Veronica austriaca

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Veronica austriaca

La Veronica austriaca o Veronica d’Austria (Veronica austriaca L., 1759) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Plantaginales,
Famiglia Plantaginaceae,
Tribù Veroniceae,
Sottotribù Veroniciinae,
Genere Veronica,
Specie V. austriaca.
Sono sinonimi i termini:
– Veronica austriaca subsp. dentata (F.W.Schmidt) Watzl;
– Veronica austriaca var. prenja Beck;
– Veronica jacquinii var. neicefii Degen;
– Veronica orbiculata var. celakovskyana K.Malý;
– Veronica orbiculata var. hercegovinica K.Malý;
– Veronica orbiculata var. prenja (Beck) K.Malý;
– Veronica orientalis Wender.;
– Veronica polymorpha Schweigg.;
– Veronica polymorpha Willd. ex Schltdl., 1813;
– Veronica teucrium subsp. austriaca (L.) Arcang., 1882.
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie:
– Veronica austriaca subsp. austriaca ;
– Veronica austriaca subsp. jacquinii (Baumg.) Watzl.

Etimologia –
Il termine Veronica è di etimologia incerta; Linneo riprese il nome dai botanici del Cinque-Seicento, che a loro volta lo trassero dai nomi comuni, come il fr. véronique (1545); l’attestazione più antica sembra risalire a una farmacopea svizzera (XV sec.). La spiegazione più comune lega il nome alla leggenda della Veronica, ovvero della pia donna che durante la salita al Calvario pulì il volto di Cristo con un fazzoletto, sul quale rimase impressa la sua immagine (Veronica è sia il nome della donna, adattamento del gr. Berenice, sia la reliquia, per assonanza con vera icon, immagine vera); il legame sarebbe dato o dal periodo della fioritura di varie specie, intorno alla settimana santa, o dalle venature più scure della corolla che possono suggerire un volto. Meno frequente il collegamento con la mistica italiana Santa Veronica da Binasco (1445-1497). È stata proposta anche una derivazione da Betonica, sulla base di un passo di J. Bauhin (Veronica Foemina quibusdam, aliis Betonica), poco convincente sul piano linguistico. Genaust, con estrema riserva, avanza un possibile collegamento con l’alto tedesco wernickel, wernichel orzaiolo sulla base dell’uso di V. chamaedrys per curare le affezioni agli occhi.
L’epiteto specifico austriaca viene da austriaco, dell’Austria.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Veronica austriaca è una pianta originaria di un areale compreso tra Polonia, Croazia e Caucaso settentrionale e presente dall’ Europa all’ Asia occidentale.
In Italia si può incontrare solamente in alcune regioni settentrionali.

Descrizione –
La Veronica austriaca è una pianta erbacea, perenne, che cresce fino ad un’altezza di circa 90 cm e con radici secondarie che si formano da un rizoma.
Il fusto è eretto e presenta peli della lunghezza di circa 1 mm.
Le foglie sono disposte in modo opposto e sono sessili. La forma della lamina varia da lanceolata a lineare; ha contorno intero o seghettato (fino ad essere pennatosetto) debolmente revoluto e di colore è verde intenso. La superficie è ricoperta sparsamente da peli crespi oppure è subglabra. Le foglie del getto vegetativo terminale hanno delle forme lineari, intere o subintere con margini decisamente revoluti. Le foglie hanno dimensioni in larghezza di 3 – 15 mm, in lunghezza di 20 – 50 mm con peli della lunghezza di 0,1 – 0,8 mm.
Le infiorescenze sono dei racemi laterali, cioè inseriti alle ascelle di foglie normali (tipo C – vedi figura) e l’asse principale termina con un getto privo di fiori. Nell’infiorescenza sono presenti delle brattee a forma spatolata con bordi debolmente dentellati (quelle superiori sono più strette). I fiori sono posizionati all’ascella di una brattea. Le brattee sono disposte in modo alterno (a volte sono opposte). I fiori hanno dei pedicelli lunghi una o due volte la relativa brattea. Nell’infiorescenza non sono presenti ghiandole.
I fiori sono ermafroditi e tetraciclici (composti da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo), pentameri (calice e corolla divisi in cinque parti). I fiori presentano un calice campanulato, gamosepalo e più o meno attinomorfo; è diviso in 4 lacinie ben sviluppate, con forme da lineari a lineari-lanceolate. È presente una quinta lacinia superiore molto più piccola. La superficie del calice è subglabra o ricoperta da peli crespi. La corolla è gamopetala e debolmente zigomorfa con forme tubolari (il tubo è corto) e terminante in quattro larghi lobi da ovali a orbicolari e patenti (il lobo superiore è leggermente più grande – due lobi fusi insieme, quello inferiore è più stretto). La corolla è resupinata; i lobi sono appena embricati. Il colore della corolla è celeste intenso, con una larghezza di 9 – 14 mm. L’androceo presenta due stami (gli altri tre sono abortiti) leggermente più corti della corolla. I filamenti sono adnati alla corolla. Le antere hanno due teche più o meno separate, uguali con forme arrotondate. Il gineceo è bicarpellare (sincarpico – formato dall’unione di due carpelli connati). L’ovario (biloculare) è supero con forme ovoidi e compresso lateralmente. Gli ovuli per loculo sono da numerosi a pochi (1–2 per loculo), hanno un solo tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell’ovulo, ridotta a poche cellule). Lo stilo, filiforme con stigma capitato e ottuso, è breve e non sporge dalla insenatura della corolla. Il disco nettarifero è presente nella parte inferiore della corolla (sotto l’ovario). Lo stilo ha una lunghezza di circa 4 – 5 mm.
L’antesi è tra Maggio e Luglio.
Il frutto è una capsula divisa fino a metà in due lobi. La forma della capsula è da ovale a subrotonda, sono smarginate e sono lunghe più o meno come il calice. La deiscenza è loculicida tramite due valve. I semi sono pochi con dimensioni 0,5-2 x 0,7-2,6 mm..

