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Syzygium cumini

Lo Jambul o prugna di Giava (Syzygium cumini (L.) Skeels.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Myrtaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Rosidae,
Ordine Myrtales,
Famiglia Myrtaceae,
Genere Syzygium,
Specie S. cumini.
È basionimo il termine:
– Myrtus cumini L..
Sono sinonimi i termini:
– Blepharocalyx aromatica (O.Berg) Nied.;
– Blepharocalyx aromatica (O.Berg) Nied. ex B.D.Jacks.;
– Calyptranthes capitellata Buch.-Ham.;
– Calyptranthes capitellata Buch.-Ham. ex Wall.;
– Calyptranthes caryophyllifolia Willd.;
– Calyptranthes cumini (L.) Pers.;
– Calyptranthes cuminodora Stokes;
– Calyptranthes jambolana (Lam.) Willd.;
– Calyptranthes jambolifera Stokes;
– Calyptranthes oneillii Lundell;
– Calyptranthes pedunculata Forsyth f.;
– Caryophyllus corticosus Stokes;
– Caryophyllus jambos Stokes;
– Eugenia aromatica (O.Berg) Sond. ex B.D.Jacks.;
– Eugenia aromatica Sond.;
– Eugenia aromatica Sond. ex Berg;
– Eugenia calyptrata Roxb.;
– Eugenia calyptrata Roxb. ex Wight & Arn.;
– Eugenia caryophyllifolia Lam.;
– Eugenia cumini (L.) Druce;
– Eugenia djouat Perr.;
– Eugenia jambolana Lam.;
– Eugenia jambolana subsp. caryophyllifolia (Lam.) Duthie;
– Eugenia jambolana subsp. obtusifolia Duthie;
– Eugenia jambolana var. caryophyllifolia (Lam.) Duthie;
– Eugenia jambolana var. obtusifolia Duthie;
– Eugenia jambolifera Roxb.;
– Eugenia jambolifera Roxb. ex Wight & Arn.;
– Eugenia obovata Poir.;
– Eugenia obtusifolia Roxb.;
– Eugenia tsoi Merr. & Chun;
– Jambolifera chinensis Spreng.;
– Jambolifera coromandelica Houtt.;
– Jambolifera pedunculata Houtt.;
– Myrtus corticosa Spreng.;
– Myrtus obovata (Poir.) Spreng.;
– Psidium aromaticum D.Don;
– Psidium aromaticum D.Don ex O.Berg, 1858;
– Siphoneugena aromatica Berg;
– Syzygium caryophyllifolium (Lam.) DC.;
– Syzygium caryophyllifolium (Lam.) K.K.Khanna, 2001;
– Syzygium cumini subsp. caryophyllifolium (Lam.) K.K.Khanna;
– Syzygium cumini subsp. obtusifolium (Roxb.) K.K.Khanna;
– Syzygium cumini subsp. tsoi (Merr. & Chun) H.T.Chang & R.H.Miao;
– Syzygium cumini var. caryophyllifolium (DC.) R.R.Stewart;
– Syzygium cumini var. caryophyllifolium (Lam.) K.K.Khanna;
– Syzygium cumini var. cumini;
– Syzygium cumini var. obtusifolium (Roxb.) K.K.Khanna;
– Syzygium cumini var. tsoi (Merr. & Chun) Chang & R.H.Miao;
– Syzygium cuminii var. axillare (Gamble) Tenjarla & Kashyapa, 1976;
– Syzygium jambolanum (Lam.) DC.;
– Syzygium jambolanum subsp. acuminata O.Berg;
– Syzygium jambolanum subsp. elliptica O.Berg;
– Syzygium jambolanum subsp. obovata O.Berg;
– Syzygium jambolanum var. acuminata O.Berg;
– Syzygium jambolanum var. axillare Gamble;
– Syzygium jambolanum var. elliptica O.Berg;
– Syzygium jambolanum var. obovata O.Berg;
– Syzygium obovatum (Poir.) DC.;
– Syzygium obtusifolium (Roxb.) K.K.Khanna, 2001;
– Syzygium obtusifolium (Roxb.) Kostel..

Etimologia –
Il termine Syzygium proviene dal greco σύζῠγος sýzygos accoppiato, unito, appaiato: in riferimento alle foglie accoppiate.
L’epiteto specifico cumini viene dal latino cuminum ed a sua volta dal greco κύμινον (kúminon), antico termine del cumino.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Syzygium cumini è un albero tropicale originario del subcontinente indiano, dalle regioni adiacenti del sud-est asiatico, tra cui Myanmar, Sri Lanka e Isole Andamane.
Questa pianta è stata introdotta in alcuni Paesi quali le isole dell’Oceano Pacifico e Indiano, Australia, Hong Kong e Singapore. Inoltre è stato introdotto anche nell’America del Nord e negli Stati Uniti ed è comunemente coltivato nelle regioni tropicali e subtropicali del mondo.
Il suo habitat rientra nella maggior parte delle aree forestali tropicali e subtropicali dell’India, che vanno dalle latifoglie sempreverdi alle latifoglie e alle conifere, dalle zone umide a quelle abbastanza secche, vicino alla costa e persino nelle paludi.

