Tuta absoluta

Tuta absoluta

La tignola del pomodoro o fillominatrice del pomodoro (Tuta absoluta Meyrick, 1917) è un lepidottero appartenente alla famiglia dei Gelechiidae.

Sistematica-
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Sottoregno Eumetazoa,
Superphylum Protostomia,
Phylum Arthropoda,
Subphylum Tracheata,
Superclasse Hexapoda,
Classe Insecta,
Sottoclasse Pterygota,
Coorte Endopterygota,
Superordine Oligoneoptera,
Sezione Panorpoidea,
Ordine Lepidoptera,
Sottordine Glossata,
Infraordine Heteroneura,
Divisione Ditrysia,
Superfamiglia Gelechioidea,
Famiglia Gelechiidae,
Sottofamiglia Dichomeridinae,
Tribù Gnorimoschemini,
Genere Tuta,
Specie T. absoluta.
Sono sinonimi i termini:
– Scrobipalpuloides absoluta (Povolný, 1987);
– Scrobipalpula absoluta  (Povolný, 1964; Becker, 1984);
– Gnorimoschema absoluta (Clarke, 1962);
– Phthorimaea absoluta Meyrick, 1917.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Tuta absoluta è un lepidottero originario dell’America del sud e diffuso in Europa, Africa, Asia occidentale e America meridionale e centrale.
Questo insetto fu descritto, originariamente, nel 1917 da Edward Meyrick come Phthorimaea absoluta, sulla base di individui raccolti da Huancayo (Perù); successivamente, il parassita fu segnalato come Gnorimoschema absoluta e come Scrobipalpula absoluta (Povolný) o, ancora, come Scrobipalpuloides absoluta (Povolný). Solo nel 1994 fu descritto come Tuta da Povolný.
L’habitat di questo insetto è quello delle aree temperate e calde dove crescono allo stato spontaneo o coltivato piante di: patata, melanzana, pomodoro, peperone e tabacco ma anche altre come: Datura stramonium, Lycium chilense e Solanum nigrum. Infine è stata trovata anche su piante diverse dalle solanacee come: Amaranthaceae, Convolvulaceae, Fabaceae e Malvaceae.
In queste piante, soprattutto nei sistemi intensivi e per coltivazioni commerciali come nel pomodoro può essere un grave parassita con le larve che causano una perdita fino al 100% se non efficacemente controllate.

Morfologia –
La Tignola del pomodoro è un lepidottero, i cui adulti sono lunghi circa 5-7 mm ed hanno un apertura alare di 9-11 mm, con ali anteriori di colore grigio argenteo con strie scure e ali posteriori grigie e con antenne filiformi e anellate,
Le larve sono di colore variabile da giallo chiaro a grigio scuro, con il capo marrone. Le larve di ultima età sono verdi o rosate.
Le pupe, che hanno una lunghezza di 5–6 millimetri sono di forma cilindrica e verdastre, quando appena formate, e diventano di colore più scuro man mano che si avvicinano all’emergenza dell’adulto.
Le uova sono gialle.

Attitudine e Ciclo biologico –
Le larve di Tuta absoluta si nutrono voracemente, tra le altre, di piante di pomodoro, producendo grandi gallerie nelle foglie, scavando negli steli e consumando le gemme apicali e i frutti verdi e maturi.
Il suo ciclo vitale comprende quattro stadi di sviluppo: uovo, larva, pupa e adulto che si succedono in un periodo, in funzione delle condizioni climatiche, variabile da 26 a 75 giorni.
Gli adulti di solito depongono le uova sul lato inferiore delle foglie o degli steli e, in misura minore, sui frutti.
Ogni femmina depone circa 250 uova durante la sua vita. La larva si impupa sul suolo e più raramente nelle mine sulle foglie.
Dopo la schiusa, le giovani larve penetrano nelle foglie, nei frutti aerei (come il pomodoro) o negli steli, nei quali si nutrono e si sviluppano.
Il parassita presenta abitudini prevalentemente notturne, e gli adulti rimangono solitamente nascosti durante il giorno, mostrando una maggiore attività mattutino-crepuscolare con gli adulti che si disperdono volando tra le colture.
Le larve, inoltre, non vanno in diapausa e sono pertanto presenti per tutto l’anno compiendo 10-12 generazioni. Il ciclo biologico è influenzato nella sua durata, come detto, dalla temperatura (15°- 30° rispettivamente) (ottimale quella di 27°C).
La specie più attaccata sembra essere quella del pomodoro.
Le gallerie scavate dalle larve possono in seguito essere invase da altri patogeni secondari. La presenza di gallerie nello stelo determina un’alterazione dello sviluppo dell’intera pianta. Sulle foglie la parte interessata è il solo mesofillo e non l’epidermide che rimane intatta. Le foglie minate assumono un aspetto trasparente. Il fitofago predilige le gemme apicali, i fiori e i frutti. Colpisce sola la parte epigea della pianta. Determina sia danni diretti che danni indiretti. Danneggia tutti gli organi epigei con una predilezione per le foglie e gli steli. La riduzione della produzione può arrivare anche al 70-100%.

