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Abies lasiocarpa

L’abete delle rocce (Abies lasiocarpa (Hook.) Nutt., 1849) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Pinaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Pinophyta,
Classe Pinopsida,
Ordine Pinales,
Famiglia Pinaceae,
Genere Abies,
Specie A. lasiocampa.
Sono sinonimi i termini:
– Abies balsamea f. compacta (Beissn.) B.Boivin;
– Abies grandis var. lasiocarpa (Hook.) Lavallée;
– Abies lasiocarpa f. compacta (Beissn.) Rehder;
– Abies lasiocarpa f. conica (Hornibr.) Rehder;
– Abies lasiocarpa var. conica Hornibr.;
– Pinus lasiocarpa f. compacta (Beissn.) Voss.
All’interno di questa specie vengono accettate alcune varietà che non trovano comunque concordi tutti i ricercatori; tra queste citiamo:
– A.lasiocarpa var. lasiocarpa, descritto da Mount Hood, presente nell’Oregon;
– A.lasiocarpa var. arizonica (Merriam) Lemmon, endemica delle zone montane di Arizona, Colorado e Nuovo Messico;
– A.lasiocarpa var. bifolia Eckenwalder 2009, presente in gran parte dell’interno del Nord America occidentale.

Etimologia –
Il termine Abies viene da Abies che è il nome classico latino (Virgilio, Egloghe, dalla radice sanscrita abh sgorgare della resina); secondo un’altra interpretazione deriverebbe dalla parola greca ἄβιος = longevo.
L’epiteto specifico lasiocarpa deriva dalle radici greche λαιοϛ = lanoso, pubescente e καρποϛ= frutto, riferendosi alla pubescenza tipica degli strobili.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’abete delle rocce è una conifera originaria dell’America settentrionale e distribuita in particolare sulle montagne dello Yukon, della Columbia Britannica e dell’Alberta occidentale, in Canada; mentre negli Stati Uniti è presente nel sud-est dell’Alaska, negli stati di Washington, Oregon, Idaho, nel Montana occidentale, in Wyoming, Utah, Colorado, Nuovo Messico, Arizona, nel nord-est del Nevada, e sulle Trinity Alps nella California nord-occidentale.
Il suo habitat è quello dei territori dal livello del mare ai 1.500 m di quota nella parte più settentrionale del suo vasto areale, dai 600 ai 3.500 m di quota nelle Montagne Rocciose e nella Catena delle Cascate; non ha particolari esigenze climatiche e di suoli, frequentando zone con precipitazioni annuali dai 600 ai 3.000 mm. Forma boschi sia esclusivi che misti, in combinazione con Tsuga mertensiana nel nord-ovest e con Picea engelmannii nelle Montagne Rocciose; la varietà Arizonica è comune anche in associazione con Pinus aristata e Pinus flexilis.

Descrizione –
L’ Abies lasiocarpa è un albero alto fino a 30 m ma che può arrivare in certi esemplari fino a 45 m.
Il tronco ha un diametro di 0,8 m, diritto e a portamento conico.
La corteccia è grigia e liscia da giovane ma diviene fessurata con l’età.
I rami principali sono dritti, rigidi, i secondari a coppie, opposti e disposti a spirale, di colore grigio verdastro o marrone chiaro; all’età di due anni la corteccia si spacca, rivelando la parte sottostante rosso-marrone. Le gemme variano dal marrone chiaro allo scuro e sono di forma rotondeggiante, con apice anch’esso arrotondato; Le perule che le rivestono sono corte, glabre, triangolari, con margine crenato o dentato.
Ha foglie aghiformi, di colore verde bluastro, lunghe fino a 3 cm, rivolte verso l’alto, con un odore pungente provocato dal ß-fellandrene, un terpene che fa parte della famiglia degli oli essenziali.
Gli strobili sono di color porpora scuro, sono cilindrici, lunghi fino a 12 cm e larghi fino a 4 cm, con scaglie di 1,5 cm, pubescenti; il polline emesso è color porpora. I semi, di colore marrone, sono lunghi circa 6 mm, con ali marrone chiaro di 1 cm. A germinazione, i cotiledoni sono 4-5.