Descrizione –
Il Syzygium cumini è una specie arborea sempreverde a rapido accrescimento che può raggiungere altezze fino a 30 m e può vivere più di 100 anni.
Il tronco è diritto e corto, robusto e poco ramificato, di solito intorno ai 40 – 100 cm di diametro.
La corteccia è ruvida e grigio scuro, alla base dell’albero,diventando grigio più chiaro e più liscia più in alto.
Le foglie, che hanno un aroma simile alla trementina, sono di colore rosate da giovani, virano a un verde scuro coriaceo, lucido con una nervatura centrale gialla man mano che maturano.
I fiori sono profumati e piccoli, di circa 5 mm di diametro.
La fioritura inizia da marzo ad aprile.
I frutti, che si sviluppano entro maggio o giugno, assomigliano a grandi bacche e sono delle drupe; sono oblunghe e di forma ovoidale, di circa 20 mm x 18 mm.
Il frutto durante la maturazione passa dal colore verde a quello rosa e poi in rosso cremisi brillante e infine nero. Una varietà di questa pianta produce frutti di colore bianco. Il frutto ha una combinazione di sapore dolce, leggermente acido e astringente e tende a colorare la lingua di viola.

Coltivazione –
Il Syzygium cumini è un albero o anche arbusto sempreverde, a crescita rapida, attraente, compatto e con una corona densa e frondosa.
Si tratta di una coltura frutticola molto antica, coltivata da oltre 2.500 anni in India, dove è venerata da buddisti e indù. È considerato sacro a Krishna ed è spesso piantato vicino ai templi.
L’albero è ampiamente coltivato nelle zone tropicali e subtropicali per i suoi frutti commestibili ma è considerato invasivo in Florida, Sud Africa, parti dei Caraibi, diverse isole dell’Oceania e Hawaii.
Per la sua coltivazione si tenga conto che è una pianta delle aree tropicali e subtropicali, dove si trova ad altitudini fino a 2.000 metri.
Cresce meglio nelle aree in cui le temperature diurne annuali sono comprese tra 20 e 32 °C, ma può tollerare tra 12 e 48 °C.
Durante la fase vegetativa può essere irrimediabilmente danneggiato però a temperature di -2 °C o inferiori, mentre la nuova vegetazione viene uccisa a -1 °C.
La pianta preferisce una piovosità media annua nell’intervallo 1.500 – 6.000 mm, ma tollera 800 – 9.900 mm.
Le piante possono sopportare una stagione secca fino a 6 – 7 mesi e sebbene preferisca una posizione soleggiata, le piante sono moderatamente tolleranti all’ombra, soprattutto da giovani.
Dal punto di vista pedologico è una pianta molto versatile in grado di crescere su un’ampia gamma di suoli; può crescere anche su terreni poco profondi e rocciosi purché le precipitazioni siano sufficienti; è una pianta che, infatti, tollera inondazioni prolungate e, una volta stabilizzate, possono tollerare la siccità.
Per quanto riguarda il pH preferisce un pH nell’intervallo 5,5 – 7, tollerando 4,5 – 8.
Le piante sono tolleranti ai venti piuttosto forti.
Dal punto di vista del governo della pianta è un albero che cedua molto bene; germogli vigorosi sono prodotti in gran numero da ceppi piccoli e grandi allo stesso modo. Sono stati segnalati boschi cedui lungo i torrenti che sono cresciuti fino a 4,6 metri in 4 anni.
Inoltre questa pianta si risemina spontaneamente e può divenire invasiva nei pascoli ed in varie zone del globo.
Come detto è una pianta a crescita rapida e le giovani piantine possono raggiungere un’altezza di 4 metri in soli 2 anni.
La propagazione può avvenire per seme. I semi appena raccolti vengono normalmente seminati in aiuole a una profondità di 20 – 25 mm durante la stagione delle piogge e germinano in 2 – 4 settimane a una velocità del 20 – 90%.
Successivamente le piante vengono estirpate a 6 – 9 mesi in aiuole di 30 x 30 cm.
Per lo sviluppo delle piantine, l’umidità è ancora più importante dell’ombra, poiché le piantine al sole si sviluppano bene, a condizione che il terreno sia mantenuto umido, ma le piantine all’ombra muoiono se il terreno è asciutto.
Le piantine di 1-3 anni possono essere piantate senza alcuna difficoltà.
La moltiplicazione può avvenire anche per innesto.