Ruolo Ecologico –
La Tuta absoluta è stata riscontrata per la prima volta come un parassita del pomodoro in molti paesi del Sud America (e Isola di Pasqua); successivamente è stata trovata in coltivazioni in Europa. Tuttavia, l’UE non lo ha elencato come organismo nocivo da ispezione o da quarantena, e questo probabilmente ha contribuito alla sua diffusioneed alla sua difficoltà di controllo.
Nel 2006 è stato identificato in Spagna e l’anno successivo è stato rilevato in Francia, Italia, Grecia, Malta, Algeria e Libia. Nel 2008 fu trovato in Marocco e a partire dal 2009, vedendo il livello di pericolosità in Europa, l’Organizzazione nordamericana per la protezione delle piante, gli Stati Uniti, la California, la Florida, il Canada e l’Australia hanno iniziato le ispezioni e la preparazione per le quarantene.
Nel 2009 è arrivato anche in Turchia e, successivamente la diffusione della T. absoluta è proseguita verso est per raggiungere Siria, Libano, Giordania, Israele, Iraq e Iran. Ulteriori avanzamenti verso sud raggiunsero l’Arabia Saudita, lo Yemen, l’Oman e il resto degli stati del Golfo Persico. In Africa, T. absoluta si è spostata poi dall’Egitto per raggiungere il Sudan, il Sud del Sudan e l’Etiopia da est e per raggiungere il Senegal da ovest. È stata segnalata in Nigeria e Zambia e in Sud Africa nel 2016.
Pare che nel 2017 abbia raggiunto l’India e l’Himalaya, anche se non confermato, ma forse anche Pakistan e Tagikistan ed in altri territori con relativi danni alle coltivazioni.
Attualmente esiste un alto rischio di un’ulteriore espansione del suo areale anche determinato, probabilmente, dai cambiamenti climatici.
Per quanto riguarda gli interventi contro questo lepidottero si ricorda che alcune popolazioni di T. absoluta hanno sviluppato resistenza ai pesticidi fosforganici e ai piretroidi.
Alcuni composti più recenti come spinosad, ed altri, tra cui quelli a base di Bacillus thuringiensis hanno dimostrato una certa efficacia nel controllare i focolai europei di questa falena.
Tra l’altro con l’aumento del costo degli insetticidi il controllo di questo insetto è divenuto ancora più problematico e, spesso, antieconomico.
Al momento si stanno sperimentando diversi principi attivi ma si ritiene che il controllo più efficace contro questo insetto sia da ricercare nell’applicazione di tecniche agro ecologiche, con introduzione di varietà autoctone più resistenti, diminuzione delle specializzazioni colturali, maggiore uso delle consociazioni e delle rotazioni.
Inoltre gli esperimenti hanno rivelato alcuni promettenti agenti di controllo biologico tra cui Nabis pseudoferus, Bacillus thuringiensis e Beauveria bassiana; inoltre la consociazione con Fagopyrum esculentum contribuisce ad aumentare la presenza della popolazione del parassitoide Necremnus tutae.
Infine tra i controlli chimici relativamente naturali si ricordano il limonene e il borace.
Altresì l’uso combinato di feromoni e di una specifica frequenza della luce si sono rivelati efficace nel sopprimere la popolazione di T. absoluta e nel mantenerla entro la soglia economica.
Anche l’uso di trappole elettriche per zanzare dà buoni risultati.
Tra i mezzi fisici e agronomici utili alla difesa contro la Tuta absoluta in serra figurano anzitutto l’impianto di materiale indenne e la protezione della serra con reti anti-insetto e doppia porta, per ostacolare le reinfestazioni di adulti dall’esterno. L’impiego di trappole a feromoni per monitorare le catture di Tignola e di trappole per la cattura massale degli adulti sono ugualmente importanti. Infine è essenziale distruggere i residui colturali infestati e lasciar passare almeno sei settimane prima del successivo reimpianto.
Attualmente non esiste una soluzione assoluta per questo lepidottero, già ben adattato e particolarmente resistente, come detto, ai comuni fitofarmaci.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Pollini A., 2002. Manuale di entomologia applicata. Edagricole, Bologna.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.
Fonte foto:
https://static.inaturalist.org/photos/30346691/original.jpg



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