Coltivazione –
L’Abies lasiocarpa è un albero sempreverde che cresce in un areale che varia dai siti montani costieri a quelli dell’entroterra. La neve che si accumula sui rami aiuta a proteggerli dal vento e dal caldo. Gli abeti in generale fungono da recinzione per la neve, portando alla creazione di prati attraverso un accumulo di umidità extra.
È una pianta molto tollerante all’ombra, ma molto vulnerabile al fuoco, di breve durata e a crescita lenta. Nonostante abbia un legno più debole di alcuni dei suoi associati al bosco, può sopravvivere grazie alla sua capacità di adattarsi e riprodursi tramite stratificazione in grappoli ad alta quota. La specie ha beneficiato della soppressione degli incendi negli ultimi anni.
Per la sua coltivazione si tenga conto che è una pianta che cresce nella zona temperata, ad altitudini fino alla regione subalpina. Il clima è ovunque freddo, ma umido nel nord-ovest del suo areale e secco nel sud. Le precipitazioni variano tra 500 e 3.000 mm all’anno.
In stato di dormienza tollera molto il freddo, ma la vegetazione primaverile è suscettibile ai danni del gelo. Sebbene sia molto resistente al freddo, nelle zone con inverni più miti diventa suscettibile ai danni degli afidi e delle gelate tardive.
Dal punto di vista pedologico preferisce un buon terreno umido ma non impregnato d’acqua e cresce bene in terreni argillosi pesanti. Preferisce, inoltre, condizioni leggermente acide fino a un pH di circa 5.
La pianta è molto tollerante all’ombra, soprattutto da giovane, ma la crescita è più lenta in presenza di ombra fitta ed è intollerante all’inquinamento atmosferico e preferisce crescere su un pendio esposto a nord.
Nella riproduzione le piantine dovrebbero essere piantate in pieno campo quando sono piuttosto piccole, tra i 30 ei 90 cm di altezza. Gli alberi più grandi attecchiscono con difficoltà ed hanno uno sviluppo stentato per alcuni anni, cosa che influisce negativamente anche sullo sviluppo delle radici e sulla resistenza al vento.
È una specie che si ibrida facilmente con altri membri del genere.
La propagazione avviene per seme e la semina va effettuata a fine inverno in serra o all’aperto all’inizio della primavera. La germinazione è spesso scarsa, di solito richiede circa 6 – 8 settimane. È consigliabile la tecnica della stratificazione per avere una germinazione più uniforme, per cui è meglio seminare il seme in un semenzaio non riscaldato non appena è maturo in autunno.
Il seme rimane vitale fino a 5 anni se ben conservato e le giovani piantine che si formano vanne poste, appena possibile, in singoli vasi, dove verranno fatte crescere per il primo inverno per poi trapiantarle in pieno campo.