Usi e Tradizioni –
Il Syzygium cumini è una pianta conosciuta ed utilizzata da tempi remoti.
Il libro del 1889 “The Useful Native Plants of Australia” registra che la pianta veniva chiamata “durobbi” dagli indigeni australiani e che “Il frutto è molto mangiato dai nativi dell’India; in apparenza assomiglia a un susino selvatico, ha un aspetto aspro ma dal sapore dolciastro, alquanto astringente e acido. Viene mangiato dagli uccelli e da altri animali.
Il frutto viene usato da tempo nella medicina tradizionale delle aree di origine.
Questa pianta riveste anche un particolare significato culturale e religioso in India. Krishna è anche noto per avere quattro simboli del frutto del jambu sul suo piede destro, come menzionato nel commento dello Srimad Bhagavatam (versetto 10.30.25), “Sri Rupa Chintamani” e “Ananda Candrika” di Srila Visvanatha Chakravarti Thakura.
Nel Maharashtra, le foglie di S. cumini sono usate nelle decorazioni dei pandal matrimoniali. Una canzone del film Jait Re Jait del 1977 menziona il frutto nella canzone “Jambhul Piklya Zaadakhali”.
La leggenda in Tamil Nadu parla di Avvaiyar (anche Auvaiyar o Auvayar) del periodo Sangam e del frutto jamun, chiamato pazham navale in Tamil. Si dice che Avvaiyar, credendo di aver ottenuto tutto ciò che doveva essere ottenuto, stesse meditando sul suo ritiro dall’opera letteraria tamil mentre riposava sotto l’albero del pazham navale. La preghiera fu accolta da un Murugan travestito, considerato una delle divinità guardiane della lingua tamil, che in seguito si rivelò facendo capire che c’era ancora molto da fare e da imparare.
Questa pianta è oggetto di commercio. Infatti i frutti ei semi sono venduti nei mercati locali per utilizzi medicinali.
In campo alimentare, invece, si utilizzano i frutti, sia crudi che trasformati in marmellate, sorbetti, gelatine, succhi, crostate, budini, ecc.
Il frutto di questa pianta è succoso, quasi inodore, dal sapore gradevole, leggermente amarognolo, astringente.
L’astringenza può essere rimossa immergendo la frutta in acqua salata prima di cuocerla.
Il frutto tende ad essere di qualità variabile, nella migliore delle ipotesi è gradevolmente e moderatamente acido.
La frutta cruda contiene l’83% di acqua, il 16% di carboidrati, l’1% di proteine e contiene grassi trascurabili. In 100 grammi, la frutta cruda fornisce 60 calorie, un contenuto moderato di vitamina C e nessun altro micronutriente in quantità apprezzabili.
Inoltre dai semi essiccati e macinati si ricava una bevanda simile al caffè.
In campo medicinale sia i semi che il frutto sono diuretici e hanno importanti proprietà carminative e astringenti.
I semi riducono anche i livelli di zucchero nel sangue e sono utili nel trattamento del diabete.
I semi e la corteccia sono ben noti in Estremo Oriente per la cura della dissenteria e nel controllo dell’iperglicemia e della glicosuria nei pazienti diabetici.
Il succo della corteccia è considerato buono per curare ferite e ingrossamento della milza.
La corteccia è astringente. Un’infusione è usata per trattare le mestruazioni irregolari, la diarrea, la dissenteria, ecc. È usata anche come gargarismo per rinforzare le gengive, curare le ulcere della bocca, ecc.
Il frutto maturo è astringente e viene utilizzato come trattamento efficace per il diabete. I frutti sono usati come sollievo per le coliche e per curare la diarrea.
Un’infusione delle foglie è, inoltre, usata nel trattamento del diabete e della diarrea.
Il legno produce una polpa che ha usi medicinali e le radici sono talvolta utilizzate come trattamento per l’epilessia.
Tra gli altri usi si ricordano quelli agroforestali.
La pianta è suscettibile di potatura e può essere coltivata come siepe o come riparo dal vento. Nei sistemi vegetali perenni è spesso piantata come ombreggiante per le coltivazioni di banane, caffè e cacao.
Il suo fogliame denso fornisce, inoltre, ombra e viene coltivato anche per il suo valore ornamentale.
Il Syzygium cumini viene sfruttato anche per il suo legname.
Il legno è resistente all’acqua dopo essere stato essiccato in forno. Per questo motivo viene utilizzato nelle traversine ferroviarie e per installare motori nei pozzi. A volte è usato per realizzare mobili economici e abitazioni di villaggio, sebbene sia relativamente difficile da lavorare per la falegnameria. Sebbene sia difficile da lavorare è utilizzato per l’edilizia, la costruzione di barche, per il compensato, attrezzi agricoli, maniglie di attrezzi, ruote di carrelli, cordoli e abbeveratoi, traversine, mobili e come puntelli per pozzi e gallerie nelle miniere. Viene anche usato per costruire ponti e per costruire strumenti musicali, in particolare chitarre.
Il durame, di colore grigio-rossastro o bruno-rossastro, è a grana fine ed è resistente all’acqua ed alle termiti.
Il legno ha un peso specifico di 0,77 e brucia bene, sprigionando circa 4 800 kcal/kg. È un albero a crescita rapida, che fornisce legna da ardere e carbone eccellenti.
Inoltre la corteccia contiene il 13 – 19% di tannini.
È stato utilizzato nella concia e produce anche un colorante marrone che è stato utilizzato per colorare e conservare le calze a rete.
Inoltre i rami vengono utilizzati per sbiancare i denti.
Dal punto di vista ecologico il Syzygium cumini è una pianta i cui fiori sono molto attraenti per le api, producendo un miele di qualità.
Le foglie sono usate come alimento per il bestiame, in quanto hanno un buon valore nutritivo.

Modalità di Preparazione –
I frutti di Jambul hanno un sapore dolce o leggermente acido, vengono consumati crudi e possono essere trasformati in salse o marmellate. I frutti inferiori possono essere trasformati in succo, gelatina, sorbetto, sciroppo o macedonia.
Dai semi essiccati e macinati si ricava un succedaneo del caffè.
In campo medicinale sia i semi che il frutto trovano applicazioni, come detto, per svariati utilizzi.
Il succo della corteccia viene impiegato per curare ferite e ingrossamento della milza.
Si ricava da questa anche un’infusione o usata anche come gargarismo per rinforzare le gengive, curare le ulcere della bocca, ecc.
Dalle foglie si ottiene una infusione ed anche la polpa del legno ha usi medicinali e le radici sono talvolta utilizzate come trattamento per l’epilessia.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/191203780/original.jpg
https://tropical.theferns.info/plantimages/a/e/aeaaaf0f9afa099e91e43131a60f1623632688ae.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





