other larch trees and a pleasant appearance due to the pinkish color of the heartwood and yellowish white of the sapwood.
Larix lyallii is a long-lived conifer, thanks to the slow growth that the rigid high mountain environment requires. The longevity record belongs to a specimen discovered in Kananaskis, Alberta, 1917 years old in 2012.
From an ecological point of view it is a plant that provides good food and shelter for many species of birds and mammals.
Larix lyallii seeds, bark, and needles are an important source of sustenance, especially for goats, deer, grizzly bears, and squirrels. Among the birds, the Dendragapus are the ones that make the most of larch seeds, which represent one of the most important summer foods for this genus. The larch forests also act as a watershed line for various animal species between the mountain and subalpine environments and between the subalpine and upper environments.

Preparation Method –
Larix lyallii is a conifer that is not of particular interest, for what has been said, for its timber, if not for very limited uses.
There are also no known uses or uses of food or medicine.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/212647765/original.jpg

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





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Larix lyallii

El alerce subalpino o alerce alpino (Larix lyallii Parl.) es una especie arbórea perteneciente a la familia Pinaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
división de pinofitas,
clase Pinopsida,
Orden Pinales,
familia de las pináceas,
Género Larix,
Especies de L. lyallii.
El término es sinónimo:
– Pinus lyallii (Parl.) Parl..

Etimología –
El término Larix proviene del nombre latino del alerce, en asonancia con el término griego λᾶρός láros agradable, en referencia al aroma.
El epíteto específico lyallii es en honor a David Lyall, quien aparentemente lo descubrió entre 1858 y 1861.

Distribución Geográfica y Hábitat –
Larix lyallii es una conífera caducifolia originaria del oeste de América del Norte, en un área entre Canadá y Estados Unidos, donde vive a altitudes muy altas (en promedio 1520-2440 m con un máximo de 3020 m.
Se encuentra en las áreas montañosas templadas frías de Idaho, Montana, Columbia Británica y Alberta. Rara vez baja de los 1980 m, aunque está presente, en zonas especialmente idóneas, hasta los 1370 m. También existe una población disjunta en la parte norte de la Cordillera de las Cascadas ubicada en el Estado de Washington (EE.UU.) y en la Columbia Británica (Canadá).
La especie está protegida en el Parque Nacional North Cascades (Estados Unidos) y en el Parque Nacional Banff (Canadá).
Su hábitat se encuentra en áreas subalpinas a alpinas, a menudo en laderas orientadas al norte donde la nieve permanece hasta el final de la temporada.
Los dos hábitats están separados por unos 200 km de distancia y coinciden con la ausencia de un hábitat adecuado. La distribución en la Cordillera de las Cascadas se considera un núcleo separado de la población principal, ya que está presente en cantidades más pequeñas. La distribución actual refleja los últimos dinamismos posglaciales y las migraciones que ha realizado esta especie partiendo de los refugios glaciares.
Larix lyallii comparte el hábitat con Abies lasiocarpa, Pinus albicaulis y Picea engelmannii, frente a las cuales a menudo aparece como una especie ecológicamente dominante. El sotobosque que se desarrolla en las áreas de crecimiento incluye Phyllodoce empetriformis, Luzula hitchcockii y Vaccinium scoparium.

Descripción –
Larix lyallii es una pequeña conífera arbórea que crece de 10 a 25 metros de altura y, en menor medida, a mayor altura.
La corteza tiene un grosor de unos 2,5 cm, cambia de amarillo grisáceo a marrón rojizo oscuro con la edad y también se vuelve profundamente surcada en pequeñas placas escamosas.
El tronco es recto con una copa escasa y algo cónica.
Las ramas son horizontales, perpendiculares al tronco, irregularmente espaciadas y torcidas. Las ramitas son finamente peludas.
Las agujas tienen cuatro ángulos, de 20 a 35 milímetros de largo y se apiñan en grupos de 30 a 40 sobre espolones cortos; son de color verde azulado, caducos y se vuelven amarillo dorado en otoño.
Los conos femeninos miden de 2,5 a 4 centímetros de largo, de color rojo púrpura cuando son jóvenes pero de color marrón oscuro con la edad. Tienen escamas delgadas y brácteas estrechas que se extienden sobre las escamas.
Los conos masculinos se activan a principios del verano.