Usi e Tradizioni –
L’ Abies lasiocampa è una conifera le cui foglie, se schiacciate, emanano un aroma balsamico.
Questa pianta ha anche usi commestibili e medicinali.
Le punte dei germogli sono usate come sostituto del tè mentre i coni possono essere macinati in polvere fine, poi mescolati con grasso e usati come confetteria. Si dice che sia una prelibatezza e un aiuto alla digestione.
La resina del tronco è usata come gomma da masticare e pare che curi l’alitosi.
Inoltre la corteccia interna viene spesso essiccata, macinata in polvere e quindi utilizzata con farine di cereali per fare il pane, ecc..
I semi, anche se troppo piccoli, sono generalmente oleosi dal sapore resinoso e possono essere consumati crudi o cotti.
In campo medicinale l’essudato gommoso che compare sulla corteccia è antisettico; questo può essere immerso in acqua fino a renderlo morbido e poi applicarlo sulle ferite.
Un infuso di resina è stato utilizzato come emetico per detergere gli interni.
La resina è stata anche masticata per curare l’alitosi.
Un decotto della corteccia è usato come tonico e nella cura del raffreddore e dell’influenza.
Un impiastro preparato con le foglie è stato usato per curare raffreddori e febbri toracici.
Inoltre, nella medicina tradizionale locale, si utilizzava un’infusione per curare la tosse con sangue, che può essere il primo segno di tubercolosi, e come lassativo.
Tra gli altri usi si ricorda che le giovani foglie e i ramoscelli profumati sono impiegati per respingere le tarme o vengono bruciati come incenso; venivano anche macinate in polvere e usate per fare un borotalco e profumi.
Dalla corteccia si ottiene una gomma che è antisettica e veniva masticata dagli indiani del Nord America per pulirsi i denti; inoltre veniva usata anche come mastice per tappare i buchi nelle canoe.
Si usa un infuso di foglie come tonico per capelli.
Le foglie possono anche essere messe nelle scarpe come deodorante per i piedi.
La legna è usata come combustibile e si dice che bruci a lungo ma non viene utilizzata a fini commerciali, se non localmente per piccoli lavori di falegnameria, principalmente a causa dell’inaccessibilità delle sue zone di crescita. A parte forse alcune cultivar quale la varietà arizonica, è una specie di scarsa importanza anche come ornamentale, anche se utilizzata in parchi e giardini, nonostante il suo aspetto giovanile da perfetto Albero di Natale, per la sua velocità di crescita molto lenta.
Il legno chiaro è considerato di scarsa qualità, ma a volte viene utilizzato per la pasta di legno, per scopi strutturali generali e per la fabbricazione della carta. Può anche essere utilizzato come bonsai e occasionalmente è stato piantato come albero da legno nel nord Europa.
Dal punto di vista ecologico è una pianta rifugio per molti animali, comprese le capre di montagna. La corteccia viene sfogliata dalla selvaggina e le sue foglie mangiate dai galli cedroni. Gli uccelli canori, il gallo cedrone di Richardson, gli scoiattoli di pino Cascade e altri mammiferi consumano i semi. Ospita funghi patogeni come la specie Delphinella balsameae.
L’ Abies lasiocampa è l’abete più diffuso, dopo Abies balsamea, in Nord America. La pianta è classificata come “Least Concern” nella Lista rossa IUCN delle specie minacciate (2013), questo anche perché, oltre ad avere un areale molto vasto, ha un’importanza bassa nello sfruttamento delle risorse forestali, a causa della relativa inaccessibilità delle zone frequentate, e dell’abbondanza di altre specie di conifere con qualità del legno equivalente.

Modalità di Preparazione –
L’ Abies lasiocampa è una conifera utilizzata soprattutto in passato dalle popolazioni locali, come detto, sia per uso alimentare che medicinale o altri impieghi mentre il legname veniva utilizzato soprattutto localmente.
Oltre alcuni usi alimentari descritti i nativi americani usavano le foglie come deodoranti e le bruciavano come incenso o vapore medicinale. La corteccia in polvere e altri componenti sono stati utilizzati nelle soluzioni per il trattamento del raffreddore. La resina veniva usata per medicare le ferite o masticata come gomma. I rami degli alberi venivano usati per la lettiera. Alcune tribù indiane dell’altopiano bevevano o si lavavano in un bollore di abete subalpino per purificarsi o per far crescere i capelli.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/149462316/original.jpeg
https://cdn.plantatlas.org/img/specimens/USF/141466.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Abies lasiocarpa