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Syzygium cumini

Malabar plum or Java plum, black plum, jamun, jambolan (Syzygium cumini (L.) Skeels.) Is an arboreal species belonging to the Myrtaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Spermatophyta superdivision,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Rosidae,
Order Myrtales,
Myrtaceae family,
Genus Syzygium,
S. cumini species.
Basionimo is the term:
– Myrtus cumini L ..
The terms are synonymous:
– Blepharocalyx aromatica (O.Berg) Nied.;
– Blepharocalyx aromatica (O.Berg) Nied. ex B.D.Jacks.;
– Calyptranthes capitellata Buch.-Ham.;
– Calyptranthes capitellata Buch.-Ham. ex Wall.;
– Calyptranthes caryophyllifolia Willd.;
– Calyptranthes cumini (L.) Pers.;
– Calyptranthes cuminodora Stokes;
– Calyptranthes jambolana (Lam.) Willd.;
– Calyptranthes jambolifera Stokes;
– Calyptranthes oneillii Lundell;
– Calyptranthes pedunculata Forsyth f.;
– Caryophyllus corticosus Stokes;
– Caryophyllus jambos Stokes;
– Eugenia aromatica (O.Berg) Sond. ex B.D.Jacks.;
– Eugenia aromatica Sond.;
– Eugenia aromatica Sond. ex Berg;
– Eugenia calyptrata Roxb.;
– Eugenia calyptrata Roxb. ex Wight & Arn.;
– Eugenia caryophyllifolia Lam.;
– Eugenia cumini (L.) Druce;
– Eugenia djouat Perr.;
– Eugenia jambolana Lam.;
– Eugenia jambolana subsp. caryophyllifolia (Lam.) Duthie;
– Eugenia jambolana subsp. obtusifolia Duthie;
– Eugenia jambolana var. caryophyllifolia (Lam.) Duthie;
– Eugenia jambolana var. obtusifolia Duthie;
– Eugenia jambolifera Roxb.;
– Eugenia jambolifera Roxb. ex Wight & Arn.;
– Eugenia obovata Poir.;
– Eugenia obtusifolia Roxb.;
– Eugenia tsoi Merr. & Chun;
– Jambolifera chinensis Spreng.;
– Jambolifera coromandelica Houtt.;
– Jambolifera pedunculata Houtt.;
– Myrtus corticosa Spreng.;
– Myrtus obovata (Poir.) Spreng.;
– Psidium aromaticum D.Don;
– Psidium aromaticum D.Don ex O.Berg, 1858;
– Siphoneugena aromatica Berg;
– Syzygium caryophyllifolium (Lam.) DC.;
– Syzygium caryophyllifolium (Lam.) K.K.Khanna, 2001;
– Syzygium cumini subsp. caryophyllifolium (Lam.) K.K.Khanna;
– Syzygium cumini subsp. obtusifolium (Roxb.) K.K.Khanna;
– Syzygium cumini subsp. tsoi (Merr. & Chun) H.T.Chang & R.H.Miao;
– Syzygium cumini var. caryophyllifolium (DC.) R.R.Stewart;
– Syzygium cumini var. caryophyllifolium (Lam.) K.K.Khanna;
– Syzygium cumini var. cumini;
– Syzygium cumini var. obtusifolium (Roxb.) K.K.Khanna;
– Syzygium cumini var. tsoi (Merr. & Chun) Chang & R.H.Miao;
– Syzygium cuminii var. axillare (Gamble) Tenjarla & Kashyapa, 1976;
– Syzygium jambolanum (Lam.) DC.;
– Syzygium jambolanum subsp. acuminata O.Berg;
– Syzygium jambolanum subsp. elliptica O.Berg;
– Syzygium jambolanum subsp. obovata O.Berg;
– Syzygium jambolanum var. acuminata O.Berg;
– Syzygium jambolanum var. axillare Gamble;
– Syzygium jambolanum var. elliptica O.Berg;
– Syzygium jambolanum var. obovata O.Berg;
– Syzygium obovatum (Poir.) DC.;
– Syzygium obtusifolium (Roxb.) K.K.Khanna, 2001;
– Syzygium obtusifolium (Roxb.) Kostel..

Etymology –
The term Syzygium comes from the Greek σύζῠγος sýzygos paired, united, paired: in reference to paired leaves.
The specific epithet cumin comes from the Latin cuminum and in turn from the Greek κύμινον (kúminon), an ancient term for cumin.

Geographic Distribution and Habitat –
Syzygium cumini is a tropical tree native to the Indian subcontinent, from the adjacent regions of Southeast Asia, including Myanmar, Sri Lanka and the Andaman Islands.
This plant has been introduced in some countries such as the islands of the Pacific and Indian Ocean, Australia, Hong Kong and Singapore. It has also been introduced in North America and the United States and is commonly cultivated in tropical and subtropical regions of the world.
Its habitat falls within most of India’s tropical and subtropical forest areas, ranging from evergreen broad-leaved trees to broad-leaved and coniferous trees, from wetlands to fairly dry ones, near the coast and even in swamps.

Description –
Syzygium cumini is a fast growing evergreen tree species that can reach heights of up to 30 m and can live over 100 years.
The trunk is straight and short, robust and not very branched, usually around 40-100 cm in diameter.
The bark is rough and dark gray at the base of the tree, becoming lighter gray and smoother higher up.
The leaves, which have a turpentine-like aroma, are pinkish in color when young, turning to a leathery, glossy dark green with a yellow midrib as they mature.
The flowers are fragrant and small, about 5 mm in diameter.
Flowering begins from March to April.
The fruits, which develop by May or June, resemble large berries and are drupes; they are oblong and ovoid in shape, about 20 mm x 18 mm.
During ripening the fruit changes from green to pink and then to bright crimson red and finally black. A variety of this plant produces white colored fruits. The fruit has a combination of sweet, slightly acidic and astringent flavor and tends to color the tongue purple.

