Beryx splendens

Beryx splendens

Il berice splendente o berice rosso (Beryx splendens R. T. Lowe, 1834) è un pesce appartenente alla famiglia dei Berycidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Phylum Chordata,
Classe Actinopterygii,
Ordine Beryciformes,
Famiglia Berycidae,
Genere Beryx,
Specie B. splendens.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Beryx splendens è una specie diffusa in tutti i mari temperati e tropicali. Nell’Oceano Atlantico dal Golfo di Maine al Golfo del Messico, dall’Islanda, alle Isole Britanniche e alla Norvegia, dalle coste delle isole Canarie e delle Azzorre fino al Sud Africa. Nell’Oceano Indo-Pacifico dall’Africa orientale, al Giappone, alle Hawaii, all’Australia e alla Nuova Zelanda. Non è presente nel Pacifico nord-orientale mentre è segnalato nel Mediterraneo e nello Stretto di Messina.
Il suo habitat è quello delle profondità comprese tra 25 e 1.250 metri, solitamente tra 400 e 600 metri, su substrati rocciosi o roccioso-sabbiosi, ma può scendere ad oltre 1200 m. Probabilmente di notte si sposta di più dal fondo e spesso si trova sopra rilievi sottomarini, dove forma banchi da 10 a 50 m.

Descrizione –
Il Beryx splendens è un pesce osseo dal corpo ovaliforme e compresso, di altezza moderata, contenuta 2,4-2,8 volte la lunghezza standard, e uguale o poco più grande della lunghezza della testa, e con una lunghezza massima complessiva di 60 cm ma più comunemente 35-40 cm ed un peso massimo intorno ai 4 Kg.
Le scaglie sono ctenoidi, con un piccolo cuscinetto carnoso nella parte libera, e coprono il corpo e le guance; si estendono anche alle basi delle pinne dorsale e anale. Lungo la linea laterale, la quale si estende sulla pinna caudale, vi sono 74-80 scaglie.
Gli occhi sono molto grandi e il loro diametro entra 2,5 nella lunghezza della testa. Al di sopra dei margini superiori degli occhi, nello spazio interorbitale anteriore, presente una cavità riempita di un liquido bianco, trasparente e viscido. Sul muso si trovano una piccola spina, che diventa meno evidente nei grandi esemplari.
La bocca è larga e obliqua, con mandibola prominente e parte posteriore larga che supera leggermente la verticale passante al centro dell’occhio. I denti sono in serie villiformi su entrambe le mascelle.
Presenta 25-28 branchiospine sul primo arco branchiale. Il margine inferiore dell’opercolo è finemente seghettato.
La pinna dorsale ha origine al centro del corpo ed ha 4 spine di lunghezza crescente e 13-15 raggi molli; non è incavata e dopo le spine degrada progressivamente fino alla fine; nei giovani il secondo raggio può essere molto allungato.
La pinna anale ha origine subito dietro la verticale passante dalla fine della pinna dorsale; è molto lunga ed ha 4 spine e 25-30 raggi molli.
Le pinne pelviche hanno 1 spina e 9-11 raggi molli; quando sono reclinate non raggiungono l’inizio della pinne anale.
Le pinne pettorali hanno 16-18 raggi (note pinne pettorali con 1 spina dorsale e 17 raggi molli).
Ha, infine, 24 vertebre.

Biologia –
Il Beryx splendens è una specie ovipara che depone le uova in ammassi pelagici ed anche le larve e i giovani esemplari hanno una vita pelagica.
La deposizione delle uova avviene da 10 a 12 volte a intervalli di circa 4 giorni durante la stagione riproduttiva.
Nel primo anno di età si accresce rapidamente, raggiungendo il 50% della lunghezza totale. Raggiunge all’incirca il peso di 4 kg e l’età di 23 anni.

Ruolo Ecologico –
Il Beryx splendens è un pesce conosciuto in varie parti del mondo, anche per il suo interesse alimentare ed è noto come kinmedai (金目鯛) o “dentino d’oro” nel sushi e nella cucina giapponese.
È un pesce bentopelagico gregario che vive vicino al fondo che pobabilmente di notte si sposta di più dal fondo e spesso si trova in forma di banchi di 10 – 50 m.
Si alimenta di pesci, crostacei e cefalopodi e viene catturato tutto l’anno a 800 m di profondità con palangresi verticali e bolentini.
Questo pesce assume importanza commerciale in molti paesi (Madeira, Giappone, Nuova Caledonia, ecc.), dove viene consumato per lo più fresco (ma anche congelato) ed è rinomato per l’eccellenza delle carni, cucinate al vapore, fritte, alla griglia, bollite, al microonde e al forno.
Servito nei tradizionali ristoranti di sushi di Edomae, questo pesce viene solitamente stagionato da 2 a 3 giorni dopo essere stato spedito utilizzando la tecnica ikejime. La stagionatura permette agli enzimi naturali del pesce di scomporre le proteine della carne, aumentando il sapore e la consistenza del pesce. Di solito viene servito con la pelle leggermente bruciata, grigliata sotto una griglia a carbone o leggermente sbollentata usando una tecnica chiamata Kawasimozukuri (かわしもずくり/皮霜造り).

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Louisy P., 2016. Guida all’identificazione dei pesci marini d’Europa e del Mediterraneo. Il Castello Editore, Milano.
– Nikiforos G., 2008. Fauna del Mediterraneo. Giunti Editore, Firenze.
Fonte foto:
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