Alectoris barbara

Alectoris barbara

La Pernice sarda o Pernice barbaresca (Alectoris barbara Bonnaterre, 1792) è un uccello appartenente alla famiglia dei Phasianidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Phylum Chordata,
Classe Aves,
Ordine Galliformes,
Famiglia Phasianidae,
Sottofamiglia Perdicinae,
Genere Alectoris,
Specie A. barbara.
È basionimo il termine:
– Perdix barbara Bonaterre, 1790.
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie:
– Alectoris barbara subsp. barbara;
– Alectoris barbara subsp. barbata (Reichenow, 1896);
– Alectoris barbara subsp. koenigi (Reichenow, 1899);
– Alectoris barbara subsp. spatzi (Reichenow, 1895).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Alectoris barbara è un uccello stanziale diffusa con quattro sottospecie in Nordafrica e in Europa meridionale, dove è stata introdotta con successo a Gibilterra, oltre che nelle isole Canarie (Subsp. Alectoris barbara koenigi).
In Italia è presente solo in Sardegna dove nidifica sia nell’isola che nelle isole satelliti con una popolazione di 3000-10.000 coppie dove alcuni autori ritengono che la specie abbia colonizzato l’isola nel tardo Miocene mentre, secondo altri, è stata introdotta dall’uomo al tempo dei Romani.
Il suo habitat è quello delle aree caratterizzate da rade boscaglie alternate a zone coltivate, macchia mediterranea, territori semiaridi.

Descrizione –
La Pernice sarda è un volatile con una lunghezza totale di 32-33 cm, con un’apertura alare di 45-50 cm, per un peso che oscilla tra 450 e 500 grammi, senza dimorfismo sessuale, eccezion fatta per il maschio che è provvisto di uno sperone nei tarsi che spesso si riscontra, in forma abbozzata, anche nelle femmine.
Ha un becco leggermente ricurvo verso il basso e di colore rosso o arancio-rossastro.
Le zampe sono di colore rosse e presentano unghie lunghe e scure e nei maschi uno o due speroni.
Il dorso è grigio-castano, color terra; molto caratteristico il collare castano o bruno rossastro. La parte inferiore è grigia nel petto e beige nel ventre. Si differenzia dalla Pernice rossa per le dimensioni più ridotte e il caratteristico collare castano spruzzato di macchioline bianche. Le narici sono scoperte. Coda e ali corte e arrotondate.
I giovani presentano una livrea simile a quella degli adulti ma con una colorazione meno marcata soprattutto per quanto riguarda il collare che risulta praticamente assente.
Le uova sono color crema finemente macchiettate di bruno-rossastro.
Il verso è caratteristico, metallico; non ama il volo e si sposta a terra con grande velocità.

Biologia –
L’ Alectoris barbara è una specie che raggiunge la maturità sessuale dal primo anno di età e si riproduce già dalla primavera successiva alla nascita.
Si tratta di una specie monogama, con la coppia che si compone già a fine dicembre e, tra marzo e maggio, depone di solito dalle dieci alle quattordici uova.
Le uova non vengono deposte in un vero e proprio nido, ma in depressioni del terreno foderate da foglie secche, da erbe e da scarsissimo piumino, alla cui incubazione provvede la femmina per circa venticinque giorni.
La nidificazione avviene in ambienti aperti secchi con cespugli e alberi sparsi, prediligendo quelli a macchia mediterranea bassa e discontinua su versanti pietrosi accidentati; localmente in steppe cespugliate, pascoli, seminativi e coltivazioni legnose, dal livello del mare fino a circa 1800 metri di quota.
Di solito viene deposta una covata annua; talvolta, a causa della stagione piovosa (temporali primaverili) o della predazione (volpi e cinghiali), viene ripetuta la covata verso giugno. Infatti, non è raro trovare qualche volata con la covata estiva composta da tre o quattro pulcini.
I pulcini nascono dopo 23-24 giorni di cova e compiono i primi voli a tra i sette ed i dieci giorni di vita.
Il gruppo familiare rimane unito formando una brigata scarsamente territoriale. Più brigate si possono fondere dando luogo a gruppi numerosi.

Ruolo Ecologico –
L’ Alectoris barbara è un uccello di abitudini gregarie in autunno-inverno, emette richiami distintivi, alcuni dei quali ricordano quelli di un gallo domestico.
Questa specie si sposta generalmente pedinando sul terreno e solo se costretta spicca il caratteristico volo. Sospettosa, se in pericolo corre e va velocemente al riparo. Negli ultimi anni si è vista la presenza di volate nelle periferie dei centri abitati, dovuta al cambiamento generale delle campagne che con l’abbandono dell’uomo si sono rivestite di cespugliati erbosi e macchia mediterranea.
Per quanto riguarda l’alimentazione si nutre prevalentemente di cariossidi di grano, oltreché di sostanze vegetali (granaglie e semi vari) in primavera – estate, semi e bacche di lentisco in inverno, integrando il tutto con insetti, larve e lumache che ricerca sul terreno.
Questa specie, nelle prime fasi della vita, ha una dieta carnivora costituita essenzialmente da piccoli invertebrati (vermi, lumache e insetti). Particolarmente appetiti sono l’Inula viscosa, i cardi selvatici e alcune piccole crassulente, ricche di acqua.
Questo volatile rientra tra le specie tutelate dalla convenzione di Berna (legge 503/1981, allegato III); Dir. CEE 79/409 All. I.
Purtroppo è una specie in diminuzione negli anni scorsi a causa delle trasformazioni ambientali e dell’uso di pesticidi. Nell’ultimo decennio si è stabilizzata, attualmente è messa in pericolo dalla continua e massiccia presenza dei cinghiali e delle volpi che distruggono la nidiata in cerca delle uova, non ultimo mangiando i pulcini appena nati.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/179524043/original.jpeg




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