Cultivation –
Syzygium cumini is an evergreen, fast-growing, attractive, compact tree or shrub with a dense, leafy crown.
It is a very ancient fruit crop, cultivated for over 2,500 years in India, where it is revered by Buddhists and Hindus. It is considered sacred to Krishna and is often planted near temples.
The tree is widely grown in tropical and subtropical areas for its edible fruit but is considered invasive in Florida, South Africa, parts of the Caribbean, several islands in Oceania, and Hawaii.
For its cultivation it should be taken into account that it is a plant of tropical and subtropical areas, where it is found at altitudes up to 2,000 meters.
It grows best in areas where annual daytime temperatures are between 20 and 32 ° C, but can tolerate between 12 and 48 ° C.
During the vegetative phase it can be irreparably damaged however at temperatures of -2 ° C or lower, while the new vegetation is killed at -1 ° C.
The plant prefers an average annual rainfall in the range 1,500 – 6,000 mm, but tolerates 800 – 9,900 mm.
The plants can withstand a dry season of up to 6 – 7 months and although it prefers a sunny location, the plants are moderately shade tolerant, especially when young.
From the pedological point of view it is a very versatile plant capable of growing on a wide range of soils; it can also grow on shallow and rocky soils as long as rainfall is sufficient; it is a plant that, in fact, tolerates prolonged flooding and, once stabilized, can tolerate drought.
As for the pH it prefers a pH in the range 5.5 – 7, tolerating 4.5 – 8.
Plants are tolerant of rather strong winds.
From the point of view of the management of the plant it is a tree that yields very well; Vigorous shoots are produced in large numbers from small and large strains alike. Coppice woods have been reported along the streams that have grown to 4.6 meters in 4 years.
Furthermore, this plant re-sows spontaneously and can become invasive in pastures and in various areas of the globe.
As mentioned it is a fast growing plant and the young seedlings can reach a height of 4 meters in just 2 years.
Propagation can occur by seed. The freshly harvested seeds are usually sown in flower beds at a depth of 20 – 25 mm during the rainy season and germinate in 2 – 4 weeks at a rate of 20 – 90%.
Subsequently the plants are uprooted at 6 – 9 months in flower beds of 30 x 30 cm.
For seedling development, humidity is even more important than shade, as seedlings in the sun develop well, provided the soil is kept moist, but seedlings in shade die if the soil is dry.
1-3 year old seedlings can be planted without any difficulty.
The multiplication can also take place by grafting.

Customs and Traditions –
Syzygium cumini is a plant known and used since ancient times.
The 1889 book “The Useful Native Plants of Australia” records that the plant was called “durobbi” by the indigenous Australians and that “The fruit is much eaten by the natives of India; in appearance it resembles a wild plum tree, has a sour appearance but with a sweetish, somewhat astringent and acidic taste, it is eaten by birds and other animals.
The fruit has long been used in traditional medicine in the areas of origin.
This plant also has a particular cultural and religious significance in India. Krishna is also known to have four jambu fruit symbols on his right foot, as mentioned in Srimad Bhagavatam’s commentary (verse 10.30.25), “Sri Rupa Chintamani” and “Ananda Candrika” by Srila Visvanatha Chakravarti Thakura.
In Maharashtra, S. cumin leaves are used in wedding pandal decorations. A song from the 1977 film Jait Re Jait mentions the fruit in the song “Jambhul Piklya Zaadakhali”.
The legend in Tamil Nadu speaks of Avvaiyar (also Auvaiyar or Auvayar) of the Sangam period and of the jamun fruit, called naval pazham in Tamil. It is said that Avvaiyar, believing he had achieved all that was to be achieved, was pondering his retirement from the Tamil literary work while resting under the naval pazham tree. The prayer was greeted by a disguised Murugan, considered one of the guardian deities of the Tamil language, who later revealed himself by making it clear that there was still much to do and learn.
This plant is traded. In fact, the fruits and seeds are sold in local markets for medicinal uses.
In the food sector, on the other hand, fruits are used, both raw and transformed into jams, sorbets, jellies, juices, pies, puddings, etc.
The fruit of this plant is juicy, almost odorless, with a pleasant, slightly bitter, astringent flavor.
Astringency can be removed by soaking the fruit in salted water before cooking.
The fruit tends to be of variable quality, pleasantly and moderately acidic at best.
Raw fruit contains 83% water, 16% carbohydrates, 1% protein and contains negligible fat. In 100 grams, raw fruit provides 60 calories, moderate vitamin C content, and no other micronutrients in appreciable quantities.
Furthermore, a drink similar to coffee is obtained from the dried and ground seeds.
In the medicinal field, both the seeds and the fruit are diuretics and have important carminative and astringent properties.
The seeds also reduce blood sugar levels and are useful in treating diabetes.
The seeds and bark are well known in the Far East for the treatment of dysentery and for the control of hyperglycemia and glycosuria in diabetic patients.
The juice from the bark is considered good for healing wounds and enlarged spleen.
The bark is astringent. An infusion is used to treat irregular menstruation, diarrhea, dysentery, etc. It is also used as a gargle to strengthen the gums, treat mouth ulcers, etc.
The ripe fruit is astringent and is used as an effective treatment for diabetes. The fruits are used as a relief for colic and to treat diarrhea.
An infusion of the leaves is also used in the treatment of diabetes and diarrhea.
The wood produces a pulp that has medicinal uses, and the roots are sometimes used as a treatment for epilepsy.
Other uses include agroforestry ones.
The plant is amenable to pruning and can be grown as a hedge or as a shelter from the wind. In perennial plant systems it is often planted as a shade for banana, coffee and cocoa crops.
Its dense foliage also provides shade and is also grown for its ornamental value.
Syzygium cumini is also exploited for its timber.
Wood is water resistant after being kiln dried. For this reason it is used in railway sleepers and to install motors in wells. It is sometimes used to make inexpensive furniture and village dwellings, although it is relatively difficult to work for carpentry. Although difficult to work, it is used for construction, boat building, plywood, agricultural tools, tool handles, trolley wheels, curbs and troughs, sleepers, furniture, and as props for shafts and tunnels in mines. It is also used to build bridges and to build musical instruments, especially guitars.
The heartwood, reddish-gray or reddish-brown in color, is fine-grained and resistant to water and termites.
Wood has a specific weight of 0.77 and burns well, releasing around 4 800 kcal / kg. It is a fast-growing tree, providing excellent firewood and charcoal.
Furthermore, the bark contains 13 – 19% of tannins.
It was used in tanning and also produces a brown dye which was used to color and store fishnets.
In addition, the branches are used to whiten the teeth.
From an ecological point of view, Syzygium cumini is a plant whose flowers are very attractive to bees, producing quality honey.
The leaves are used as a food for livestock, as they have a good nutritional value.