The subalpine fir or rocky mountain fir (Abies lasiocarpa (Hook.) Nutt., 1849) is an arboreal species belonging to the Pinaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Pinophyta Division,
Pinopsida class,
Order Pinales,
Pinaceae family,
Genus Abies,
A. lasiocampa species.
The terms are synonymous:
– Abies balsamea f. compacta (Beissn.) B.Boivin;
– Abies grandis var. lasiocarpa (Hook.) Lavallée;
– Abies lasiocarpa f. compacta (Beissn.) Rehder;
– Abies lasiocarpa f. conica (Hornibr.) Rehder;
– Abies lasiocarpa var. conica Hornibr.;
– Pinus lasiocarpa f. compacta (Beissn.) Voss.
Within this species, some varieties are accepted that do not, however, all researchers agree; among these we mention:
– A.lasiocarpa var. lasiocarpa, described by Mount Hood, present in Oregon;
– A.lasiocarpa var. arizonica (Merriam) Lemmon, endemic to the mountainous areas of Arizona, Colorado and New Mexico;
– A.lasiocarpa var. bifolia Eckenwalder 2009, present in much of the interior of western North America.

Etymology –
The term Abies comes from Abies which is the classical Latin name (Virgil, Egloghe, from the Sanskrit root abh gush of resin); according to another interpretation it would derive from the Greek word ἄβιος = long-lived.
The specific epithet lasiocarpa derives from the Greek roots λαιοϛ = woolly, pubescent and καρποϛ = fruit, referring to the typical pubescence of strobili.

Geographic Distribution and Habitat –
The subalpine fir is a conifer native to North America and distributed in particular in the mountains of the Yukon, British Columbia and western Alberta, in Canada; while in the United States it is present in south-eastern Alaska, in the states of Washington, Oregon, Idaho, western Montana, Wyoming, Utah, Colorado, New Mexico, Arizona, north-eastern Nevada, and the Trinity Alps in northwestern California.
Its habitat is that of the territories from sea level to 1,500 m of altitude in the northernmost part of its vast range, from 600 to 3,500 m of altitude in the Rocky Mountains and in the Chain of Cascades; it has no particular climatic and soil requirements, frequenting areas with annual rainfall ranging from 600 to 3,000 mm. It forms both exclusive and mixed woods, in combination with Tsuga mertensiana in the northwest and with Picea engelmannii in the Rocky Mountains; the Arizonica variety is also common in association with Pinus aristata and Pinus flexilis.

Description –
The Abies lasiocarpa is a tree up to 30 m high but which in some specimens can reach up to 45 m.
The trunk has a diameter of 0.8 m, straight and conical.
The bark is gray and smooth when young but becomes fissured with age.
The main branches are straight, rigid, the secondary ones in pairs, opposite and spirally arranged, of a greenish gray or light brown color; at the age of two the bark splits, revealing the red-brown underneath. The buds vary from light to dark brown and are round in shape, with a rounded apex too; The pearls that cover them are short, glabrous, triangular, with a crenate or toothed margin.
It has needle-like, bluish green leaves, up to 3 cm long, facing upwards, with a pungent odor caused by ß-fellandrene, a terpene that is part of the family of essential oils.
The strobili are dark purple in color, they are cylindrical, up to 12 cm long and up to 4 cm broad, with scales of 1.5 cm, pubescent; the pollen emitted is purple. The seeds, brown in color, are about 6 mm long, with 1 cm light brown wings. At germination, the cotyledons are 4-5.