Cultivo –
Larix lyallii es una conífera resistente a climas más bien fríos y es capaz de sobrevivir a las bajas temperaturas de las zonas de gran altitud. Se adapta a suelos rocosos de espesor reducido, por lo que el árbol logra alcanzar el límite superior subalpino y alpino de la vegetación arbórea. Sin embargo, este alerce puede crecer en multitud de variedades de suelos, incluso más evolucionados, en zonas sin sombra siempre que el sustrato esté húmedo pero bien drenado. Para vegetar en su mejor momento, este árbol necesita áreas ricas en agua, cuya biodisponibilidad en su entorno de crecimiento está, sin embargo, fuertemente limitada por el estado físico en el que se encuentra la mayor parte del año (hielo) y por la forma en que llega a la mayoría. en el suelo (nieve). El clima de las zonas nativas se caracteriza por la presencia de inviernos largos y fríos. Por ello, como todos los alerces, ha desarrollado la característica, atípica entre las coníferas, de perder sus hojas en otoño, evitando así que el agua presente en ellas se congele, dañando los tejidos blandos y facilitando así una mejor supervivencia de la especie.
Puede sobrevivir en suelos pantanosos con pH ácido. Los sitios colonizados son generalmente pobres o muy pobres, ya que las bajas temperaturas y el ambiente ácido no favorecen el crecimiento microbiano y la correcta acumulación de materia orgánica en el suelo. Estos son por tanto delgados, ricos en esqueleto y con componentes arcillosos y/o limosos apreciables, en presencia de pH ácido que oscila entre 3,9 y 5,7.
Durante el Pleistoceno las áreas que ahora ocupan los alerces subalpinos fueron cubiertas en su totalidad por glaciares, los cuales se derritieron hace unos 12.000 años, reduciéndose hasta ocupar los espacios actuales. El clima frío que aún caracteriza las grandes alturas no favorece la pedogénesis ni hacia el componente biótico ni con respecto a las reacciones químicas inorgánicas. En lugares secos, Larix lyallii se encuentra cerca de cursos de agua glaciares o sitios de percolación. Se adapta bien a los suelos volcánicos de la Cordillera de las Cascadas, que suelen estar bien diferenciados en capas y con un pH muy ácido. Larix lyallii tiene poca tolerancia a la sombra (especie heliófila) que requiere, para realizar correctamente la fotosíntesis, una mayor cantidad de luz que otras coníferas de altura y, en consecuencia, no se desarrolla bien bajo techo y muestra una alta competitividad frente a otras especies.
Esta conífera se renueva mucho después de incendios, avalanchas u otras perturbaciones naturales. En algunas ocasiones puede colonizar zonas quemadas como pionera dentro del área ocupada por Abies lasiocarpa, por debajo de los límites habituales de altitud. Esta tendencia regenerativa se ve favorecida por exposiciones al norte y por altitudes laterales elevadas.
La propagación se produce por semilla.
La siembra debe llevarse a cabo en áreas con un clima adecuado al final del invierno en un smenzaio sin calefacción. La estratificación en frío de un mes ayuda a la germinación. Después de la germinación, se recomienda sombrear ligeramente las plántulas jóvenes.
Cuando las plántulas hayan alcanzado el tamaño manejable, deben colocarse en macetas individuales.
El trasplante, incluso si las plántulas han alcanzado unas pocas pulgadas de altura, se puede hacer en el verano, brindándoles un mantillo efectivo libre de malezas y preferiblemente protección invernal durante su primer año. De lo contrario, se recomienda cultivarlas en un invernadero sin calefacción durante su primer invierno y trasplantarlas a principios del verano del año siguiente. La semilla permanece viable durante 3 años.

Costumbres y tradiciones –
Larix lyallii parece haber sido descubierta por David Lyall entre 1858 y 1861.
Fue clasificado y descrito sistemáticamente por primera vez por el botánico italiano Filippo Parlatore el 3 de noviembre de 1863. John Bernhard Leiberg lo describió luego en 1900.
Para este alerce no se conocen subespecies, variedades o formas particulares: se supone que las restringidas tolerancias ambientales, el largo ciclo reproductivo y la restringida distribución geográfico-altitudinal pueden haber limitado las posibilidades de desarrollo de la variación genética.
Lo más probable es que sea una especie relicta, que una vez ocupó un área mucho más grande que la actual. A menor altura pierde competitividad en detrimento de otras coníferas debido al follaje caducifolio que no le permite realizar la fotosíntesis y el consiguiente crecimiento durante el período invernal.
El pequeño tamaño que alcanza en comparación con otras coníferas y las contiguas Larix occidentalis, la distribución limitada a un rango estrecho y el crecimiento en el límite superior de la vegetación arbórea no le otorgan importancia comercial a este alerce, teniendo además pobres cualidades tecnológicas debido a la frecuentes deformaciones de los tallos provocadas por los fuertes vientos que azotan las zonas de alta montaña donde crece. El desarrollo a altitudes tan elevadas y la extensión en zonas inaccesibles del continente americano han excluido de hecho hasta la fecha una ventaja económica para la explotación forestal de esta especie. El único uso posible (aficionado y secundario) de su madera bicolor, dura, pesada y duradera, es como combustible, pero discreto debido a la resina que contiene, que a la larga puede manchar de hollín la chimenea. El aumento anual de un bosque de alerces Larix lyallii se ha estimado en solo 0,7-1,4 m3/Ha en sitios con una productividad media alta. A pesar de ello, la madera tiene buenas cualidades como otros alerces y un aspecto agradable debido al color rosado del duramen y al blanco amarillento de la albura.
Larix lyallii es una conífera longeva, gracias al lento crecimiento que requiere el rígido entorno de alta montaña. El récord de longevidad pertenece a un espécimen descubierto en Kananaskis, Alberta, de 1917 años en 2012.
Desde un punto de vista ecológico es una planta que proporciona buen alimento y cobijo a muchas especies de aves y mamíferos.
Las semillas, la corteza y las agujas de Larix lyallii son una fuente importante de sustento, especialmente para las cabras, los ciervos, los osos pardos y las ardillas. Entre las aves, los Dendragapus son los que más aprovechan las semillas de alerce, que representan uno de los alimentos estivales más importantes para este género. Los bosques de alerces también actúan como línea divisoria de aguas para varias especies animales entre los ambientes montañosos y subalpinos y entre los ambientes subalpinos y superiores.

Método de preparación –
Larix lyallii es una conífera que no tiene especial interés, por lo dicho, por su madera, si no para usos muy limitados.
Tampoco hay usos o usos conocidos de alimentos o medicamentos.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– GBIF, la Facilidad Global de Información sobre Biodiversidad.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/212647765/original.jpg

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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