Preparation Method –
Jambul fruits have a sweet or slightly acidic taste, are eaten raw and can be made into sauces or jams. The inferior fruits can be made into juice, jelly, sorbet, syrup or fruit salad.
A coffee substitute is obtained from the dried and ground seeds.
In the medicinal field, both the seeds and the fruit find applications, as mentioned, for various uses.
The juice from the bark is used to treat wounds and an enlarged spleen.
It is also obtained from this an infusion or also used as a gargle to strengthen the gums, treat mouth ulcers, etc.
An infusion is obtained from the leaves and the pulp of the wood also has medicinal uses and the roots are sometimes used as a treatment for epilepsy.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/191203780/original.jpg
https://tropical.theferns.info/plantimages/a/e/aeaaaf0f9afa099e91e43131a60f1623632688ae.jpg

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





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Syzygium cumini

Jambul o jambolán (Syzygium cumini (L.) Skeels.) es una especie arbórea perteneciente a la familia de las mirtáceas.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
subarigno traqueobionta,
superdivisión de espermatofitas,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
Subclase Rosidae,
Orden Myrtales,
familia de las mirtáceas,
Género Syzygium,
especies de S. cumini.
Basionimo es el término:
– Myrtus cumini L ..
Los términos son sinónimos:
– Blepharocalyx aromatica (O.Berg) Nied.;
– Blepharocalyx aromatica (O.Berg) Nied. ex B.D.Jacks.;
– Calyptranthes capitellata Buch.-Ham.;
– Calyptranthes capitellata Buch.-Ham. ex Wall.;
– Calyptranthes caryophyllifolia Willd.;
– Calyptranthes cumini (L.) Pers.;
– Calyptranthes cuminodora Stokes;
– Calyptranthes jambolana (Lam.) Willd.;
– Calyptranthes jambolifera Stokes;
– Calyptranthes oneillii Lundell;
– Calyptranthes pedunculata Forsyth f.;
– Caryophyllus corticosus Stokes;
– Caryophyllus jambos Stokes;
– Eugenia aromatica (O.Berg) Sond. ex B.D.Jacks.;
– Eugenia aromatica Sond.;
– Eugenia aromatica Sond. ex Berg;
– Eugenia calyptrata Roxb.;
– Eugenia calyptrata Roxb. ex Wight & Arn.;
– Eugenia caryophyllifolia Lam.;
– Eugenia cumini (L.) Druce;
– Eugenia djouat Perr.;
– Eugenia jambolana Lam.;
– Eugenia jambolana subsp. caryophyllifolia (Lam.) Duthie;
– Eugenia jambolana subsp. obtusifolia Duthie;
– Eugenia jambolana var. caryophyllifolia (Lam.) Duthie;
– Eugenia jambolana var. obtusifolia Duthie;
– Eugenia jambolifera Roxb.;
– Eugenia jambolifera Roxb. ex Wight & Arn.;
– Eugenia obovata Poir.;
– Eugenia obtusifolia Roxb.;
– Eugenia tsoi Merr. & Chun;
– Jambolifera chinensis Spreng.;
– Jambolifera coromandelica Houtt.;
– Jambolifera pedunculata Houtt.;
– Myrtus corticosa Spreng.;
– Myrtus obovata (Poir.) Spreng.;
– Psidium aromaticum D.Don;
– Psidium aromaticum D.Don ex O.Berg, 1858;
– Siphoneugena aromatica Berg;
– Syzygium caryophyllifolium (Lam.) DC.;
– Syzygium caryophyllifolium (Lam.) K.K.Khanna, 2001;
– Syzygium cumini subsp. caryophyllifolium (Lam.) K.K.Khanna;
– Syzygium cumini subsp. obtusifolium (Roxb.) K.K.Khanna;
– Syzygium cumini subsp. tsoi (Merr. & Chun) H.T.Chang & R.H.Miao;
– Syzygium cumini var. caryophyllifolium (DC.) R.R.Stewart;
– Syzygium cumini var. caryophyllifolium (Lam.) K.K.Khanna;
– Syzygium cumini var. cumini;
– Syzygium cumini var. obtusifolium (Roxb.) K.K.Khanna;
– Syzygium cumini var. tsoi (Merr. & Chun) Chang & R.H.Miao;
– Syzygium cuminii var. axillare (Gamble) Tenjarla & Kashyapa, 1976;
– Syzygium jambolanum (Lam.) DC.;
– Syzygium jambolanum subsp. acuminata O.Berg;
– Syzygium jambolanum subsp. elliptica O.Berg;
– Syzygium jambolanum subsp. obovata O.Berg;
– Syzygium jambolanum var. acuminata O.Berg;
– Syzygium jambolanum var. axillare Gamble;
– Syzygium jambolanum var. elliptica O.Berg;
– Syzygium jambolanum var. obovata O.Berg;
– Syzygium obovatum (Poir.) DC.;
– Syzygium obtusifolium (Roxb.) K.K.Khanna, 2001;
– Syzygium obtusifolium (Roxb.) Kostel..

Etimología –
El término Syzygium proviene del griego σύζῠγος sýzygos emparejado, unido, emparejado: en referencia a las hojas emparejadas.
El epíteto específico comino proviene del latín cuminum y, a su vez, del griego κύμινον (kúminon), un término antiguo para comino.