Cultivation –
Abies lasiocarpa is an evergreen tree that grows in an area that varies from coastal mountain sites to those in the hinterland. The snow that accumulates on the branches helps protect them from the wind and heat. Fir trees in general act as a fence for snow, leading to the creation of lawns through an accumulation of extra moisture.
It is a very shade tolerant plant, but very vulnerable to fire, short lived and slow growing. Although it has a weaker wood than some of its associated with the wood, it can survive thanks to its ability to adapt and reproduce by layering in clusters at high altitudes. The species has benefited from the suppression of fires in recent years.
For its cultivation it should be taken into account that it is a plant that grows in the temperate zone, at altitudes up to the subalpine region. The climate is cold everywhere, but humid in the north-west of its range and dry in the south. Precipitation varies between 500 and 3,000 mm per year.
In a dormant state it tolerates the cold very well, but the spring vegetation is susceptible to frost damage. Although it is very cold hardy, in areas with milder winters it becomes susceptible to damage from aphids and late frosts.
From a pedological point of view it prefers a good moist but not waterlogged soil and grows well in heavy clay soils. It also prefers slightly acidic conditions up to a pH of about 5.
The plant is very shade tolerant, especially when young, but growth is slower in dense shade and is intolerant to air pollution and prefers to grow on a north-facing slope.
In reproduction, the seedlings should be planted in the open field when they are quite small, between 30 and 90 cm in height. Larger trees take root with difficulty and have a stunted development for some years, which also negatively affects root development and wind resistance.
It is a species that easily hybridizes with other members of the genus.
Propagation occurs by seed and sowing should be done in late winter in a greenhouse or outdoors in early spring. Germination is often poor, usually taking about 6 – 8 weeks. The stratification technique is recommended to have a more uniform germination, so it is better to sow the seed in an unheated seedbed as soon as it is ripe in autumn.
The seed remains viable for up to 5 years if well preserved and the young seedlings that are formed should be placed, as soon as possible, in individual pots, where they will be grown for the first winter and then transplanted in the open field.

Customs and Traditions –
Abies lasiocampa is a conifer whose leaves, when crushed, give off a balsamic aroma.
This plant also has edible and medicinal uses.
The tips of the buds are used as a tea substitute while the cones can be ground into a fine powder, then mixed with fat and used as confectionery. It is said to be a delicacy and a digestive aid.
The resin from the trunk is used as chewing gum and is reported to cure bad breath.
Furthermore, the inner bark is often dried, ground into powder and then used with cereal flours to make bread, etc.
The seeds, although too small, are generally oily with a resinous flavor and can be eaten raw or cooked.
In the medicinal field, the rubbery exudate that appears on the bark is antiseptic; this can be dipped in water until soft and then applied to wounds.
An infusion of resin was used as an emetic to cleanse the interiors.
The resin was also chewed to treat bad breath.
A decoction of the bark is used as a tonic and in the treatment of colds and flu.
A poultice made from the leaves was used to treat chest colds and fevers.
Also, in traditional local medicine, an infusion was used to treat cough with blood, which may be the first sign of tuberculosis, and as a laxative.
Among other uses it should be remembered that the young leaves and fragrant twigs are used to repel moths or are burned as incense; they were also ground into powder and used to make talcum powder and perfumes.
From the bark a gum is obtained which is antiseptic and was chewed by the Indians of North America to clean their teeth; it was also used as a mastic to plug holes in canoes.
An infusion of leaves is used as a hair tonic.
The leaves can also be placed in shoes as a foot deodorant.
Wood is used as a fuel and is said to burn for a long time but is not used commercially, except locally for small carpentry jobs, mainly due to the inaccessibility of its growing areas. Apart from perhaps some cultivars such as the arizonica variety, it is a species of little importance also as an ornamental, even if used in parks and gardens, despite its youthful appearance as a perfect Christmas tree, due to its very slow growth speed.
Light wood is considered to be of poor quality, but is sometimes used for pulp, general structural purposes, and papermaking. It can also be used as a bonsai and was occasionally planted as a wood tree in Northern Europe.
From an ecological point of view it is a refuge plant for many animals, including mountain goats. The bark is peeled from the game and its leaves eaten by the grouse. Songbirds, Richardson’s grouse, Cascade pine squirrels, and other mammals consume the seeds. It hosts pathogenic fungi such as the Delphinella balsameae species.
Abies lasiocampa is the most widespread fir, after Abies balsamea, in North America. The plant is classified as “Least Concern” in the IUCN Red List of threatened species (2013), this also because, in addition to having a very large range, it has a low importance in the exploitation of forest resources, due to the relative inaccessibility of the areas. frequented, and the abundance of other species of conifers with equivalent wood quality.