Coltivazione –
La Veronica austriaca è una pianta perenne utilizzata, soprattutto in passato, per uso medicinale soprattutto nelle aree di origine.
Di questa pianta si riconoscono, come detto, due sottospecie e sono state ottenute delle cultivar per fini ornamentali.
Questa pianta può essere coltivata in suoli di vario tipo, purché abbastanza porosi e drenati, con esposizione prevalentemente soleggiata e nei biomi temperati.
Può essere coltivata per il suo aspetto estetico anche in giardini rocciosi e per avere un buon risultato deve essere piantata con una densità di 8 piantine al m2.
È facile da coltivare, richiede pochissime cure ed è abbastanza priva di parassiti e malattie.
La propagazione avviene per seme con semina primaverile.
Si può propagare anche per divisione nel periodo di tarda primavera.

Usi e Tradizioni –
La Veronica austriaca è una pianta che si incontra in areali. È una pianta che un tempo veniva impiegata come altre piante del suo genere per uso medicinale.
Oggi trova per lo più impiego come pianta ornamentale, utilizzata sia per siepi fiorite ed anche per giardini rocciosi in quanto le vistose infiorescenze composte da eleganti fiori blu aggiungono un tocco di colore al paesaggio; inoltre la pianta mantiene un portamento ordinato e verticale per tutta la stagione di crescita.
Inoltre viene coltivata anche per contenitori e vasi e i fiori recisi durano a lungo nei bouquet.
In campo medicinale si usano le radici e le foglie che sono alterative, aperitive e diuretiche.
È una pianta con un buon contenuto in vitamina C.

Modalità di Preparazione –
Della Veronica austriaca se ne faceva un suo medicinale soprattutto nei tempi passati e relativamente alle aree di origine secondo le tradizioni della medicina popolare locale.
Di questa pianta si utilizzano le radici e le foglie per preparare infusi e decotti.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://observation.org/photos/50532821.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Veronica austriaca

The broadleaf speedwell or large speedwell, Austrian speedwell, saw-leaved speedwell (Veronica austriaca L., 1759) is a herbaceous species belonging to the Plantaginaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Spermatophyta superdivision,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Asteridae,
Plantaginales Order,
Plantaginaceae family,
Veroniceae tribe,
Veroniciinae sub-tribe,
Genus Veronica,
Species V. austriaca.
The terms are synonymous:
– Veronica austriaca subsp. dentata (F.W.Schmidt) Watzl;
– Veronica austriaca var. prenja Beck;
– Veronica jacquinii var. neicefii Degen;
– Veronica orbiculata var. celakovskyana K.Malý;
– Veronica orbiculata var. hercegovinica K.Malý;
– Veronica orbiculata var. prenja (Beck) K.Malý;
– Veronica orientalis Wender.;
– Veronica polymorpha Schweigg.;
– Veronica polymorpha Willd. ex Schltdl., 1813;
– Veronica teucrium subsp. austriaca (L.) Arcang., 1882.
Within this species, the following subspecies are recognized:
– Veronica austriaca subsp. austriaca;
– Veronica austriaca subsp. jacquinii (Baumg.) Watzl.