Distribución Geográfica y Hábitat –
Syzygium cumini es un árbol tropical originario del subcontinente indio, de las regiones adyacentes del sudeste asiático, incluidas Myanmar, Sri Lanka y las islas Andamán.
Esta planta ha sido introducida en algunos países como las islas del Océano Pacífico e Índico, Australia, Hong Kong y Singapur. También se ha introducido en América del Norte y los Estados Unidos y se cultiva comúnmente en las regiones tropicales y subtropicales del mundo.
Su hábitat se encuentra dentro de la mayoría de las áreas de bosques tropicales y subtropicales de la India, que van desde árboles de hoja perenne de hoja ancha hasta árboles de hoja ancha y coníferas, desde humedales hasta áreas bastante secas, cerca de la costa e incluso en pantanos.

Descripción –
Syzygium cumini es una especie de árbol de hoja perenne de crecimiento rápido que puede alcanzar alturas de hasta 30 m y puede vivir más de 100 años.
El tronco es recto y corto, robusto y poco ramificado, suele rondar los 40-100 cm de diámetro.
La corteza es áspera y de color gris oscuro en la base del árbol, volviéndose gris más claro y más suave en la parte superior.
Las hojas, que tienen un aroma parecido al de la trementina, son de color rosado cuando son jóvenes y se vuelven de un verde oscuro brillante y coriáceo con una nervadura central amarilla a medida que maduran.
Las flores son fragantes y pequeñas, de unos 5 mm de diámetro.
La floración comienza de marzo a abril.
Los frutos, que se desarrollan en mayo o junio, se asemejan a bayas grandes y son drupas; son de forma oblonga y ovoide, de unos 20 mm x 18 mm.
Durante la maduración, la fruta cambia de verde a rosa y luego a rojo carmesí brillante y finalmente a negro. Una variedad de esta planta produce frutos de color blanco. La fruta tiene una combinación de sabor dulce, ligeramente ácido y astringente y tiende a teñir la lengua de color púrpura.

Cultivo –
Syzygium cumini es un árbol o arbusto de hoja perenne, de crecimiento rápido, atractivo y compacto con una copa densa y frondosa.
Es un cultivo frutal muy antiguo, cultivado durante más de 2500 años en la India, donde es venerado por budistas e hindúes. Se considera sagrado para Krishna y, a menudo, se planta cerca de los templos.
El árbol se cultiva ampliamente en áreas tropicales y subtropicales por su fruto comestible, pero se considera invasivo en Florida, Sudáfrica, partes del Caribe, varias islas de Oceanía y Hawái.
Para su cultivo se debe tener en cuenta que es una planta de zonas tropicales y subtropicales, donde se encuentra en altitudes de hasta 2.000 metros.
Crece mejor en zonas donde las temperaturas diurnas anuales oscilan entre 20 y 32 °C, pero puede tolerar entre 12 y 48 °C.
Sin embargo, durante la fase vegetativa puede sufrir daños irreparables a temperaturas de -2 °C o inferiores, mientras que la nueva vegetación muere a -1 °C.
La planta prefiere una precipitación media anual en el rango de 1.500 – 6.000 mm, pero tolera 800 – 9.900 mm.
Las plantas pueden soportar una estación seca de hasta 6 a 7 meses y aunque prefieren un lugar soleado, las plantas son moderadamente tolerantes a la sombra, especialmente cuando son jóvenes.
Desde el punto de vista pedológico es una planta muy versátil capaz de crecer en una amplia gama de suelos; también puede crecer en suelos poco profundos y rocosos siempre que las lluvias sean suficientes; es una planta que, de hecho, tolera inundaciones prolongadas y, una vez estabilizada, puede tolerar la sequía.
En cuanto al pH prefiere un pH en el rango 5.5 – 7, tolerando 4.5 – 8.
Las plantas son tolerantes a los vientos bastante fuertes.
Desde el punto de vista del manejo de la planta es un árbol que rinde muy bien; Los brotes vigorosos se producen en grandes cantidades a partir de cepas pequeñas y grandes por igual. Se han informado bosques de monte bajo a lo largo de los arroyos que han crecido a 4,6 metros en 4 años.
Además, esta planta se vuelve a sembrar espontáneamente y puede convertirse en invasora en pastos y en varias áreas del mundo.
Como se mencionó, es una planta de crecimiento rápido y las plántulas jóvenes pueden alcanzar una altura de 4 metros en solo 2 años.
La propagación puede ocurrir por semilla. Las semillas recién cosechadas generalmente se siembran en macizos de flores a una profundidad de 20 a 25 mm durante la temporada de lluvias y germinan en 2 a 4 semanas a una tasa de 20 a 90%.
Posteriormente se arrancan las plantas a los 6 – 9 meses en parterres de 30 x 30 cm.
Para el desarrollo de las plántulas, la humedad es aún más importante que la sombra, ya que las plántulas al sol se desarrollan bien, siempre que el suelo se mantenga húmedo, pero las plántulas a la sombra mueren si el suelo está seco.
Las plántulas de 1 a 3 años se pueden plantar sin ninguna dificultad.
La multiplicación también puede tener lugar por injerto.