Preparation Method –
The Abies lasiocampa is a conifer used above all in the past by local populations, as mentioned, both for food and medicinal use or other uses, while the wood was used mainly locally.
In addition to some food uses described, Native Americans used the leaves as deodorants and burned them as incense or medicinal steam. The powdered bark and other components were used in the cold treatment solutions. The resin was used to dress wounds or chewed as gum. Tree branches were used for litter. Some highland Indian tribes drank or bathed in a subalpine fir boil to purify themselves or to grow their hair.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/149462316/original.jpeg
https://cdn.plantatlas.org/img/specimens/USF/141466.jpg

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Abies lasiocarpa

El abeto subalpino (Abies lasiocarpa (Hook.) Nutt., 1849) es una especie arbórea perteneciente a la familia Pinaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
división de pinofitas,
clase Pinopsida,
Orden Pinales,
familia de las pináceas,
Género Abies,
Especies de A. lasiocampa.
Los términos son sinónimos:
– Abies balsamea f. compacta (Beissn.) B.Boivin;
– Abies grandis var. lasiocarpa (Hook.) Lavallée;
– Abies lasiocarpa f. compacta (Beissn.) Rehder;
– Abies lasiocarpa f. conica (Hornibr.) Rehder;
– Abies lasiocarpa var. conica Hornibr.;
– Pinus lasiocarpa f. compacta (Beissn.) Voss.
Dentro de esta especie se aceptan algunas variedades que, sin embargo, no encuentran de acuerdo a todos los investigadores; entre estos mencionamos:
– A. lasiocarpa var. lasiocarpa, descrita por Mount Hood, presente en Oregón;
– A. lasiocarpa var. arizonica (Merriam) Lemmon, endémica de las zonas montañosas de Arizona, Colorado y Nuevo México;
– A. lasiocarpa var. bifolia Eckenwalder 2009, presente en gran parte del interior del oeste de América del Norte.

Etimología –
El término Abies proviene de Abies, que es el nombre latino clásico (Virgil, Egloghe, de la raíz sánscrita abh chorro de resina); según otra interpretación derivaría de la palabra griega ἄβιος = longevo.
El epíteto específico lasiocarpa deriva de las raíces griegas λαιοϛ = lanudo, pubescente y καρποϛ = fruto, en referencia a la pubescencia típica de strobili.

Distribución Geográfica y Hábitat –
El abeto subalpino es una conífera originaria de América del Norte y se distribuye en particular en las montañas del Yukón, la Columbia Británica y el oeste de Alberta, en Canadá; mientras que en Estados Unidos está presente en el sureste de Alaska, en los estados de Washington, Oregón, Idaho, oeste de Montana, Wyoming, Utah, Colorado, Nuevo México, Arizona, noreste de Nevada y Trinity Alps en el noroeste de California. .
Su hábitat es el de los territorios desde el nivel del mar hasta los 1.500 m de altitud en la parte más septentrional de su vasta distribución, desde los 600 hasta los 3.500 m de altitud en las Montañas Rocosas y en la Cadena de las Cascadas; no tiene requerimientos particulares de clima y suelo, frecuentando áreas con precipitaciones anuales que oscilan entre 600 y 3.000 mm. Forma bosques tanto exclusivos como mixtos, en combinación con Tsuga mertensiana en el noroeste y con Picea engelmannii en las Montañas Rocosas; la variedad Arizonica también es común en asociación con Pinus aristata y Pinus flexilis.