Etymology –
The term Veronica is of uncertain etymology; Linnaeus took its name from the botanists of the sixteenth and seventeenth centuries, who in turn took it from common names, such as fr. véronique (1545); the oldest attestation seems to date back to a Swiss pharmacopoeia (15th century). The most common explanation links the name to the legend of Veronica, that is the pious woman who, during the ascent to Calvary, cleaned the face of Christ with a handkerchief, on which her image remained imprinted (Veronica is both the name of the woman, adaptation of the gr . Berenice, both the relic, by assonance with true icon, true image); the link would be given either by the flowering period of various species, around Holy Week, or by the darker veins of the corolla that may suggest a face. The connection with the Italian mystic Santa Veronica da Binasco (1445-1497) is less frequent. A derivation from Betonica has also been proposed, based on a passage by J. Bauhin (Veronica Foemina quibusdam, aliis Betonica), not very convincing on a linguistic level. Genaust, with extreme reserve, puts forward a possible connection with the High German wernickel, wernichel sty based on the use of V. chamaedrys to treat eye diseases.
The specific Austrian epithet comes from Austrian, from Austria.

Geographic Distribution and Habitat –
Veronica austriaca is a plant native to an area between Poland, Croatia and the North Caucasus and present from Europe to Western Asia.
In Italy it can only be found in some northern regions.

Description –
Veronica austriaca is a herbaceous, perennial plant that grows to a height of about 90 cm and with secondary roots that are formed from a rhizome.
The stem is erect and has hair about 1 mm long.
The leaves are arranged opposite and are sessile. The shape of the lamina varies from lanceolate to linear; it has an entire or serrated outline (up to being pinnatoset) slightly revolute and of an intense green color. The surface is sparsely covered with frizzy hair or is subglabrous. The leaves of the terminal vegetative jet have linear forms, whole or sub-integer with decidedly revolute margins. The leaves have dimensions in width of 3 – 15 mm, in length of 20 – 50 mm with hairs of the length of 0,1 – 0,8 mm.
The inflorescences are lateral racemes, that is inserted into the axils of normal leaves (type C – see figure) and the main axis ends with a jet without flowers. In the inflorescence there are spatulate-shaped bracts with weakly serrated edges (the upper ones are narrower). The flowers are positioned at the armpit of a bract. The bracts are arranged alternately (sometimes they are opposite). The flowers have pedicels once or twice the relative bract. There are no glands in the inflorescence.
The flowers are hermaphrodite and tetracyclic (composed of 4 whorls: calyx – corolla – androceum – gynoecium), pentamers (calyx and corolla divided into five parts). The flowers have a campanulate, gamosepal and more or less actinomorphic calyx; it is divided into 4 well-developed laciniae, with linear to linear-lanceolate shapes. There is a much smaller fifth superior lacinia. The surface of the glass is subglabrous or covered with frizzy hairs. The corolla is gamopetal and weakly zygomorphic with tubular shapes (the tube is short) and ending in four large oval to orbicular and patent lobes (the upper lobe is slightly larger – two lobes fused together, the lower one is narrower). The corolla is resupinated; the lobes are just imbricated. The color of the corolla is deep blue, with a width of 9 – 14 mm. The androecium has two stamens (the other three are aborted) slightly shorter than the corolla. The filaments are adnated to the corolla. The anthers have two more or less separate cases, equal with rounded shapes. The gynoecium is bicarpal (syncarpal – formed by the union of two connate carpels). The ovary (bilocular) is superior with ovoid shapes and compressed laterally. The ovules per niche are from numerous to few (1–2 per niche), have only one integument and are tenuinucellated (with the nocella, the primordial stage of the ovum, reduced to a few cells). The stylus, filiform with capitate and obtuse stigma, is short and does not protrude from the inlet of the corolla. The nectar disc is present in the lower part of the corolla (under the ovary). The stylus has a length of approximately 4 – 5 mm.
The antesis is between May and July.
The fruit is a capsule divided up to half in two lobes. The shape of the capsule is from oval to subrotonda, they are fringed and are more or less long like the glass. The dehiscence is loculicidal through two valves. The seeds are few with dimensions 0,5-2 x 0,7-2,6 mm ..

Cultivation –
Veronica austriaca is a perennial plant used, especially in the past, for medicinal use especially in the areas of origin.
As mentioned, two subspecies of this plant are recognized and cultivars have been obtained for ornamental purposes.
This plant can be grown in various types of soils, as long as they are quite porous and drained, with mainly sunny exposure and in temperate biomes.
Due to its aesthetic appearance, it can also be grown in rock gardens and to have a good result it must be planted with a density of 8 plants per m2.
It is easy to grow, requires very little care, and is fairly free of pests and diseases.
Propagation occurs by seed with spring sowing.
It can also propagate by division in the late spring period.