Costumbres y tradiciones –
Syzygium cumini es una planta conocida y utilizada desde la antigüedad.
El libro de 1889 “The Useful Native Plants of Australia” registra que los indígenas australianos llamaban a la planta “durobbi” y que “los nativos de la India comen mucho la fruta; en apariencia se parece a un ciruelo silvestre, tiene un sabor agrio de apariencia pero de sabor dulzón, algo astringente y ácido, es consumida por pájaros y otros animales.
La fruta se ha utilizado durante mucho tiempo en la medicina tradicional en las áreas de origen.
Esta planta también tiene un significado cultural y religioso particular en la India. También se sabe que Krishna tiene cuatro símbolos de frutas jambu en su pie derecho, como se menciona en el comentario del Srimad Bhagavatam (verso 10.30.25), “Sri Rupa Chintamani” y “Ananda Candrika” de Srila Visvanatha Chakravarti Thakura.
En Maharashtra, las hojas de S. comino se utilizan en la decoración de bodas pandal. Una canción de la película de 1977 Jait Re Jait menciona la fruta en la canción “Jambhul Piklya Zaadakhali”.
La leyenda en Tamil Nadu habla de Avvaiyar (también Auvaiyar o Auvayar) del período Sangam y de la fruta jamun, llamada pazham naval en tamil. Se dice que Avvaiyar, creyendo que había logrado todo lo que debía lograr, estaba considerando su retiro de la obra literaria tamil mientras descansaba bajo el árbol de pazham naval. La oración fue recibida por un Murugan disfrazado, considerado una de las deidades guardianas del idioma tamil, quien luego se reveló dejando en claro que aún quedaba mucho por hacer y aprender.
Esta planta se comercializa. De hecho, los frutos y semillas se venden en los mercados locales para usos medicinales.
En el sector alimentario, en cambio, se utilizan frutas, tanto crudas como transformadas en mermeladas, sorbetes, jaleas, zumos, tartas, budines, etc.
El fruto de esta planta es jugoso, casi inodoro, de sabor agradable, ligeramente amargo y astringente.
La astringencia se puede eliminar remojando la fruta en agua con sal antes de cocinarla.
La fruta tiende a ser de calidad variable, agradable y moderadamente ácida en el mejor de los casos.
La fruta cruda contiene 83 % de agua, 16 % de carbohidratos, 1 % de proteína y contiene una cantidad insignificante de grasa. En 100 gramos, la fruta cruda proporciona 60 calorías, un contenido moderado de vitamina C y ningún otro micronutriente en cantidades apreciables.
Además, de las semillas secas y molidas se obtiene una bebida similar al café.
En el campo medicinal, tanto las semillas como el fruto son diuréticos y tienen importantes propiedades carminativas y astringentes.
Las semillas también reducen los niveles de azúcar en la sangre y son útiles en el tratamiento de la diabetes.
Las semillas y la corteza son bien conocidas en el Lejano Oriente para el tratamiento de la disentería y para el control de la hiperglucemia y la glucosuria en pacientes diabéticos.
El jugo de la corteza se considera bueno para curar heridas y agrandar el bazo.
La corteza es astringente. Una infusión se utiliza para tratar la menstruación irregular, la diarrea, la disentería, etc. También se utiliza para hacer gárgaras para fortalecer las encías, tratar aftas bucales, etc.
El fruto maduro es astringente y se utiliza como un tratamiento eficaz para la diabetes. Los frutos se utilizan como alivio para los cólicos y para tratar la diarrea.
Una infusión de las hojas también se usa en el tratamiento de la diabetes y la diarrea.
La madera produce una pulpa que tiene usos medicinales, y las raíces a veces se usan como tratamiento para la epilepsia.
Otros usos incluyen los agroforestales.
La planta se puede podar y se puede cultivar como seto o como refugio del viento. En los sistemas de plantas perennes, a menudo se planta como sombra para cultivos de banano, café y cacao.
Su follaje denso también proporciona sombra y también se cultiva por su valor ornamental.
Syzygium cumini también se explota por su madera.
La madera es resistente al agua después de ser secada al horno. Por ello se utiliza en traviesas de ferrocarril y para instalar motores en pozos. A veces se utiliza para fabricar muebles económicos y viviendas de aldea, aunque es relativamente difícil trabajar en carpintería. Aunque es difícil de trabajar, se utiliza para la construcción, la construcción de barcos, la madera contrachapada, las herramientas agrícolas, los mangos de herramientas, las ruedas de los carros, los bordillos y los canales, las traviesas, los muebles y como puntales para los pozos y túneles de las minas. También se usa para construir puentes y para construir instrumentos musicales, especialmente guitarras.
El duramen, de color gris rojizo o marrón rojizo, es de grano fino y resistente al agua ya las termitas.
La madera tiene un peso específico de 0,77 y se quema bien, liberando alrededor de 4 800 kcal/kg. Es un árbol de rápido crecimiento, proporcionando excelente leña y carbón.
Además, la corteza contiene del 13 al 19% de taninos.
Se usaba para curtir y también produce un tinte marrón que se usaba para colorear y almacenar redes de pesca.
Además, las ramas se utilizan para blanquear los dientes.
Desde un punto de vista ecológico, Syzygium cumini es una planta cuyas flores son muy atractivas para las abejas, produciendo miel de calidad.
Las hojas se utilizan como alimento para el ganado, ya que tienen un buen valor nutritivo.

Método de preparación –
Las frutas jambul tienen un sabor dulce o ligeramente ácido, se comen crudas y se pueden preparar en salsas o mermeladas. Las frutas inferiores se pueden convertir en jugo, gelatina, sorbete, jarabe o ensalada de frutas.
Un sucedáneo del café se obtiene de las semillas secas y molidas.
En el campo medicinal, tanto las semillas como el fruto encuentran aplicaciones, como se mencionó, para diversos usos.
El jugo de la corteza se usa para tratar heridas y agrandamiento del bazo.
También se obtiene de esto en infusión o también se utiliza para hacer gárgaras para fortalecer las encías, tratar aftas bucales, etc.
De las hojas se obtiene una infusión y la pulpa de la madera también tiene usos medicinales y las raíces se utilizan en ocasiones como tratamiento para la epilepsia.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– GBIF, la Facilidad Global de Información sobre Biodiversidad.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/191203780/original.jpg
https://tropical.theferns.info/plantimages/a/e/aeaaaf0f9afa099e91e43131a60f1623632688ae.jpg

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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