Descripción –
El Abies lasiocarpa es un árbol de hasta 30 m de altura pero que en algunos ejemplares puede llegar hasta los 45 m.
El tronco tiene un diámetro de 0,8 m, recto y cónico.
La corteza es gris y lisa cuando es joven, pero se agrieta con la edad.
Las ramas principales son rectas, rígidas, las secundarias en pares, opuestas y dispuestas en espiral, de color gris verdoso o marrón claro; a la edad de dos años, la corteza se abre, revelando la parte inferior de color marrón rojizo. Los cogollos varían de marrón claro a oscuro y tienen forma redonda, con un ápice también redondeado; Las perlas que las recubren son cortas, glabras, triangulares, con el margen almenado o dentado.
Tiene hojas aciculares, de color verde azulado, de hasta 3 cm de largo, orientadas hacia arriba, con un olor acre provocado por el ß-fellandreno, un terpeno que forma parte de la familia de los aceites esenciales.
Los estróbilos son de color púrpura oscuro, son cilíndricos, de hasta 12 cm de largo y hasta 4 cm de ancho, con escamas de 1,5 cm, pubescentes; el polen emitido es de color púrpura. Las semillas, de color marrón, miden alrededor de 6 mm de largo, con alas de 1 cm de color marrón claro. En la germinación, los cotiledones son 4-5.

Cultivo –
Abies lasiocarpa es un árbol de hoja perenne que crece en un área que varía desde los sitios montañosos costeros hasta los del interior. La nieve que se acumula en las ramas ayuda a protegerlas del viento y el calor. Los abetos en general actúan como una valla para la nieve, lo que lleva a la creación de céspedes a través de la acumulación de humedad adicional.
Es una planta muy tolerante a la sombra, pero muy vulnerable al fuego, de vida corta y crecimiento lento. Aunque tiene una madera más débil que algunos de sus asociados con la madera, puede sobrevivir gracias a su capacidad de adaptarse y reproducirse por capas en racimos a gran altura. La especie se ha beneficiado de la supresión de incendios en los últimos años.
Para su cultivo se debe tener en cuenta que es una planta que crece en la zona templada, en altitudes hasta la región subalpina. El clima es frío en todas partes, pero húmedo en el noroeste de su rango y seco en el sur. La precipitación varía entre 500 y 3.000 mm por año.
En estado latente tolera muy bien el frío, pero la vegetación de primavera es susceptible al daño por heladas. Aunque es muy resistente al frío, en áreas con inviernos más suaves se vuelve susceptible al daño de los pulgones y las heladas tardías.
Desde un punto de vista pedológico, prefiere un buen suelo húmedo pero no encharcado y crece bien en suelos arcillosos pesados. También prefiere condiciones ligeramente ácidas hasta un pH de aproximadamente 5.
La planta es muy tolerante a la sombra, especialmente cuando es joven, pero el crecimiento es más lento en sombra densa y es intolerante a la contaminación del aire y prefiere crecer en una pendiente orientada al norte.
En reproducción, las plántulas deben plantarse en campo abierto cuando son bastante pequeñas, entre 30 y 90 cm de altura. Los árboles más grandes echan raíces con dificultad y tienen un desarrollo atrofiado durante algunos años, lo que también afecta negativamente el desarrollo de las raíces y la resistencia al viento.
Es una especie que se hibrida fácilmente con otros miembros del género.
La propagación se produce por semilla y la siembra debe realizarse a finales de invierno en invernadero o al aire libre a principios de primavera. La germinación suele ser deficiente, por lo general tarda entre 6 y 8 semanas. Se recomienda la técnica de estratificación para tener una germinación más uniforme, por lo que es mejor sembrar la semilla en un semillero sin calefacción en cuanto esté madura en otoño.
La semilla permanece viable hasta 5 años si se conserva bien y las plántulas jóvenes que se forman deben colocarse, lo antes posible, en macetas individuales, donde se cultivarán durante el primer invierno y luego se trasplantarán a campo abierto.