Customs and Traditions –
Veronica austriaca is a plant that is encountered in areas. It is a plant that was once used like other plants of its kind for medicinal use.
Today it is mostly used as an ornamental plant, used both for flowering hedges and also for rock gardens as the showy inflorescences composed of elegant blue flowers add a touch of color to the landscape; moreover, the plant maintains an orderly and vertical posture throughout the growing season.
It is also grown for containers and vases and cut flowers last a long time in bouquets.
In the medicinal field, the roots and leaves are used which are alterative, aperitif and diuretic.
It is a plant with a good content of vitamin C.

Preparation Method –
Veronica austriaca was used as a medicine especially in the past and relatively to the areas of origin according to the traditions of local folk medicine.
The roots and leaves of this plant are used to prepare infusions and decoctions.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://observation.org/photos/50532821.jpg

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Veronica austriaca

Veronica austriaca o Verónica de Austria (Veronica austriaca L., 1759) es una especie herbácea perteneciente a la familia Plantaginaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
subarigno traqueobionta,
superdivisión de espermatofitas,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
Subclase Asteridae,
orden plantaginal,
familia de las plantagináceas,
tribu Veroniceae,
Subtribu Veroniciinae,
Género Verónica,
Especie V. austriaca.
Los términos son sinónimos:
– Veronica austriaca subsp. dentata (F.W.Schmidt) Watzl;
– Veronica austriaca var. prenja Beck;
– Veronica jacquinii var. neicefii Degen;
– Veronica orbiculata var. celakovskyana K.Malý;
– Veronica orbiculata var. hercegovinica K.Malý;
– Veronica orbiculata var. prenja (Beck) K.Malý;
– Veronica orientalis Wender.;
– Veronica polymorpha Schweigg.;
– Veronica polymorpha Willd. ex Schltdl., 1813;
– Veronica teucrium subsp. austriaca (L.) Arcang., 1882.
Dentro de esta especie se reconocen las siguientes subespecies:
– Veronica austriaca subsp. austriaca;
– Veronica austriaca subsp. jacquinii (Baumg.) Watzl.

Etimología –
El término Verónica es de etimología incierta; Linneo tomó su nombre de los botánicos de los siglos XVI y XVII, quienes a su vez lo tomaron de nombres comunes, como fr. véronique (1545); la atestación más antigua parece remontarse a una farmacopea suiza (siglo XV). La explicación más común vincula el nombre a la leyenda de Verónica, que es la mujer piadosa que, durante la subida al Calvario, limpió el rostro de Cristo con un pañuelo, en el que quedó impresa su imagen (Verónica es a la vez el nombre de la mujer , adaptación del gr. Berenice, tanto la reliquia, por asonancia con verdadero icono, verdadera imagen); el vínculo vendría dado bien por la época de floración de varias especies, en torno a la Semana Santa, bien por las nervaduras más oscuras de la corola que pueden sugerir un rostro. La conexión con la mística italiana Santa Veronica da Binasco (1445-1497) es menos frecuente. También se ha propuesto una derivación de Betonica, basada en un pasaje de J. Bauhin (Veronica Foemina quibusdam, aliis Betonica), poco convincente a nivel lingüístico. Genaust, con extrema reserva, plantea una posible conexión con el alto alemán wernickel, wernichel sty basado en el uso de V. chamaedrys para tratar enfermedades oculares.
El epíteto austriaco específico proviene de austriaco, de Austria.

Distribución Geográfica y Hábitat –
Veronica austriaca es una planta originaria de un área entre Polonia, Croacia y el norte del Cáucaso y presente desde Europa hasta Asia occidental.
En Italia solo se puede encontrar en algunas regiones del norte.

