Tridax procumbens

Tridax procumbens

I Bottoni di cappotto (Tridax procumbens L., 1753) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Asterales,
Famiglia Asteraceae,
Genere Tridax,
Specie T. procumbens procumbens.
È basionimo il termine:
– Chrysanthemum procumbens (L.) Sessé & Moc., 1894.
All’interno di questa specie vengono riconosciute due varietà:
– Tridax procumbens var. canescens (Rich. ex Pers.) DC., 1836;
– Tridax procumbens var. ovatifolia B.L.Rob. & Greenm., 1896.

Etimologia –
Il termine Tridax proviene dal greco θριδαξ, -ακος thridax, -acos (derivato da τρέις tréis tre, e da δάκνω dácno mordere, lacerare) nome utilizzato da Teofrasto per una specie di lattuga: i flosculi ligulati del fiore terminano spesso con tre lacinie.
L’epiteto specifico procumbens viene da procumbo sdraiarsi, cadere a terra: che striscia sul terreno.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Tridax procumbens è una pianta è una specie di pianta originaria delle Americhe tropicali, ma è stata introdotto nelle regioni tropicali, subtropicali e temperate miti in tutto il mondo. Questa pianta è divenuta infestante in molti Paesi come in alcuni Stati degli USA.
Il suo habitat è quello dei luoghi soleggiati e asciutti, in particolare siti sabbiosi e rocciosi come bordi di strade, ferrovie, dune e luoghi incolti, ad altitudini fino a 1.000 metri.

Descrizione –
Il Tridax procumbens è una pianta erbacea perenne con steli striscianti lunghi fino a 75 cm che diventano eretti alle estremità. Gli steli producono nuove radici ai nodi fogliari.
Le foglie sono lanceolate, con margine ampiamente seghettato, opposte e di colore verde intenso, pelose-ghiandolari.
I fiori sono di colore bianco o giallo a forma di margherita con fiori a tre denti e brattee involucrali pelose; la corolla è regolare, tubolare, pentafida.
Il frutto è un achenio duro ricoperto di peli rigidi e con un pappo bianco piumato simile a un pennacchio a un’estremità. Il calice è rappresentato da squame o ridotto a pappo.
Questa pianta fiorisce e fruttifica praticamente tutto l’anno.

Coltivazione –
Il Tridax procumbens è una pianta che cresce allo stato spontaneo e divenuta invasiva in alcune aree dove è stata introdotta e che, talvolta, viene raccolta in natura per uso locale come alimento e medicinale.
Il contatto con questa pianta può talvolta causare irritazioni alla pelle.
È una pianta che si adatta particolarmente bene ai terreni a tessitura grossolana. Tende a divenire infestante e si diffonde liberamente grazie ai suoi fusti striscianti e alla prolifica produzione di semi che vengono dispersi dal vento.
La pianta produce molti acheni, fino a 1500 per pianta, e ogni achenio può trasportato dal vento a una certa distanza. Questa pianta può essere infatti trovata in campi, prati, terreni coltivati, aree disturbate, prati e bordi delle strade in aree con climi tropicali o semitropicali.
La propagazione avviene sia per seme, che per divisione.

Usi e Tradizioni –
Il Tridax procumbens è una pianta conosciuta con diversi nomi in funzione della zone dove cresce in natura o dove si è diffusa.
I suoi nomi comuni sono coatbuttons e tridax daisy in inglese, jayanthi(ಜಯoತಿ) in kannada, cadillo chisaca in spagnolo, herbe caille in francese, jayanti veda (जयंती वेद) e “Avanti” in sanscrito, “Ghajadvu” in gujarati ” Kumminnippacha “, (കുമ്മിനിന്നിപാച്ച)” kurikootticheera “, (കുറികോട്ടിച്ചിചിറ)” muriyampachila “(മുരിയമ്പാചില),” odiyancheera “, (ഒഡിയൻചിറ)” railpoochedi, (റൈലാപൂച്ചെഡി) “sanipoovu”, (ഷാനിപോവ്) “thelkuthi”, (തെക്കുത്തി) “Chiravanakku” , (ചിരവനാക്ക്) in Malayalam, Bikhalyakarani in Assamese, Ghamra in Hindi, Tridhara (ত্রিধারা) in bengalese, Bishalya Karani (ବିଶଲ୍ୟକରଣୀ) in Oriya, Kambarmodi, Jakhamjudi e Tantani (कंबरमोडी, जखमजुडी & टनटनी) in Marathi, Gayaaku (గాయపాకు) & gaddi chemanthi (గడ్డి చామంతి) & balapaaku (బలపాకు) in Telugu, vettukaaya poondu o thatha poo o kinatruppasan (கிணற்றுப்பாசான்) in Tamil, Ghaburi (ઘાબુરી) in Gujarati, kotobukigiku in Giapponese e tīn túkkæ (ตีนตุ๊กแก; ‘gecko feet’) in tailandese. In urdu è conosciuta come zagh mai hayat.
Questa pianta è stata utilizzata tradizionalmente in India per la guarigione delle ferite e come anticoagulante, antimicotica e repellente per insetti. È usata anche nel trattamento per foruncoli, vesciche e tagli dai guaritori locali in alcune parti dell’India.
Questa pianta contiene alcuni principi attivi tra cui: la procumbenetina, che è stata isolata dalle parti aeree. Altri composti chimici isolati dalla pianta sono esteri alchilici, steroli, triterpeni pentaciclici, acidi grassi e polisaccaridi. Sono stati trovati diversi composti chimici attivi principali. Ma le conoscenze tossicologiche sono scarse e, su questa pianta, sono necessari ulteriori approfondimenti e ricerche.
Tra gli usi commestibili ricordiamo che le foglie di questa pianta possono essere consumate cotte, come verdura.
In campo medicinale le foglie sono antisettiche, emostatiche e antiparassitarie e vengono usate come trattamento contro il catarro bronchiale, la dissenteria e la diarrea.
La polvere delle foglie, combinata con quella di Cicer arietium in rapporto 2:1, viene assunta per via orale per curare il diabete.
Una pasta fine delle foglie viene applicata esternamente per ridurre il gonfiore delle emorroidi e fermare l’emorragia.
La linfa fogliare viene applicata localmente su piaghe e ulcere.
Tra gli altri usi si ricordano quelli agroforestali: la pianta è stata proposta come coltura di copertura, ma il suo effettivo utilizzo e valore sono discutibili.
Tra gli altri usi si riporta che il succo fogliare possiede proprietà insetticide e parassiticide.
Il fumo prodotto dalla combustione della pianta viene utilizzato per respingere le zanzare.
Le foglie sono usate come ricostituente per capelli.

Modalità di Preparazione –
Il Tridax procumbens è una pianta che trova impiego soprattutto in campo alimentare e medicinale.
Le foglie possono essere consumate cotte, come verdura.
In campo medicinale si utilizzano le foglie e la loro polvere che combinata con quella di Cicer arietium in rapporto 2:1, viene assunta per via orale, per il diabete.
Si prepara anche una pasta ottenuta dalle fogli per applicazioni esterne.
La linfa fogliare viene applicata localmente su piaghe e ulcere.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://tropical.theferns.info/plantimages/0/a/0aac51a4092769c897f0e28207af9600d8469561.jpg
http://sweetgum.nybg.org/science/world-flora/monographs-details/?irn=22431

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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