Costumbres y tradiciones –
Abies lasiocampa es una conífera cuyas hojas, al triturarlas, desprenden un aroma balsámico.
Esta planta también tiene usos comestibles y medicinales.
Las puntas de los cogollos se usan como sustituto del té, mientras que los conos se pueden moler hasta obtener un polvo fino, luego se mezclan con grasa y se usan como dulces. Se dice que es un manjar y una ayuda digestiva.
La resina del tronco se usa como goma de mascar y se dice que cura el mal aliento.
Además, la corteza interna a menudo se seca, se muele hasta convertirla en polvo y luego se usa con harinas de cereales para hacer pan, etc.
Las semillas, aunque demasiado pequeñas, son generalmente aceitosas con un sabor resinoso y se pueden comer crudas o cocidas.
En el campo medicinal, el exudado gomoso que aparece en la corteza es antiséptico; esto se puede sumergir en agua hasta que esté suave y luego se aplica a las heridas.
Se utilizaba una infusión de resina como emético para limpiar los interiores.
La resina también se mascaba para tratar el mal aliento.
Una decocción de la corteza se utiliza como tónico y en el tratamiento de resfriados y gripes.
Se usaba una cataplasma hecha con las hojas para tratar los resfriados y las fiebres.
Además, en la medicina tradicional local se utilizaba una infusión para tratar la tos con sangre, que puede ser el primer síntoma de tuberculosis, y como laxante.
Entre otros usos cabe recordar que las hojas tiernas y ramitas aromáticas se utilizan para repeler polillas o se queman como incienso; también se molían en polvo y se usaban para hacer talco y perfumes.
De la corteza se obtiene una goma que es antiséptica y que masticaban los indios de América del Norte para limpiarse los dientes; también se usó como masilla para tapar agujeros en canoas.
Una infusión de hojas se utiliza como tónico capilar.
Las hojas también se pueden colocar en los zapatos como desodorante para los pies.
La madera se usa como combustible y se dice que se quema durante mucho tiempo, pero no se usa comercialmente, excepto localmente para pequeños trabajos de carpintería, principalmente debido a la inaccesibilidad de sus áreas de cultivo. Aparte quizás de algunos cultivares como la variedad arizonica, es una especie de poca importancia también como ornamental, incluso si se utiliza en parques y jardines, a pesar de su apariencia juvenil como un perfecto árbol de Navidad, debido a su muy lenta velocidad de crecimiento.
La madera liviana se considera de mala calidad, pero a veces se usa para pulpa, propósitos estructurales generales y fabricación de papel. También se puede utilizar como bonsái y ocasionalmente se plantó como árbol de madera en el norte de Europa.
Desde un punto de vista ecológico es una planta de refugio para muchos animales, incluidas las cabras montesas. La corteza se pela de la caza y sus hojas se comen por el urogallo. Los pájaros cantores, el urogallo de Richardson, las ardillas de pino de las cascadas y otros mamíferos consumen las semillas. Alberga hongos patógenos como la especie Delphinella balsameae.
Abies lasiocampa es el abeto más extendido, después de Abies balsamea, en América del Norte. La planta está clasificada como “Preocupación menor” en la Lista Roja de especies amenazadas de la UICN (2013), esto también porque, además de tener un rango muy grande, tiene una importancia baja en la explotación de los recursos forestales, debido a la relativa la inaccesibilidad de las áreas frecuentadas y la abundancia de otras especies de coníferas con una calidad de madera equivalente.

Método de preparación –
La Abies lasiocampa es una conífera utilizada sobre todo en el pasado por las poblaciones locales, como ya se ha dicho, tanto para uso alimentario como medicinal u otros usos, mientras que la madera se utilizaba mayoritariamente localmente.
Además de algunos usos alimentarios descritos, los nativos americanos usaban las hojas como desodorantes y las quemaban como incienso o vapor medicinal. La corteza en polvo y otros componentes se utilizaron en las soluciones de tratamiento en frío. La resina se usaba para vendar heridas o se masticaba como chicle. Las ramas de los árboles se usaron como basura. Algunas tribus indias de las tierras altas bebían o se bañaban en un hervor de abeto subalpino para purificarse o hacer crecer su cabello.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– GBIF, la Facilidad Global de Información sobre Biodiversidad.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/149462316/original.jpeg
https://cdn.plantatlas.org/img/specimens/USF/141466.jpg

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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