Descripción –
Veronica austriaca es una planta herbácea, perenne, que crece hasta una altura de unos 90 cm y con raíces secundarias que se forman a partir de un rizoma.
El tallo es erecto y tiene pelos de aproximadamente 1 mm de largo.
Las hojas están dispuestas opuestas y son sésiles. La forma de la lámina varía de lanceolada a lineal; tiene el contorno entero o aserrado (hasta pinnatoset) ligeramente revoluta y de color verde intenso. La superficie está escasamente cubierta de pelo encrespado o es subglabra. Las hojas del chorro vegetativo terminal tienen formas lineales, enteras o subenteras con márgenes decididamente revolutos. Las hojas tienen dimensiones de ancho de 3 – 15 mm, de largo de 20 – 50 mm con pelos de largo de 0,1 – 0,8 mm.
Las inflorescencias son racimos laterales, que se insertan en las axilas de las hojas normales (tipo C – ver figura) y el eje principal termina con un chorro sin flores. En la inflorescencia hay brácteas en forma de espátula con bordes débilmente aserrados (las superiores son más estrechas). Las flores se colocan en la axila de una bráctea. Las brácteas están dispuestas alternativamente (a veces son opuestas). Las flores tienen pedicelos una o dos veces la bráctea relativa. No hay glándulas en la inflorescencia.
Las flores son hermafroditas y tetracíclicas (compuestas por 4 verticilos: cáliz – corola – androceo – gineceo), pentámeros (cáliz y corola divididos en cinco partes). Las flores tienen un cáliz campanulado, gamosepal y más o menos actinomorfo; se divide en 4 lacinias bien desarrolladas, con formas lineales a linear-lanceoladas. Hay una quinta lacinia superior mucho más pequeña. La superficie del vidrio es subglabra o está cubierta de pelos encrespados. La corola es gamopétala y débilmente zigomorfa con formas tubulares (el tubo es corto) y termina en cuatro grandes lóbulos ovalados a orbiculares y patentes (el lóbulo superior es ligeramente más grande – dos lóbulos fusionados, el inferior es más estrecho). La corola está resupinada; los lóbulos están simplemente imbricados. El color de la corola es azul profundo, con un ancho de 9 – 14 mm. El androceo tiene dos estambres (los otros tres son abortados) un poco más cortos que la corola. Los filamentos se adhieren a la corola. Las anteras tienen dos vainas más o menos separadas, iguales con formas redondeadas. El gineceo es bicarpiano (sincarpo – formado por la unión de dos carpelos connatos). El ovario (bilocular) es superior con formas ovoides y comprimido lateralmente. Los óvulos por nicho son de numerosos a pocos (1-2 por nicho), tienen un solo tegumento y están tenuinucelados (con la nocela, la etapa primordial del óvulo, reducida a unas pocas células). El lápiz, filiforme con estigma grande y obtuso, es corto y no sobresale de la entrada de la corola. El disco de néctar está presente en la parte inferior de la corola (debajo del ovario). El lápiz óptico tiene una longitud de aproximadamente 4 – 5 mm.
La antesis es entre mayo y julio.
El fruto es una cápsula dividida hasta la mitad en dos lóbulos. La forma de la cápsula es de ovalada a subtonda, están orladas y son más o menos largas como el vaso. La dehiscencia es loculicida a través de dos valvas. Las semillas son pocas con dimensiones 0,5-2 x 0,7-2,6 mm..

Cultivo –
Veronica austriaca es una planta perenne utilizada, sobre todo en el pasado, para uso medicinal sobre todo en las zonas de origen.
Como se mencionó, se reconocen dos subespecies de esta planta y se han obtenido cultivares con fines ornamentales.
Esta planta se puede cultivar en varios tipos de suelos, siempre que sean bastante porosos y drenados, con exposición mayoritariamente soleada y en biomas templados.
Por su aspecto estético, también se puede cultivar en jardines de rocas y para que tenga un buen resultado se debe plantar con una densidad de 8 plantas por m2.
Es fácil de cultivar, requiere muy pocos cuidados y está bastante libre de plagas y enfermedades.
La propagación se produce por semilla con siembra de primavera.
También puede propagarse por división a fines de la primavera.

Costumbres y tradiciones –
Veronica austriaca es una planta que se encuentra en las áreas. Es una planta que alguna vez fue utilizada como otras plantas de su tipo para uso medicinal.
Hoy en día se utiliza sobre todo como planta ornamental, tanto para setos de flores como para jardines rocosos ya que las llamativas inflorescencias compuestas de elegantes flores azules añaden un toque de color al paisaje; además, la planta mantiene una postura ordenada y vertical durante toda la temporada de crecimiento.
También se cultiva para macetas y jarrones y las flores cortadas duran mucho tiempo en ramos.
En el campo medicinal se utilizan las raíces y las hojas que son alterativas, aperitivas y diuréticas.
Es una planta con un buen contenido en vitamina C.

Método de preparación –
Veronica austriaca fue utilizada como medicina especialmente en el pasado y relativamente a las zonas de origen según las tradiciones de la medicina popular local.
Las raíces y hojas de esta planta se utilizan para preparar infusiones y decocciones.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– GBIF, la Facilidad Global de Información sobre Biodiversidad.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://observation.org/photos/50532821.jpg

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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